ecco, bravo, informati poi ci dirai. la concorrenza sleale c'è in quanto hanno forti agevolazioni fiscali non sempre giustificate dal "mutuo soccorso". e ancor meno sono giustificabili se servono a comperare (rectius: tentare di comperare) una banca...se non è un'operazione di speculazione finanziaria quella...siamo seri su!
La tua idea di cooperativa è vecchia di almeno 50 anni.
Guarda che oggi le cooperative sono dei gruppi aziendali di notevole
dimensione ed influenzano grandemente sia il bilancio Italiano sia ...
ovviamente e conseguentemente ... la politica di questo paese.
L'unica differenza rispetto ad altri gruppi di diversa forma è che,
in genere, ma non è detto, essendo nate dalle vecchie cooperative
"rosse" e "bianche", i loro dirigenti amministrativi hanno un occhio
di riguardo ed una certa simpatia per i partiti di riferimento ( leggasi
centro e sinistra ) ...
a parte questo, hanno degli obblighi e delle regole ben precise tramite
le quali possono e devono accrescersi e svilupparsi ... ivi compresa
l'acquisizione di banche e/ o assicurazioni ... soprattutto in un paese
dove banche e assicurazioni sono politicizzate e tendono a negare
i loro servigi particolari a chi non è del "colore" giusto.
Se poi si vuol dire che per avere finanziamenti e coperture di rischio
esse si debbono per forza rivolgere a Mediolanum sperando nella
serietà ed imparzialità di Berlusconi allora si rasenta la pazzia.
L'unico paletto è il rispetto delle regole ... e su quello che s'indaga
non sulla legittimità che una cooperativa investa finanziariamente.
Semmai, oserei dire, la commistione finanza - politica è molto più
evidente e "sospetta" nel caso Antonveneta - Credinord ...
con indizi ben più pesanti a carico di vari e ben noti esponenti di
centrodestra.
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
Le cooperative - alludo a quelle con migliaia di soci - spesso sono gestite dai manager che hanno in genere potere assoluto. Alle assemblee partecipano pochi soci e le decisioni sono pilotate dagli amministratori che di fatto sono i veri padroni (altro che democrazia). Quando poi scopri - nel caso delle cooperative rosse - che coloro che comandano sono ex segretari o funzionari dei d.s. capisci a chi realmente appartengono.
Io credo in cooperative che siano realmente mutualistiche e democratiche, diversamente si tratta di centri di affari dubbi.
Bisognerebbe fare una riforma che limitasse il numero dei mandati in capo ad un amministratore (Ce ne sono alcuni inamovibili). E si dovrebbe eliminare il limite delle dieci deleghe portabili in assemlea. Con quest'ultima condizione si permetterebbe l'organizzazione di un'opposizione e l'instaurazione di un sistema di gestione pi
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