Colpire al cuore

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  • Matthias

    #61
    Appunto, non ha niente da perdere, lui...

    vab

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    • yuri gagarin
      Dall'altra parte del muro
      • 19/06/05
      • 1336

      #62
      [QUOTE=Matthias]Appunto, non ha niente da perdere, lui...

      vab
      GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

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      • mat
        Il Magnifico
        • 20/05/05
        • 17786

        #63
        Seconda parte 1978

        1978
        gennaio-aprile: stillicidio di vittime. Molte delle azioni di questo frangente (si vedano gli assassini di Riccardo Palma, 14-2, Lorenzo Cotugno, 10-4 e di Francesco Di Cataldo, 20-4) sono legate alla apertura del
        Moderatore Debate Square

        "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
        - P. Conte -


        Angst essen Seele auf

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        • mat
          Il Magnifico
          • 20/05/05
          • 17786

          #64
          qui si trovano un po' di sentenze sui fatti che ho esposto nelle due cronistorie che ho postato.
          ovviamente trattandosi di sentenze i fatti accertati possono essere ritenuti "verosimili" e non "veri" in ogni particolare.
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          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #65
            Terza parte 1989-2003

            1989
            1 marzo, Roma: nell’aula bunker di Rebibbia inizia il processo all’eversione made in Italy che realizza in un aula di tribunale quello che sembrava impossibile: riunire in un unico fronte della sovversione le diverse anime del terrorismo italiano: dal Partito armato brigatista alle mille facce del Movimento armato (prima Linea, Formazioni comuniste combattenti, Brigate comuniste, ecc. ecc.). Per i 253 imputati la Pubblica Accusa ipotizza il reato di insurrezione armata contro i poteri dello Stato.
            6 marzo, Napoli: comincia il processo Cirillo. Nell’aula bunker di Poggioreale inizia il dibattimento contro gli esponenti di spicco della Nuova camorra organizzata accusati di estorsione ai danni dello Stato. Sul banco degli imputati Raffaele Cutolo, ovviamente, e i suoi luogotenenti (Corrado Iacolare, Enrico Madonna, Giovanni Pandico). Secondo l’accusa Don Raffae’, per il suo intervento nella trattativa, chiese una contropartita stimabile in due miliardi di lire più la concessioni di appalti per la ricostruzione post terremoto. La cifra da addebitare sulle casse delle Brigate rosse per la liberazione di Cirillo viene invece quantificata intorno al miliardo e mezzo di lire.
            5 settembre, Parigi: una operazione congiunta tra carabinieri e polizia francese porta all’arresto di 5 brigatisti dell’ultima generazione sospettati di essere tra gli ideatori e gli esecutori degli omicidi Tarantelli, Conti e Ruffilli. Le persone fermate sono: Simonetta Giorgieri, Carla Vendetti, Marcello Tammaro Dall’Omo e Nicola Bortone.
            25 ottobre: la sentenza di Primo Grado del processo Cirillo. Dei 15 imputati solo 5 vengono condannati e per quattro di loro la pena è sospesa. Il presidente della quinta sezione penale accoglie le richieste del pm Barbarano secondo il quale non c’è stata nessuna trattativa Stato-Nco-Br. A Raffaele Cutolo vengono inflitti 2 anni e 10 mesi di prigione per falso e tentata estorsione. Dieci mesi al direttore del carcere di Ascoli, Cosimo Giordano e otto mesi a tre guardie carcerarie.
            13 ottobre, Forlì: per l’omicidio Ruffilli vengono rinviati a giudizio Maria Cappello, Fabio Ravalli, Stefano Minguzzi, Franco Grilli, Franco Galloni, Rossella Lupo, Marco Venturini, Vincenza Vaccaro e Fulvia Matarazzo.
            13 ottobre, Roma: «Assoluzione di tutti gli imputati perché il fatto non sussiste. Questa è stata la sentenza, pronunciata ieri dalla seconda Corte di assise contro i 253 brigatisti rossi, accusati di insurrezione armata contro i poteri dello Stato e guerra civile, reati che sono puniti con la pena dell' ergastolo. La decisione dei giudici, togati e popolari, era più che scontata dopo la requisitoria del pm Nitto Palma che si era conclusa con la richiesta dell' assoluzione con formula piena» (fonte: «la Repubblica», 14/11/1989).

            1990
            1 febbraio, Firenze: per l’omicidio Conti viene chiesto il rinvio a giudizio per Fabio Ravalli, Maria Cappello, Michele Mazzei, Daniele Bencini e Marco Venturini, militanti delle Br- Pcc.
            11 ottobre, Milano: in via Montenevoso, durante dei lavori di ammodernamento dei locali, nello appartamento-covo delle Brigate rosse scoperto nell’ottobre 1978 viene ritrovata una versione più completa del memoriale Moro. Il testo è nascosto dietro un termosifone situato nella cucina dell’appartamento.

            1991
            Tutto il mese di agosto è caratterizzato dal dibattito aperto dalla lettere dal carcere di Renato Curcio sull’opportunità di dichiarare conclusa la stagione del brigatismo. A Curcio risponde il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga che propone la grazia per il capo storico delle Br come atto simbolico di chiusura di una stagione oramai giunta a compimento. Le reazioni e i contributi al dibattito sono numerosissimi.

            1992
            22 maggio, Firenze: la Corte d’Assise di Firenze condanna all’ergastolo Michele Mazzei, Maria Cappello, Fabio Ravalli e Marco Venturini con l’accusa di aver progettato, realizzato e gestito l’assassinio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti.
            31 luglio, Roma: Governo e parti sociali (Sindacati confederali e Confindustria) sottoscrivono il “Protocollo sulla politica dei redditi, la lotta all’inflazione e il costo del lavoro”, vero caposaldo della politica economica di Giuliano Amato tesa a risanare i conti pubblici e permettere al paese l’ingresso nell’Unione europea.
            22 settembre, Firenze: in Piazza Santa Croce è in programma una grande manifestazione della Cgil, sale sul palco il segretario generale Bruno Trentin per ufficializzare il NO del sindacato alla manovra finanziaria appena varata e per spiegare le ragioni di quella firma posta in calce al Protocollo del 31 luglio. Aggredito fin dal suo arrivo nelle vicinanze della piazza, Trentin cerca di portare avanti il proprio intervento nonostante una contestazione durissima, scandita da lanci di uova e bulloni; artefici della protesta sono i militanti dei Cobas, le frange più estreme del sindacalismo autonomo, uomini di Rifondazione comunista e cani sciolti del sindacato confederale. È il primo atto dell’autunno dei bulloni: episodi simili nei giorni successivi si verificheranno in molte altre piazze (il giorno seguente, a Milano, il segretario confederale della Uil Silvano Veronese abbandona il palco dopo un comizio lampo di quattro minuti, travolto dal lancio di bulloni), il risveglio della classe operaia viene registrato con toni sensazionalistici dalla stampa nazionale, lo sciopero in Fiat del 25 settembre registra a Torino una adesione record del 90% (“roba da anni Settanta” dicono i giornali). E poi, il ritorno della violenza di piazza: il 2 ottobre è il giorno dello sciopero generale del pubblico impiego contro la finanziaria del governo Amato, sfila fino a San Giovanni un corteo di 100 mila persone, è in programma il comizio unitario della triade sindacale, Bruno Larizza (segretario generale Uil) ha appena iniziato a parlare quando nella piazza succede il finimondo, tra cariche indiscriminate della polizia e reazione a catena dei manifestanti
            18 ottobre, Roma: ritornano a farsi sentire i Nuclei comunisti combattenti che rivendicano l’attentato (fallito) alla sede romana della Confindustria. «Questa iniziativa politico-militare – recita il documento di rivendicazione – sebbene riuscita solo parzialmente a causa di problemi tecnici, rappresenta per noi un primo momento del più generale e complesso rilancio della iniziativa rivoluzionaria che le Avanguardie Comuniste Combattenti devono sapere operare all’interno del processo di guerra di classe di lunga durata aperto a suo tempo, con la proposta aperta a tutta la classe della Strategia della Lotta Armata».
            21-22 novembre, Viareggio: nascono i Comitati di Appoggio alla Resistenza Comunista (Carc).

            1993
            23 gennaio: mentre Mario Moretti lascia per la prima volta il carcere grazie a un permesso di 4 giorni, si rianima il dibattito sull’opportunità di chiudere con un provvedimento di clemenza la stagione degli anni di piombo; si discute soprattutto intorno alla figura di Renato Curcio, in semilibertà dall’8 aprile.
            16 luglio, Napoli: ritorna il caso Cirillo. La prima sezione della corte d' appello di Napoli (presidente Enrico Valanzuolo) emette la sentenza d' Appello sulle trattative che condussero alla liberazione dell' esponente politico campano. Viene respinta la richiesta di una nuova istruttoria sul caso, la Corte d' Appello respinge tutte le richieste di rinnovazione del dibattimento. Ma, allo stesso tempo e contrariamente alla sentenza di Primo Grado, si accertano le responsabilità dei vertici della Democrazia Cristiana che trattò con le Br-PdG la liberazione del sequestrato, grazie all’intercessione della Nuova camorra organizzata di Cutolo. Le motivazioni della sentenza, depositate in quell’autunno, avvallano l’impianto accusatorio del Giudice Alemi: «Tutto quello che il giudice istruttore Carlo Alemi aveva capito circa dodici anni fa viene adesso trascritto nella motivazione della sentenza di secondo grado del tormentato caso Cirillo, il processo nato dal sequestro e dalla successiva liberazione dell' ex assessore regionale democristiano nell' 81». (fonte: «la Repubblica», 20/10/1993).
            2 settembre, Aviano (Pn): attentato contro la base Nato rivendicato il 13/09 dalle Brigate rosse per la costruzione del Partito comunista combattente; colpi di pistola contro il muro di cinta della caserma e lancio di una bomba a mano contro la facciata esterna di edificio destinato agli alloggi dei militari. Con una telefonata al quotidiano la Repubblica, gli attentatori fanno trovare un documento di rivendicazione. L’attentato verrà rivendicato anche un mese più tardi (il 14/10) da alcuni detenuti irriducibili responsabili della strage di via Prati di Papa a Roma. Le indagini condotte dalla polizia consentono di giungere all’identificazione ed all’arresto di 14 persone, implicate a vario titolo nell’azione. I massimi responsabili del gruppo (4 irriducibili noti per la pregressa militanza nelle BR-PCC), detenuti, avvalleranno dal carcere la rivendicazione dell’omicidio D’Antona.
            14 ottobre: viene arrestato Germano Maccari, il presunto ing. Altobelli del sequestro Moro.
            27 ottobre: 5 arresti nell’ambito delle indagini sull’attentato alla base nato di Aviano. Finiscono in cella Paolo Dorigo, Clara Clerici, Francesco Aiosa, Aldo Berti e Angelo Della Longa. A questi si unisce il 21/11 Ario Pizzarelli, irriducibile della colonna “Walter Alasia”. Per la vicenda di Paolo Dorigo si veda il sito Ther is the site www

            1994
            10 gennaio, Roma: attentato alla Nato Defence College rivendicato, con un documento di otto pagine, dai Nuclei comunisti combattenti: «All’interno dell’attuale fase di Ritirata Strategica che connota la situazione delle forze rivoluzionarie nello scontro tra rivoluzione e controrivoluzione, gli Ncc collocano la propria offensiva antimperialista nel quadro della complessa ripresa dell’iniziativa rivoluzionaria e del più generale processo di ricostruzione delle forze».
            1 maggio: esce dal carcere Prospero Gallinari.

            1995
            13 febbraio: vengono arrestati due appartenenti agli Ncc, Fabio Mattini e Luigi Fucci. Quest’ultimo è stato il compagno di Nadia Desdemona Lioce, già ritenuta dalla Digos appartenente al gruppo sovversivo e irreperibile proprio dal ’95.
            9 marzo: l’ex Direttore del Sisde, Riccardo Malpica, nel corso di una intervista al settimanale Panorama, indica nel professor Alberto Asor Rosa il “suggeritore” delle Brigate rosse, ovvero colui che redigeva i documenti dell’organizzazione. L’inchiesta che ne scaturisce viene immediatamente archiviata per l’evidente assurdità della sua tesi di fondo.
            7 aprile: emerge l’ipotesi che a scrivere alcuni documenti falsi delle Brigate rosse possa essere stato il Sisde: «I testi con la stella a cinque punte fabbricati dagli 007 sarebbero almeno quattro, firmati con sigle molto diverse l’una dall’altra e tutti, all’epoca, attribuiti - pur con qualche scetticismo - a vari satelliti del partito armato. Il primo risale al febbraio ‘81 con la sigla "Reparti combattenti comunisti, Brigata Gianfranco Faina", il secondo è di un mese dopo, attribuito al"Mpro" in risposta al primo (a quanto pare il Sisde cercava di far scoppiare una "contraddizione interna" all' organizzazione). Un terzo volantino fu firmato Colonna 28 marzo e riguardava il rapimento del direttore del Petrolchimico di Porto Marghera Giuseppe Taliercio. Infine il più importante, quello attribuito al "Fronte carceri" durante il caso Cirillo, un capolavoro di equilibrismo linguistico mutuato dal gergo sinistrese del movimento. Fu sfornato nel luglio 1981 mentre l’ostaggio era ancora nella prigione del popolo con l' intento - ma qui siamo ancora sul piano delle ipotesi investigative - di convincere, usando argomentazioni "dall’interno", i rapitori dell’ex assessore dc della Regione Campania a rilasciare l’ostaggio». (fonte: «la Repubblica», 7/4/1995)

            1996
            23 febbraio, Roma: due chili di tritolo vengono fatti esplodere nei pressi di una palazzina del Comando dell’Aeronautica, in viale dell’Università. L’attentato è ancora rivendicato dalla sigla Ncc, Nuclei comunisti combattenti.
            19 giugno, Roma: Germano Maccari confessa di essere il “quarto uomo” di via Montalcini; verrà condannato all’ergastolo il 17/07 nell’ambito del quinto processo Moro.

            1997
            11 maggio, Torino: «Sessantatré ex terroristi delle Brigate Rosse, di Prima Linea e di altri gruppi firmano per la prima volta dopo molti anni un appello che chiede di mettere la parola fine alla "Storia infinita" (così s’intitola l’appello indirizzato a chiunque voglia ascoltare) degli anni di piombo. Da Lauro Azzolini a Sergio Segio, da Corrado Alunni a Susanna Ronconi, a Giulia Borelli, Roberto Rosso, i sessantatre, più o meno noti, più o meno responsabili di gravi fatti eversivi, si rivolgono a "una democrazia matura, una classe politica e una Repubblica che vogliano davvero rinnovarsi».
            2 dicembre: viene concessa la semilibertà a Mario Moretti.

            1999
            29 gennaio: dopo 17 anni di carcere, viene concessa la semilibertà a Giovanni Senzani.
            20 maggio, Roma: in via Salaria viene assassinato il professor Massimo D’Antona, consulente del Ministero del Lavoro nel governo D’Alema. L’attentato è rivendicato dalle Brigate rosse – Partito comunista combattente.
            30 giugno, Milano e Roma: dopo 40 giorni di silenzio successivi all’agguato di via Salaria, le Br-Pcc tornano a farsi sentire distribuendo in diversi punti delle due città decine di copie dello stesso documento di rivendicazione dell’omicidio D’Antona. Una settimana più tardi l’operazione viene ripetuta in altre otto città.
            19 ottobre: perquisizioni in tutta Italia ai danni di militanti dei Carc (Comitati di appoggio alla resistenza comunista). Tra i nominativi indicati nelle ordinanze, anche quello di Giuseppe Maj, fondatore e ideologo del gruppo, irreperibile. La procura della repubblica di Roma dispone la perquisizione con l’imputazione di cui agli artt. 270 e 270 bis CP “per aver organizzato una associazione sovversiva denominata (Nuovo) Partito Comunista in forma clandestina, la quale si propone il compimento di atti di violenza al fine di eversione dell’ordine democratico”. La stessa Procura chiederà poi al Gip l’archiviazione dell’indagine, pronunciata il 4/9/2001. Interessante il documento costitutivo del (Nuovo) partito comunista, molto critico nei confronti delle Br-Pcc.
            Viene recapitato al consigliere di Rifondazione comunista Umberto Gay, presso la sede di Radio Popolare a Milano, un documento di 70 pagine intitolato La Voce, sottotitolo: Nuovo Partito Comunista che contiene e illustra le linee guida per la costituzione di un nuovo soggetto politico comunista capace di riprendere l’iniziativa e di riunire le forze soggettive della rivoluzione sociale. Il documento si occupa anche del caso D’Antona affermando che, pur essendo condivisibili le motivazioni che hanno portato all’uccisione del consigliere del Ministro Bassolino, non è tuttavia con azioni una tantum che si procede verso la rivoluzione, bensì riaggregando tutte le forze ostili allo Stato sotto un nuovo partito comunista capace di dirigere e coordinare la lotta. Questo partito opererà in clandestinità e, secondo il dettato leninista, sarà costituito da piccoli nuclei capaci di unire teoria e pratica di lotta.

            2000
            2 febbraio: nuovo documento delle Br-pcc con il quale viene annunciato l’innalzamento del livello dello scontro e nuove azioni di guerriglia. La Dichiarazione programmatica è contenuta nel volantino di 24 righe recapitato per posta all’Ansa, preso seriamente in considerazione dagli inquirenti che indagano sull’omicidio D’Antona. Le avanguardie combattenti - dice il documento - attraverso la ripresa dell’attacco rivoluzionario, hanno assunto l’incarico strategico di elevare lo scontro nel contesto della guerra di classe di lunga durata. La ripresa della lotta deve necessariamente sfociare nell’offensiva alle strutture di direzione degli apparati repressivi quali emanazione operativa di un Esecutivo che si protrae verso il consolidamento del sistema borghese imperialista. Le aspettative generali del proletariato sono sistematicamente disattese da uno Stato che merita di essere esposto all’aggressione prolungata e disarticolante dell’iniziativa rivoluzionaria.
            15 maggio, Roma: prime indiscrezioni sulla presunta svolta nelle indagini sull’omicidio D’Antona. Il quotidiano la Repubblica intitola: Svolta sul caso D’Antona. Si chiude il cerchio intorno ai basisti. Il giorno successivo, lo stesso quotidiano preannuncia «Arresti in vista».
            17 maggio, Roma: viene arrestato Alessandro Geri, il presunto telefonista delle Br-Pcc nell’omicidio D’Antona. L’inchiesta si rivelerà un clamoroso fiasco e Geri verrà scarcerato a fine maggio non essendo emerso nulla a suo carico. La vicenda Geri è la prima di una lunga serie di grotteschi buchi nell’acqua compiuti dagli investigatori.
            19 maggio, Roma: un non meglio definito Nucleo di iniziativa proletaria rivoluzionaria (Nipr) rivendica l’ordigno esploso quattro giorni prima nelle sede della Commissione Antisciopero in via Po, a Roma.
            22 giugno, Riva Trigoso (Genova): Cinque fogli dattiloscritti vengono recapitati tramite posta prioritaria alla rappresentanza sindacale unitaria della Fincantieri di Riva Trigoso. Contengono frasi inquietanti, minacce ed esortazioni agli operai affinché riprendano la lotta armata. Il documento, firmato con una stella a cinque punte simbolo delle Brigate Rosse posta sotto la dicitura Nucleo di iniziativa proletaria rivoluzionaria, sarebbe stato inviato dall’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. La busta giunge anche ad altre aziende italiane, tra cui l’Ilva di Genova.
            5 luglio: documento del Nucleo di iniziativa proletaria rivoluzionaria (Nipr).
            18 luglio: rivelazioni inedite sulla presunta abitazione in cui si riuniva il vertice delle Br durante il sequestro Moro contenute nella relazione finale dei lavori della Commissione stragi presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino, ribadite nel suo libro Segreti di Stato (vedi la scheda qui), dove si può leggere a pag. 225: “Da un’indagine giudiziaria fiorentina, mai utilizzata nei processi Moro celebrati a Roma, abbiamo finalmente accertato che, durante i 55 giorni del sequestro, il comitato toscano delle Br, composto tutto da irregolari, aveva a disposizione un unico covo […] Si trattava della casa di un architetto, Gianpaolo Barbi, membro del comitato toscano delle Br […] Di quel comitato, secondo il giudice Chelazzi, faceva parte anche Giovanni Senzani, sin dal 1977”.
            19 luglio, Romaolantini con la stella a cinque punte delle Brigate rosse vengono recapitati, con posta prioritaria, nella sede di alcuni quotidiani romani. I volantini, in più copie e composti di un foglio scritto molto fitto, contengono minacce. La Digos acquisisce nella sede del quotidiano Il Tempo un volantino di circa 50 righe, a firma Br-Pcc in cui si parla della necessità di un intervento armato per neutralizzare le iniziative dell'azione operativa, di chi - viene indicato nel volantino - nella Cisl e nella Cgil sta contrastando la strategia antimperialista e la costruzione del Pcc.
            12 dicembre, Todi: durante una rapina in banca viene arrestato Giorgio Panizzari, ex nappista, graziato nel 1998 dall’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Panizzari viene successivamente accusato di essere tra i componenti del commando delle Br-Pcc che il 19 maggio ’99 uccise Massimo D’Antona. L’ipotesi investigativa si rivelerà però sbagliata: un altro buco nell’acqua della Procura di Roma guidata da Italo Ormanni;

            2001
            13 maggio, Roma: arrestati otto militanti del gruppo Iniziativa Comunista. Norberto Natali, la sorella Sabrina e Rita Casillo sono indagati per l’omicidio D'Antona. Il 19 maggio, tre degli otto indagati vengono scarcerati. Anche questa inchiesta si rivelerà un fiasco totale.
            25 maggio: Ario Pizzarelli, Cesare Di Leonardo, Francesco Aiosa e Stefano Minguzzi rivendicano in aula la paternità dell’omicidio D’Antona: Ci identifichiamo nella linea, nell’impianto strategico e nell’intera storia trentennale delle Brigate rosse. Rivendichiamo la valenza politica dell’azione del 20 maggio 1999 contro D’Antona […] azione che ha rappresentato un salto di qualità per il rilancio del processo rivoluzionario e dell’impianto delle Brigate rosse.
            19 settembre, Roma: Simonetta Giorgieri, Carla Vendetti e Nicola Bortone – tutti irreperibili – sono condannati dalla Terza Corte d’Assise rispettivamente a 8 anni e 6 mesi, 8 anni e 4 mesi e 5 anni e 6 mesi per appartenenza all’organizzazione eversiva Br-Pcc.
            1 ottobre, Roma: Rita Casillo, militante di Iniziativa comunista arrestata nel maggio scorso, viene identificata dal supertestimone del delitto D’Antona come la donna che avrebbe fatto parte del commando delle Br-Pcc. Durante un successivo confronto all’americana, il supertestimone del delitto D’Antona non riconosce Rita Casillo, indicando un’altra delle 5 donne presenti al riconoscimento.
            13 novembre, Roma: la Procura di Roma chiede la riapertura delle indagini sui Carc. Il GIP la autorizza con provvedimento del 17/12/2001.

            2002
            10 marzo, Zurigo: l’arresto di Nicola Bortone, militante comunista, condannato dalla Corte d’Assise di Roma lo scorso 18 settembre a 5 anni e 6 mesi di reclusione per banda armata ed associazione sovversiva è, secondo gli esperti dell’antiterrorismo, tra i fondatori delle nuove Brigate rosse-Partito comunista combattente.
            19 marzo, Bologna: in via Valdonica viene assassinato il prof. Marco Biagi, consulente del Ministero del Lavoro del Governo Berlusconi. Siamo le Brigate Rosse. Rivendichiamo l'attentato al professor Biagi. Seguirà comunicato è il contenuto di una telefonata giunta alle 16.28 alla redazione del Resto del Carlino.
            Last edited by mat; 22-10-2006, 01:26.
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