Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
infatti, non � certo "il Signore", ma la dottrina che alcuni pretendono di evincere;

in tutto questo, tu resti ancora nel vago e non specifichi cosa materialmente la donna non dovrebbe fare; dici: "nessuno mette in discussione le pari opportunit�...", ma se stabilisci che i ruoli debbano essere diversi la negazione delle pari opportunit� � quello che di fatto intendi, sulla scorta dei precetti paolini, suscitati dalla necessit� di non dare scandalo in quella societ� dell'epoca;

ripeto: prova a definire in concreto ci� che la donna non dovrebbe concretamente fare, non in termini vaghi e generici, e poi si ved� chiaramente il limite e la contraddizione;
guarda, io so bene che tu sei una brava persona, in buona fede; ma il sentimento che ti spinge a questa ideologia � frutto di una paura che, oltre ad essere causa stessa dei problemi, � anche irresolubile nei termini regressivi del tradizionalismo, perch� la societ� chiede l'opposto, nonostante le ragioni del disagio che tu pensi di ravvedere;

guarda che � evidente che questo � il nodo centrale alla base dell'appeal dell'islamismo, e chiunque in Occidente non appartenga al tuo stretto giro di osservanza tradizionalista non manca di notare che la motivazione sostanziale � la stessa;
forse non te ne rendi conto, perch� li infiocchetti con formule allo zucchero filato, ma queste idee che esponi sul ruolo della donna spaventano a morte chiunque abbia meno di 60 anni, maschio o femmina; ti vedono tutti come un talebano con la barba, magari rimasto senza pietre per la lapidazione, ma l'effetto � quello.
Allora � un talebano anche Papa Francesco: lo � anche Papa Giovanni Paolo quando parla di Carismi Femminili�..
Non parliamo poi di quel retrogrado di San Paolo, che osa parlare di mutua sottomissione nel Signore: Non sia mai!
Arriva poi, ai nostri giorni, una ragazza semplice che dice cose semplici sulla questione e�.apriti Cielo!

�Penso che in questo momento i ruoli maschili e femminili siano sottoposti a una forte revisione, che pu� in assoluto non essere un male perch� il momento di crisi � sempre un momento di discernimento per cui pu� essere anche un momento di miglioramento, per� in questo momento i ruoli dell�uomo e della donna sono troppo ridiscussi. Soprattutto la donna � cambiata e non sa pi� chi �, ha perso un po� quella sua capacit� di accogliere, di mediare, di andare avanti nonostante tutto. A mio parere gi� solo il fatto che si metta in conto che una relazione finisca la espone al rischio della fine perch� i problemi ci sono anche nelle coppie pi� felici ma, mentre prima non era neanche in discussione lasciarsi, adesso si mette come una delle prospettive possibili e avviene pi� facilmente.

L�uomo come reagisce a questi cambiamenti ?
Credo che gli uomini siano disorientati e parecchio in crisi, secondo me devono riappropriarsi della propria identit� di guida della famiglia, di capofamiglia, di punto fermo, di guida dei figli, devono riacquistare un po� di autorevolezza e noi donne dobbiamo permettere che questo avvenga, quindi non metterli sempre in discussione, non rimbeccarli troppo come invece siamo inclini a fare.

Quale sar� il ruolo della famiglia nel futuro degli italiani?
Nonostante le previsioni fosche e nonostante sia sicuramente un�istituzione soggetta a cambiamenti, � la natura stessa che vuole che resista perch� un figlio non pu� che venire sempre dall�unione di un uomo e di una donna e questi tenderanno naturalmente ad allevare il proprio cucciolo insieme. Di conseguenza, per quanto si possa dire che la famiglia � finita, alla fine invece resister�.

http://www.famigliaitaliana.com/arti...essa__1806.jsp

�Non pensavo che qualcuno mi si sarebbe filato ancora su questa storia della sottomissione. Insomma l�ho spiegata anche al maiale. Pensavo di essere finalmente fuori moda. Invece mi ritrovo a cercare di spiegare di nuovo cosa ho capito io della parola sottomissione usata da San Paolo e lo faccio per la volta numero duecentosettantaquattro!
Dunque. Vediamo. Un conto � quando parlo di sottomissione nelle parrocchie, o comunque a un pubblico di formazione cattolica, che tendenzialmente parla la mia lingua. Un popolo che crede in un re che � morto in croce, un re che invita i pi� grandi a servire i pi� piccoli, e che quindi credo possa meglio capire la bellezza dello �stare sotto� per dare la vita, non solo partorendo ma generando in ogni momento coloro che ci sono affidati. Un conto � rivolgermi al giornalista collettivo, che dopo l�incontro di Milano mi ha dato dell�oscurantista medievale cattoislamista.
Io vorrei dire che capisco che chi rimane dentro un�ottica di rapporti di forza tra uomini e donne non pu� che avvertire fastidio nel sentire questa parola. Non me la prendo quando mi danno della deficiente (e se mi vedessero contemplare il decoder e i cinque telecomandi di casa nel tentativo di vedere un tg potrebbero trarre qualche conferma). Chi vive i rapporti sentimentali nell�ottica della conquista, che all�inizio dunque � tutto sentimento, e poi a volte rischia di diventare un giogo pesante oppure un gioco di equilibri di forza, non pu� invece che infastidirsi nel sentire la parola sottomissione.
Ma io credo, potrei dire che sono certa se la mia ignoranza di esegeta e di biblista da quinta elementare non mi imponesse una certa cautela, che san Paolo abbia saputo cogliere quello che � il cuore del problema femminile, la tentazione che pi� di tutte tocca le donne: il desiderio di controllo. Noi donne vogliamo controllare le persone che abbiamo care. Siamo capacissime di manipolarle, abbiamo dei radar raffinatissimi nel cervello, strumenti super sofisticati che l�uomo si sogna. La Provvidenza ce li ha dati per educare, questa � la nostra chiamata, perch� �Dio affida l�umanit� alla donna, che, prima ancora dell�uomo stesso, vede l�uomo�, come scriveva san Giovanni Paolo II. La tentazione contro cui noi donne dobbiamo combattere � quella dunque del controllo sull�uomo, della sua manipolazione.
Quando una donna impara a usare i suoi talenti per servire, non da schiava come scrivevo, ma da volontaria custode di coloro che le sono affidati, la vita intorno a lei fiorisce. Ogni persona viene accolta e si sente valorizzata da uno sguardo materno, che include, che non giudica. � uno sforzo costante che noi donne dobbiamo fare, una lotta contro il nostro perfezionismo.
L�uomo al contrario deve imparare a dare di pi�, a morire, dice san Paolo, perch� la sua tentazione invece � quella della fuga, o dell�egoismo, del disimpegno dalla relazione. A me sembra cos� chiara, lucida, profonda l�analisi di san Paolo. Cos� rispondente alla verit� del cuore dell�uomo, che non capisco come qualcuno possa sentirsene offeso.
Bisogna sempre ricordare che l�uomo e la donna sono due creature ferite, che vorrebbero essere amate in modo perfetto, e invece fanno una continua esperienza del proprio limite e del limite dell�altro. La donna con la sua voragine, la sua fragilit�, il suo bisogno di conferme, di uno sguardo che le dica che � bella. L�uomo con il suo desiderio di potere, di possesso, di dominio, che deve imparare a essere circonciso, regalato. Che deve trasformarsi in capacit� di sacrificio e di prendere i colpi della vita su di s� a difesa dei piccoli.
Mi sembra cos� bella questa dinamica del rapporto di amore tra maschio e femmina, cos� liberante, che davvero non vedo cosa ci possa essere di offensivo. Penso che solo le ferite del passato, di un tempo in cui alla donna questa accoglienza veniva in qualche modo imposta (anche se sul fatto che essere relegate in casa fosse necessariamente uno svantaggio rispetto a oggi avrei qualcosa da obiettare) possano avere lasciato nervi scoperti, e una sensibilit� esasperata. Credo che la sottomissione nel senso di stare sotto a sostegno e di rinunciare alla volont� di controllo per dare la vita sia scritta nel cuore della donna. L�importante � che sia scelta, che sia libera. Che sia abbracciata con gioia.
Chiss�, magari si apre una stagione di donne sottomesse per scelta, felici, libere di servire non da schiave ma da donne che possono avere tutto, e scelgono la parte migliore.�
pubblicato il 25 gennaio 2015 su La Croce quotidiana

http://costanzamiriano.com/2016/02/0...r-ripetenti-3/