Per una volta tanto voglio fare dietrologia, applicando il ragionamento di quel giudice romano comesichiamavanonmeloricordo, famoso per il detto "cui prodest?". A chi giova, cioè, bloccare tutto? Ebbene, certo giova all'industria automobilistica, che soprattutto in Piemonte è florida. Giova ai trasportatori, che sono moltissimi in Italia. Lo dico perchè, anni or sono venne dalle mie parti un Ministro dei trasporti ad ascoltare il disagio dei ferrovieri allarmati per i futuri, e poi verificatesi, tagli occupazionali. La classica domanda fu: "Ma perchè non trasportare le merci su rotaia?" Il ragionamento del Ministro fu semplice, cari ferrovieri, lo sapete quanti sono i camionisti in Italia? No? Ve lo dico io: trecentomila ( quindici anni fa, N.d.A.) E lo sapete cosa significherebbe trasportare anche solo l'uno per cento in più delle merci su rotaia? Che cinquemila autotrasportatori se ne devono andare a casa. Solo che loro non hanno a disposizione le garanzie sociali (prepensionamenti, mobilità
che avete voi. Per non parlare poi dell'indotto che genera il trasporto su strada tra gommisti, officine, gasolio, motel, assicurazioni,eccetera. La mia sarà una considerazione banale ma, se fossi un giornalista, proverei ad indagare su chi tira i fili della protesta, inculcando nelle teste degli abitanti della valle, oscure paure ambientalistiche che onestamente non ho ben compreso.
che avete voi. Per non parlare poi dell'indotto che genera il trasporto su strada tra gommisti, officine, gasolio, motel, assicurazioni,eccetera. La mia sarà una considerazione banale ma, se fossi un giornalista, proverei ad indagare su chi tira i fili della protesta, inculcando nelle teste degli abitanti della valle, oscure paure ambientalistiche che onestamente non ho ben compreso.

come si fa sempre in quel teatrino di buffoni che è diventato Montecitorio.
Comment