La spaccatura

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  • Superpolo Wolf
    Opinionista
    • 24/03/06
    • 478

    #31
    [QUOTE=Mototopo]

    ad ogni modo credo sia innegabile, per tornare in topic, che il nord sia la locomotiva del treno italia, questo non significa che i vagoni non ci debbano essere che abbiano meno importanza ma dire che non
    SIATE SENZA PAURA
    DIFRONTE AL NEMICO
    SIATE GIUSTI E CORAGGIOSI
    PROCLAMATE LA VERITA'
    ANCHE A COSTO DELLA VITA
    DIFENDETE GLI OPPRESSI
    E NON PIEGATEVI AL MALE
    QUESTO E' IL VOSTRO GIURAMENTO!

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    • Insolente
      psicologicamente violento
      • 20/08/05
      • 3719

      #32
      Originariamente Scritto da emiliosansone
      Beh, allora la faccenda è più complicata. Se non ho inteso male tu vuoi arrivare a una specie di responsabilità collettiva, in virtù della quale il singolo si percepisca come una "cellula" sociale dalla quale dipende in una certa misura il buon funzionamento dell'insieme, e che perciò tenda a ritenersi comunque responsabile delle anomalie del meccanismo al quale appartiene. [...]

      Forse sarebbe possibile ottenere qualche progresso insistendo sul concetto di solidarietà, che normalmente si accompagna a quello di libertà nelle democrazie laiche, e che impropriamente viene considerato da queste parti per lo più come un valore religioso.

      [...]

      Sintetizzando, direi che il passo primario da compiere è quello di tornare a far brillare la cosiddetta "cultura della legalità". Dopo, eventualmente, ci si potrà spingere progressivamente verso mete più ambiziose, quali quelle da te prospettate.
      [...]
      Sinceramente non era questo che intendevo. La "responsabilità collettiva" è una cosa innaturale non solo per un italiano, ma per qualsiasi essere umano. La responsabiltà di cui parlo non è collettiva, ma individuale, e molto legata al valore della libertà.
      Anche la libertà, come la responsabilità, è un concetto che non fa parte della nostra cultura, è una cosa che si impara col tempo se si impara ed è solitamente percepita come una cattiva cosa, come dimostra anche il tuo reply. Non so se sia colpa della chiesa cattolica, o del periodo fascista, o del comunismo, ma in Italia è rimasto poco, quasi nulla dell'illuminismo e del liberalismo che caratterizzarono il risorgimento e i primi governi del regno.
      Ma un esponente della destra storica al tempo ti avrebbe risposto che libertà e responsabilità sono due cose strettamente legate: una persona è veramente libera quando si prende la responsabilità delle proprie azioni. Se ha il coraggio di prendere iniziative una volta valutate le auspicabili conseguenze e i possibili rischi. In tal caso l'individualismo si traduce automaticamente in un motore per l'economia e per la ricchezza (in tutti i sensi) della società.

      Perché l'interesse collettivo coincide con quello personale: specialmente quando si dirige un'azienda, l'obiettivo dell'azienda è quello di soddisfare gli stakeholders, ovvero i portatori di interesse: clienti, fornitori, finanziatori, dipendenti. Cercare di "fregare" anche uno solo degli stakeholder può portare un profitto immediato, ma sul lungo termine non può che portare alla rovina.
      E questo, per ignoranza e per radici culturali, è un concetto che gli italiani rifiutano da sempre.

      In sostanza è a mio avviso una scelta poco intelligente quella di focalizzarsi sul concetto di solidarietà, e ancora meno intelligente quella di inasprire la punizione per chi non rispetta la legge. La responsabilità è figlia della fiducia; l'obbligo esterno, legale o morale, non può che impedire la crescita della società.
      Last edited by Insolente; 23-05-2006, 14:37.
      QUADRIGLIA - Pesce a quattro pinne; si distingue dalla triglia che ne ha tre, dalla biglia che ne ha due e dalla maniglia che ne ha una.

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      • Tomleo
        Banned
        • 19/03/05
        • 2045

        #33
        Volpone una maschera italiana
        Il paese dei furbi.
        Niente di piu italiano che la furbizia

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        • emiliosansone
          Daltonico pip
          • 21/11/05
          • 810

          #34
          [QUOTE=Insolente]Sinceramente non era questo che intendevo. La "responsabilit
          [COLOR="Purple"]Tutto

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          • Tomleo
            Banned
            • 19/03/05
            • 2045

            #35
            Originariamente Scritto da Mototopo
            vero, però è anche vero che se non ci fossero persone che si alzano alle 6 e stanno nella loro azienda fino alle 21 di sera, avendo fatto debiti, promesse, rinunciato ad una vita propria per creare l' impresa non ci sarebbe neanche lavoro per la gente umile e sottopagata che lavora quì da noi!

            sfatiamo subito una leggenda, i meridionali nel dopo guerra hanno cercato lavoro e trovato nelle grandi aziende e nel pubblico che più o meno è la stessa cosa...in aziende a conduzione familiare da 3 a 15 dipendenti che è il tessuto primario di cui è fatta l' impresa del nord est tanta gente sarebbe durata poco perchè lavorare fianco a fianco del titolare non è cosa da tutti!

            ora è non sto dicendo che il cittadino del nord è meglio di quello del sud ma quello che ho citato è vero perchè ci vivo da 36 anni e so come vanno le cose da me! poi se resti bloccato sulla statale romea alle 2 di notte e non si ferma nessuno è un altro discorso mentre sulla statale 89 sul gargano si fermano e ti aiutano sempre!
            La favola che mi raccontava mio zio Pasquale Mangiacavallo :
            C" era una volta nel meridione la prima ferrovia d"Italia e anche
            cantieri navali nel napoletano..
            I banditi del nord sono venuti nel sud e ci hanno rubato tutto
            e ci chiamano terroni.
            Siccome loro erano i padroni d"Italia si sono costruito industrie
            solo per loro.

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            • gimbo
              Banned
              • 29/07/05
              • 623

              #36
              [QUOTE=Insolente]Il sud
              Last edited by gimbo; 24-05-2006, 05:02.

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              • gimbo
                Banned
                • 29/07/05
                • 623

                #37
                Originariamente Scritto da Insolente
                E tutto fila liscio, perché i cittadini nel loro immobilismo non vogliono alcuna responsabilità politica e sono prontissimi a dare la colpa ai politici se l'economia nazionale va a rotoli.
                Ma la colpa è dei politici? La colpa, si dice, morì fanciulla.
                se i cittadini italiani non volessero alcuna responsabilità non vi sarebbe stato l'83% di affluenza alle urne.
                Last edited by gimbo; 24-05-2006, 05:03.

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                • Insolente
                  psicologicamente violento
                  • 20/08/05
                  • 3719

                  #38
                  Originariamente Scritto da gimbo
                  se i cittadini italiani non volessero alcuna responsabilità non vi sarebbe stato l'83% di affluenza alle urne.
                  Ma l'atto del voto non è una ammissione di responsabilità morale (il voto è segreto), e nemmeno legale.
                  Al voto però può accompagnarsi, in rarissimi casi, una ammissione di responsabilità interiore.

                  Originariamente Scritto da emiliosansone
                  Vediamo di stabilire l'oggetto della discussione. Stai parlando di libertà individuale connessa al concetto di responsabilità delle proprie azioni? Se è così, è necessario che ogni individuo, prima di compiere un'azione, si chieda: "quali saranno sull'ambiente esterno gli effetti della mia azione?". Oppure, in alternativa: "Cosa mi capiterà, in bene o in male, se faccio questa determinata cosa?".
                  Ma questa distinzione è superflua; è superfluo distinguere l'altruismo dall'egoismo, per due motivi: 1 - una persona che sa bene fare il proprio interesse, per il discorso fatto prima sulle aziende, fa automaticamente anche quello degli altri; 2 - in realtà una persona difficilmente ammette, anche intimamente, di essere egoista, ma ogni persona lo è per istinto. La differenza sta sempre nel modo di rapportarsi con questa natura primitiva.

                  Ma perché non dovremmo abbracciare la nostra natura egoista, consapevoli di fare automaticamente l'interesse della società? Questo lo diceva più o meno esplicitamente Adam Smith.

                  Detto questo, a mio avviso non si deve spingere le persone a guardare oltre il proprio interesse, come dici

                  Originariamente Scritto da emiliosansone
                  Ma non sono ancora stati individuati dei metodi educativi che riescano a persuadere gli individui a guardare oltre il loro immediato interesse. Perchè? Perchè non siamo ancora sufficientemente evoluti sul piano logico. Nonostante i molti traumi subiti nel corso della storia, l'uomo rimane una creatura prevalentemente meschina, sul piano della esperienza condivisa, a parte pochi popoli. L'uomo è una creatura "cerebralmente miope".
                  ma insegnar loro a farlo abilmente e correttamente. Quello che c'è da capire non è che non si deve fare il proprio interesse, ma che non solo fare il proprio interesse non implica di dover fregare qualcuno, ma addirittura se faccio il mio interesse e rimangono tutti contenti, ci guadagno molto di più. Credi che l'uomo non sia capace di capire cosa è meglio per sé? qualsiasi uomo, a qualsiasi età è capace di essere egoista o imparare ad esserlo Quindi si tratta solo di ignoranza, mera mancanza di istruzione ed esperienza, con una certa dose di superbia. Tutte cose che si possono migliorare in sede di istruzione preuniversitaria, e purtroppo sono difficili da toccare dopo una certa età, o comunque dopo che una persona si sente adulta.
                  QUADRIGLIA - Pesce a quattro pinne; si distingue dalla triglia che ne ha tre, dalla biglia che ne ha due e dalla maniglia che ne ha una.

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                  • emiliosansone
                    Daltonico pip
                    • 21/11/05
                    • 810

                    #39
                    Originariamente Scritto da Insolente
                    Ma questa distinzione è superflua; è superfluo distinguere l'altruismo dall'egoismo, per due motivi: 1 - una persona che sa bene fare il proprio interesse, per il discorso fatto prima sulle aziende, fa automaticamente anche quello degli altri; 2 - in realtà una persona difficilmente ammette, anche intimamente, di essere egoista, ma ogni persona lo è per istinto. La differenza sta sempre nel modo di rapportarsi con questa natura primitiva.
                    Se realmente fosse superfluo distinguere tra interessi individuali e interessi collettivi, e cioè se le due cose più o meno coincidessero, il livello di conflittualità tra gli umani sarebbe molto più basso di quello attuale. Purtroppo così non è. Ci si riesce ad ammazzare anche per il volume del televisore troppo alto o per un parcheggio auto conteso. E' evidente che la bestialità pura è sempre in agguato, e può facilmente manifestarsi con "raptus" che puntano alla distruzione del presunto antagonista. In questi casi la ragione è assente. Se uno pensasse un attimo prima a quello che ci guadagna accoppando un altro per futili motivi si guarderebbe bene dal porre in essere una simile stronzata che va anche e soprattutto contro il suo interesse.

                    Originariamente Scritto da Insolente
                    Ma perché non dovremmo abbracciare la nostra natura egoista, consapevoli di fare automaticamente l'interesse della società? Questo lo diceva più o meno esplicitamente Adam Smith.
                    Questo è esattamente il passo che l'umanità non riesce a compiere. Esistono centinaia di teorie politiche, religiose, filosofiche, sociali, economiche che tentano di subordinare l'egoismo alla ragione. Ma non ci siamo ancora. I vari conflitti armati sparsi per il mondo sono lì a dimostrarlo. Quando ci si sarà diffusamente persuasi che molte forme di altruismo sono in realtà egoistiche, perchè possono portare vantaggi diretti ai relativi promotori, avremo fatto quel famoso passo avanti che sembra ormai indispensabile per la sopravvivenza del "villaggio globale".

                    Originariamente Scritto da Insolente
                    Detto questo, a mio avviso non si deve spingere le persone a guardare oltre il proprio interesse, come dici ma insegnar loro a farlo abilmente e correttamente. Quello che c'è da capire non è che non si deve fare il proprio interesse, ma che non solo fare il proprio interesse non implica di dover fregare qualcuno, ma addirittura se faccio il mio interesse e rimangono tutti contenti, ci guadagno molto di più.
                    Esatto. Hai centrato il punto. E' solo che mi sembra che la frittata debba essere decisamente rovesciata. Si deve spingere in qualche modo la bestia umana a convincersi che in molti casi se si preoccupa degli interessi altrui, automaticamente sta facendo anche il suo. Se la suddetta bestia non si persuade in tal senso, continuerà sempre a cercare di "fregare" il prossimo ritenendo, erroneamente, che in tal modo sta facendo il suo interesse.

                    Originariamente Scritto da Insolente
                    Credi che l'uomo non sia capace di capire cosa è meglio per sé? qualsiasi uomo, a qualsiasi età è capace di essere egoista o imparare ad esserlo Quindi si tratta solo di ignoranza, mera mancanza di istruzione ed esperienza, con una certa dose di superbia. Tutte cose che si possono migliorare in sede di istruzione preuniversitaria, e purtroppo sono difficili da toccare dopo una certa età, o comunque dopo che una persona si sente adulta.
                    Si. Ritengo che l'uomo non sia ancora capace di capire cosa è meglio fare per aumentare i suoi vantaggi e il suo benessere. Altrimenti il problema della pacificazione mondiale sarebbe già stato risolto. Non credo che l'istruzione possa fornire i necessari supporti. In molti casi l'istruzione viene impiegata per "fregare" meglio il prossimo. Ti ripeto: l'uomo è un animale ancora troppo cretino per capire che la prevaricazione e l'ingiustizia sono sempre perdenti. Perciò insisto: diminuiamo il numero delle regole da rispettare, ma facciamo in modo che vengano effettivamente osservate da tutti, nessuno escluso.
                    Last edited by emiliosansone; 24-05-2006, 12:21.
                    [COLOR="Purple"]Tutto

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                    • gimbo
                      Banned
                      • 29/07/05
                      • 623

                      #40
                      Originariamente Scritto da Insolente
                      Ma l'atto del voto non è una ammissione di responsabilità morale (il voto è segreto), e nemmeno legale.
                      Al voto però può accompagnarsi, in rarissimi casi, una ammissione di responsabilità interiore.
                      quando dico che la grande e inaspettata affluenza alle urne é segno di una assunzione di responsabilità da parte degli elettori intendo dire che col voto gli elettori hanno deciso consapevolmente chi a loro modo di vedere è in grado di fare gli interessi del paese, sempre sulla base di ciò che dell'operato dei due schieramenti risulta dai media, e soprattutto dalla televisione. la segretezza del voto vuol dire soltanto che ciascun elettore non è tenuto ad ammettere la propria responsabilità davanti agli altri, non che non abbia compiuto un gesto di responsabilità.


                      Originariamente Scritto da Insolente
                      Ma questa distinzione è superflua; è superfluo distinguere l'altruismo dall'egoismo, per due motivi: 1 - una persona che sa bene fare il proprio interesse, per il discorso fatto prima sulle aziende, fa automaticamente anche quello degli altri; 2 - in realtà una persona difficilmente ammette, anche intimamente, di essere egoista, ma ogni persona lo è per istinto. La differenza sta sempre nel modo di rapportarsi con questa natura primitiva.
                      la piena realizzazione del proprio interesse personale spesso, anzi spessissimo, contrasta con quella dell'interesse collettivo. l'impiegato statale che dorme sul posto di lavoro certamante farà il proprio interesse, che è evidentemente quello di non lavorare, ma il suo comportamento andrà a discapito dell' interesse collettivo alla fruizione del servizio alla cui erogazione il detto impiegato è preposto. le teorie che fanno coincidere il perseguimento del proprio interesse con quello dell'interesse della collettività sono ormai superate da secoli.
                      sono invece d'accordo con te quando dici che un comportamento socialmente utile presuppone la capacità di rapportarsi consapevolmente col proprio innato egoismo.
                      Originariamente Scritto da Insolente
                      Ma perché non dovremmo abbracciare la nostra natura egoista, consapevoli di fare automaticamente l'interesse della società? Questo lo diceva più o meno esplicitamente Adam Smith.
                      adam smith è vissuto tre secoli fa, le sue teorie hanno accompagnato lo sviluppo del capitalismo nella fase dell'accumulazione iniziale, salvo rivelarsi totalmente fasulle nel secondo decennio dello scorso secolo, quando le manìe egoistiche degli imprenditori statunitensi, in una situzione in cui era assente ogni controllo da parte dello stato sulle dinamiche economiche, determinarono quell' imponente surplus che portò l'economia del paese allo sfascio. da allora, come saprai, si comprese che, come nella vita civile, é indispensabile un controllo e, se necessario, un intervento dello stato anche in ambito economico.

                      Originariamente Scritto da Insolente
                      Detto questo, a mio avviso non si deve spingere le persone a guardare oltre il proprio interesse, come dici ma insegnar loro a farlo abilmente e correttamente. Quello che c'è da capire non è che non si deve fare il proprio interesse, ma che non solo fare il proprio interesse non implica di dover fregare qualcuno, ma addirittura se faccio il mio interesse e rimangono tutti contenti, ci guadagno molto di più. Credi che l'uomo non sia capace di capire cosa è meglio per sé? qualsiasi uomo, a qualsiasi età è capace di essere egoista o imparare ad esserlo Quindi si tratta solo di ignoranza, mera mancanza di istruzione ed esperienza, con una certa dose di superbia. Tutte cose che si possono migliorare in sede di istruzione preuniversitaria, e purtroppo sono difficili da toccare dopo una certa età, o comunque dopo che una persona si sente adulta.
                      qui non siamo d'accordo. la realizzazione del proprio interesse personale, anche qualora prescinda da comportamenti illeciti, si trova in una posizione di insanabile conflitto con la soddisfazione dell'interesse dell'intera società. tu parli di impresa: pensa ad una casa farmaceutica che scarichi rifiuti tossici in un fiume. in che modo pensi che l'interesse collettivo alla tutela dell'ambiente possa essere contemperato con quello lucrativo dell'imprenditore senza un intervento esterno? un modo di pervenire ad una soluzione di riequilibrio potrebbe essere costituito dall'imposizione alla casa farmaceutica del pagamento di un' imposta aggiuntiva sugli scarichi tossici. ma questo è inevitabilmente il compito di un terzo imparziale, cioè lo stato, che tu reputi un fattore di rallentamento della crescita sociale.
                      Last edited by gimbo; 25-05-2006, 17:04.

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                      • Insolente
                        psicologicamente violento
                        • 20/08/05
                        • 3719

                        #41
                        [QUOTE=gimbo]quando dico che la grande e inaspettata affluenza alle urne
                        QUADRIGLIA - Pesce a quattro pinne; si distingue dalla triglia che ne ha tre, dalla biglia che ne ha due e dalla maniglia che ne ha una.

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                        • gimbo
                          Banned
                          • 29/07/05
                          • 623

                          #42
                          Originariamente Scritto da Insolente
                          Ma io non ho mai sentito un cittadino che si prendesse la colpa dei disagi causati dalla coalizione che ha contribuito a mettere al governo.
                          i cittadini che hanno votato una coalizione non degna di fiducia se ne assumono la colpa non votandola pi

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                          • Insolente
                            psicologicamente violento
                            • 20/08/05
                            • 3719

                            #43
                            Originariamente Scritto da gimbo
                            il comunismo ha tentato di mettere in pratica ciò di cui ti parlo. la creazione di un organismo unico capace di conciliare i contrapposti interessi del lavoro e del capitale.
                            Non fare il bastian contrario gimbuccio caro, certo che il comunismo è nato a causa di questa convinzione, che a sua volta è causata da un grave errore strategico dell'azienda della scuola Ford-Taylor, e cioè proprio pensare che l'infelicità di un dipendente sia tollerabile in un'azienda, che la soddisfazione dei dipendenti non sia un fattore chiave di successo.
                            Ovvio che allora i dipendenti si inca**ano e scioperano, e hanno tutte le ragioni di farlo, e nel caso più critico parlano di comunismo e fanno la rivoluzione. Recentemente qualcuno si è battuto la mano sulla fronte e si è accorto che tutto questo non sarebbe stato necessario.

                            Dopo la seconda guerra mondiale ci fu un signore che si chiamava Ichiro e si prese la briga di risollevare l'economia giapponese dopo due bombe atomiche, un dispendio incredibile di risorse, la distruzione dei maggiori centri di produzione. A quei tempi il Giappone:
                            - miniere non ne aveva
                            - terra da coltivare neanche
                            - petrolio, figuriamoci
                            - fabbriche tutte distrutte
                            Cosa aveva però il Giappone? Diverse bocche da sfamare. Ecco, disse allora Ichiro, punterò sulla migliore risorsa che ho, e in abbondanza: le persone.

                            Nel giro di una decina d'anni, il tempo dei governi Prodi I, D'Alema, Amato, Berlusconi II in Italia, il Giappone da nullità internazionale divenne una superpotenza economica (e si fece una pessima fama negli USA). La filosofia giapponese fu scopiazzata ed esportata nelle maggiori aziende mondiali.

                            Le migliori e maggiori aziende odierne sul mercato o sono monopoliste o oligopoliste o si rifanno in parte o del tutto ai principi di Ichiro e dei suoi successori; potete star certi che nella maggior parte dei casi un dipendente ad esempio di Toyota o SAP o Ford o AMD non si sente minimamente sfruttato, è felice di lavorare per la sua azienda e ne trae gratificazione personale. Qualcuno ha persino smarrito la tessera sindacale.

                            I problemi sindacali nascono invece in aziende monopoliste come FS in cui ai dipendenti non importa niente dell'azienda, all'azienda non importa niente dei clienti, né dei finanziatori, né dei dipendenti. Altre aziende in profondo rosso sono Alitalia e Telecom, e in entrambi i casi si denota disinteresse per il cliente, per il dipendente, per il finanziatore. Il trasporto pubblico e l'istruzione pubblica sono settori in continua perdita e scioperano spesso, perché? Per lo stesso motivo: scarsa considerazione per clienti, dipendenti, finanziatori.

                            Se vuoi che l'azienda vada bene, devi metterti in testa che devono essere tutti il più possibile soddisfatti. In quest'ottica, se il tuo interesse è che l'azienda non passi guai, automaticamente il tuo interesse diventa quello di clienti, dipendenti, finanziatori.

                            Ichiro diceva: "L'obiettivo di un'azienda è soddisfare il cliente, non fare utile. Il profitto è solo il premio per chi riesce a soddisfare bene il cliente."
                            Last edited by Insolente; 25-05-2006, 17:26.
                            QUADRIGLIA - Pesce a quattro pinne; si distingue dalla triglia che ne ha tre, dalla biglia che ne ha due e dalla maniglia che ne ha una.

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                            • gimbo
                              Banned
                              • 29/07/05
                              • 623

                              #44
                              Originariamente Scritto da Insolente
                              Non fare il bastian contrario gimbuccio caro, certo che il comunismo è nato a causa di questa convinzione, che a sua volta è causata da un grave errore strategico dell'azienda della scuola Ford-Taylor, e cioè proprio pensare che l'infelicità di un dipendente sia tollerabile in un'azienda, che la soddisfazione dei dipendenti non sia un fattore chiave di successo.
                              Ovvio che allora i dipendenti si inca**ano e scioperano, e hanno tutte le ragioni di farlo, e nel caso più critico parlano di comunismo e fanno la rivoluzione. Recentemente qualcuno si è battuto la mano sulla fronte e si è accorto che tutto questo non sarebbe stato necessario.

                              Dopo la seconda guerra mondiale ci fu un signore che si chiamava Ichiro e si prese la briga di risollevare l'economia giapponese dopo due bombe atomiche, un dispendio incredibile di risorse, la distruzione dei maggiori centri di produzione. A quei tempi il Giappone:
                              - miniere non ne aveva
                              - terra da coltivare neanche
                              - petrolio, figuriamoci
                              - fabbriche tutte distrutte
                              Cosa aveva però il Giappone? Diverse bocche da sfamare. Ecco, disse allora Ichiro, punterò sulla migliore risorsa che ho, e in abbondanza: le persone.

                              Nel giro di una decina d'anni, il tempo dei governi Prodi I, D'Alema, Amato, Berlusconi II in Italia, il Giappone da nullità internazionale divenne una superpotenza economica (e si fece una pessima fama negli USA). La filosofia giapponese fu scopiazzata ed esportata nelle maggiori aziende mondiali.

                              Le migliori e maggiori aziende odierne sul mercato o sono monopoliste o oligopoliste o si rifanno in parte o del tutto ai principi di Ichiro e dei suoi successori; potete star certi che nella maggior parte dei casi un dipendente ad esempio di Toyota o SAP o Ford o AMD non si sente minimamente sfruttato, è felice di lavorare per la sua azienda e ne trae gratificazione personale. Qualcuno ha persino smarrito la tessera sindacale.

                              I problemi sindacali nascono invece in aziende monopoliste come FS in cui ai dipendenti non importa niente dell'azienda, all'azienda non importa niente dei clienti, né dei finanziatori, né dei dipendenti. Altre aziende in profondo rosso sono Alitalia e Telecom, e in entrambi i casi si denota disinteresse per il cliente, per il dipendente, per il finanziatore. Il trasporto pubblico e l'istruzione pubblica sono settori in continua perdita e scioperano spesso, perché? Per lo stesso motivo: scarsa considerazione per clienti, dipendenti, finanziatori.
                              e come fece il buon ichiro a risollevare l'economia giapponese servendosi solo di persone? a quanto mi pare di capire ,allora, in giappone i sindacati non esistono...
                              Last edited by gimbo; 25-05-2006, 17:26.

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                              • Insolente
                                psicologicamente violento
                                • 20/08/05
                                • 3719

                                #45
                                Originariamente Scritto da gimbo
                                e come fece il buon ichiro a risollevare l'economia giapponese servendosi solo di persone? a quanto mi pare di capire ,allora, in giappone i sindacati non esistono...
                                Probabilmente esistono, questo sinceramente non lo so. Tuttavia servono a poco, perché i giapponesi hanno notoriamente una visione dell'azienda diversa da quella occidentale, più "zen". Come da noi la vita economica là è molto legata a religione e tradizione, ma la loro tradizione è molto diversa dalla nostra.

                                Tornando a Ichiro il suo modus operandi era:

                                - Utilizzare al meglio le scarse risorse di cui si dispone (le persone, appunto);
                                - Capire quali sono i fattori determinanti dell'andamento dell'azienda e lasciar stare il resto (da cui nacque poi la lean organization);
                                - Non lanciarsi in rischiose imprese innovative ma copiare da quelli che hanno successo e migliorare gradualmente per battere la concorrenza.

                                I giapponesi, si sa, hanno la fama di quelli che fotografano tutto. A quei tempi le aziende giapponesi li mandavano in america a cercare di capire come funzionavano le aziende di maggior successo.
                                Poi tornavano in patria, e studiavano il modo di fare la stessa cosa meglio. E ci riuscivano, perché Ichiro investiva moltissimo sull'istruzione e sulla formazione dei dipendenti, che diventavano così risorse pregiatissime e insostituibili. Le aziende USA avevano molte più risorse naturali, ma perdevano perché laddove Ford ad esempio gestiva la sua contabilità acquisti con 500 dipendenti, Mazda, seppure azienda di più piccolo mercato, la gestiva con 5.
                                Anche per una questione di mentalità poi i giapponesi vinsero al tempo: in USA c'era la mentalità del compromesso, e si diceva: "nessuno può fare meglio di così". I giapponesi invece, che cercano, come insegna la filosofia zen, l'eccellenza, non furono mai contenti dei risultati, neanche quando dominavano il mercato.

                                Mi chiedi come fece Ichiro a fare il miracolo, i motivi sono tanti e c'è documentazione storica di questo, e ci sono libri che dicono come dovrebbe essere organizzata un'azienda e come dovrebbero essere trattati i dipendenti per l'eccellenza e il successo (Ti cito ad esempio una pubblicazione del 1989 "la macchina che ha cambiato il mondo" di Womack). Ma il piccolo medio imprenditore italiano quei libri non li ha mai letti, nessuno ne ha mai parlato in televisione, a scuola non se ne sente parlare; i giapponesi sono più che altro derisi o disprezzati per la loro mania di copiare o per la loro visione sacralizzata dell'impresa. E si pensa, ancora, nonostante tutto che "nessuno può fare meglio di così".
                                Last edited by Insolente; 25-05-2006, 18:14.
                                QUADRIGLIA - Pesce a quattro pinne; si distingue dalla triglia che ne ha tre, dalla biglia che ne ha due e dalla maniglia che ne ha una.

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