Non confondiamo i piani.
Una cosa è l'integrazione, un'altra è l'economia ed un'altra ancora la geopolitica.
Quello di cui dobbiamo renderci conto è che ci troviamo ai probabili nuovi "padroni" del mondo.
La cina non è un fenomeno emergente, è già di fatto una realtà in espansione. Ha enormi margini di crescita se pensate che tutta la loro ricchezza spalmata su tutta la popolazione fa precipitare la cina dietro i paesi africani.
Ma è una realtà che già ha il potere di tenere per i cosidetti i padroni del mondo di oggi, gli americani.
La cina è la nemesi del capitalismo senza regole. E' il ragazzo che il padrone si cresce in bottega e che poi la fa fallire dopo aver appreso tutti i segreti del mestiere.
L'Europa e l'Italia in particolare hanno perso un treno: quello di formare dei consumatori sensibili e di rispettare e tutelare meglio i lavoratori.
Probabilmente da noi se si fosse ricercata la collaborazione dei lavoratori e non l'aggressione sistematica al sindacato ed al potere d'acquisto degli stipendiati si riuscirebbe a far "sistema" davvero...
E' abbastanza grottesco sentire imprenditori che han delocalizzato in cina ed in romania fare le prefiche sulla qualità dei prodotti e dellla condizione di lavoro in cina.
Fortunatamente la cina entrerà in contraddizione prima o poi con la struttura feudale e monolitica della sua società e del potere, ed i lavoratori prima o poi chiederanno maggiori diritti.
Il problema sarà sopravvivere fino a che tutto questo non accada, e per farlo ci vogliono delle strategie, non delle tattiche come le quote di esportazione ed i dazi, che sono facilmente aggirabili...
Una cosa è l'integrazione, un'altra è l'economia ed un'altra ancora la geopolitica.
Quello di cui dobbiamo renderci conto è che ci troviamo ai probabili nuovi "padroni" del mondo.
La cina non è un fenomeno emergente, è già di fatto una realtà in espansione. Ha enormi margini di crescita se pensate che tutta la loro ricchezza spalmata su tutta la popolazione fa precipitare la cina dietro i paesi africani.
Ma è una realtà che già ha il potere di tenere per i cosidetti i padroni del mondo di oggi, gli americani.
La cina è la nemesi del capitalismo senza regole. E' il ragazzo che il padrone si cresce in bottega e che poi la fa fallire dopo aver appreso tutti i segreti del mestiere.
L'Europa e l'Italia in particolare hanno perso un treno: quello di formare dei consumatori sensibili e di rispettare e tutelare meglio i lavoratori.
Probabilmente da noi se si fosse ricercata la collaborazione dei lavoratori e non l'aggressione sistematica al sindacato ed al potere d'acquisto degli stipendiati si riuscirebbe a far "sistema" davvero...
E' abbastanza grottesco sentire imprenditori che han delocalizzato in cina ed in romania fare le prefiche sulla qualità dei prodotti e dellla condizione di lavoro in cina.
Fortunatamente la cina entrerà in contraddizione prima o poi con la struttura feudale e monolitica della sua società e del potere, ed i lavoratori prima o poi chiederanno maggiori diritti.
Il problema sarà sopravvivere fino a che tutto questo non accada, e per farlo ci vogliono delle strategie, non delle tattiche come le quote di esportazione ed i dazi, che sono facilmente aggirabili...

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