Originariamente Scritto da
restodelcarlino
"Anima gemella" che poi sarebbe il :“Dio li fa e poi l’accumpagne” ? o piuttoso "Attrazione dialettica degli opposti"? ("dialettica" per una strizzatina d'occhio saccente a Hegel, che fa "colto")
In sostanza, si tratta di una coppia di fatti l'un per l'altra (o un/altro, o una/altra : d'ora in poi é sottinteso), con intesa naturale ed inevitabile o piuttosto di un'attrazione generata da differenze, da opposti che si attraggono, si stimolano, e tengono viva la relazione proprio perché non coincidono?
Entrambe le ipotesi hanno una loro logica. L’affinità profonda, quella che si avverte subito con certe persone, sembra confermare la prima. Due individui che si trovano senza doversi cercare troppo, che condividono valori, sensibilità, ritmi.
Esiste, pero', un numero quantitativamente significativo (bello, vero ? Mica ing per niente) di coppie durature che non sono affatto di “uguali”: lui è riflessivo, lei impulsiva; lei ama il movimento, lui la quiete. Eppure, qualcosa li tiene insieme, come un bilanciamento di forze complementari. (Richiamo quanto detto, che tutte le combinazioni di genere sono possibili e che nessuna é privilegiata né esclusiva)
Per colpa di materialistici studi (e mente irrimediabilmente tarata) sono abituato a pensare in termini di equilibrio dinamico. Due elementi diversi possono funzionare meglio insieme proprio perché si compensano. A volte è la differenza che regge la struttura. Ma è anche vero che una differenza eccessiva può portare instabilità, così come una somiglianza totale può, alla lunga, generare inerzia.
Forse, più che cercare una risposta definitiva, vale la pena accettare la complessità del legame umano. Alcune relazioni funzionano per affinità, altre per contrasto, altre ancora perché crescono nel tempo, imparando ad accordare differenze e somiglianze in modo flessibile. L’“anima gemella” potrebbe non essere un’entità predefinita, ma qualcosa che si costruisce. Non si tratta sempre di trovare la persona giusta, ma anche di diventarlo a nostra volta per qualcun altro.La domanda resta aperta. Forse è proprio questo che rende ogni incontro unico, e mai del tutto prevedibile.
Fine della riflessione banale della domenica mattina