Una nuova RIFORMA COSTITUZIONALE

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  • Microemozioni
    Aldo
    • 26/04/06
    • 1928

    #1

    Una nuova RIFORMA COSTITUZIONALE

    Bene apro questo Thread per fare una nuova riflessione su quello che ora sarà il lavoro da fare chiusa la questione del referenum e della revisione bocciata.

    Oggi le dichiarazioni di apertura al dialogo sono numerose nel centrosinistra.
    Prodi dichiara già di avviare i contatti con l'opposizione.

    Romano Prodi: «Come maggioranza di governo è ora nostro dovere aprire il dialogo con tutte le forze politiche per discutere insieme gli aggiornamenti da apportare alla Costituzione».
    «Ho chiesto al ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti di avviare immediatamente i contatti con le forze politiche per impostare il dialogo sulla riforma della Costituzione e della legge elettorale».

    Parisi: «Dopo che gli italiani hanno detto no a un tentativo 'eversivò nei confronti della Carta possiamo possiamo riaprire il confronto con la speranza che le dichiarazioni di disponibilità della vigilia siano seguite nei fatti».

    Rutelli: «d'ora in avanti le riforme si faranno insieme e la modifiche necessarie le faremo assieme».

    Bobo Craxi: «è giusto rinnovare, ma nella concordia e con il pieno consenso di tutto il popolo italiano».

    Scalfaro: «Il popolo italiano ci invita tutti a metterci intorno ad un tavolo per cambiare con parsimonia e utilizzando l'articolo 138 della Costituzione quello che c'è da cambiare».

    D'Alema: «tolto di mezzo questo testo così discutibile e pericoloso, si può aprire un confronto serio sul futuro istituzionale del paese che comprenda sia il riassetto del federalismo che la legge elettorale».

    Quindi la disponibilità al dialogo pare assodata.

    Voi che ne pensate?Si otterrà qualcosa?ci sarà dialogo?cosa accadrà?

    Oggi ho sentito Bassanini dire che si può ripartire come punto di partenza dalle proposte di Riforma Costituzionale contenute nel Programma del centrosinistra che ha attenuto l'adesione di tutti i segretari di partito di sinistra(quindi anche falso chi dice che l'estrema sinistra non vuole toccare la Costituzione visto che nel programma da loro approvato sono presenti punti di riforma).

    Riporto sintetizzati i punti di riforma nel Programma di centrosinsitra:

    Originariamente Scritto da Riforma Costituzionale nel Programma del Centrosinista

    -Modificazione del quorum dell'art.138 della Costituzione elevando la maggioranza necessaria per l'approvazione in seconda lettura di leggi di revisione costituzionale.

    -Facoltà di sottoporre a referendum popolare la legge di rvisione popolare nel caso in cui lo chiedano 1/5 dei componenti di una camera o 5 consigli regionali o 500.000 elettori.

    -Prevedere espressamente che il referendum costituzionale si svolga con distinte votazioni se la legge prevede diverse parti della Costituzione o istituti tra loro differenti.

    -Elevare la amggioranza per l'elezione del Presidente della Repubblica.

    -Elevare la maggioranza per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato.

    -Elevare la maggioranza per l'approvazione dei regolamenti di Camera e Senato.

    -Potere alla Corte Costituzionale di decidere in ultima istanza sulle controversie riguardanti l'elezione dei membri del Parlamento,incompatibilità,ineleggibilit&#224 ;.

    -Spetterà all'opposizione la Presidenza delle Commissioni parlamentari cui sono attribuiti compiti ispettivi.

    -Abbassamento del quorum per amnistia e indulto dell'art. 79 della Costituzione.

    -Aumentare da 500.000 a 750.000 il numero di firme necessarie per indire un referendum però riducendo il quorum previsto per la validità della consultazione alla metà dei voti espressi nelle precedenti elezioni per la camera dei deputati.

    -Il potere al Primo Ministro di proporre al Presidente della Repubblica la nomina e la revoca di ministri viceministri e sottosegretari.

    -Limitazioni all'uso della fiducia.

    -La possibilità di sfiduciare il Primo Ministro solo attraverso una mozione di sfiducia costrittiva con l'esplicita indicazione di un candidato successore.

    -Accorpamento di elezioni politiche e amministrative ravvicinate.

    -Superamento del bicameralismo perfetto.

    -Creazione di un senato federale che sia luogo di effettiva rappresentanza delle autonomie territoriali,titolare di competenze legislative differenziate rispetto alla Camera dei deputati e riducendo il numero dei senatori della metà portandoli a 150.

    -Miglioramento della precedente riforma del Titolo V:
    *una migliore definizione delle materie di esclusiva competenza statale che ricomprenda la disciplina dei rapporti di lavoro,la tutela della sicurezza del lavoro,l'ordinamento delle professioni e delle comunicazioni,le norme generali sulle grandi reti di trasporto e navigazione,il trasporto e la distribuzione dell'energia nonchè una strategia nazionale epr il turismo.
    *La previsione di una clausola generale che consenta al Parlamento di intervenire con legge per tutelare l'interesse della Repubblica anche in materie di competenza regionale quando si debba garantire l'unità giuridica o economica del Paese o garantire l'uguaglianza dei cittadini nell'eserciio dei diritti Costituzionali.

    -Attuazione del federalismo fiscale secondo l'art.119 introdotto con la riforma del 2001 sul titolo V responsabilizzando maggiormente le singole regioni nella gestione delle entrate dal territorio.

    -Revisione del sistema delle incompatibilità che dovranno essere totali per i mebri del governo nazionale,di quelli regionale e di quelli delle città con più di 100.000 abitanti.
    Questi potranno svolgere esclusivamente le funzioni legate al loro incarico.

    -Isitituzione di un apposita autorità indipendente i cui membri saranno nominati dalle amssime autorità istituzionali garante che vigili sulle incompatibilità e i conflitti di interesse tra gli incarichi scovandoli e sanandoli.

    -Obbligo di conferire le attività patrimoniali a un blind trust.

    -Tutti i titolari di cariche pubbliche non potranno svolgere per interposta persona attività imprenditoriali in imrpese o società private o che abbaino rapporti concessione con amminsitrazioni pubbliche con esclusione di attività no profit ed attività di modesta entità.
    Considerata motivo di conflitto di interesse anche la partecipazione rilevanti in specifici settori economici.
    I beni e le attività che non creeranno conflitto di interesse quindi incompatibilità dovranno essere conferiti ad un blind trust che provvederà ad amministrarli.
    Cosa ve ne pare di quelle modifiche?
    I punti di contatto con la riforma del centrodestra su cui dialogare e trovare un intesa volendo ci sono.

    Violante aveva anche indicato le possibili modalità del percorso:
    «un lavoro che contempli prima una sorta di Dpef delle riforme, un documento di programmazione in cui Cdl e Unione indicano le priorità e la strada da seguire», priorità che vanno ricercate o nell’adempimento dell'articolo 138 della Costituzione oppure nella scelta della formazione di un’assemblea redigente, che, composta da 50 parlamentari e 50 non parlamentari, redigerebbe un testo sulla base di un preciso mandato delle Camere, da consegnare al Parlamento, al quale spetterà poi «approvarlo o bocciarlo articolo per articolo».
    Ma le modalità possono essere cmq differenti,dalla semplice discussione in parlamento con l'articolo 138,a una bicamerale,a una simil costituente.
    Last edited by Microemozioni; 27-06-2006, 09:15.
    "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
  • Microemozioni
    Aldo
    • 26/04/06
    • 1928

    #2
    Se guardiamo l'UDC sembra aperta al dialogo.
    La Lega ha detto di voler continuare una lotta per ottenere maggiore federalismo e prima del referendum aveva detto che avrebbe aperto un dialogo.
    Anche Fini ha dichiarato che cmq si deve riflettere sul risultato del referendum ed
    "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

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