Ci sta perche' una dottrina fideistica ce lo ha messo.
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Ci sta perche' una dottrina fideistica ce lo ha messo.
Non ci credo perch� dovrebbe sapere il seguito, ma non lo sa. E non sa neanche il perch�.
Queste sono le idee fondamentali per avere la storicit� ( veridicit�) o meno degli eventi della fede fideistica. Per una ricerca storica.
Una fede fideistica non ha storicita', ma solo un crederci ove si forma, se si forma.
ancora a rivoltare frittate ? occhio al colesterolo ! :D
io te lo devo spiegare ??? :asd:
sei tu che lo postuli come Figlio di Dio, e solleciti la domanda su quel dio; e tu a dover dare conto; sempre tu voglia passare da persona seria;
ma se tu fossi il padre di bambini morti sul treno, o a Nizza, cosa chiederesti ad un dio in cui credi ?perch� non li hai salvati, loro innocenti ?
e che risposte potresti mai avere ?
solo queste:
a) non volevo salvarli; e allora pure i responsabili sono encomiabili e salvi, dato che hanno opeato secondo il Disegno;
b) non potevo salvarli; e allora sei come un dio pagano qualsiasi;
da qui non si esce;
certo che un dio che non possa salvare i tuoi bimbi non sarebbe Dio; sarebbe squalificato come Dominus che non domina, e a fortiori come giudice; qui � Rodi, e qui bisogna saltare.
Hanno sempte il la vita e' un battito d'ali trascurabile e la remunerazione eterna e' a babbo morto.
Sono, tutti, professionisti venditori del babbo morto:D
Lo Scienziato credente non esce di casa la mattina dicendo �Ecco, adesso abbandono il mio essere credente e vado in Laboratorio��
Scienza e Fede si incrociano inevitabilmente, a volte. Anche solo partendo dal concetto-base che dal niente non vien fuori niente: che tutta la Materia � oggetto di evoluzione, ma che da un input iniziale deve pur essere partita�.
�Parlare di origine del mondo porta inevitabilmente a pensare alla creazione e, guardando la natura, si scopre che esiste un ordine troppo preciso che non pu� essere il risultato di un �caso�, di scontri tra �forze� come noi fisici continuiamo a sostenere. Ma credo che sia pi� evidente in noi che in altri l�esistenza di un ordine prestabilito nelle cose. Noi arriviamo a Dio percorrendo la strada della ragione, altri seguono la strada dell�irrazionale�
Carlo Rubbia, Premio Nobel (1984), scienziato dotato di grande prestigio a livello internazionale, gi� direttore del CERN, dell�ENEA di Frascati, socio onorario dell�Accademia Nazionale dei Lincei, della National Academy of Sciences americana, della Royal Society, della Pontificia Accademia delle Scienze e di tante altre accademie.
(citato in C. Fiore, �Scienza e fede�, elledici, Leumann (TO) 1986, p. 23).
la scienza delimita lo spazio del conoscibile; si incrocia con la fede solo quando quest'ultima esprima una dottrina non credibile; altrimenti sono nettamente separate; lo scienziato pu� credere proprio perch� la fede non � oggetto del conoscibile, ma riguarda solo ci� che si pu� arbitrariamente attribuire;
se questa opinione avesse una qualit� scientifica sarebbe consolidata come tale;Citazione:
�Parlare di origine del mondo porta inevitabilmente a pensare alla creazione e, guardando la natura, si scopre che esiste un ordine troppo preciso che non pu� essere il risultato di un �caso�, di scontri tra �forze� come noi fisici continuiamo a sostenere. Ma credo che sia pi� evidente in noi che in altri l�esistenza di un ordine prestabilito nelle cose. Noi arriviamo a Dio percorrendo la strada della ragione, altri seguono la strada dell�irrazionale�
Carlo Rubbia, Premio Nobel (1984), scienziato dotato di grande prestigio a livello internazionale, gi� direttore del CERN, dell�ENEA di Frascati, socio onorario dell�Accademia Nazionale dei Lincei, della National Academy of Sciences americana, della Royal Society, della Pontificia Accademia delle Scienze e di tante altre accademie.
(citato in C. Fiore, �Scienza e fede�, elledici, Leumann (TO) 1986, p. 23).
invece, milioni di altri fisici, affermati come e pi� di Rubbia, sostengono l'opposto e nessuna teoria scientifica conforta questa opinione, anzi...
Mi spiace cono ma per l'ennesima volta torno a ripeterti che le paturnie spirituali degli scienziati non possono entrare a far parte del contenuto della scienza. Per questo ti ridico che lo scienziato deve comunque fare il suo lavoro con distacco e secondo il metodo scientifico. In nessun libro di scienza troverai accanto a concetti di fisica che deve esserci un creatore o qualcosa del genere. Difatti non credo che nemmeno Rubbia possa, se lo ha fatto davvero, aver scritto un testo ufficiale universitario di fisica con le sue paturnie. Se qualcosa ha scritto lo avr� fatto per altri canali che non sono quelli dei testi scientifici, ma al limite divulgativi.
Se a Rubbia vengono le paturnie sono cavoli suoi, ma che non mescoli fisica e paturnie perch� sarebbe scorretto e non � nemmeno lui in grado di darne dimostrazione.
Ma noi, qua, siamo in �Spiritualit��: E ci interroghiamo sulla nascita della Vita da un punto di vista che v� oltre la Scienza�..E che riempie perci� molte pi� pagine di quelle che occuperebbe aprendola, semplicemente, in Scienze. E questo come mai? Perch� ci coinvolge TOTALMENTE. Non solo come esseri materiali�.
Non cambiamo discorso, se tu sostieni che il vangelo � un mito, una favola o peggio un'invenzione con dolo dovrebbe per l'appunto essere composta con un inizio ed una fine ben chiara, come d'altronde nelle favole: c'era una volta.....e vissero tutti felici e contenti. Se si suppone quindi quel che si suppone, il racconto dovrebbe avere un inizio ed una fine ben delineate. Invece l'inizio � misterioso, anche e durante ci sono misteri e la fine oltrech� essere misteriosa a me, in un racconto premeditato che dovrebbe essere, mi sembra anche un po' strana:asd:, se non addirittura impensabile.
Lo scritto in se esiste, formatosi nelle sue vicissitudini.
Quello che c'e' scritto e' tema di fede, ne ha gran significato un racconto, o uno indefinito.
Sono state utilizzate varie fonti pure distanti dagli eventi, difficile aspettarsi una cosa lineare.
infatti ha citato la resa del "mistero";
ma qui c'� poco da conoscere; basta il buon senso di una persona qualsiasi;
se il Male e Dio sono compresenti, o il secondo vuole il primo, e quindi non lo impedisce;
oppure non lo pu� impedire, e allora non � Dio, ma un dio paragonabile a quelli pagani, che si fanno i dispetti tra loro, con un satanasso che sta alla pari, ecc...
da questa impasse non si esce, a meno di non rinunciare ad un potere divino come inteso tradizionalmente, cio� di un soggetto-persona esterno, per spostare la Sua giustizia come incardinata nella coscienza umana, che � come la vedo io; ma allora vanno ridefinite molte cose; ma molte, eh...
Compare solo li.
Comunque ci devi credere, tanto per cominciare, poi apprezzare quel tipo di vita che non sembra entusiasmare.
Senti pu� anche darsi ma c'� da considerare poi che noi siamo in fondo in fondo bicefali:asd: riuscendo a pensare solo due cose contemporaneamente; c'� chi � al top e le pensa insieme ma poi ci vorrebbe Freud per ricoverarlo:rotfl:, c'� chi dice che evolveremo, allora io gli domanderei..ma quante orecchie avremo?:approved:. ma quante orecchie ci vogliono per sentire in tre posti di cui uno non sia interno o del cervello:asd:, basterebbe conoscere un cervellotico:rotfl:; io invece suggerisco o l'una o l'altra....perch� solo cos� si pu� andare a fondo alla ricerca della pietra, io sto bene, abito dove c'� il mare color rubino:asd:, e la terza pensata? o terza via per chi ha ancora i piedi per camminarla:D.....forse quella del possibile ma io credo che sia invece quella del fantastico di-vino.:asd:.
Beh, dipende dall'angolatura in cui la guardi. Come avrai notati nel Vangelo c'� una variet� di personaggi veramente entusiasmante che rappresentano i pregi ed i difetti della societ� e dei singoli di allora che, guarda caso, potrebbero ricalcare tranquillamente quella di oggi.
Caciara non credo sono da solo. A meno che sbatta la testa contro il muro. ma farei una finaccia, credo; quanto al ridere in effetti mi � scompars.
Non sono io comunque che rido ma mi fanno ridere certi pensieri. Non c'� niente di male, sono abbastanza ottimista.
infatti, se non impedisce il male ci sar� pure un motivo,no?
probabilmente era quello che pensava lo psicopatico mentre schiacciava donne e bambini con il camion?
30 anni 3 figli svariate amanti e 1 divorzio , durante il ramadan magnava,beveva e si faceva delle cotolette di maiale piu grandi del piatto..
"se non impedisce il male ci sar� pure un motivo" mentre ingranava la seconda..:v
guardi che stiamo parlando di Dio, mica del primo extracomunitario qualsiasi...bic.
infatti bisognerebbe capirne il motivo, sempre che uno ci creda, altrimenti � inutile perdere del tempo con le solite domande. Guarda se Dio c'� sar� pure onnipotente e sa quel che succeder�, anche di me o di quella foglia, tra l'altro non si muove foglia che Dio non voglia, be se c'� quel Dio l� noi non siamo liberi, allora non essendo liberi possiamo fare tutto ci� che vogliamo....vedi Hitler, Stalin, Mao, ecc, e la lista si allunga con Herdogan. Secondo me quello pure � un gran mistero, non si pu� prendere filosoficamente come una verit� assodata ci� che � da assodare.:v
Poi se Dio lo facciamo pure montare in macchina sar� pure indistruttibile, che gliene frega della curva:v:v.
emb�, a me lo chiedi ?
io ti lascio postulare l'esistenza di un dio - quantunque questo non si sia mai imposto come un fatto a chi non ci crede; ma tanto � indimostrabile e anche inconfutabile;
ma poi, se ci fondi un sistema etico, sta a te spiegarmelo, il motivo; se non puoi, va a farsi friggere tutto il sistema, proprio nel modo in cui suggerisci sotto:
eh, ma tu, pur credendo, non lo capisci il motivo; altrimenti potresti spiegarlo; e non lo fai perch� non puoi;
a quel punto, non � quello che vogliamo, ma quello che vogliamo perch� Dio ha voluto che volessimo quello; � un po', tanto, diversa la cosa;Citazione:
Guarda se Dio c'� sar� pure onnipotente e sa quel che succeder�, anche di me o di quella foglia, tra l'altro non si muove foglia che Dio non voglia, be se c'� quel Dio l� noi non siamo liberi, allora non essendo liberi possiamo fare tutto ci� che vogliamo....vedi Hitler, Stalin, Mao, ecc, e la lista si allunga con Herdogan.
[quote] Secondo me quello pure � un gran mistero, non si pu� prendere filosoficamente come una verit� assodata ci� che � da assodare.:v[quote]
si pu� escludere come irrilevante ci� che � impossibile spiegare
fantasia per fantasia, lo puoi pure mandare in trattore sull'autostrada;Citazione:
Poi se Dio lo facciamo pure montare in macchina sar� pure indistruttibile, che gliene frega della curva:v:v.
ma non puoi dirmi che la volont� di Dio precetta il Bene, e al tempo stesso constatare che Egli consente il Male, che � un fatto; se vuoi costruire un sistema lasciando questa contraddizione insoluta, stai scrivendo una farsa; e tu stesso la giudicheresti tale se riguardasse qualcosa che non fa parte della tua cultura, che so, una contraddizione analoga che emergesse dal Corano o da altre teologie a te estranee, che puoi leggere con disincanto.
Avrai certamente letto "I fratelli Karamazov". In particolare il dialogo angoscioso fra Alioscia e Ivan sulla sofferenza dei Bambini.....
Anche noi abbiam perso una Bimba in tenera et�, dopo enormi sofferenze: Avremmo potuto incolpare Dio e chiudere la faccenda. Saremmo stati ineccepibili, dal punto di vista umano. Eppure la Fede in Colui che ha vinto il Male e la Morte ce lo ha impedito, Axe. Alla luce del Cristo risorto, che prende su di s� il Male e gli d� un significato ultimo, possiamo continuare ad amare la Vita. E Dio che ce l'ha donata!
"Chi gi� rinnega l'immortalit� asserisce che senza di essa non pu� esserci virt�. Ivan accetta cos� con audacia di abitare in un mondo senza alcuna scala assiologica, randagio, autosufficiente nell'amoralit�. Ivan ragiona in preda a una crisi di onnipotenza. Pi� avanti, nel grande incontro tra lui e Al�a dove i due fratelli imparano a conoscersi, si manifesta tutta la sua compassione per il creato e in particolare per le sofferenze dei bambini, di cui egli narra anche un paio di aneddoti grotteschi. Ivan non � ateo, ma rifiuta il mondo perch� malvagio, "non euclideo", negando di conseguenza il disegno di Dio. Si oppone categoricamente alla speranza nella redenzione finale che avverr� nella nuova venuta, esige che sia fatta giustizia qui, sulla terra, all'istante, e ritorce contro Dio questa ingiustizia del mondo sbagliato. Tutto il sapere del mondo non vale le lacrime di quella bambina che invoca il "Buon Dio".
Tutta l'attenzione di Ivan � convogliata in un tormentoso canale di violenze che inonda tutta la creazione con il sangue degli innocenti, e come un filtro � permeabile solo alla sofferenza, ottunde la visione, si fissa su un particolare. Ivan contrappone a questo mondo malvagio un mondo magico, predestinato e telecomandabile, e tuttavia entrambi sono i due estremi dello stesso campo diabolico. Ivan per�, nel cancellare ogni significazione nella sofferenza, ignora la possibilit� di redenzione che � connaturata in ogni traviamento; non pu� tornare sui suoi passi e persevera sul suo cammino di autodistruzione. Crea la leggenda del Grande Inquisitore, dove il messaggio di Cristo, troppo esigente per la maggior parte degli uomini, � stato rettificato, o meglio, storpiato, in un accanito ecclesialismo che ha definitivamente trasformato gli individui in massa e ha posto come assoluti, a dispetto della libert� predicata da Cristo, l'autorit�, il mistero e il miracolo. Ora, nell'oppressione, le persone vivono felici.
Si ripresenta il motivo del libero arbitrio e il perenne rifiuto della vocazione nell'uomo a una sofferente consapevolezza. L'intorpidimento non � una fede, ma una dipendenza. Fra l'altro, l'arrovellarsi intellettualistico di Ivan produce una caricatura di Cristo, che sarebbe disceso dal cielo non tanto per inserire il mondo nella nuova creazione, ma piuttosto per porgli dei traguardi irraggiungibili, per scuoterlo e basta, come un maestro troppo severo. La dannazione di Ivan si consuma per gradi, in un inesorabile climax, tramite l'affinit� con Smerdjakov e Lisa Chochlakov, la visione del Diavolo e infine l'ultimo, lacerante grido: "Chi non desidera la morte di suo padre?".
La salvezza, quell'accorato sospiro di fronte al diavolo:
� D'altronde io vorrei credere in te, vorrei credere d'essere buono e che tu fossi una visione �
Questo sospiro si scontra con il muro impenetrabile del suo orgoglio, e si spegne in una velleit� di redenzione. Sembra fisiologico che della forza primitiva dei Karamazov sopravviva solamente quella cieca forza elementare, quella forza terrestre che si scatena nell'uomo. Ci� appare progressivamente nel dialogo sopra citato tra lui e Al�a"
https://it.wikipedia.org/wiki/I_fratelli_Karamazov
questo � certamente possibile, ma ti chiede di rivedere l'idea di Dio, le Sue attribuzioni; perch� altrimenti il sistema che ci costruisci non regge; tutto qui;
ecco, se tu avessi letto anche Lacan, sapresti che questa prospettiva in effetti si ribalta;Citazione:
Axe. Alla luce del Cristo risorto, che prende su di s� il Male e gli d� un significato ultimo, possiamo continuare ad amare la Vita. E Dio che ce l'ha donata!
"Chi gi� rinnega l'immortalit� asserisce che senza di essa non pu� esserci virt�. Ivan accetta cos� con audacia di abitare in un mondo senza alcuna scala assiologica, randagio, autosufficiente nell'amoralit�. Ivan ragiona in preda a una crisi di onnipotenza. Pi� avanti, nel grande incontro tra lui e Al�a dove i due fratelli imparano a conoscersi, si manifesta tutta la sua compassione per il creato e in particolare per le sofferenze dei bambini, di cui egli narra anche un paio di aneddoti grotteschi. Ivan non � ateo, ma rifiuta il mondo perch� malvagio, "non euclideo", negando di conseguenza il disegno di Dio.
l'assioma di Dostojevskij � "se Dio non esiste tutto � possibile", appunto, l'amoralit�;
la realt� mostra che nell'anomia (mancanza di legge, di limite) "niente � possibile", poich� manca un riferimento per qualsiasi desiderio, azione;
tutto il tuo costrutto si fonda sull'idea per cui chi non crede sia necessariamente immorale o amorale, ma ci� � smentito quotidianamente dai fatti;
oltretutto, la moralit� di chi non crede di essere giudicato, retribuito o punito da un Ente supremo mostra un'autonomia molto pi� autenticamente evangelica rispetto alla motivazione del "timor di Dio", psicologicamente pagana.
sarebbe inutile alla discussione perch� per il cristiano, e lo � stato anche per gli apostoli che dovrebbero insegnarci come di solito si comporta chi segue Ges�, Ges� � una sequela, un cammino personale; poich� per arrivare alla piena luce ( la spiegazione che vuoi tu) gli occhi devono pian piano abituarsi, cos� dalla notte fonda si passa al crepuscolo, poi all'alba, e cos� via fino ....all'insolazione:asd:.
[QUOTE=axeUgene;1519513]e
a quel punto, non � quello che vogliamo, ma quello che vogliamo perch� Dio ha voluto che volessimo quello; � un po', tanto, diversa la cosa;
.................................................. ...................Citazione:
Secondo me quello pure � un gran mistero, non si pu� prendere filosoficamente come una verit� assodata
Non ti � mai venuto in mente che quello che vogliamo lo vogliamo e lo vogliamo perch� Dio ce lo permette anche se non lo vorrebbe. La Bibbia � ricolma di questi pensieri..
Leggiti in proposito la parabola sul grano, la messe, la zizzania e qual'era il desiderio degli apostoli che ci rappresentano.