Arrestato in Austria David Irving

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #61
    Rimane a questo punto un dubbio ancora.
    Finchè il sig. Irving diffonde le sue tesi nell'ambito accademico o pubblicando i suoi libri, nessun dubbio che eserciti un sacrosanto diritto di manifestazione del pensiero non soggetto ad alcuna limitazione.
    Nel momento in cui lo fa nell'ambito di un raduno neonazista le cose cambiano, i suoi intelocutori non sono, infatti, interessati all'aspetto scientifico delle sue tesi storiche, cercano unicamente carburante per alimentare il loro odio razziale, in tale contesto anche una tesi storica può diventare uno strumento idoneo ad incitare al compimento di atti criminosi.
    Nel contesto in cui la diffusione delle idee avviene, io vedo un reale pericolo, seppur in fieri, di concrete azioni criminali.
    Mi rendo altrettanto conto che legalmente sarebbe impossibile imputare al sig. Irving un fatto preciso e concreto......per cui.....vigilare si, reprimere no...
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf

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    • Tomleo
      Banned
      • 19/03/05
      • 2045

      #62
      David Irving

      [QUOTE=mat612000]Rimane a questo punto un dubbio ancora.
      Finch

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      • Tomleo
        Banned
        • 19/03/05
        • 2045

        #63
        Il piccolo mondo di Don Camillo

        [QUOTE=N3m0]assolutamente no,
        Last edited by Tomleo; 20-11-2005, 13:23.

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        • mat
          Il Magnifico
          • 20/05/05
          • 17786

          #64
          Originariamente Scritto da Tomleo
          Lo Shooh (olocausto non ebbe mai luogo) ci da un
          numero di vittime di 6 millioni..
          Non ebbe mai luogo cosa?
          I revisionisti con prove scendono il numero a 2 ,3, millioni
          .
          Anche se fosse ti sembrano pochi?

          Tutti pensano che i tedeschi hanno rinchiuso gli ebrei
          nei campi di concentramento solo perche erano ebrei .
          I revisionisti ci provano che il congresso mondiale ebraico
          ha dichiarato la guerra alla Germania 4 giorni dopo la Francia
          e l"Inghilterra. .
          E con cosa avrebbe fatto la guerra alla Germania il congresso mondiale ebraico?
          Hai mai sentito parlare del processo di Norimberga?
          I nazisti stessi parlarono del progetto di "liberare" l'Europa ed il mondo dagli Ebrei, la distruzione degli Ebrei
          Moderatore Debate Square

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          • Tomleo
            Banned
            • 19/03/05
            • 2045

            #65
            Risposta

            [QUOTE=mat612000]Non ebbe mai luogo cosa?
            .
            Anche se fosse ti sembrano pochi?


            E con cosa avrebbe fatto la guerra alla Germania il congresso mondiale ebraico?
            Hai mai sentito parlare del processo di Norimberga?
            I nazisti stessi parlarono del progetto di "liberare" l'Europa ed il mondo dagli Ebrei, la distruzione degli Ebrei

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            • N3m0
              Eterodosso
              • 02/10/04
              • 3895

              #66
              Originariamente Scritto da Tomleo
              Risposta

              Quote (1)La Parola Olocausto secondo il dizionario Webster e La Rousse
              vuol dire "Sterminazione totale di una stirpe con il fuoco "
              Ragion per cui bisogna chiamarlo Shoah perche non ci fu
              sterminazione totale.
              Riduciamo cos
              [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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              • N3m0
                Eterodosso
                • 02/10/04
                • 3895

                #67
                riporto un post che reputo significativo. E' di un mio amico e studia per diventare un buon storico medievalista

                David Irving è uno storico dilettante che già negli anni '40 - '50, durante la sua attività studentesca, dimostrò derive sostanzialmente antisemite e razziste, esprimendosi ad esempio a favore dell'apartheid vigente in Sudafrica. Negli anni '60 si trasferì in Germania per motivi lavorativi, continuando a coltivare le sue inclinazioni politico-ideologiche di estrema destra tramite l'assidua frequentazione dei circoli di ex combattenti e reduci germanici, appartententi sia alla Wehrmacht che alle SS. Fra gli anni '60 e gli anni '80 si situa la produzione saggistica di Irving di reale interesse, sostenuta da una serie di interviste condotte nell'arco degli anni ai principali esponenti del regime e da un imponente apparato documentario.

                Irving, ad esempio, intervistò l'ex Ministro degli Armamenti Albert Speer pochi anni prima della morte, e rappresenta probabilmente l'unico storico contemporaneo ad aver potuto godere di contatti ripetuti e confidenziali col riservatissimo Otto Günsche, aiutante di Hitler e principale testimone degli ultimi istanti di vita del Führer nel bunker della Cancelleria. Gli esordi di David Irving in qualità di storico, a dire il vero, furono ritenuti notevolmente promettenti; tralasciando il suo primo saggio riguardante la distruzione di Dresda nel 1945, la sua opera principale è rappresentata dal monumentale "Hitler's war", un resoconto dettagliato della II G.M. vista da dietro la scrivania del dittatore germanico. Benché di carattere revisionista, l'opera ebbe inizialmente una certa risonanza e venne accolta con genuino interesse in virtù dell'inedita prospettiva del saggio e del gran numero di documenti inediti integralmente riportati dall'autore; obiettivo di Irving, infatti, non era quello di dare una lettura quantomai imparziale della guerra mondiale, ma di tentare una ricostruzione delle vicende belliche del 1939-45 così come esse furono viste e valutate da Hitler stesso nel corso della sua quotidana azione di governo.

                Le tesi sostenute da Irving in "Hitler's war" possono essere sommariamente riassunte in due grandi tematiche; un ridimensionamento numerico della Shoah in modo da poterla rendere comparabile con le altre stragi compiute nella II. G.M. assieme ad una sostanziale deresponsabilizzazione della persona di Adolf Hitler, e parallelamente l'attribuzione delle responsabilità circa lo scoppio del conflitto mondiale non all'aggressiva politica opportunista perseguita dal dittatore tedesco, ma all'intransigenza dell'Impero Britannico di Churchill che Irving spiega alla luce delle velleità nutrite dalla Gran Bretagna di mantenere saldamente la sua leadership mondiale. Quest'ultima argomentazione è sufficientemente paradossale da commentarsi da sola, mentre la prima, addentrandosi difatto nei temi cari al revisionismo, meriterebbe qualche parola in più.

                Principale tesi portata da Irving a discarico delle responsabilità di Hitler è quella che lo stesso dittatore si ritrovasse al centro di una rete burocratica tanto fitta e complessa da poter tranquillamente ignorare il destino cui gli ebrei furono condannati sin dalla Conferenza del Wannsee del 1941. In tal modo la responsabilità dell'Olocausto ricadrebbero essenzialmente sugli esecutori della stessa, visti come gerarchi e funzionari ambizioni e zelanti che agirono di propria iniziativa credendo di adempiere all'impostazione ideologica hitleriana senza tuttavia alcun ordine esplicito e diretto da parte del Führer. Il problema documentario effettivamente esiste, dal momento che non ci è pervenuto alcun ordine firmato da Hitler in merito al trattamento degli ebrei ed al loro eventuale sterminio. Ma quella che a prima vista potrebbe costituire un'argomentazione a favore dell'impostazione storiografica di Irving perde di validità, potendosi pertanto ricondurre nell'ambito del filone revisionista, allorquando si analizzi l'ambiguità della struttura del Terzo Reich.

                La compagine burocratico-statale hitleriana non costituiva un corpo né compatto, né tantomeno logicamente e ferreamente gerarchizzato. Conflitti di attribuzioni e competenze non erano infrequenti a causa della stessa propensione di Hitler a seminare discordia fra i suoi principali collaboratori salvo poi fungere da paciere riaffermando il proprio prestigio personale e la propria insostituibilità quale cuore del meccanismo. Già tale pretesa centralità escluderebbe radicalmente qualsiasi possibilità che Hitler ignorasse le meccaniche della Shoah; e di fronte alla stessa omnipervasività dell'azione di governo del dittatore, che spesso lo portava ad interferire ed ingerirsi anche in particolari di palese futilità, una simile teoria risulta del tutto paradossale. Hitler non poteva pertanto ignorare le meccaniche di quel processo di sterminio che sostanzialmente comportava l'attuazione pratica di uno dei principali assunti ideologici del nazionalsocialismo; e se il dittatore non ebbe modo di pronunciarsi in prima persona in merito al funzionamento del complesso sistema di sterminio posto in essere dal Terzo Reich fu perchè non ve ne era sostanzialmente bisogno. Riflessione, quest'ultima, che ci porta ad affrontare la seconda grande tematica del sistema statale hitleriano.

                Vi era infatti a tutti i livelli del corpo dello stato la precisa consapevolezza di dover agire conformemente ai dettami della dottrina nazionalsocialista codificata da Adolf Hitler ed agli assunti ideologici proclamati dal Führer, capo supremo ed indiscusso; logica, questa, che postulava la perfetta adesione, a qualsiasi livello, dell'azione di governo ai chiari princìpi dell'hitlerismo senza attendere di volta in volta un preciso pronunciamento da parte del dittatore. Il ferreo rispetto del già accennato "Führerprinzip", basato sull'indiscussa superiorità del leader messianico della Germania, assicurava pertanto l'autonoma applicazione delle linee guida dell'ideologia nazionalsocialista da parte di ciascuna individualità. Si può pertanto concludere che Hitler contribuì crucialmente alla costituzione ed alla messa in moto di un meccanismo successivamente in grado di agire autonomamente ed autoalimentarsi nelle sue pratiche quotidiane, ma impossibilitato a svincolarsi dalla tutela "morale" del Führer e pertanto profondamente incapace di assumere e perseguire qualsiasi decisione in contrasto con il corpus ideologico dell'hitlerismo. Molte tematiche riprese dal nazionalsocialismo preesistevano certamente alla nascita dello stesso ed alla vertiginosa ascesa politica di Hitler, ma l'identificazione dell'intero corpo della Germania e della sua "anima" nell'azione di un simile capo carismatico presupponeva che nulla potesse essere compiuto od anche solo meditato di contrario alla volontà stessa del Führer; agire in disaccordo alle direttive della guida della Germania avrebbe comportato il tradimento della causa nazionale e l'incrinamento di quella pretesa monoliticità che si era tentati di rintracciare nell'unicum idealmente costituito dalla Germania e dal Führer. Ragion per cui si comprenderà come costituisca un evidentissimo "nonsense" la pretesa di Irving di considerare l'Olocausto, avvenimento di amplissimo respiro che condizionò e segnò radicalmente l'aspetto e la struttura del Terzo Reich, alla stregua di qualcosa di cui Hitler poteva essere perfettamente all'oscuro.

                Le tesi revisioniste ma tutto sommato sfumate sostenute da Irving in "Hitler's war" lasciarono successivamente spazio all'assunzione da parte dell'autore di punti di vista ancor più radicali, tanto da poter parlare di un vero e proprio negazionismo che coincise con l'ulteriore avvicinamento dell'autore ad ambienti dichiaratamente di estrema destra. In quest'ottica si pone la polemica avviata da Irving circa la reale esistenza delle camere a gas di Auschwitz (che egli definì "un parco giochi per turisti") in seguito all'ennesimo, abile sfruttamento da parte dell'autore inglese di ulteriori ambiguità storiche. In primo luogo è da rilevare come il suo caustico commento in merito al campo di Auschwitz non risulti razionalmente del tutto infondato; in seguito allo stato di estremo abbandono in cui il campo versava al momento della liberazione nel '45 ed alle distruzioni perpetrate dalle guardie in ritirata, l'intero complesso venne sottoposto ad estesi lavori di ristrutturazione e sovente di ricostruzione che ne mutarono e spesso stravolsero l'aspetto e l'originaria struttura, mentre la distruzione da parte delle SS delle camere a gas e dei forni crematori del vasto complesso concentrazionario di Auschwitz rendono effettivamente difficoltosa la ricostruzione del loro aspetto e del loro funzionamento. Ma, in tale ambito, ci vengono in soccorso le memorie del comandante stesso del campo, Rudolf Höss, il quale prima dell'impiccagione stese un puntiglioso memoriale in merito alla sua esperienza di comando. Nel memoriale, che è anche disponibile in italiano col titolo di "Comandante ad Auschwitz" (Einaudi, 2005), Höss si dilunga dettagliatamente circa la costruzione ed il funzionamento delle camere a gas del Lager posto ai suoi ordini, nonché degli esperimenti precedentemente condotti in quello ed in altri campi che avevano infine portato all'adozione, quasi per caso, del metodo di sterminio mediante l'utilizzo di Ziklon-B di cui siamo attualmente a conoscenza.

                Il sentimento di orgoglio professionale con cui Höss rivendica la messa a punto del summenzionato sistema di gasazione basterebbe da solo a fugare le perplessità circa la reale esistenza delle camere a gas assieme alle emblematiche vestigia di tali edifici sopravvissute alle distruzioni germaniche. Ed è con eguale orgoglio che Höss, sempre nelle sue memorie, dichiara che il perfetto funzionamento della macchina di sterminio da lui messa a punto ad Auschwitz portò, nel campo, all'uccisione ed alla cremazione di 2.500.000 ebrei. Höss, rinchiuso in un carcere polacco al momento della stesura delle sue memorie, non aveva con tutta evidenza alcun interesse a dichiarare il falso fornendo cifre arrotondate per eccesso, mentre egli stesso accorre in nostro aiuto di fronte al dubbio insinuato da Irving circa la reale esistenza delle camere a gas nell'universo concentrazionario tedesco. Ci informa infatti lo stesso Höss che il vasto complesso delle camere a gas e dei forni crematori di Auschwitz-Birkenau costituiva un'eccezione dovuto alla funzione cui il campo era stato sin dall'inizio destinato: vale a dire il convogliamento degli ebrei frutto dei rastrellamenti germanici in tutti i territori orientali ed il loro sterminio. Nella veste di principale centro di liquidazione per l'attuazione pratica della cosiddetta Soluzione Finale, Auschwitz-Birkenau lavorò sino al 1944 a pieno regime provvedendo da sola allo sterminio di almeno il 50 % dei circa sei milioni di ebrei frutto della Shoah; e per assolvere al proprio compito il campo dovette costantemente e pressantemente mantenere livelli di efficienza sconosciuti ad altri lager.

                Veniamo così a sapere da Höss che nei territori orientali, come ad esempio nel ghetto di Lodz, lo sterminio degli ebrei era perpetrato in furgoni che venivano fatti saturare dalle esalazioni di monossido di carbonio. A Kulmhof, Treblinka, Sobibor e Belzec, gli altri centri di sterminio citati da Höss, venivano egualmente utilizzati i gas da combustione. Gli apparati, come ci riferisce l'autore del memoriale, erano spesso improvvisati. Le varie camere erano collegate mediante condutture ad un locale macchine ove dei motori d'autocarro, una volta messi in moto, provvedevano a produrre le esalazioni letali. A Riga, ancora, gli ebrei venivano semplicemente fucilati e poi bruciati su grandi cataste di legna, mentre solo a Majdanek si utilizzava, in appositi locali a perfetta tenuta stagna, il composto a base di acido prussico sperimentato da Höss. In altri campi, come i non meno famigerati Dachau e Mathausen, non era previsto uno sterminio pianificato degli internati; si lasciava piuttosto che gli stenti, le inaudite percosse ed il lavoro massacrante riscuotessero il loro tributo in vite da uomini psicologicamente e fisicamente prostrati. L'inaudito tasso di mortalità di Bergen-Belsen, e le spaventose condizioni in cui fu trovato il campo al momento della liberazione da parte delle truppe britanniche, derivava sostanzialmente dal verificarsi di concause come il sovraffollamento, le condizioni igieniche precarie e la cronica assenza di generi alimentari ed acqua potabile sfruttati ad arte dagli aguzzini. Gli stermìni scientemente perpetrati dalle SS del Lager furono perseguiti non col gas, ma per mezzo di epidemie di tifo e difterite che non si fece nulla per arginare; ed anzi, la cui diffusione venne incoraggiata stipando il campo di un sempre maggior numero di arrivati man mano che gli alleati andavano liberando i territori occidentali. Sui tali, apparenti, ambiguità Irving ha potuto fondare la sua opera di storico revisionista.

                Per le ragioni sopra citate Deborah Lipstadt definiva Irving un pericoloso negazionista, un "negatore dell'Olocausto". Lo stesso Irving rispondeva alla Lipstadt querelandola per diffamazione dopo aver sostenuto che tali accuse ne infangavano la credibilità pregiudicando la sua possibilità di guadagnarsi da vivere come storico. Il procedimento svoltosi nel 2000 presso la Royal Court di Londra è difatto divenuto un dibattimento storico, prima che giudiziario, cui purtroppo non si è dato sufficiente spazio in Italia soprattutto in merito alle conclusioni. In seguito all'avvio il dibattimento virava infatti decisamente, attestandosi sulla critica storiografica con ambedue i personaggi coinvolti intenti a dimostrare di fronte all'alta corte la giustezza delle loro valutazioni. D'altronde il procedimento ha assunto un valore esemplare; se la Lipstadt fosse stata condannata per diffamazione, implicitamente la Royal Court avrebbe avallato le interpretazioni revisioniste di Irving basate sulla non intenzionalità del genocidio degli ebrei da parte germanica e sulla non esistenza di un preciso meccanismo burocratico-amministrativo preposto all'attuazione della Soluzione Finale, tale per cui la Shoah avrebbe piuttosto assunto, secondo l'interpretazione dello storico britannico, caratteri sporadici e contingenti. In caso di proscioglimento della storica americana dalle accuse di diffamazione, invece, la corte britannica avrebbe sostanzialmente sancito l'inammissibilità storica delle tesi care al filone revisionista. Il dibattimento ha inoltre visto la partecipazione in qualità di teste a discarico dell'imputata Lipstadt accademici di chiara fama quali Eric Hobsbawm e Ian Kershaw; quest'ultimo, peraltro, specializzato in storia del nazionalsocialismo e meritatamente balzato agli onori della cronaca in seguito alla pubblicazione della monumentale biografia di Hitler in due volumi, cassava la tesi deresponsabilizzatrice sostenuta da Irving dimostrando, secondo le argomentazioni che ho sopra riportato, come Hitler non potesse ignorare l'adozione di una preordinata politica di sterminio su amplissima scala. Eppure, conclude Hobsbawm, non siamo in grado di negare recisamente, prove alla mano, la validità delle tesi di Irving. Tali prove, infatti, non esistono; e nonostante la sua aperta simpatia per le correnti ideologiche di estrema destra va riconosciuto a Irving il merito storiografico di aver segnalato una simile lacuna. Egli, infatti, non ha negato l'Olocausto, e non ha negato la morte di milioni di ebrei; se lo avesse fatto la sua condanna sarebbe stata semplice e lineare. Irving, al contrario, ha più limitatamente negato le responsabilità di Hitler riguardo ad esso. Come già detto, non esistono documenti scritti che attestino il coinvolgimento del dittatore della Shoah, e sebbene tale assenza possa essere facilmente ricondotta allo stile di comando del Führer in mancanza di prove certe è impossibile confutare una teoria per quanto questa risulti improbabile.

                Come rilevato dallo stesso Hobsbawm, nonostante il proscioglimento della Lipstadt e la condanna delle tesi di Irving, i risultati del dibattimento continuano a risultare estremamente controversi; benché sia stata sancita l'inammissibilità delle tesi revisioniste dello storico britannico, è pur vero che nel corso del procedimento Irving ha giustamente sollevato la questione della strumentalizzazione politica dell'Olocausto. Compiuta da parte di una nutrita schiera di politici militanti che hanno proceduto, come nel caso di Goldhagen, ad una faziosa volgarizzazione dello stesso, tale opera di volgarizzazione ha portato a risultati storiograficamente inammissibili; ed in tale ambito anche la Lipstadt ha dimostrato le sue manchevolezze.
                [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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                • Tomleo
                  Banned
                  • 19/03/05
                  • 2045

                  #68
                  Poteri oscuri e i loro servi cercano
                  di metterci la museruola .
                  Questa sarebbe la fine della civilizzazione
                  occidentale,
                  Bisogna che stiamo in guardia
                  perche contro di noi abbiamo
                  un nemico che lavora nell"ombra
                  e controlla le media.
                  La liberta di parola,di pensiero
                  di espressione sono sacrosante.

                  Comment

                  • N3m0
                    Eterodosso
                    • 02/10/04
                    • 3895

                    #69
                    Originariamente Scritto da Tomleo
                    Poteri oscuri e i loro servi cercano
                    di metterci la museruola .
                    Questa sarebbe la fine della civilizzazione
                    occidentale,
                    Bisogna che stiamo in guardia
                    perche contro di noi abbiamo
                    un nemico che lavora nell"ombra
                    e controlla le media.
                    La liberta di parola,di pensiero
                    di espressione sono sacrosante.
                    ma che stai dicendo?

                    tra l'altro qui nessuno mi sembra che abbia appoggiato il suo arresto...
                    [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

                    Comment

                    • yuri gagarin
                      Dall'altra parte del muro
                      • 19/06/05
                      • 1336

                      #70
                      [QUOTE=N3m0]riporto un post che reputo significativo. E' di un mio amico e studia per diventare un buon storico medievalista
                      Auschwitz port
                      GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

                      Comment

                      • Tomleo
                        Banned
                        • 19/03/05
                        • 2045

                        #71
                        Mettere in prigione una persona per quello che pensa

                        Originariamente Scritto da N3m0
                        ma che stai dicendo?

                        tra l'altro qui nessuno mi sembra che abbia appoggiato il suo arresto...
                        Irving in prigione
                        ci mette sul qui vive tutti..
                        Ci riporta all"inquisizione......

                        Comment

                        • N3m0
                          Eterodosso
                          • 02/10/04
                          • 3895

                          #72
                          [QUOTE=yuri gagarin]PUNTUALIZZAZIONE:Ho visitato personalmente sia il campo auschwitz1 che auschwitz-birkenau, ho letto e analizzato molti documenti e reperti a riguardo che attestano che il numero dei morti ad auschwitz(non solamente ebrei)
                          [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

                          Comment

                          • mat
                            Il Magnifico
                            • 20/05/05
                            • 17786

                            #73
                            [QUOTE=Tomleo]
                            Quote (1)La Parola Olocausto secondo il dizionario Webster e La Rousse
                            vuol dire "Sterminazione totale di una stirpe con il fuoco "
                            Ragion per cui bisogna chiamarlo Shoah perche non ci fu
                            sterminazione totale.
                            Dal punto di vista storico cosa cambia?

                            (2)Il congresso mondiale ebraico si riunisce a Londra e invia una
                            lettera al primo ministro inglese Chamberlain dicendo che gli
                            ebrei del mondo dichiarano la guerra alla Germania nazista
                            e mettono tutte le loro risorse contro la Germania.
                            Stava in prima pagina nei giornali 3.4 giorni dopo lo
                            scoppio della guerra. ,Fatti le ricerche..... non
                            mi fregherai queta volta.
                            Questo per te
                            Moderatore Debate Square

                            "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                            - P. Conte -


                            Angst essen Seele auf

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                            • N3m0
                              Eterodosso
                              • 02/10/04
                              • 3895

                              #74
                              c'è un "levis" di troppo per tomleo
                              [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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                              • mat
                                Il Magnifico
                                • 20/05/05
                                • 17786

                                #75
                                [QUOTE]Non mi sembra la cosa pi
                                Moderatore Debate Square

                                "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                                - P. Conte -


                                Angst essen Seele auf

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