Originariamente Scritto da
axeUgene
non proprio e soprattutto oggi, in Occidente;
in via generale, la sofferenza femminile � quotidiana, esattamente in quel "compromesso" di soggezione che perora Cono, a fronte del quale l'evento "abbandono" assume quel valore distruttivo per la donna "da buttare", non pi� necessaria come madre, n� come oggetto sessuale garantito; per�, sempre di pi� si osservano donne 60enni che si separano e vivono questo come una liberazione, nonostante la prospettiva della solitudine, che viene vissuta come risarcimento, una pace dopo i decenni di soggezione;
cio�, in termini relativi, dallo scardinamento dell'equilibrio "tradizionale" bloccato su uno standard che contempla per le plebi un potere maschile in famiglia e l'offerta di prostituzione, sono gli uomini ad avvertire ogni scossa come potenzialmente distruttiva, e che hanno "tutto da perdere";
nel ceto popolare, o ex-medio, la prospettiva della separazione � una miseria che per la donna, pure rassegnata, rappresenta generalmente uno svantaggio in parte controbilanciato da maggior libert� o serenit� personale; mentre per l'uomo � pi� spesso una perdita secca in termini di servizi, status e, per quelli che non hanno l'attitudine all'evasione alimentare, anche economica;
ieri sono stato ad una cena con gli ex compagni di uni, amici, amici intimi, conoscenti che non frequentavo da 20 anni; tutti brave e buone persone; ho visto cose...