se l'interesse dei tuoi 3d presso l'utenza tende invariabilmente a zero è inutile che rosichi così tanto stando li a contare i puntini: basta che vai a spargere un po' di triste propaganda altrove...
L'abominio che ci attende...
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Mi rendo conto che sia un grafico più impegnativo da comprendere del precedente: non ci sono i colori esplicativi, bisogna capire da soli cosa guardare e trarne le conseguenze autonomamente. Perdonatemi, ma non ho voglia di giocare coi pennarelli.Last edited by Ospite; 08-08-2006, 12:46.
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Molto interessante.Originariamente Scritto da karinE poi è riaumentato. Sarà un caso? Ai posteri l'ardua sentenza.
Ma ci sono vari modi di leggere e interpretare i dati. Uno è quello di considerarli a sé stanti (soprattutto quando si vuole dimostrare una certa tesi...), un altro è quello di compararli.
Così se noi ragioniamo di % di Deficit sul PIL e mostriamo solo questi valori (peraltro corretti) diamo un'informazione parziale e, per certi versi, fuorviante.
Se, invece, mostriamo contemporaneamente ANCHE l'andamento del PIL allora l'andamento del Deficit trova una sua spiegazione e giustificazione.
Vediamo...

Sembra evidente anche a profani come noi che un andamento favorevole del PIL (Linea ROSSA) favorisce una diminuzione del Deficit (Linea BLU). Al contrario un PIL contenuto genera un aumento del Deficit.
Ciò risulta particolarmente nel periodo 1998-2000 nel quale un raddoppiamento del PIL è stato compensato da una diminuzione di quasi 1 punto di Def/PIL.
Quindi si può dire che in tempi di vacche grasse è facile ottenere buoni risultati; però quando queste finiscono allora bisogna ingegnarsi per contenere il più possibile questo rapporto.
Il 2001 ha visto un crollo del PIL e un'impennata del Deficit, leggermente diminuito nel 2002 nonostante il PIL sia quasi crollato a zero.
I tre anni successivi hanno dovuto sopportare tutte le difficoltà di un'economia che stentava a ripartire e riuscire a mantenere sotto controllo la spesa in condizioni di difficoltà come quelle dev'essere stato veramente difficile.Last edited by BlueSky; 08-08-2006, 19:53.
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Io avevo evitato di paragonare i dati fino a quel momento considerati perché era sparare sulla croce rossa.
Le sue analisi dei grafici sono a dir poco penose, glielo dico con una punta di dispiacere.
Sembra evidente anche a profani come noi che un andamento favorevole del PIL (Linea ROSSA) favorisce una diminuzione del Deficit (Linea BLU). Al contrario un PIL contenuto genera un aumento del Deficit.
Io vedo dei massimi e minimi nella curva rossa e un andamento praticamente monotono di quella blu nel tratto pre-1996. Successivamente c'è un andamento complesso di entrambe le curve, ma non coerente e non coerente con quello del tratto pre-1996.
Alias i due comportamenti sono non correlati e dal grafico non si evince proprio il resto di niente, a meno che lei non sia abituato a considerare solo l'intervallo di dati che conferma le sue teorie, tralasciando tutto il resto. Visto quello che ne ha tirato fuori, attribuendolo al grafico, ho i miei dubbi che lei sappia interpretare un semplice diagramma bidimensionale, e che probabilmente sia abituato a gente che ne capisce meno di lei, gente alla quale può quindi raccontare ogni sorta di frottola, perché tanto lo dice il grafico
Sa, gentile Bluesky, le sue accuse di faziosità sembrano a prima vista giuste, ma poi si scoprono essere semplicemente suggestive, perché se Ella mi vuole invitare a paragonare i dati, eviti di scegliere accuratamente quelli che convengono a lei e eviti di nicchiare sul paragone che era a rigor di logica il più consono, vista la cronologia di questo 3d: quello con i dati da Lei introdotti.
Perché ella gentilmente non rapporta il dato iniziale da lei riportato (pressione fiscale) con l'andamento del deficit? Magari si scopre che -quando il deficit è alto- è necessaria una manovra correttiva pesante (anno 1996) al fine di riportarlo ai limiti accettabili, e che viceversa, quando si hanno i conti in ordine, ci si può permettere di fare propaganda abbassando le tasse (2001 in poi), facendo riaumentare il deficit? Diventa quindi chiara anche la suggestiva simbologia colorata da lei riportata, dalle chiare valenze psicologiche, adatte alle capacità mentali di un bambino di 3 anni. Il grigio è l'epoca del rigore, l'azzurro cielo è l'epoca delle cicale, della finanza allegra, del che ce frega che tanto la vita è bella, no? Lo dice la tv quindi è vero.
Ah, se vuole fare un'analisi più completa, può introdurre anche altre curve: l'andamento della spesa pubblica in servizi sociali e sanità, l'andamento delle imposte locali, l'andamento dei redditi procapite. Poi magari sommiamo tutti gli indicatori economici e facciamo un bilancio.
Una cosa è chiara, lei se la cava meglio coi disegni che con le parole, visto quello che tira fuori quando scrive più di 3 righe. Io però ho smesso di guardare solo le figure da che ho imparato a leggere, non so lei. Si soffermi sui colori, c'è un'età precisa in cui essi sono strumento di comunicazione fondamentale.Last edited by Ospite; 08-08-2006, 21:21.
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Originariamente Scritto da BlueSkyPurtroppo non abbiamo trovato i dati relativi al PIL degli anni precedenti al 94 ma, in ogni caso, il raffronto che ci interessava studiare era il periodo '96-2005 che, poi, è un confronto fra due sistemi di governare.
Evidentemente in quegli anni pre-96 la spesa pubblica era fuori controllo e chissà da quanto... Lei che dice?
Enno' bello mio. Se lei fa parlare dei grafici, cioè dei dati, deve trovare delle correlazioni negli andamenti per come essi sono, non per quella parte che le fa comodo considerare e di certo non introducendo parametri esterni come congiunture economiche, il suo effetto non è valutabile nel grafico. In pratica deve interpolare i risultati e -partendo da ciò- fare delle analisi che poi portano ad una teoria. Lei invece stabilisce un teorema e ricerca l'intervallo delle ascisse nel quale esso risulta plausibile, scartando tutto ciò che non conferma le sue analisi economiche. Se c'è la correlazione da lei evidenziata tra pil e deficit, se davvero esiste, essa è una regola generale che vale sempre e quindi è sempre ritrovabile negli andamenti in tutto il campo di indagine. Altrimenti sono casualità che lei si ostina ad interpretare in modo comodo. Senta, vedrà che se disegna un grafico a forma di biscione, riuscirà anche in tale modo a dimostrare il suo assunto. Lo dice il grafico, eh...
Tesi: il pil e il deficit si influenzano nel seguente modo: bla bla bla. Si arriva a questo assunto analizzando i seguenti dati sperimetali, evidenziati nel grafico bla bla bla.E' ovvio che Lei sia stizzita per essere stata beccata con le dita nella marmellata, atteggiamento tipicamente femminile, purtroppo però i dati sono quelli che sono, colori o non colori, attribuzioni psicologiche o meno.
Analizzi il grafico, ascissa per ascissa, e mostri -andamenti alla mano- la veridicità di tale affermazione.
Le consiglio un corso di matematica a livello di liceo.Sono lì. E stanno a dimostrare che i gobierni ulivisti hanno potuto ridurre il rapporto grazie ai buoni risultati del PIL . Il Governo seguente non ha avuto la stessa fortunata congiuntura.
Credo che il l'andamento del livello di tassazione e il deficit siano maggiormente correlati, a livello grafico, di quanto da lei paragonato. Visto che le piace lavorare di Excel, provi a paragonare le due curve -cosa che ha accuratamente evitato- e vedrà cosa significa evidenza dei dati e correlazione tra curve.Circa la nostra correttezza Le ricordiamo, Egregia, che il 3d è stato aperto per discutere di P.F. Non è colpa nostra se Lei, ad un certo punto, decide di cambiare argomento postando un grafico relativo al Def/PIL, tra l'altro inutilmente sarcastico.
Se ha paura, lo faccio io, eh...
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Evidente un par di palle. Sono evidenti due diagrammi che riportano dati sperimentali, ma la correlazione che lei vi trova è -diciamo così- oscura. La spieghi, analizzando l'andamento dei due grafici, tratto per tratto.Originariamente Scritto da BlueSkyLa veridicità della correlazione PIL-Def/PIL è lì in tutta la sua evidenza.
L'affermazione è sua, suo è l'onere della prova.La teoria è stata esposta; se è in grado di confutarla lo faccia. Star qui a fare del cazzeggio è solo un perditempo.
Ps. a confutarla non ci vuole niente, basta prendere per buona la curva del pil e costruire la curva del deficit che risulterebbe dalla sua teoria (o viceversa). E' chiaro anche ad un bambino che sarebbe diversa qualitativamente da quella reale. Più banale di così.
Vede, il primo requisito di un ragionamento valido è che sia intrinsecamente coerente. Il suo non lo è perché lo applica ai singoli intervalli che le fanno comodo, bypassando in questo modo infantile la mancanza di coerenza interna.
Il secondo requisito è che non cozzi coi dati reali, l'evidenza sperimentale. Vada a fare un corso di logica, oltre che di analisi matematica.Last edited by Ospite; 08-08-2006, 22:46.
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Non sono dati sperimentali ma consuntivizzati. Dati Istat.
Circa l'onere La rimandiamo ad un'attenta ri-lettura del post n. 37
Ma, prima, è necessario togliersi le fette di salame dagli occhi perché, vede, Lei che ci accusa di esser qui a fare propaganda considera le nostre opinioni con pregiudizio.
E questo Le impedisce di vedere a fondo le cose.
Ah... Una cosa. Abbiamo la sgradevole impressione che Lei non sappia esattamente cosa sia il rapporto Def/PIL...
E' un concetto basilare per comprendere.
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I ragionamenti fatti sui diagrammi prescindono dalle grandezze da essi rappresentati. Se due curve sono correlate, lo sono se riportano l'andamento dell'acqua fredda e calda, oppure se riportano quello delle vendite del mc-donald con quelle della pizzeria sotto casa mia. Quale sia il tipo e l'origine dei dati da essi riportati è ininfluente ai fini d una trattazione analitica di andamenti. E' il concetto di analogia, alla base della rappresentazione simbolica della fenomenologia di un evento mediante equazione/grafico.Originariamente Scritto da BlueSkyNon sono dati sperimentali ma consuntivizzati. Dati Istat.
Ok, non la vuole fare. Chissà perché...Circa l'onere La rimandiamo ad un'attenta ri-lettura del post n. 37
Allora mi incastri al mio pregiudizio con l'evidenza del suo ragionamento. La matematica è bella per questo: coi grafici non si fanno chiacchierelle.Ma, prima, è necessario togliersi le fette di salame dagli occhi perché, vede, Lei che ci accusa di esser qui a fare propaganda considera le nostre opinioni con pregiudizio.
Stiamo analizzando una correlazione tra curve, non ciò che tali curve rappresentano. Lei ha le idee un po' confuse, tipico di chi ha un teorema che cerca in ogni modo di dimostrare: se una correlazione esiste, essa prescinde dal significato fisico delle grandezze che si studiano. Quindi, con licenza parlando, basilare sta cippa. Lei parla di evidenza grafica? Cosa rappresentino quelle curve è scritto solo nella legenda, non a caso, proprio perché ininfluenti ai fini di un'analisi del grafico.Ah... Una cosa. Abbiamo la sgradevole impressione che Lei non sappia esattamente cosa sia il rapporto Def/PIL...E' un concetto basilare per comprendere
Posso chiederle che studi ha fatto?Last edited by Ospite; 08-08-2006, 22:58.
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