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Se permettete...
C'é un'incertezza di fondo da chiarire (naturalmente, a mio parere): "Dio"
"Dio", chi/cosa?
Col vostro preventivo perdono, mi copincollo
"Caso 1 — Dio antropomorfico (monoteismi storici)
...omissis..."Dio"= Ente esistente, personale, intenzionale, narrabile ed inserito in una storia, anche se “eterna”.
...omissis...
Caso 2 — Dio come “energia creatrice primaria”
... Dio =principio impersonale, fondamento dei campi, delle simmetrie, dei quark e del resto del circo cosmologico,
...omissis.."
Cosa intendete per "Dio"?
Esistente o meno, prima si deve definire di cos si parli.
IMHO
(senza cascare nell'ontolo...cosa, per piacere)
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Buonasera Carlino,
ci chiedi cosa intendiamo per Dio. Per quanto mi riguarda intendo il nulla. Se Dio è stato creato dal bisogno dell'uomo e l'uomo non è stato creato dall'inesistente Dio, parliamo del nulla.
Se nessuno sulla terra credesse più in Dio, non per questo Dio cesserebbe di esistere per chi lo invoca.
Posso dimostrare a me stesso che non esiste (autoconvincimento per fede), ma non oggettivamente, altrimenti la Chiesa già avrebbe concluso il suo ciclo esistenziale.
Nello scorso secolo alcune correnti filosofiche, come il positivismo, l’idealismo e il marxismo, ebbero la presunzione di voler cancellare la fede religiosa, ma non ci riuscirono perché è una necessità dei tre quarti delle persone.
Per i “materialisti” la trascendenza è illusione;
per i positivisti Dio è un’ipotesi inutile;
per gli idealisti, come Hegel, il cristianesimo è solo una tappa nella storia dell’umanità;
per Marx la religione è “il sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo spietato. Essa è l’oppio del popolo”.
Sigmund Freud considerava la religione una “nevrosi ossessiva universale”.
Per gli esistenzialisti atei come Sartre “siamo soli senza scuse.
Gli strutturalisti (avversari degli esistenzialisti), come Claude Lévi Strauss: “All’inizio del mondo l’uomo non c’era; non ci sarà neanche alla fine.
Il filosofo, psichiatra e psicoanalista francese Jacques Lacan (1901 – 1981) alla domanda cosa si può sperare alla fine dei tempi rispose: “Non si può sperare assolutamente niente”.
Il Dio biblico non deriva da dimostrazioni razionali spesso traballanti, ma è un Dio che si lascia contraddire dal male, dalla sofferenza e dalla morte.
Comunque è un Dio "pronto" a intessere una relazione con chi crede nella sua esistenza.
Lo scopo della religione è il sacro in relazione al profano, non come opposizione ma di complementarietà, l’oggetto e il soggetto dell’esperienza religiosa, e la relazione tra loro.
:nyuppi:
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Citazione:
Originariamente Scritto da
doxa
Per quanto mi riguarda intendo il nulla.
Ok
Resta la possibilità del mio "caso 2": a tutt'oggi, l'origine del "vuoto", affollatissimo di campi etc, originario é ignota...resta, quindi, la possibilità del "Vassapé".
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Dio è morto ma poi è rinvenuto. Mi sa che ce lo dobbiamo tenere.:D
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3) soggetto immaginario che si investe della condizione di arbitro e custode di principi morali di riferimento, e che funziona da ancoraggio identitario a fronte dei dubbi morali creati dalle circostanze; coesione sociale con gli altri "credenti", fondata sull'affidamento dell'investimento identitario:
"er caccola è venuto a tutte le trasferte, s'è fatto 'na settimana in guardina, preso 'na cortellata a Napoli, c'ha tutta la famiglia che tifa: se dovemo mena' i iriducibbili nun se tira indietro; te pare ? 'a Roma è 'na fede ! se diserta, nun è più lui !";
Saturno esiste ma, astronomi a parte, a chi interessa ? il dio di un aggregato di fanatici - oppure di benefattori - può non esistere, essere vivo o morto, ma l'ideologia che lo considera produce conseguenze reali, anche efficacemente prevedibili, come le ossa rotte se vai a provocare un gruppo di ultras della squadra rivale x.
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Allegati: 1
Allegato 38078
La "Deposizione di Cristo", l'argomento ha sempre dato spunti ai grandi maestri.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
axeUgene
3) soggetto immaginario....
diciamo: "coniugazione del caso 1"
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Ciao Carlino.
Ascolta cosa dice questo "giovine" sul Dio nascosto
cliccare sul link
https://www.youtube.com/watch?v=h6HYruAvIkE&t=15s
:look:
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Da ragazzo abitavo in una via del centro storico. Sulla stesso lato, dopo il tabaccaio, il sarto e il fruttivendolo, c’era il negozio di ferramenta. Il proprietario un uomo all’antica, serio ma gentile, sicuro ma con un tono di voce quasi timido, dai movimenti eleganti e perennemente con uno spolverino nero. Gestiva da solo il suo negozio da più di quarant’anni e da lui eri sicuro di trovare qualsiasi cosa, anche la più obsoleta. Ci pensava un attimo e poi prendeva una scatola impolverata sullo scaffale in fondo ai pochi metri quadrati e dentro trovava la manopola, la mensola, il gancio che stavi cercando in tre colori e materiali diversi. Raramente incontravi la moglie durante il giorno di mercato, quando tornava con la borsa gonfia di verdure, il pane e le poche cose necessarie a una coppia ormai anziana. Poi, poco prima della pensione, quando ormai stava trattando la vendita del negozio, la moglie lasciò questo mondo dopo una malattia brevissima ma letale.
Quando entrai nel suo negozio per un piccolo acquisto, molto impacciato provai a porgere le mie condoglianze.
La sua risposta fu letteralmente questa:
“Lavori tutta la vita con un traguardo davanti agli occhi, poi esci di casa e ti cade una tegola in testa”.
E’ stata una lezione importante e non l’ho mai dimenticata.
Il tizio del video?
Poveretto!
Quelli che si sforzano di spiegare il mondo più o meno nascosto, mistico ed esoterico, pro o contro, con un bel ragionamento e una logica stringente, mi strappano ogni volta un sorriso amaro.
Ciechi che guidano ( o credono, o pretendono di guidare) altri ciechi, contenti, questi ultimi, di sentirsi dire quello che volevano sentire.
Anche se con altri motivi e con altre ragioni, credo che la descrizione più vicina di Dio sia stata quella di Papa Benedetto XVI a Regensburg che descrisse il Dio dei musulmani come “assolutamente irrazionale” ( e quindi diverso dal Dio dei cristiani che invece identifico’ con il logos dei greci).
Assolutamente irrazionale e, aggiungo io, senza nessun obbligo verso schemi e parametri della filosofia, della scienza, della politica, o di qualsiasi altro pensiero, desiderio, aspettativa umana.
Non può nemmeno avere una natura o una immagine antropomorfa, figuriamoci!
Non può quindi essere nemmeno oggetto di discussione. Non ha senso argomentare pro o contro.
Chi vuole fare affidamento alla ragione, buon pro gli faccia.
Chi si abbandona alla credenza ereditaria, auguri.
Chi lo sa, forse esiste un elemento intuitivo che ci avvicina alla realtà più di ogni speculazione intellettuale.