E' autorevole chi non si limita ad enunciati teorici, ma li suffraga con fatti concreti. Possiamo riempirci la bocca di Dio, ma se non ne si fà un'esperienza concreta, non giova a molto...
La propria coscienza è la massima autorità spirituale per ognuno di noi.
Quando ciò che ascoltiamo è in sintonia con la nostra coscienza, riteniamo il parere autorevole, altrimenti no.
E' forse dimostrabile che sia spiritualmente sbagliato uccidere proprio figlio, o giusto meditare? No, ma ognuno di noi lo SA.
Sì ma se l'esterno dice cose in contraddizione con le tue convinzioni interiori, sei libero di non ascoltarlo.
Nel senso che non si potrà mai DIMOSTRARE, se non a livello di convinzioni interiori, ad esempio che il sesso prematrimoniale è un "peccato".
Magari si possono presentare studi sociologici che indichino il possibile vantaggio di un certo comportamento, od antropologici che mostrino alcune cose siano comuni a molti popoli in molte epoche, ma questo esula dalla dimensione spirituale.
Tu come fai a dare ad un esterno tale autorevolezza, se non riguardando le sue parole alla luce della tua coscienza?
La propria coscienza è la massima autorità spirituale per ognuno di noi.
Quando ciò che ascoltiamo è in sintonia con la nostra coscienza, riteniamo il parere autorevole, altrimenti no.
E' forse dimostrabile che sia spiritualmente sbagliato uccidere proprio figlio, o giusto meditare? No, ma ognuno di noi lo SA.
E' così. L'autorità viene "sentita" e può essere dovuta ad un individuo carismatico che ha ascendente su un individuo o sulle folle e parlando un poco tecnico ha a che fare con l'influenza del corpo mentale di un individuo su quello altrui, in cui il "carisma" è proprio una vibrazione molto forte di una parte del corpo mentale di una creatura.
Oltre a questo carisma trascinante esiste il sentire risuonare dentro di sè le Verità che vengono enunciate.
Di fronte alla Verità Assoluta, qualunque Verità, anche la più alta e Segreta non ha che valore relativo, quindi riferito a quella parte di relativo che l'individuo sta vivendo.
In questo senso colui che "sente" di avvertire il divino nelle manifestazioni estreme della natura, come un fulmine o un Vulcano attivo, e colui che più avanti nell'evoluzione, ravvede il divino in Tutto ciò che gli si para davanti, financo il cosiddetto "Male" , hanno la stessa valenza.
Per il resto l'autorità non è una qualità in sè, ma viene attribuita a tale o tal'altro individuo da una o più persone, ma in sè non ha esistenza propria.
Facciamo un esempio forte: il Cristo, figura autorevolissima, non lo è per chi questa autorità non gliela riconosce, per esempio un Animista delle isole Andamane.
Sì ma se l'esterno dice cose in contraddizione con le tue convinzioni interiori, sei libero di non ascoltarlo.
Nel senso che non si potrà mai DIMOSTRARE, se non a livello di convinzioni interiori, ad esempio che il sesso prematrimoniale è un "peccato".
Magari si possono presentare studi sociologici che indichino il possibile vantaggio di un certo comportamento, od antropologici che mostrino alcune cose siano comuni a molti popoli in molte epoche, ma questo esula dalla dimensione spirituale.
Tu come fai a dare ad un esterno tale autorevolezza, se non riguardando le sue parole alla luce della tua coscienza?
Per esterno intendevo il bambino, ndr
Per il resto sono d'accordo, ma ci sono cose che oggettivamente sono e non potrebbero essere .
Facciamo un esempio forte: il Cristo, figura autorevolissima, non lo è per chi questa autorità non gliela riconosce, per esempio un Animista delle isole Andamane.
E' proprio questo il problema, una figura autorevolissima lo e' sempre. Dice sempre cose autorevoli, che stia parlando agli animisti delle Isole Andamane, o che stia parlando ad Emilio Fede.
Secondo me esiste qualcuno che non dice cose di parte, ma interpreta la realta' nel modo piu' limpido e chiaro possibile.
Anche se l'autorevolezza, intesa come "voce in capitolo", può facilmente essere guadagnata con vesti lussuose, cattedrali enormi o l'ostentazione di supposti "poteri" curativi o divinatori
Per il resto sono d'accordo, ma ci sono cose che oggettivamente sono e non potrebbero essere
Solo una parte di ciò che è esiste oggettivamente.
Esempio stupido: l'amore esiste, ma non è oggettivabile. Questo vuol dire che ogni scienza "classica" destinata a studiarlo non può che fallire miseramente.
Altri aspetti della realtà, non avvertibili da molti (come l'amore) ma solo da pochi, potrebbero oggettivamente esistere ma non essere misurabili.
La spiritualità si occupa di queste dimensioni
Svegliaaaaa stiamo ripetendo la stessa cosa da 30 3d. Oltretutto il discorso verte non sull'unicita' delle visioni, ma su quella piu' autorevole. Non dico nemmeno quella "vera".
[quote=errezerotre]Altri aspetti della realt
"Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
Svegliaaaaa stiamo ripetendo la stessa cosa da 30 3d. Oltretutto il discorso verte non sull'unicita' delle visioni, ma su quella piu' autorevole. Non dico nemmeno quella "vera".
Quindi per te la spiritualita' non ha nulla a che vedere con l'oggettivita' della vita di tutti i giorni? Ovviamente oggettivo come "assunto come reale, perche' ci pare tale".
leggi lo starter, soprattutto la citazione di un utente. A chi ci si affida, a chi si da ascolto? In base a quali criteri date autorita' ad una persona nel campo spirituale o etico-morale?
"Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
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