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la voglia di lavorare
Lo so che c'� la crisi e che trovare un lavoro � difficilissimo, oggigiorno. Per� mi faccio anche delle domande su quanto la gente abbia effettivamente voglia di lavorare. E quanto incida questa svogliatezza sulla difficolt� di trovare lavoro. Lo dico analizzando alcuni casi di persone che conosco. Gli suggerisco proposte di lavoro (con il lavoro che faccio io, di qui passano parecchie segnalazioni), e iniziano a tirare fuori obiezioni: "Ma � lontano, come ci arrivo senza auto?" "No, fare consegne a domicilio no, che in inverno fa freddo e poi mi ammalo". "No, questo no, � un lavoro troppo pesante per me". E via di seguito. Ora, io dico. Se vuoi lavorare, ti adatti a fare qualsiasi cosa, anche il raccatta cacche di cane. O almeno, io l'ho sempre vista cos�.
Voi cosa ne pensate? Avete notato pure voi questa tendenza, soprattutto tra i giovani?
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chi vende il proprio tempo e libert� per denaro � uno schiavo
lo disse gia un famoso filosofo duemila anni f� ! :v
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Vendi delle capacita' che, pero', senza tempo e disponibilita' si deprezzano proprio tanto.
Ovvio che ci debba essere un ritorno netto adeguato e i costi possono effettivamente non valere il reddito e si lavora per il reddito, mica perche' arbeit macht frei*:D
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giusto un mese fa ero giu a Milano e un ragazzotto mi chiese il numero di una via;
"guarda , quella e la via il numero 163 deve essere avanti sulla sinistra perche vedo da qua il numero 115"
lui scocciato
"ma perche il tranviere mi ha fatto scendere prima cazzo!"
"perche il tram qua gira e tu devi andare dritto"
"ma devo farla tutta a piedi ha detto sulla sinistra?"
"e si peche a sinistra ci sono i numeri dispari e a destra quelli pari.."
"ah allora giu di l� .."
facciamo pezzetto di strada assieme e gli faccio gli auguri e si accende la sigaretta poco prima di entrare al 163..
lo avranno preso?:v
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No, non sarebbe stato politically correct:D
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Misterikx
chi vende il proprio tempo e libert� per denaro � uno schiavo
lo disse gia un famoso filosofo duemila anni f� ! :v
Beh, sai, con tempo e libert� mica ci mangi. Se hai bisogno di un lavoro per mantenerti, ti adatti, per come la vedo io. E il ritorno netto adeguato... beh mi viene da ridere. Al giorno d'oggi chi entra nel mercato del lavoro il ritorno netto adeguato se lo scorda. Tanta manna che c'� un ritorno. Quando mi arrivano le offerte dei centri per l'impiego da pubblicare, il 70% sono offerte di tirocinio con retribuzione di 400 euro mensili.
In ogni caso se uno � disoccupato, piuttosto di nulla si accontenta,...
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La cosa va vista anche in prospettiva.
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Il problema � a monte , se hai una famiglia alle spalle che ti supporta sono pochi i giovani che scelgono di farsi il mazzo per lavorare e a far sacrifici , tu Dark sei una macchina da guerra fai pi� lavori e mal retribuiti ma non � nemmeno bello cos� , quanto puoi durare con questi ritmi ?
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dietrologo
Il problema � a monte , se hai una famiglia alle spalle che ti supporta sono pochi i giovani che scelgono di farsi il mazzo per lavorare e a far sacrifici , tu Dark sei una macchina da guerra fai pi� lavori e mal retribuiti ma non � nemmeno bello cos� , quanto puoi durare con questi ritmi ?
Ma alla fine l'unico a essere mal retribuito � il lavoro principale. Le collaborazioni sono retribuite bene. Alla fine io punto ad arrivare ai 2mila euro al mese, anche se so che potrei vivere con meno. Ma in questo caso � una scelta.
Io per� parlo di persone che invece avrebbero un bisognone di lavorare. Oggi di giovani che hanno una famiglia alle spalle in grado di supportarli non sono pi� cos� tanti. La crisi ha messo in ginocchio il ceto medio.
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Senti , figlio laureato 110 in piena crisi economica me lo sono trovato casa senza prospettive , l ho incitato e alla fine ci sono andato gi� duro , devi far qualcosa non puoi stare tutto il giorno ad aspettare. Ok io provo mi ha risposto ..call center 500� mensili e umiliazioni che non le voglio pi� sentire , i rompiballe dell'ora di pranzo l� hai presente ?
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Qualche volta ho fatto questo pensiero riguardo mia sorella, ma sai, alla fine queste persone sono le prime a patire le conseguenze delle loro scelte, ognuno vive come pu� o come sa. Invece mi da davvero fastidio sentire certi parenti al sud, con i figli allegramente disoccupati stravaccati in casa a farsi mantenere, commentare che io sono stata "fortunata": va bene, probabilmente in un concorso pubblico esiste anche quel fattore, ma la giovinezza passata col culo piatto a studiare, essere stata disposta a lasciare tutto e ripartire da zero in una citt� a 1600 km., dove lo mettiamo ? C'� gente che va a lavorare fuori due mesi, poi molla tutto perch� gli mancano gli arancini o il cielo � grigio. Mi sta bene, � una scelta, puntano alla qualit� della vita, forse hanno ragione loro, ma poi non piagnucolare.
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Ieri mia madre mi raccontava che il marito di mia cugina, che compie 50 anni a breve, per la quale faranno una festa a sorpresa e alla quale anche mia madre e' invitata, e' venuto qua a fare le mozzarelle.Tempo pochi giorni o settimane, non so e' ritornato al via perche' qua il clima non e' buono :vOra io i dettagli della faccenda non li conosco ma come ho spesso ribadito: chi piange fotte a chi ride.Di gente lamentarsi ne conosco a bizzeffe, che mi dicano pure in faccia che fortuna ho, nessuno si azzarda :DAnche perche' di sacrifici ne ho fatti aivoglia e continuo a farne senza trarne nemmeno troppa soddisfazione.Per cui, ogni piagnucola a casa sua.Io il giorno del mio compleanno me lo passo con me stessa :v
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dietrologo
Senti , figlio laureato 110 in piena crisi economica me lo sono trovato casa senza prospettive , l ho incitato e alla fine ci sono andato gi� duro , devi far qualcosa non puoi stare tutto il giorno ad aspettare. Ok io provo mi ha risposto ..call center 500� mensili e umiliazioni che non le voglio pi� sentire , i rompiballe dell'ora di pranzo l� hai presente ?
Beh sicuramente non ha trovato un lavoro facile ma tutto � meglio che stare in casa a vegetare. Altrimenti non si cresce, non si evolve. Con mia sorella sono delle tirate ogni volta. Ha trovato lavoro stagionale in fabbrica ed era tutto un lamentarsi che � stanca, che � massacrante, che non sapeva se accettare ecc ecc. L'ho ribaltata. Piange che non ha soldi e che non pu� fare nulla e che non ha indipendenza, poi ha pure il coraggio di porsi il dubbio se accettare o meno un lavoro?
Ok, io sono stata relativamente fortunata perch� faccio il lavoro che amo, per� in temi di crisi, quando non pagavano, ho fatto un periodo a fare di tutto e di pi�. Alla fine ci si adegua o si soccombe.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
nahui
Qualche volta ho fatto questo pensiero riguardo mia sorella, ma sai, alla fine queste persone sono le prime a patire le conseguenze delle loro scelte, ognuno vive come pu� o come sa. Invece mi da davvero fastidio sentire certi parenti al sud, con i figli allegramente disoccupati stravaccati in casa a farsi mantenere, commentare che io sono stata "fortunata": va bene, probabilmente in un concorso pubblico esiste anche quel fattore, ma la giovinezza passata col culo piatto a studiare, essere stata disposta a lasciare tutto e ripartire da zero in una citt� a 1600 km., dove lo mettiamo ? C'� gente che va a lavorare fuori due mesi, poi molla tutto perch� gli mancano gli arancini o il cielo � grigio. Mi sta bene, � una scelta, puntano alla qualit� della vita, forse hanno ragione loro, ma poi non piagnucolare.
Le scelte non le patiscono solo loro, ma anche le loro famiglie.
Comunque s� sul discorso dei parenti concordo, devono essere situazioni altamente irritanti. Anche io mi sono sentita rinfacciare la fortuna. Fortuna? Ho lavorato per 2 anni 12 ore al giorno a 400 euro al mese, tutte le domeniche, sempre l'ultima ad andare via... perch� la gavetta � durissima. E prima di riuscire ad avere uno stipendio degno di tale nome sono passati altri 3 anni. La fortuna non c'entra nulla, � farsi il culo che paga.
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E nemmeno sempre!
Farsi il culo paga.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dark lady
Le scelte non le patiscono solo loro, ma anche le loro famiglie.
Comunque s� sul discorso dei parenti concordo, devono essere situazioni altamente irritanti. Anche io mi sono sentita rinfacciare la fortuna. Fortuna? Ho lavorato per 2 anni 12 ore al giorno a 400 euro al mese, tutte le domeniche, sempre l'ultima ad andare via... perch� la gavetta � durissima. E prima di riuscire ad avere uno stipendio degno di tale nome sono passati altri 3 anni. La fortuna non c'entra nulla, � farsi il culo che paga.
Farsi il culo non sempre paga. Ma non fare niente, di sicuro non paga mai.
Io penso che sia sbagliato accettare qualunque cosa, nel senso che lavorare solo per essere sfruttati � un vicolo cieco.
Per� bisogna darsi un progetto e cercare di portarlo avanti.
Io anni fa ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato e ben pagato, che non mi piaceva, per avviarmi in un'altra direzione. Ho ricominciato da precaria, ho fatto anche due o 3 lavori nei periodi difficili e poi le cose si sono consolidate e sono migliorate.
Oggi, secondo me, da un lato il mondo � diverso, ossia non ti presenta dei percorsi possibili di crescita come un tempo; dall'altro non c'� pi� la cultura del lavoro, dell'impegno, della progettazione di una traiettoria.
In pi� tanti genitori compatiscono i figli e permettono loro di farsi mantenere... e questo � orrendo, perch� i genitori non sono eterni.
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Hai pienamente ragione Yele!!!
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dark lady
Hai pienamente ragione Yele!!!
Penso anche che uno degli aspetti del problema sia il fatto che la societ� occidentale ha visto decadere l'importanza delle dimensioni sociale e politica a favore di quella economica. Finch� � l'aspetto economico a predominare, avanza la polverizzazione del lavoro del singolo. Il grande business ha bisogno di lavoratori fragili, disuniti, privi di potere contrattuale, e lo stanno ottenendo.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Yele
Penso anche che uno degli aspetti del problema sia il fatto che la societ� occidentale ha visto decadere l'importanza delle dimensioni sociale e politica a favore di quella economica. Finch� � l'aspetto economico a predominare, avanza la polverizzazione del lavoro del singolo. Il grande business ha bisogno di lavoratori fragili, disuniti, privi di potere contrattuale, e lo stanno ottenendo.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dark lady
Lo so che c'� la crisi e che trovare un lavoro � difficilissimo, oggigiorno. Per� mi faccio anche delle domande su quanto la gente abbia effettivamente voglia di lavorare. E quanto incida questa svogliatezza sulla difficolt� di trovare lavoro. Lo dico analizzando alcuni casi di persone che conosco. Gli suggerisco proposte di lavoro (con il lavoro che faccio io, di qui passano parecchie segnalazioni), e iniziano a tirare fuori obiezioni: "Ma � lontano, come ci arrivo senza auto?" "No, fare consegne a domicilio no, che in inverno fa freddo e poi mi ammalo". "No, questo no, � un lavoro troppo pesante per me". E via di seguito. Ora, io dico. Se vuoi lavorare, ti adatti a fare qualsiasi cosa, anche il raccatta cacche di cane. O almeno, io l'ho sempre vista cos�.
Voi cosa ne pensate? Avete notato pure voi questa tendenza, soprattutto tra i giovani?
Concordo che trovare lavoro attualmente sia molto difficile: le opportunit� sono poche, e la richiesta tanta.
Nel mio piccolo vedo persone che si rimboccano le maniche, accettando lavori poco retribuiti; ma quello che mi fa pi� tristezza � vedere che molti pur di lavorare accettano di stare in situazioni di lavoro nero. Non � una critica la mia perch� so bene che una persona deve pur mangiare e pagare le bollette, ma quello che mi chiedo se e quando si potr� uscire da questo limbo in cui le persone non hanno la possibilit� di fare progetti, a breve o lunga scadenza
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Yele
Io anni fa ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato e ben pagato, che non mi piaceva, per avviarmi in un'altra direzione. Ho ricominciato da precaria, ho fatto anche due o 3 lavori nei periodi difficili e poi le cose si sono consolidate e sono migliorate.
idem
ma moolti anni fa
la gabbia o la libert� (di scelte) te la costruisci e gestisci con le tue stesse mani..
lasciare un lavoro a tempo indeterminato e ben pagato denota gia una forte personalit� che non � da tutti
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Io me lo terrei, sulla pagnotta sicura non ci penserei sopra.
Poi farei in modo di abbellirlo questo terribile lavoro a tempo indeterminato.
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Mah, oggigiorno non � che ci sia pi� tanta differenza tra un tempo indeterminato e un precario. Tanto ti lasciano comunque a casa come e quando vogliono, senza passare dal via. Io ho lasciato il tempo indeterminato dove ero sottopagata e senza possibilit� di crescita per il precariato pi� assoluto, e non tornerei mai indietro.
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Io gi� dopo gli esami di diploma, andai a fare il cameriere in una pizzeria. Avevo 18 anni, avevo voglia di guadagnare e rendermi un tantino indipendente. Da allora ho svolto molti lavori come quello di bracciante agricolo (ma solo come qualifica perch� non ho mai lavorato nei campi, piuttosto in una grande serra con sistemi computerizzati, dove il clima si generava automaticamente e in maniera diversa, a secondo del tipo di pianta d'arredamento si coltivava) portiere notturno, addetto al ricevimento d'albergo, informatore turistico, impiegato in un agenzia finanziaria (principiante per�), agente marittimo e ultimamente, anche agente immobiliare, prima di riprendere il lavoro di agente marittimo.
Tutti bei lavori. Una cosa per� ricordo bene. Dopo aver fatto per alcuni anni il cameriere (anche in Germania, come sapete), ad un certo punto mi rifiutati di continuare a farlo perch� ero pienamente convinto che se avessi continuato con quel mestiere, alla fine non avrei pi� avuto chance di trovare altro. Cos� ricordo che pass� anche pi� di un anno prima di lavorare nuovamente. Nel frattempo mi iscrissi in un corso di programmatore di computer, giusto per non stare con le mani in mano e migliorare la mia professionalit�. Per carit� nulla da dire su questo nobilissimo mestiere, per� lo devi amare, perch� � molto sacrificante. Poi quando sei giovane, hai voglia pure di scoprire il mondo che c'� attorno, ma quando 6 giorni su 7 lavori 12 ore al giorno... il tuo mondo rimane circoscritto tra le mura del ristorante. Oggi che sono pi� grande ed ho girato un p�, probabilmente mi piacerebbe chiudermi a riccio in un locale mio ed accogliere gli ospiti, ma questo � fare il ristoratore, non il cameriere... � leggermente diverso.
Mi dispiace per tutti i giovani laureati che faticano a trovare il lavoro per il quale hanno studiato e speso tanti soldi ed energie. Ma sono convinto che solo all'estero si investa sulla persona e quindi su chi ha studiato e dimostra talento... qui da noi si continua con il sistema delle raccomandazioni, delle segnalazioni, voto/lavoro di scambio.... figli di farmacisti che fanno i farmacisti, di avvocati, che fanno gli avvocati, di professori, che fanno i professori e persino di marescialli che a loro volta fanno marescialli (e ne ho visti tanti).
La spinta dei genitori conta molto e forse per questo molti genitori tendono a proteggere il loro "cucciolo" finch� non trovi il lavoro adatto... si perch� c'� anche questa becera mentalit� che per l'onore della famiglia, mica il proprio figliolo pu� andare a fare lo spazzino, per dire (anche di questi ne ho visti diversi).
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dark lady
Lo so che c'� la crisi e che trovare un lavoro � difficilissimo, oggigiorno. Per� mi faccio anche delle domande su quanto la gente abbia effettivamente voglia di lavorare. E quanto incida questa svogliatezza sulla difficolt� di trovare lavoro. Lo dico analizzando alcuni casi di persone che conosco. Gli suggerisco proposte di lavoro (con il lavoro che faccio io, di qui passano parecchie segnalazioni), e iniziano a tirare fuori obiezioni: "Ma � lontano, come ci arrivo senza auto?" "No, fare consegne a domicilio no, che in inverno fa freddo e poi mi ammalo". "No, questo no, � un lavoro troppo pesante per me". E via di seguito. Ora, io dico. Se vuoi lavorare, ti adatti a fare qualsiasi cosa, anche il raccatta cacche di cane. O almeno, io l'ho sempre vista cos�.
Voi cosa ne pensate? Avete notato pure voi questa tendenza, soprattutto tra i giovani?
Chi non ha un bisogno reale e non ha voglia di sacrificarsi trova le scuse pi� assurde per non lavorare.
Al contrario c'� chi per bisogno lavora in nero e dalle mie parti � una regole non l'eccezione. Meno lavoro c'� e pi� � facile ricattare la gente.
La colpa � dello Stato. Che mandino ispettori ovunque e agevolino le assunzioni per il datore di lavoro .
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Originariamente Scritto da
Yele
Farsi il culo non sempre paga. Ma non fare niente, di sicuro non paga mai.
Io penso che sia sbagliato accettare qualunque cosa, nel senso che lavorare solo per essere sfruttati � un vicolo cieco.
Per� bisogna darsi un progetto e cercare di portarlo avanti.
Io anni fa ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato e ben pagato, che non mi piaceva, per avviarmi in un'altra direzione. Ho ricominciato da precaria, ho fatto anche due o 3 lavori nei periodi difficili e poi le cose si sono consolidate e sono migliorate.
Oggi, secondo me, da un lato il mondo � diverso, ossia non ti presenta dei percorsi possibili di crescita come un tempo; dall'altro non c'� pi� la cultura del lavoro, dell'impegno, della progettazione di una traiettoria.
In pi� tanti genitori compatiscono i figli e permettono loro di farsi mantenere... e questo � orrendo, perch� i genitori non sono eterni.
Hai scritto una cosa importantissima.
Mia sorella laurea 110 e lode il lettere, non contenta, anche perch� non c'� nessuno sbocco lavorativo, cambia prospettiva e diventa promotore finanziario studiando economia e commercio. Neanche in questo campo trova qualcosa. Poi prova a lavorare in una scuola privata, per iniziare, ma c'� sempre quella raccomandata che le fa le scarpe, dopo tot prove, si � demoralizzata e ha smesso di cercare. Si accontenta di dare lezioni private.
Sulla base di esempi come questo, i giovani si sono fatti l'idea che studiare non serve a nulla, perch� tanto non c'� lavoro, pertanto si risparmiano in termini di sacrifici e non hanno aspettative.
Una generazione senza sogni e progetti, che si avvilisce e si ubriaca