Originariamente Scritto da
axeUgene
vedi, io credo a quello che scrivi, nel senso che sono convinto che tu sia sincero e in un certo senso condivido pure;
il punto � che un'idea di "bene" (ma "male") non � mai davvero soggettiva e autosufficiente nel momento in cui incrocia le vite altrui; gi� alcune contraddizioni implicite emergono in questo passo successivo:
quell'incondizionatamente potrebbe davvero realizzarsi se tu non fossi riconoscibile nella tua relazione con gli altri, se tu fossi un agente ignoto;
ma quando agisci nel mondo, la tua generosit�, eventualmente cristiana, di fatto viene letta, riconosciuta, almeno dialetticamente; per questo insisto sulla potenza creativa del linguaggio come elemento che pone in relazione, vincola tutto nel senso che si pu� percepire;
comunque il riconoscimento del modo in cui ti proponi diventa una componente retributiva essenziale, dato che non avrebbe alcun senso un comportamento giusto - "L'importante per me � migliorarmi", "ma di una cosa sono certo ed � che agli altri offro sempre la parte migliore di me" - se non in una scala di valori meglio/peggio che deve avere un riferimento polare condiviso, quantomeno nella comprensione altrui:
poniamo che tu fossi consapevole che un tuo comportamento che tu ritieni virtuoso fosse percepito come malvagio e ostile nel codice interpretativo delle persone a cui lo rivolgi, che ne soffrono, saresti in gravi ambasce; pu� capitare, eh, e potrei farti centinaia di esempi storici...
potresti voler salvare un animale dal suo predatore e interferire con una legge di natura, e cos� potresti salvando vite umane da una malattia;
tutto questo per dire che anche un'idea personale di giustizia e bont� implica in realt� un sistema ideologico - non importa se religioso o meno - che presuppone l'altrui comprensione;
se questa non pu� manifestarsi, come per esempio nel caso di un tuo atteggiamento etico nei confronti, che so, di un albero, o di una pietra, del mare, il tuo riferimento diventa "Dio";
ma, rovescio della medaglia, "Dio" pu� diventare il riferimento anche nel caso in cui tu voglia negare agli altri la legittimit� dei loro sistemi etici, e allora � lo schermo per convertirli da alberi o pietre senz'anima che li ritieni, a fedeli di quel tuo dio;
in ogni caso, ti resta un referente dialettico che ti orienta e definisce il giudizio, che � proprio di tutti coloro che seguano una qualsiasi etica, come � ovvio;
a questo punto, ti chiedo:
che differenza ci sarebbe mai tra un credente e un non credente, se anche quest'ultimo di fronte ad un'entit� incapace di esprimersi, come gli elementi vegetali e inorganici, si sente vincolato ?
prova a rispondere...