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  • Mr. D.
    الإمام محمد بن الحسن المهدى
    • 06/08/06
    • 4221

    #31
    Originariamente Scritto da okno Visualizza Messaggio
    Ce ne sono dal secondo secolo in avanti, mi sembrano abbastanza antichi.. ma io intendevo dire che alcuni sono scritti da altri apostoli o dagli stessi apostoli evangelisti canonici.

    Ammetto pero' la mia ignoranza a riguardo..
    Ma veramente, nessuno dei vangeli esistenti
    بناهاى آباد گردد خراب
    ز باران و از تابش آفتاب

    پى افكندم از نظم كاخي بلند
    كه از باد و باران نيابد گزند

    از آن پس نميرم كه من زنده*ام
    كه تخم سخن را پراكنده*ام

    هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
    پس از مرگ بر من كند آفرين

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #32
      Marco era discepolo di S.Paolo e Barnaba prima, di S.Pietro poi e scrisse il Vangelo a Roma, verso il 65-70 d.c. Quello dell'apostolo S.Matteo fu scritto in aramaico intorno al 65 e ando' presto perduto. quello successivamente tradotto in greco intorno all'anno 80 usufruisce certamente del materiale dell'opera originale. Luca fu discepolo e compagno affezionato di S.Paolo e anche il suo vangelo si puo' datare intorno al 70, scritto in greco ad Antiochia di Siria. Infine Giovanni e' "l'apostolo che Gesu' amava" e la datazione risale pure al 65-70, durante la sua dimora in Efeso. Se li abbiano scritti di persona o dettati a discepoli e adepti, la sostanza non cambia...
      amate i vostri nemici

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      • Mr. D.
        الإمام محمد بن الحسن المهدى
        • 06/08/06
        • 4221

        #33
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Marco era discepolo di S.Paolo e Barnaba prima, di S.Pietro poi e scrisse il Vangelo a Roma, verso il 65-70 d.c. Quello dell'apostolo S.Matteo fu scritto in aramaico intorno al 65 e ando' presto perduto. quello successivamente tradotto in greco intorno all'anno 80 usufruisce certamente del materiale dell'opera originale. Luca fu discepolo e compagno affezionato di S.Paolo e anche il suo vangelo si puo' datare intorno al 70, scritto in greco ad Antiochia di Siria. Infine Giovanni e' "l'apostolo che Gesu' amava" e la datazione risale pure al 65-70, durante la sua dimora in Efeso. Se li abbiano scritti di persona o dettati a discepoli e adepti, la sostanza non cambia...
        E quindi, tu per primo escludi "Marco" dagli apostoli.
        "Luca" è posteriore al 70 c.e. data a cui appartiene il "Marco". In mezzo ai due stà quello attribuito a Matteo. "Giovanni" è molto più tardo e mostra forti impronte neo-platoniche. Non abbiamo nessuna prova che siano i tre autori reali. "Matteo" e "Luca" prendono a prestito passaggi da "Marco" e lo integrano con una fonte ignota. Questa è l'ipotesi detta "Delle due fonti".

        Poi ci sarebbe l'ipotesi Farrer, secondo cui, non esiste la fonte suddetta, ma "Matteo" copiò da "Marco", e "Luca" da "Matteo".

        Etc.

        E' generale consenso che i vangeli siano stati scritti inizialmente in greco, poi tradotti in altre lingue, ma ancora non vi è certezza.
        La datazione oscilla così:
        "Marco": c. 50-60 c.e.;
        "Matteo": c. 70-100 c.e.;
        "Luca": c. 80-100 c.e.;
        "Giovanni": c. 90-100 c.e.;

        Senza contare che non ci sono opere complete precedenti al quarto secolo c.e., perciò...
        بناهاى آباد گردد خراب
        ز باران و از تابش آفتاب

        پى افكندم از نظم كاخي بلند
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        پس از مرگ بر من كند آفرين

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        • L'alchimista
          tutto passa
          • 05/08/06
          • 4705

          #34
          "muori senza morire e vivrai in eterno" ....mi sembra che in questa frase sia anche fin troppo facile il richiamo allo gnosticismo, credo religioso che partendo dal presupposto che siamo ad immagine e somiglianza di dio, conoscendo noistessi possiamo conoscere dio stesso ed in ultima analisi essere noistessi dio, ecco perche la maggior parte degli gnostici è stata additata di eresia, perchè fondamentalmente rifiutava l'istituzione della chiesa come unica via per la salvezza di dio( ragioni supportate anche dal fatto che gesù mai ha parlato di vescovi e chiesa organizzata verticalmente).
          vabbè ritornando in topic gli gnostici attribuivano alla parola resurrezione non un mero dato fisico, nel senso necromantico del termine inteso come un morto che ritorna in vita come Dracula ma gli danno un significato ben più profondo e meno scontato: la resurrezione viene intesa come illuminazione, cioè "resurrezione dello spirito", quando si raggiunge l'illuminazione il nostro "io" ordinario in un certo senso muore perche ora volente o nolente è illuminato cioè cosciente dei misteri della vita e della natura.
          quindi morire senza morire significa far morire il nostro sestessi ordinario senza morire biologicamente, quindi dopo l'illuminazione si può conoscere i segreti del Tutto e quindi anche conoscere l'Eterno e l'Infinito.

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #35
            Beh...affascinante e meritevole di rispetto, ma se rinunciamo al concetto che Dio e' il creatore e noi le creature finiamo ancora una volta nel buco nero del new age, che tutto inghiotte e tutto relativizza.
            amate i vostri nemici

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            • Matthias

              #36
              Non sono d'accordo per quanto riguarda Matteo e Luca.
              In alcuni manoscritti di Matteo è riportato il 41 DC come data della stesura; altresì Matteo non cita le profezie di Gesù relative all'assedio e distruzione di Gerusalemme, e questo fa pensare che sia anteriore al 66 DC, anno dell'assedio da parte di Cestio Gallo.
              Inoltre sia Girolamo che Eusebio nelle loro opere sostengono che Matteo scrisse prima in ebraico e poi tradusse, o fece tradurre, il libro in greco a favore dei gentili.
              Luca invece nell'introdurre il suo libro degli Atti degli Apostoli, scritto mentre era con Paolo a Roma nel 61 DC, riferisce di avere già completato il "primo racconto" relativo alla vita del Cristo, quindi probabilmente scrisse il suo libro negli anni dal 56 al 58, mentre si trovava sempre con Paolo in viaggio missionario e successivamente in Palestina, dove Paolo venne arrestato, si appellò a Cesare e fece quindi il suo viaggio a Roma.
              Concordo con Marco (che non era nel novero dei Dodici come Luca ma che si basò sulla testimonianza di Pietro, col quale viaggiò, come riportano Tertulliano, Origene e Papia) e Giovanni, in quanto ci sono diverse prove che l'anziano apostolo scrisse il suo vangelo dopo l'esilio a Patmos seguito alla persecuzione di Domiziano e al regno di Nerva, nel 96-98 DC.
              Parti di questo vangelo sono scritte sui frammenti del papiro Rylands 457 (p52) del quale Kenyon scrisse: "Piccolo per quanto sia, basta a provare che un manoscritto di questo Vangelo circolava, presumibilmente nella provincia d’Egitto dove fu trovato, verso il 130-150 d.C. Anche ammettendo che ci sia voluto pochissimo tempo perché l’opera si diffondesse dal suo luogo d’origine, ciò riporterebbe la data di composizione così vicino alla data tradizionale dell’ultimo decennio del I secolo, che non c’è più nessuna ragione per mettere in dubbio la validità della tradizione".
              Anche Eusebio sostiene questa datazione nei suoi scritti.
              Last edited by Ospite; 16-04-2007, 16:25.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #37
                [QUOTE=Mr. D.;612920]E quindi, tu per primo escludi "Marco" dagli apostoli.
                "Luca"
                amate i vostri nemici

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                • L'alchimista
                  tutto passa
                  • 05/08/06
                  • 4705

                  #38
                  la tua risposta cono potrebbe anche avere effetto, anchio personalmente appena sento puzza di new-age mi viene automaticamente il voltastomaco.
                  c'

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #39
                    Mmmmm certo certo, lo stesso Sant'Agostino ne resto' inizialmente affascinato, salvo poi concludere "Tardi t'ho amato, bellezza cosi' bella e cosi' rara...tardi t'ho amato". Passo' infatti dall'idolatria verso le creature a quella verso il Creatore, unico vero Dio!
                    amate i vostri nemici

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                    • L'alchimista
                      tutto passa
                      • 05/08/06
                      • 4705

                      #40
                      lo gnosticismo non ha niente in comune con l'idolatria e nemmeno con il paganesimo.semplicemente la realigione cattolica così come la conosciamo ora altro non è che l'affermarsi di una corrente religioso-cristiana che si è autoproclamata come l'unica veramente genuina e screditando arbitrariamente tutte le altre correnti come corrotte ed eretiche, ma senza nessuna motivazione oggettivamente valida in quanto la scelta dei testi considerati canonici è stata fatta arbitrariamente e perfino fra i vangeli sinottici ci sono molte differenze gli uni con gli altri.
                      al epoca di gesù le varie correnti religiose monoteiste e cristiane erano molteplici e chiunque poteva rivendicare la propria come "vera"; inoltre diversi aspetti delle dottrine gnostiche, spesso contraddittorie e non del tutto omogenee, sono confluite nel cristianesimo primitivo o meglio, nei vari cristianesimi che si andavano diffondendo nel bacino mediterraneo.
                      la gnosi era intesa da queste comunità come conoscenza in senso spirituale, per cui il percorso che conduce alla "illuminata rivelazione" di Dio passava attraverso la consapevolezza del proprio sè e la comprensione della natura, del destino, e delle scienze filosofiche.
                      I cristiani gnostici professavano concetti che difficilmente potevano essere condivise dalle indurite e "sempliciotte" menti dei cristiani "ortodossi" : consideravano gesù non come un dio ma come un uomo che aveva indicato la strada della perfezione, sostenevano la presenza del elemento femminile nel divino celebrando Dio come padre e madre assieme, interpretavano la resurrezione come simbolo e non in senso letterale. insomma intendevano la religione in un esperienza personale particolare, riservata soltanto agli iniziati, grazie alla quale essi potevano accedere direttamente alla visione della divinità e alla loro personale salvezza, escludendo qualsiasi elemento di mediazione fra uomo e dio: i dogmi di fede, i testi sacri e l'intero apparato gerarchico della chiesa. il concetto di un sapere riservato soltanto agli iniziati e quindi esoterico(al contrario di esso-terico) era quindi potenzialmente sovversivo e andava a minare direttamente l'autoritàdei vescovi e degli alti papaveri, da qui infatti ebbero origene scontri e divisioni al interno della stessa chiesa cattolica cristiana primitiva, praticamente le religioni monoteiste moderne hanno più in comune fra di loro che ivari gruppi cattolico cristiani del primo e secondo secolo.
                      nel vangeli gnostici "gesù il vivente" parla di illusione e illuminazione non di peccato e pentimento come nel nuovo testamento: invece di venire a salvarci dal peccato , viene come una guida, ad aprirci la strada della comprensione spirituale. e quando il discepolo ha raggiunto l'illyuminazione , gesu smette di essere il suo maestro spirituale, sono diventati uguali, addiorittura identici, questi inegnamenti come l'identità fra divino eumano non appaiono un po' orientali? e tommaso nella tradizione non andò in india?
                      comunque sia attraverso il movimento gnostico emersero in occidente verso il primo secolo idee che noi oggi associamo alle religioni orientali ma furono infamate condannate e denunciate dai vari polemisti come appunto Ireneo: coloro che chiamarono lo gnosticismo eresia adottavano più o meno consciamente il punto di vista di quei cristiani che si autodefinirono ortodossi.
                      Eretico può essere chiunque abbia una concezione che qualcun altro avversa o denuncia. secondo la tradizione è eretico chi devia dalla vera fede, quale è la vera fede? bchi la definisce? cosa definisce? chi la giudicò tale e per quali ragioni?
                      come attesta Ireneo ed altri, al inizio fra i vari gruppi di cristiani circolavano diversi vangeli da quelli delb NT come matteo marco luca giovanni a scritti come il vangelo di tommaso, maria, filippo, il vangelo di verità e il vangelo del infanzia armeno, assieme a molti altri insegnamenti segreti, miti e componimenti attribuiti a gesù o ai suoi discepoli.....ma verso il secondo secolo la situazione era cambiata: il cristianesimo era diventato un istituzione gerarchica diretta da 3 ordini: preti vescovi e diaconi che si autodefinirono gli unici custodi della "vera" fede. la maggioranza delle chiese del epoca, fra cui anche quella di roma che svolse un ruolo guida respingeva tutti gli altri punti di vista come eresie; smerdando la diversificazione del movimento primitivo, il vescovo ireneo e i suoi seguaci sostenevano che doveva esistere una sola chiesa, guardacaso la propria, e che al infuuori da essa non poteva esistere salvezza, e questa chiesa sosteneva, doveva essere CATTOLICA cioè universale. chiunque osasse opposri a queste convinzioni veniva tacciato di eresia ed espulso. quando poi gli ortodossi ebbero un appoggio militare grazie alla conversione del imperatore Costantinole sanzioni si inasprirono.....
                      finisco qui perche potrei continuare per ore e finirei OT, spero di aver spiegato le cose decentemente...
                      Last edited by L'alchimista; 16-04-2007, 22:54.

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                      • Jericho
                        • 19/05/06
                        • 1200

                        #41
                        in sostanza si deve tutto a Sant'Ambrogio e all'influenze dell'impero romano.
                        si scelse un cristianesimo terra a terra, maschilista,un credo della colpa,della vergogna e del pentimento...
                        utile per papi e imperatori.
                        ha funzionato per quasi 2000 anni del resto...
                        [FONT="Verdana"][SIZE="2"]Pi

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                        • okno
                          Party Crasher
                          • 30/03/06
                          • 15292

                          #42
                          Diciamo che anche San Paolo ha fatto il suo..
                          "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                          -=1313=-

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                          • Jericho
                            • 19/05/06
                            • 1200

                            #43
                            s
                            [FONT="Verdana"][SIZE="2"]Pi

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #44
                              Gnugno, l'immagine che gli gnostici avevano del Cristo e' molto simile a un Buddha....arrivare a Dio attraverso uno sforzo di conoscenza, una illuminazione interiore. Davvero oggi, come 2000 anni fà, scandalizza un Dio che invece si fà simile a noi, scende in mezzo a noi, sperimenta come noi le angoscie, le gioie e le difficoltà della vita....in altre parole, si fà in tutto solidale con la nostra esistenza! E la redime, la salva, la traghetta in Cielo!!! Si, ammetto che sia scandalizzante.
                              amate i vostri nemici

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                              • L'alchimista
                                tutto passa
                                • 05/08/06
                                • 4705

                                #45
                                no, non

                                Comment

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