[QUOTE=Ironman;1125830][FONT=Times New Roman][SIZE=4]Tu, evidentemente, hai delle prove che ti portano a fare una cos
"Forza Italia"
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[QUOTE=Silenzio;1125834]No.
Invidia del fatto che fa quello che gli pare, ha tutto quello che gli pare,----->Comperate i miei occhiali<-----
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Io sono invidioso di Gheddafi perchè è anche un pazzo furioso, sopratutto quando ha avuto contrasti con Reagan ne ha fatte di tutte.
----->Comperate i miei occhiali<-----
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Certamente. Cosa pensi che stia facendo Ciancimino?Originariamente Scritto da Ironman Visualizza MessaggioTu, evidentemente, hai delle prove che ti portano a fare una così grave affermazione.
Mettiti a disposizione dei magistrati,
...per forza: Berlusconi è entrato in politica proprio per salvarsi il culo dalla galera..Originariamente Scritto da Ironman Visualizza Messaggioche da quindici anni ci provano senza risultato e mandalo in galera.
E' ovvio che i magistrati, che stanno semplicemente facendo il loro normalissimo dovere, non riescano a fare giustizia.
Inoltre, molti dei processi a Berlusconi riguardano il periodo PRECEDENTE alla sua entrata in politica (e non a caso, dato che sono stati proprio quelli a spingerlo ad eentrare in politica).
Appunto...Originariamente Scritto da Ironman Visualizza MessaggioIn caso contrario, sarebbe opportuno tacessi.Last edited by Spaitek; 09-02-2010, 14:52.
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A Roma si dice che "le chiacchiere stanno a zero" e, difatti, allo stato attuale, nessuno è ancora riuscito a dimostrare le accuse (fantasiose) dei vari Spatuzza & C. a cui, adesso, si aggiunge un altro affidabile testimone (?) (mio padre disse..., ho sentito che dicevano ..., mi hanno riferito che ...) Ciancimino jr.Originariamente Scritto da Userro Visualizza MessaggioAhahah
Berlusconi dovrebbe essere già in galera da anni e non solo per collusioni con mafiose, è stato anche condannato solo che il suo continuo proporre gentilmente leggi per il bene del paese gli ha permesso fortuitamente di starne fuori.
Ah, anche le mazzette hanno funzionato bene a quanto pare
Ho la presunzione (chissà da dove mi viene) di ritenere chiunque innocente, fino a prova contraria.
E di prove, sottolineo prove - non accuse di cui ce ne sono a bizeffe - quelle, per intenderci, corredate da riscontri oggettivi, non se ne sono viste.
Ciascuno è libero di sognare magari abbracciado Di Pietro, la realtà e tutt'altra cosa.
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L'onestà intellettuale non è una malattia e te non sei stato assunto come avvocato di berlusconi, Da questi due presupposti il passo successivo sarebbe acquistare un po' di dignità, ma la vedo dura.
Ti rimando qui per una rapida profilassi http://www.discutere.it/showthread.p...23#post1126023----->Comperate i miei occhiali<-----
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Quello che fece Spatuzza ... un buco nell'acqua!Originariamente Scritto da Spaitek Visualizza MessaggioCertamente. Cosa pensi che stia facendo Ciancimino?
Non basta dire, occorre provare. Un concetto difficile, lo riconosco.
Ti sei fatto prendere la mano ... o non sai di cosa parli (o entrambe le cose).Originariamente Scritto da Spaitek Visualizza Messaggio[...]
Inoltre, molti dei processi a Berlusconi riguardano il periodo PRECEDENTE alla sua entrata in politica (e non a caso, dato che sono stati proprio quelli a spingerlo ad eentrare in politica).
[...]
Ripassino:
[FONT=Times New Roman][SIZE=4]1983 - Traffico di droga: indagine archiviata;
1987 - Falsa testimonianza: sentenza istruttoria di [B]non doversi procedere perch
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Naturalmente questo lo hai deciso tu, a priori, e senza dimostrazione... ANCORA PRIMA DI AVER VERIFICATO LE AFFERMAZIONI DI CIANCIMINO (e dello stesso Spatuzza!)Originariamente Scritto da Ironman Visualizza MessaggioQuello che fece Spatuzza ... un buco nell'acqua!
Che dire: complimentoni!!!
Gran bel modo di intendere la Giustizia. L'ideologia berlusconiana di ha indottrinato a dovere.
Eh credo proprio che il ripassino (anzi: ripassone) te lo devi fare tu:Originariamente Scritto da Ironman Visualizza MessaggioTi sei fatto prendere la mano ... o non sai di cosa parli (o entrambe le cose).
Ripassino:
...
Per avviare la sua attività imprenditoriale nel 1961 nel campo dell'edilizia Berlusconi ottenne una fideiussione dalla Banca Rasini, indicata da Michele Sindona e in diversi documenti della magistratura come la principale banca usata dalla mafia al nord per il riciclo di denaro sporco e fra i cui clienti si potevano elencare Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pippo Calò. Nella società fondata da lui e Pietro Canali impegnò 30 milioni di lire, provenienti, secondo quando da lui affermato, dalla liquidazione anticipata di suo padre Luigi, procuratore della Banca Rasini. Il resto venne da una fideiussione fornita dalla stessa banca.
Riguardo invece all'origine di alcuni finanziamenti, provenienti da conti svizzeri alla Fininvest negli anni 1975-1978, dalla fondazione all'articolazione in 22 holding (i quali ammontavano a 93,9 miliardi lire dell'epoca) Berlusconi, interrogato in sede giudiziaria dal pubblico ministero Antonio Ingroia, si avvalse della facoltà di non rispondere; così, anche a causa delle leggi svizzere sul segreto bancario, non è stato possibile accedere alle identità dei possessori dei conti cifrati inerenti al flusso di capitali transitato all'epoca e in piena disponibilità della Fininvest.
In particolare alcune delle "piogge di liquidità" contestate a Berlusconi, dal quotidiano la Padania, sono:
Il 26 settembre 1968, la Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l'intera area dove Berlusconi avrebbe edificato Milano 2. Berlusconi pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre miliardi di lire; inoltre nei mesi successivi l'imprenditore edificò un cantiere che costava circa 500 milioni al giorno. All'epoca Berlusconi aveva 32 anni e nessun patrimonio a disposizione suo o della famiglia da cui attingere questa liquidità.
Il 2 febbraio 1973, Berlusconi fondò la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale fino a 500 milioni. In seguito, questa cifra aumentò fino a diventare 2 miliardi e la società emise un prestito obbligazionario per altri due miliardi.
Il 22 maggio 1974, la Edilnord Centri Residenziali Sas aumentò il capitale sociale fino a 600 milioni di lire. Il 22 luglio 1975, la medesima società eseguì un altro aumento di capitale, passando a due miliardi di lire.
Nel 1974, Berlusconi acquisì il controllo dell'Immobiliare Romana Paltano, una società con 12 milioni di capitale. L'anno successivo, cambiata la ragione sociale in Cantieri Riuniti Milanesi Spa, il capitale di tale società venne aumentato a 500 milioni e nel 1977 ad un miliardo.[35]
Il 15 settembre 1977, la società Edilnord Sas cedette alla neo-costituita Milano2 Spa tutto il costruito di Milano 2 più alcune aree ancora da edificare. In pochi giorni il capitale della Milano2 Spa passò da un milione a 500 milioni, per arrivare il 19 luglio 1978 a due miliardi.
La holding capogruppo Fininvest nacque in due tappe. Il 21 marzo 1975, a Roma, Berlusconi diede vita alla Fininvest Srl con 20 milioni di capitale; l'11 novembre dello stesso anno i 20 milioni divennero 2 miliardi. L'8 giugno 1978 Berlusconi fondò la Finanziaria di Investimento Srl, ancora con 20 milioni di capitale iniziale, ma già il 30 giugno 1978 (solo 22 giorni dopo la fondazione) quei 20 milioni aumentarono a 50 e il 7 dicembre raggiunsero quota 18 miliardi. In seguito le due società si fonderanno.
Il 4 maggio 1977, a Roma, Berlusconi fondò l'Immobiliare Idra con capitale di un milione di lire. L'anno successivo la società aumentò il capitale sociale a 900 milioni di lire.
Al tempo in cui Luigi Berlusconi era procuratore generale della Banca Rasini, questa entrò in rapporti d'affari con la Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figuravano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus, responsabile dello IOR (Istituto per le Opere Religiose), di fatto la banca dello Stato della Città del Vaticano. Tutti questi personaggi hanno poi avuto un grosso rilievo nella cronaca giudiziaria. Secondo Sindona e altri collaboratori di giustizia, la Banca Rasini era coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa (il che spiegherebbe la grossa presenza di finanziatori svizzeri nei primi anni di attività di Berlusconi).
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La creazione di un gruppo di canali televisivi appariva di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte costituzionale che, sin dal 1960 (n. 59/1960), aveva mostrato il suo orientamento in materia. Un tema ripreso anche dal più recente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione.
Tre pretori da Roma, Milano e Pescara intervennero il 16 ottobre 1984, disponendo - in base al codice postale dell'epoca - il sequestro nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest interessate dal provvedimento apposero sul video un messaggio, rinunciando a trasmettere la programmazione canonica.
Dopo quattro giorni, il 20 ottobre 1984, il governo di Bettino Craxi intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura, emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il gruppo. Ma il 28 novembre il Parlamento, invece di convertirlo in legge, lo rifiutò, giudicandolo incostituzionale e permettendo alla magistratura di riprendere l'azione penale contro Fininvest. Craxi varò quindi il 6 dicembre 1984 un nuovo decreto, ponendo al Parlamento la questione di fiducia, che ottenne. La Corte Costituzionale esaminò la legge solo tre anni dopo, mantenendola in vigore, ma sottolineandone la dichiarata transitorietà.
L'approvazione del provvedimento fu da alcuni giustificata nella stretta e mai celata amicizia tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Secondo altri, invece, il disegno di modernizzazione del Paese del segretario socialista passava per lo scardinamento del monopolio culturale che - attraverso la RAI - era esercitato dalla Democrazia cristiana sulla programmazione radiotelevisiva nazionale; l'oligopolio a cui si giunse, però, probabilmente non corrispondeva alla ratio con cui la Corte costituzionale nel 1976 (invocando l'articolo 21 della Costituzione) aveva ammesso a latere della concessionaria pubblica un sistema plurale di molteplici reti, distribuite sul territorio a livello esclusivamente locale.
Il rapporto con Craxi fu documentato nell'archivio dell'ex-presidente del Consiglio, in cui fu trovata anche una lettere a firma di Berlusconi:
« Caro Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio. »
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Nel corso degli anni ottanta e fino al 1992, Berlusconi sosterrà sui suoi network con molteplici spot elettorali il PSI e l'amico Bettino. Nel 1984, Craxi è padrino di battesimo di Barbara Berlusconi. Nel 1990, alla celebrazione del matrimonio tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi, Anna Craxi (moglie del leader socialista) e Gianni Letta sono i testimoni di nozze per la sposa, mentre Craxi e Fedele Confalonieri lo sono per lo sposo.[53][54] Come ulteriore testimonianza della vicinanza di Berlusconi a Craxi, va ricordata la realizzazione di uno spot televisivo di ben 12 minuti, girato dalla regista Sally Hunter[55] e presentato nella primavera del 1992 per essere trasmesso sulle emittenti di Berlusconi nel corso della campagna elettorale, nel quale compare lo stesso Berlusconi vicino ad un pianoforte che, commentando l'esperienza dei governi presieduti da Bettino Craxi (1983-1987), dichiara:
« Ma c'è un altro aspetto che mi sembra importante, ed è quello della grande credibilità politica di quel governo. La grande credibilità politica sul piano internazionale, che è - per chi da imprenditore opera sui mercati - qualcosa che è necessario per poter svolgere un'azione positiva in ambienti anche politici sempre molto difficili per noi italiani, e qualche volta addirittura ostili. »
In più occasioni, inoltre, Craxi, nel suo ruolo di presidente del Consiglio, affiderà sue esternazioni alle reti di Berlusconi e ignorerà la TV di stato.
Infine, nell'ultimo periodo politico di Craxi (autunno del 1993), in occasione dell'ennesima autorizzazione a procedere avanzata dalla magistratura contro Craxi e respinta dalla Camera, Berlusconi espresse pubblicamente la propria solidale soddisfazione.
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Appartenenza alla loggia massonica P2
L’iscrizione di Berlusconi alla loggia massonica P2 avviene il 26 gennaio 1978 nella sede di via Condotti a Roma, all'ultimo piano del palazzo che ospita il gioiellere Bulgari insieme a Roberto Gervaso [84]; la tessera è la n. 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, come risulta dai documenti e dalle ricevute sequestrate ai capi della loggia. Berlusconi ha negato la sua partecipazione alla P2[85], ma ha ammesso in tribunale di essere stato iscritto[86]. Nell'autunno del 1988 (nel corso di un processo contro due giornalisti accusati di averlo diffamato celebrato dal tribunale di Verona[87]), Berlusconi dichiarò: «Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. [...] Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata chiesta»[88].
Per tali dichiarazioni il pretore di Verona Gabriele Nigro ha avviato nei confronti di Berlusconi un procedimento per falsa testimonianza. Al termine il magistrato veronese ha prosciolto in istruttoria l'imprenditore perché il fatto non costituisce reato [87]. Il sostituto procuratore generale Stefano Dragone ha però successivamente impugnato il proscioglimento[87] e la Corte d'appello di Venezia ha avviato un nuovo procedimento in esito al quale ha stabilito che «Berlusconi, deponendo davanti al Tribunale di Verona nella sua qualità di teste-parte offesa, ha dichiarato il falso» ma che «il reato attribuito all’imputato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia»[89].
Successivamente dichiarò: "Non sono mai stato piduista, mi mandarono la tessera e io la rispedii subito al mittente: comunque i tribunali hanno stabilito che gli iscritti alla P2 non commisero alcun reato, e quindi essere stato piduista non è titolo di demerito".[85] In altra occasione, ha affermato che la P2 "per la verità allora appariva come una normalissima associazione, come se fosse un Rotary, un Lions, e non c'erano motivi, per quello che se ne sapeva, per pensare che la cosa fosse diversa. Io resistetti molto a dare la mia adesione, e poi lo feci perché Gervaso insistette particolarmente dicendomi di rendere una cortesia personale a lui".
Secondo la Commissione parlamentare d'inchiesta Anselmi la loggia massonica era "eversiva". Essa fu sciolta con un'apposita legge, la n. 17 del 25 gennaio 1982.
La P2 era "un'organizzazione che mirava a prendere il possesso delle leve del potere in Italia attraverso il «piano di rinascita democratica», un elaborato a mezza via tra un manifesto e uno «studio di fattibilità». Conteneva una sorta di ruolino di marcia per la penetrazione di esponenti della loggia nei settori chiave dello Stato, indicazioni per l'avvio di opere di selezionato proselitismo e anche un preventivo dei costi per l'acquisizione delle funzioni vitali del potere".[92] Il Piano programmava la dissoluzione dei partiti e la costruzione di due poli organizzati in club territoriali e settoriali; tendeva al monopolio dell'informazione, al controllo della banche, alla Repubblica presidenziale e al controllo della magistratura da parte del potere politico.
Ricevuta di pagamento della quota di iscrizione di Silvio Berlusconi alla Loggia P2.Secondo il fondatore della P2 Licio Gelli, Berlusconi "ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto".[96] Anche il vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi rimprovera al primo governo Berlusconi, al momento della sua caduta (1995), di essere "l'attuazione fatta e programmata da Berlusconi del Piano di rinascita democratica proposto dalla Loggia P2 già nel 1976".[97] D'altra parte, l'affermazione di Gelli sembrerebbe sottointendere una certa estraneità di Berlusconi al tentativo che la loggia fece di attuare il suo piano, mentre, al di là delle analogie reali o apparenti, i contatti tra Berlusconi e personaggi legati alla loggia appaiono piuttosto concreti e provati e viaggiano per le vie degli affari, in particolare attraverso il canale internazionale rappresentato dal Banco Ambrosiano. Nell'organigramma complessivo della P2, incentrato, come detto, sulla segreta penetrazione dei più diversi luoghi del potere (finanza, politica, media), il ruolo dei giornali e della televisione appare decisivo. Lo stesso Gelli ha anche affermato: "Il vero potere risiede nelle mani di chi ha in mano i mass media".[98]
A partire dal 1985, gli archivi di Gelli testimoniano l'intervento della P2 nell'acquisizione da parte di Berlusconi dell’allora più diffuso settimanale popolare italiano[90], Tv Sorrisi e Canzoni.[99][100] La transazione, se vista come una delle tante compiute all'interno della stessa intricata ragnatela di imprese legate al sistema creditizio vaticano, risulta quasi solo un passaggio di consegna per la realizzazione del programma. È il giugno del 1983 quando la consociata all'estero Ambrosiano Group Banco Comercial di Managua cede a Berlusconi il 52% del pacchetto azionario della rivista. A interessarsi dell'affare sono i finanzieri Roberto Calvi e Umberto Ortolani. A seguito della presentazione delle conclusioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P.2, la loggia fu sciolta per legge in ragione dei «fini eversivi» che si prefiggeva. Gelli fu condannato e arrestato, benché al riguardo Berlusconi sostenne di essere «...sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli...».
Al momento del suo ingresso ufficiale in politica (1993), Berlusconi presentò un partito la cui struttura e programma parvero ad alcuni, simili a quelle prefigurate nel disegno eversivo della P2: «Club dove siano rappresentati... operatori imprenditoriali, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori» e solo «pochissimi e selezionati» politici di professione. Fin dal primo governo Berlusconi i titolari di diversi incarichi sono risultati appartenenti alle liste segrete scoperte nella residenza di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi[103].
Il 13 marzo 2006 la maggioranza parlamentare guidata da Berlusconi approvò una modifica dell'articolo 283 del Codice Penale sulla base del quale era stata messa sotto processo (e poi assolta) la P2. Il testo precedente era questo:
"Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni".
il testo modificato è invece il seguente:
"Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni".[104]
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I rapporti con Dell'Utri e Mangano
Nella prima metà degli anni settanta diverse organizzazioni criminali (non ultima la mafia) usavano ricorrere alla pratica del sequestro di persona nei confronti di imprenditori (o di loro familiari) non molto noti al grande pubblico per autofinanziarsi, e Berlusconi, all'epoca già padre di due figli, era tra questi: il 7 luglio 1974 l'avvocato palermitano Marcello Dell'Utri (all'epoca collaboratore di Berlusconi e che in seguito fu eletto senatore per il partito da quest'ultimo fondato), mise in contatto Berlusconi con Vittorio Mangano. L'incontro avvenne nella neoacquistata villa San Martino ad Arcore, e il motivo ufficiale della presenza di Mangano fu quello di assumere le mansioni di fattore e stalliere. In realtà, Mangano si occupò anche della sicurezza della villa e dell'incolumità dei figli di Silvio Berlusconi, che era solito anche accompagnare a scuola. Disse anni dopo Dell'Utri: «Berlusconi ha assunto Mangano, gliel'ho presentato io, è verissimo, tra tante persone che c'erano in concorso per quella posizione, e ai quali Berlusconi ha addirittura affidato la casa, e il signor Mangano accompagnava anche i figli di Berlusconi a scuola. Non vedo niente di strano nel fatto che io abbia frequentato in questa maniera il signor Mangano, e lo frequenterei ancora adesso».[141] Vittorio Mangano si licenziò nel 1976. A suo carico, nel periodo successivo all'impiego a villa San Martino, vi furono una condanna per traffico di droga e un'altra per associazione mafiosa semplice. Fu inoltre sospettato del rapimento di Luigi D'Angerio, avvenuto nella notte di Sant'Ambrogio del 1974, subito dopo una cena ad Arcore. La Procura della Repubblica di Palermo sostiene che Marcello Dell'Utri era a conoscenza dei precedenti penali di Mangano: al tempo in cui Dell'Utri, infatti, lasciò l'impiego in banca per diventare collaboratore di Berlusconi e successivamente chiamò Mangano ad Arcore, la locale stazione dei Carabinieri ricevette un'informativa dai colleghi palermitani che segnalava Mangano quale persona con precedenti giudiziari e Dell'Utri quale persona che era informata di ciò.
Il 26 maggio 1975 una bomba esplose nella villa di Berlusconi in via Rovani a Milano, provocando ingenti danni con lo sfondamento dei muri perimetrali e il crollo del pianerottolo del primo piano.
Berlusconi, dopo aver ricevuto varie minacce, si trasferì per qualche mese con la famiglia in Svizzera e successivamente in Spagna.
Il 28 novembre 1986 un altro attentato alla villa milanese creò danni unicamente alla cancellata esterna. Berlusconi, nel mezzo di un'intercettazione telefonica, commentò con Dell'Utri l'attentato definendolo scherzosamente un atto fatto «con affetto», proseguendo sullo stesso tono che «secondo me, come un altro manderebbe una lettera o farebbe una telefonata, lui metterebbe una bomba» e sottolineando che la natura del gesto è da ricercarsi nel fatto «che non sa scrivere».[144] Contrariamente a quanto Berlusconi pensava, invece, l'attentato non è attribuibile a Mangano, che all'epoca del fatto era detenuto. Esso è ascrivibile altresì (come risulta dalle dichiarazioni di Antonino Galliano) alla mafia catanese: una volta raccordatosi con il suo sodale Nitto Santapaola di Catania, Totò Riina, il capo di Cosa nostra, aveva, come si suol dire, «preso in mano la situazione» relativa a Berlusconi e Dell'Utri, che (per concorde dichiarazione di Ganci, Anzelmo e Galliano) sarebbe stata sfruttata non soltanto per fini prettamente estorsivi, ma anche per potere “agganciare” politicamente Bettino Craxi.
Un rapporto della Criminalpol del 13 aprile 1981 recita che «L'aver accertato attraverso la citata intercettazione telefonica il contatto tra Mangano Vittorio, di cui è bene ricordare sempre la sua particolare pericolosità criminale, e Dell'Utri Marcello ne consegue necessariamente che anche la Inim spa e la Raca spa (società per le quali il Dell'Utri svolge la propria attività
, operanti in Milano, sono società commerciali gestite anch'esse dalla mafia e di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporco, provento di illeciti».
Sull'attività di Mangano nello stesso periodo in cui prestava servizio come stalliere di Berlusconi, il giudice Paolo Borsellino rilasciò, poco prima di essere ucciso in un attentato mafioso, un'intervista a un giornalista francese nella quale definiva il Mangano come una delle teste di ponte di Cosa Nostra nel nord Italia. Mangano morì in carcere nel 2000, pochi giorni dopo essere stato condannato all'ergastolo per duplice omicidio. Dell'Utri commentò, in seguito, che Mangano era un eroe, concetto poi ribadito successivamente da Berlusconi stesso.
La procura di Palermo ha indagato su Silvio Berlusconi e su Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro. Nel 1998 la posizione di Berlusconi è stata archiviata al termine delle indagini preliminari, che erano state prorogate per la massima durata prevista dalla legge, mentre Dell'Utri è stato rinviato a giudizio. Nel 2004 Marcello Dell'Utri è stato poi condannato in primo grado a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; secondo la sentenza, Forza Italia sarebbe stata fondata per fornire nuovi agganci politici alla mafia e Dell'Utri sarebbe stato l'intermediario tra l'organizzazione mafiosa Cosa nostra e Silvio Berlusconi fin dal 1974. Il processo di appello è ancora in corso.
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etc. etc. etc.Last edited by Spaitek; 09-02-2010, 16:04.
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Cosa vuoi, ho il difetto di credere (ancora) nella Legge italiana e non a quella talebana:Originariamente Scritto da Spaitek Visualizza MessaggioNaturalmente questo lo hai deciso tu, a priori, e senza dimostrazione... ANCORA PRIMA DI AVER VERIFICATO LE AFFERMAZIONI DI CIANCIMINO (e dello stesso Spatuzza!)
Che dire: complimentoni!!!
Gran bel modo di intendere la Giustizia. L'ideologia berlusconiana di ha indottrinato a dovere.
[...]
Art. 66 Presunzione d’innocenza
1. Chiunque è presunto innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia dimostrata dinanzi alla Corte, in conformità con la legislazione applicabile.
2. Al Procuratore spetta l’onere di provare la colpevolezza dell’imputato.
3. Per condannare l’imputato, la Corte deve accertare la colpevolezza dell’imputato al di là di ogni ragionevole dubbio.
Tralascio la lenzuolata (bastava un semplice link a Wikipedia) che si può facilmente liquidare con quanto appena sopra detto (le ipotesi o sospetti [di reato] sono una cosa, le prove [del reato] sono tutt'altra).Originariamente Scritto da Spaitek Visualizza Messaggio
[...]
Eh credo proprio che il ripassino (anzi: ripassone) te lo devi fare tu:
Per avviare la sua attività imprenditoriale nel 1961 [...]
Sull'attività di Mangano nello stesso periodo in cui prestava servizio come stalliere di Berlusconi, il giudice Paolo Borsellino rilasciò, poco prima di essere ucciso in un attentato mafioso, un'intervista a un giornalista francese nella quale definiva il Mangano come una delle teste di ponte di Cosa Nostra nel nord Italia. Mangano morì in carcere nel 2000, pochi giorni dopo essere stato condannato all'ergastolo per duplice omicidio. Dell'Utri commentò, in seguito, che Mangano era un eroe, concetto poi ribadito successivamente da Berlusconi stesso.
[..]
Mi concentro invece su quest'ultima parte perchè, sebbene in questo caso non in modo esplicito, riprende il tentativo più volte attuato, di mettere in bocca al giudice Borsellino dichiarazioni che in realtà non ha mai fatto.
Una vicenda che ha avuto ripercussioni anche giudiziare e che da la misura del livello di mistificazione tentata pur di giungere allo scopo.
P.S. Non dimenticare (perchè è importante) che la ricostruzione di queste vicende avviene successivamente al 1994, data fatidica, che trasforma l'imprenditore Berlusconi, nel nemico pubblico n° 1. Che coincidenza!!
Last edited by Ironman; 09-02-2010, 17:19.
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E infatti Berlusconi è già stato condannato, in più di uno dei suoi innumerevoli processi.Originariamente Scritto da Ironman Visualizza Messaggio3. Per condannare l’imputato, la Corte deve accertare la colpevolezza dell’imputato al di là di ogni ragionevole dubbio.
In tutti gli altri processi, invece, è andata a finire in uno dei seguenti modi:
- il reato è caduto in prescrizione;
- il reato non è più reato, grazie alle leggi che Berlusconi stesso si è fatto.
Leggere per credere.
I casi sono soltanto tre:Originariamente Scritto da Ironman Visualizza MessaggioP.S. Non dimenticare (perchè è importante) che la ricostruzione di queste vicende avviene successivamente al 1994, data fatidica, che trasforma l'imprenditore Berlusconi, nel nemico pubblico n° 1. Che coincidenza!!
1- non sai leggere;
2- leggi ma fingi di non capire;
3- leggi ma non sei ingrado di capire.
Una quarta opzione, te lo assicuro, non può esistere.
Gran parte dei fatti che ho elencato, e che ti puoi andare a rivedere meglio, su Wikipedia (ma anche su altre fonti, più ufficiali) si sono OGGETTIVAMENTE E DIMOSTRATAMENTE svolti ben prima dell'entrata in politica i Berlusconi. Questa è Storia, non opinione politica!
Inoltre, Tangentopoli è cominciata nel 1992, e le stragi a Falcone e Borrsellino sono avvenute nel 92 e 93.
L'unica vera "coincidenza" degna di nota, semmai, è il fatto che Berlusconi sia sentito obbligato a scendere in politica esattamente subito DOPO tali eventi... poichè i suoi politici di riferimento erano stati smerdati.
Infatti, la spiegazione, come è già stato detto, è che:
... Dell'Utri ha messo Berlusconi nelle mani della mafia. Fino agli anni Novanta, in cui nasce Forza Italia, vista da Cosa nostra, dopo la stagione delle stragi e la dissoluzione della Dc, come il nuovo referente politico delle famiglie siciliane.
La condanna è personale e riguarda Marcello Dell'Utri (con il suo coimputato Tanino Cinà, condannato a 7 anni). Ma chiama pesantemente in causa Silvio Berlusconi: questo sarebbe stato messo da Dell'Utri nelle mani della mafia, fin dal 1974; e Forza Italia sarebbe stata spinta da Cosa nostra e salutata come una soluzione dai boss in difficoltà dopo l'esaurirsi della strategia stragista (ovvero le uccisioni di Falcone e Borsellino).Last edited by Spaitek; 09-02-2010, 17:56.
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Ricordo a te e a quanti continuano a dimenticarlo, che i gradi di giudizio sono tre e che fino al pronunciamento della Cassazione, l'imputato è considerato innocente.Originariamente Scritto da Spaitek Visualizza MessaggioE infatti Berlusconi è già stato condannato, in più di uno dei suoi innumerevoli processi.
In tutti gli altri processi, invece, è andata a finire in uno dei seguenti modi:
- il reato è caduto in prescrizione;
- il reato non è più reato, grazie alle leggi che Berlusconi stesso si è fatto.
Leggere per credere.
I casi sono soltanto tre:
1- non sai leggere;
2- leggi ma fingi di non capire;
3- leggi ma non sei ingrado di capire.
Una quarta opzione, te lo assicuro, non può esistere.
Gran parte dei fatti che ho elencato, e che ti puoi andare a rivedere meglio, su Wikipedia (ma anche su altre fonti, più ufficiali) si sono OGGETTIVAMENTE E DIMOSTRATAMENTE svolti ben prima dell'entrata in politica i Berlusconi. Questa è Storia, non opinione politica!
Inoltre, Tangentopoli è cominciata nel 1992, e le stragi a Falcone e Borrsellino sono avvenute nel 92 e 93.
L'unica vera "coincidenza" degna di nota, semmai, è il fatto che Berlusconi sia sentito obbligato a scendere in politica esattamente subito DOPO tali eventi... poichè i suoi politici di riferimento erano stati smerdati.
Infatti, la spiegazione, come è già stato detto, è che:
... Dell'Utri ha messo Berlusconi nelle mani della mafia. Fino agli anni Novanta, in cui nasce Forza Italia, vista da Cosa nostra, dopo la stagione delle stragi e la dissoluzione della Dc, come il nuovo referente politico delle famiglie siciliane.
La condanna è personale e riguarda Marcello Dell'Utri (con il suo coimputato Tanino Cinà, condannato a 7 anni). Ma chiama pesantemente in causa Silvio Berlusconi: questo sarebbe stato messo da Dell'Utri nelle mani della mafia, fin dal 1974; e Forza Italia sarebbe stata spinta da Cosa nostra e salutata come una soluzione dai boss in difficoltà dopo l'esaurirsi della strategia stragista (ovvero le uccisioni di Falcone e Borsellino).
Quanto al resto, ti lascio ai tuoi convincimenti, ma non senza ricordare le parole di due personaggi, sul cui valore morale e indipendenza di pensiero, nemmeno tu potresti avanzare riserve.
Gustavo Zagrebelsky: Contro l'etica della verità significa a favore di un'etica del dubbio. Al di là delle apparenze, il dubbio non è affatto il contrario della verità. In un certo senso, ne è la ri-affermazione. È incontestabile che solo chi crede nella verità può dubitare, anzi: dubitarne.
Pino Arlacchi: Non credo a una parola di quanto detto da Ciancimino. E queste storie le abbiamo già viste e sentite. Sono parole che non giovano altri che a Berlusconi, si vuole sollevare un gran polverone e screditare così la figura dei pentiti in generale. Ha una posizione giudiziaria interessata ed ha una scarsa attendibilità, a tanti anni di distanza. Lavorando insieme a Falcone so che questo tipo di dichiarazioni vanno prese con grande cautela e non vanno sbandierate. Non sono d’accordo nemmeno con Di Pietro che parla di governo paramafioso. Proprio Di Pietro, che ha avuto a che fare con casi molto delicati, sa che queste dichiarazioni vanno prese con grande prudenza. Infine, trovo paranoide il discorso di Forza Italia che nasce da una trattativa Stato-mafia. Forza Italia è stata una operazione di marketing politico molto lucida, sofisticata e di successo ed è con questo che dobbiamo fare i conti dal ’94. La presunta trattativa tra Stato e mafia - conclude Arlacchi - non c’entra nulla.
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Dell'Utri è già stato condannato dalla Cassazione.Originariamente Scritto da Ironman Visualizza Messaggio[FONT=Times New Roman][SIZE=4]Ricordo a te e a quanti continuano a dimenticarlo, che i gradi di giudizio sono tre e che fino al pronunciamento della Cassazione, l'imputato è considerato innocente.
io qua non ho riportato alcun "convincimento": ho riportato dei puri e semplici FATTI.Originariamente Scritto da Ironman Visualizza MessaggioQuanto al resto, ti lascio ai tuoi convincimenti,
E' evidentmente il TUO convincimento (ideologico) che ti impone di ignorarli..
Non posso fare a meno di far notare che:Originariamente Scritto da Ironman Visualizza MessaggioGustavo Zagrebelsky: Contro l'etica della verità significa a favore di un'etica del dubbio. Al di là delle apparenze, il dubbio non è affatto il contrario della verità. In un certo senso, ne è la ri-affermazione. È incontestabile che solo chi crede nella verità può dubitare, anzi: dubitarne.
Pino Arlacchi: [I]Non credo a una parola di quanto detto da Ciancimino.
1- sono solo opinioni.
2- chiunque possieda l'"etica della verità", NON può NON constatare le evidenti correlazioni che intercorrono fra le conoscenze personali, le attività imprenditoriali, i movimenti economici, e la stessa entrata in politica di Silvio berlusconi,.. con la storia e le attività della Mafia in Italia.
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