"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
Sig. Giovanni, in primis, io non pretendo di avere una conoscenza maggiore della sua in materia di fatti di cui lei è stato testimone, benche solo quindicenne e quindi con tutti i limiti del caso, ma mi permetta di farle notare che pretendere di dare giudizi su una persona che nemmeno si conosce se non avendone udito riportate le opinioni è quantomeno arrogante, non trova?.Mi piacerebbe sapere su quali basi le pensa di sapere quali limiti abbiano le mie letture e quali siano le tendenze del sottoscritto in quanto a scelta delle amicizie e idee...anche considerando che in passato l'ANPI stessa ha espresso apprezamento per un mio lavoro (frutto della mia conoscenza storica limitata a De Felice, dice lei?) tanto da volerne una copia per i suoi archivi, e le garantisco che quattro anni fa non ero comunista...
Secondo, sono abbastanza realista da ammettere che le persone da me conosciute, miei nonni inclusi, potrebbero essersi macchiati di qualche crimine, quindi non usi quel "buoni" tra virgolette, in guerra nessuno è "buono", nessuna causa è giusta, specie quella che voleva l'Italia asservita al Terzo Reich né tantomeno quella che avrebbe voluto vedere l'Italia terra di conquista per certe idee coltivate a Mosca.
E un processo umanamente comprensibile e comodo, specie per il vincitore, nascondersi dietro al privilegio storico dato dalla sua posizione per evitare di interrogarsi su quello che si è fatto.La vittoria, diceva il grande storico navale americano Mahan, nasconde, come la pietà, un gran numero di peccati.
Purtroppo credo che la naturale curiosità degli esseri umani per fortuna ponga un freno a questo processo, con la conseguenza che la sete di sapere ci spinge ad indagare sui nostri atti passati, o su quelli dei nostri padri.
Personalmente è quello che è accaduto a me, allevato dalle scuole nel mito della Resistenza i cui componenti erano tutti eroi, tutti buoni, tutti onesti.Era evidente che c'era qualcosa che non andava.
Quello che mi chiedo è, a me ci sono voluti pochi anni per risolvere il dubbio riguardo alla vera natura dell'uomo.Non pretendo che lei lo faccia ora a 77 anni perché lo dico io, ma possibile che non le siano mai venuti dubbi sul suo operato o sull'operato dei suoi "compagni"?Visto che sostiene che i fatti che ho citato "non le (alla Resistenza) appartengono"?
Ad ogni modo, io credo che prima di cominciare la lunghissima trafila che mi ha richiesto di fare riguardo ai crimini commessi dai cosiddetti resistenti e su cui ribadisco la magistratura italiana sta ancora indagando, credo che sarebbe corretto che lei ci illuminasse come si era proposto sui pochi episodi che le ho citato prima riportando luoghi e date avvenuti nei dintorni di Asti, che sono sicuro non può non conoscere, se è vero che ha effettuato ricerche in merito.
A meno che lei non voglia fare come il nostro N3mo e pretendere di fare storia senza portare prove a sostegno di quanto dice...
ps: un ultimo appunto: io non mi atteggio a difensore della fu causa fascista, mi pongo come accusatore di chi con la scusa di eliminare il fascismo arrivò a tradire i suoi stessi ideali di giustizia e libertà, comportandosi come chi giurava di combattere, magari venendo premiato per questo.
La solita solfa sull'intriseca falsità della storia dal momento che la scrivono i vincitori.
Niente di nuovo, quindi.
Forse l'unica differenza è che se avessero vinto le forze politiche che Matthias predilige e protegge con la scusa dell'obiettività dei fatti storici, di sicuro non saremmo qui a parlarne...
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Io l'unica cosa che so è che se avessero vinto i fascisti sarei qua a parlarne comunque, a differenza di chi evita accuratamente di ammettere gli errori della propria parte anche se non rischia le bastonate.
D'altronde è un'operazione che richiede coraggio e di codardi, come ci ha dimostrato la nostra guerra civile, è piena l'Italia, vero?
Per questo non mi stupisco che molti di voi abbiano scelto la parte del vincitore pur non sapendo niente di cosa avrebbe comportato solo per avere il conforto di stare "dalla parte del giusto".
[QUOTE=maurie]Io non vedo che vi azzanniate a fare se l'unica verit
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
1- giusto per chiarezza riporto il messaggio che le ho inviato tramite suo figlio:
Non è mia pretesa cercare di far cambiare idea ad una persona che mi è grandemente superiore come età, esperienza, e che ha il grandissimo merito di aver messo in gioco la sua vita per una causa condivisibile e in buona parte giusta.Non sono così arrogante, anche se a volte posso sembrarlo, forse a causa del fatto che sono abituato a confrontarmi con miei coetanei che hanno la pretesa, pur non avendo né la sua età, né la sua esperienza, signor Giovanni, di saperla lunga: ma questa arroganza in realtà mi è estranea.
Ho conosciuto, a iniziare dai miei nonni, un grandissimo numero di ex combattenti, sia da una parte, che dall'altra: partigiani, come Nori Brambilla, la moglie di Giovanni "Visone" Pesce dei GAP che lei di sicuro conoscerà, ed ex membri della Decima MAS, delle Brigate Nere, della GNR, della Folgore, ecc, tutte persone per cui nutro un profondo rispetto anche se spesso con condivido le loro idee politiche.Ho guadagnato il loro rispetto e in molti casi affetto proprio essendo chiaro nello spiegarmi e dimostrando una profonda conoscienza delle vicende storiche che li hanno visti coinvolti.
Perciò mi scuso se per caso le mie parole possono essere suonate aggressive o in qualche modo oltraggiose, nel contesto del forum: non era davvero mia intenzione!
Con stima, Mattia Arzuffi
Ora, mi sembra evidente che il senso del messaggio è esprimere stima e rispetto per un testimone dei fatti, quantunque di idee molto lontane dalle mie, e di scuse nel caso il mio atteggiamento lasciasse suppore il contrario.Non vedo come possa farle sembrare che io mi stia impegnando con lei in una questione personale; mi rammarico altresì per la sua decisione di interrompere questa nostra discussione al momento migliore.Mi ha fatto molto piacere, comunque.
2-Il mio commento si riferiva al fatto che in ogni formazione militare o paramilitare le persone di grado basso o molto giovani, quindi prive di responsabilità di comando, non vengono informate né rese partecipi delle decisioni dei loro comandanti.Quindi nonc redo che nel caso avessero dovuto decidere di eliminare dei prigionieri i suoi superiori l'avrebbero informata no?In questo senso la sua conoscenza è limitata a quella che "avrebbe potuto avere un quindicenne.".
3-Penso la stessa cosa, per questo non ho mai fatto simili commenti su nessuno degli utenti di questo forum.Anzi, ho più volte ammesso di non essere in grado di confutare le opinioni di alcuni di loro perché molto più informati di me (vedi yuri...)
4-Torniamo al vecchio dilemma: chi ha sparato per primo?Ma non mi sembra un buon punto di partenza, considerando che la natura stessa della guerra partigiana permetteva, come evidenziato dalla Sentenza n. 747 del 26 aprile 1954 del Tribunale Supremo Militare della Repubblica, certe azioni "proditorie", chiamiamole così, come imboscate e attentati.
5-Il fascismo italiano naque come corrente socialista, quindi mi sembra desueto accostarlo ancora alla vecchia interpretazione marxista di supremo strumento del capitalismo e gestore dell'interesse di pochi, come sosteneva Stalin, e solo perché dovette scendere a compromesso col capitalismo nazionale.Ad ogni modo, non creda che io la costringerei in nessuna maniera a pensarla come me.Ho decine di testimoni che possono dichiaralo in questo forum: non ho mai cercato di convincere nessuno a cambiare le sue idee o adeguarle alle mie, eppure mi chiamano fascista.Non trova che ci sia qualcosa che non va?
6-Io affermo che non ci sono guerre giuste, non cause giuste...ma una causa che pratica lo spargimento di sangue come soluzione come può essere giusta?
Se il Bene usa le stesse armi del Male come si può sostenere che rimanga Bene?I confini si ingrigiscono...sa che le Potenze che hanno vinto la guerra hanno praticato molte delle soluzioni proposte dai nazisti, e di nascosto?
Ad ogni modo, la ringrazio per la dritta riguardante le sue ricerche, vedrò se me ne posso procurare una copia.
Per il resto sono daccordo con lei, meglio pensare prima a quello che si fa: ma ripeto, non è del suo operato che stiamo parlando.
7-Non mi sto sottraendo a nessun obbligo, per il semplice motivo che gli storici che hanno ricercato quelle informazioni che ho postato, Pansa e Pisanò, per fare due nomi famosi, hanno cercato e trovato quelle informazioni proprio in quegli Istituti che lei ha citato.Anche se in molti casi certa documentazione, come i fascicoli della procura di Novara riguardanti il nostro ex presidente Scalfaro, sono spariti nel nulla.
Quindi queste cose sono risapute.Per questo mi rifiuto di ammettere che sia esistita qualcosa come l' "etica" o la "giustizia militare" in fatti compiuti da uomini che conoscevano solo la giustizia della pistola o il desiderio di vendetta, giustificata o no.Il mio pensiero qui va a personaggi come Gastaldi, il "Bisagno" della "Pinan Cichero" che diede ai suoi uomini un chiaro codice di comportamento e che morì poi misteriosamente mentre scortava gli alpini della "Monterosa" della RSI...mi pare sarebbe stato possibile fare tutti una cosa simile, e allora la Resistenza si sarebbe davvero ammantata di gloria e onore.Ma evidentemente non c'era l'interesse...
Ad ogni modo è stato un piacere signor Giovanni!
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