Sta a vedere che il fatto che Dell'Utri è uno dei padri fondatori di Forza Italia... sta a vedere che anche i capitali che fecero di Silvio quello che è... no dai... è impossibile.
Io non posso credere ad un pentito...
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti."Nahui
Niccolò Ghedini: "Così vogliono delegittimare il governo". Sulla stessa linea anche il Guardasigilli Angelino Alfano: "Abbiamo fatto l'esatto contrario del papello".
Il pm Sciacchitano querela Ciancimino jr
ROMA (8 febbraio) - Il magistrato palermitano Giusto Sciacchitano ha dato mandato al suo legale, l'avvocato Enrico Sanseverino, di sporgere querela per diffamazione contro Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso del capoluogo siciliano, Vito.
Sciacchitano ritiene lesive della sua dignità le dichiarazioni rese oggi da Ciancimino al processo al generale dei carabinieri Mario Mori. Deponendo come teste, il figlio dell'ex sindaco ha sostenuto di avere ricevuto dal magistrato pressioni, attraverso l'avvocato Gianni Lapis, affinché tenesse fuori dall'indagine per ricilaggio in cui era coinvolto la società Gas. Secondo il teste l'intervento di Sciacchitano sarebbe stato volto a tutelare il consuocero, Ezio Brancato, che era uno dei soci della ditta.
«Cercheremo - ha spiegato l'avvocato Sanseverino - di dimostrare la totale falsità delle accuse. All'epoca cui si riferisce Ciancimino, peraltro, Brancato non era più consuocero del mio assistito in quanto il figlio si era separato da un anno dalla moglie, figlia dell'imprenditore del gas»
Sta a vedere che il fatto che Dell'Utri è uno dei padri fondatori di Forza Italia... sta a vedere che anche i capitali che fecero di Silvio quello che è...
Certo che sì. Ma non è mica una novità.
Finora i mafiosi li abbiamo stanati proprio grazie alle confessioni dei pentiti. Quindi, direi che è un metodo più che consolidato.. Sarebbe da idioti accantonarlo proprio adesso.
La mancata perquisizione del covo di Riina era uno degli elementi della “trattativa” in corso negli anni delle stragi tra Cosa Nostra e lo Stato.
E' quanto ha dichiarato Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, durante la seconda udienza dedicata al suo interrogatorio e attualmente in corso all'aula bunker dell'Ucciardone. Ricordando il momento in cui Vito Ciancimino avrebbe messo a disposizione dei Carabinieri le cartine su cui era indicato il covo del boss di Cosa Nostra, all'epoca latitante, “mio padre – ha spiegato il teste – mi disse che era stato concordato insieme a Provenzano, al signor Franco (il misterioso uomo dei servizi segreti ndr.) e agli stessi Carabinieri che il covo andava rispettato. Che non andava perquisito per una forma di rispetto nei confronti della famiglia di Riina che doveva essere messa in condizione di allontanarsi e di portare via tutta la documentazione”. Anche perché, prosegue, “prima di essere arrestato Riina si vantava che nel momento in cui avrebbero perquisito il covo l'Italia sarebbe crollata, perché i documenti contenuti al suo interno avevano questo potere”.
“Questo margine di operatività – ha proseguito Ciancimino Jr. - era una sorta di onore alle armi, un messaggio da dare a Riina per fargli capire che non si trattava di un tradimento, ma di una azione quasi necessaria per salvaguardarlo da se stesso”. E che per farlo ”si era scelto il metodo meno traumatico”.
“Dopo aver consegnato le carte catastali mio padre non si aspettava di essere arrestato. E interpretò lo stesso arresto come una trappola che gli tesero i Carabinieri dopo aver ottenuto la necessaria documentazione per giungere alla cattura di Salvatore Riina”. Così ha proseguito nel suo racconto Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, interrogato dal pm Nino Di Matteo nel corso dell'udienza al processo Mori-Obinu attualmente in corso a Palermo.
“Mio padre – ha proseguito – aveva dato informazioni per la cattura di Riina insieme al Provenzano ed era convinto che per questo motivo lo avrebbero lasciato libero”.
Invidia di cosa? Di essere un governatore di tendenze fasciste, un propagandista della peggior specie, un colluso con la mafia?
Io penso che ci siano cose migliori da invidiare nel mondo.
[FONT=Times New Roman][SIZE=4]Tu, evidentemente, hai delle prove che ti portano a fare una cos
Invidia di cosa? Di essere un governatore di tendenze fasciste, un propagandista della peggior specie, un colluso con la mafia?
Io penso che ci siano cose migliori da invidiare nel mondo.
No.
Invidia del fatto che fa quello che gli pare, ha tutto quello che gli pare,
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