Non voglio convincerti, infatti. La "rivoluzione" del Cristianesimo e' appunto l'incredibile fede in un Dio che, per amore, si abbassa fino alla nostra condizione. E crederlo presuppone, appunto, un atto di fede. La sola ragione non basta.
La parte buona dell'uomo
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Non ho mai pensato che tu volessi farlo.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioNon voglio convincerti, infatti.
...E' che mi disegnano così...
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[QUOTE=Rocker;657857]... affermo cheI know you haven't got the balls to pull this through
Just get a grip,
I'm dying to get rid of you.
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si.. una fede incredibile che porta l'uomo a un servilismo quasi viscido, cosOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioNon voglio convincerti, infatti. La "rivoluzione" del Cristianesimo e' appunto l'incredibile fede in un Dio che, per amore, si abbassa fino alla nostra condizione. E crederlo presuppone, appunto, un atto di fede. La sola ragione non basta.I know you haven't got the balls to pull this through
Just get a grip,
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Al contrario,amico! Sei liberissimo di aderire o meno a questo tipo d'amore: Il Cristo volle Giuda con se' fino alla fine....La libertà che dà il Cristianesimo non la si riscontra in nessun'altra religione.amate i vostri nemici
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No beh... non si è liberi come dici Conino mio
Non si è così liberi, nella chiesa di oggi, perché se Gesù ha tenuto Giuda al suo fianco fino alla fine, perdonandolo, se Dio ci insegna dellapecorella smarrita da ricercare e riportare all'ovile o del figliol prodigo da perdonare e festeggiare al suo ritorno, la chiesa non apllica questi principi... se sei separato sei marchiato. niente ti darà il perdono. Se sei suicida non meriti funerale. ecc...ecc...
Non si è proprio liberi per la chiesa.
Forse per Dio si... ma ci sta che qui lo abbiano interpretato male...
Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
Dante Alighieri
[I][SIZE="1"][COLOR="DarkOrchid"][B]Se mi allena Prandelli, gioco bene pure io... Forza Viola Al
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Liberi di credere nell'amore al nemico. Questo voglion dire quelle due braccia aperte sulla croce. E' un concetto di libertà che ha del divino e che supera il concetto molto ristretto che ne abbiamo noi.amate i vostri nemici
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No problemOriginariamente Scritto da PsicoTarlo Visualizza Messaggiook ko ok... su questa cosa ci posso stare... avevo capito una cosa diversa
..e da qu
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Come sempre, i credenti scordano sempre di mettere davanti ai loro pensieri un "secondo me", dimenticando che i loro concetti non sono condivisi da tutti...Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioE' largamente incompleta, Solaika. Dio non e' un'idea, un'astrazione....ma s'e' reso visibile, s'e' fatto uomo come noi in Cristo Gesu'. Ha dato la vita MOLTO CONCRETAMENTE per ciascuno di noi, fino all'ultima goccia di sangue.
Quel "MOLTO CONCRETAMENTE"[B]Piuttosto che maledire il buio
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Seguendo il discorso, bisogna ricordare che il qualche modo Gesù doveva pur morire. Giuda è stato uno strumento per raggiungere il fine, cioè il sacrificio di Gesù.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioAl contrario,amico! Sei liberissimo di aderire o meno a questo tipo d'amore: Il Cristo volle Giuda con se' fino alla fine....La libertà che dà il Cristianesimo non la si riscontra in nessun'altra religione.
La libertà del cristianesimo è molto relativa, ed legata all'interpretazione che si da alla Bibbia.
Se si va indietro nei secoli, si scoprono milioni di morti.Last edited by volperossa; 11-06-2007, 22:49.[B]Piuttosto che maledire il buio
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"Non ci sono prove dell'esistenza storica di Gesu'" Quindi oggi 12 giugno 2007....2007 da cosa, per te? Si sono ingannati miliardi di persone? E lo storico Giuseppe Flavio? E tutta l'arte, l'iconografia, i monumenti, i nomi delle nostre piazze, le feste.....tutta un'illusione macroscopica? Ammetto che qualcuno possa avere dei dubbi sulla deità di Gesu' di Nazareth, ma che sia vissuto realmente fra noi, beh...anche il + scettico possiede almeno una parvenza di discernimento storico. Ecco come l'evangelista Luca situa l'inizio del suo Vangelo:
Nell`anno decimoquinto dell`impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell`Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell`Abilène, 2 sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. 3 Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, 4 com`è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri! 5 Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati. 6 Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! 7amate i vostri nemici
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in realtI know you haven't got the balls to pull this through
Just get a grip,
I'm dying to get rid of you.
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Vangelo" viene dal greco e significa "buona (lieta) notizia", annuncio carico di speranza, e può essere impiegato in vari contesti, profani e religiosi. Nel Nuovo Testamento viene riferito a Dio e riguarda l'annuncio dell'imminenza del suo regno nel mondo (cf. Mc 1,14); più spesso, però, è riferito a Gesù come portatore dell'annuncio del Regno, ma soprattutto perché il lieto annuncio si attua attraverso la sua azione e la sua stessa persona, in quanto Messia e Figlio di Dio.
I predicatori cristiani che annunziarono Gesù morto e risorto, giudice dei vivi e dei morti, intendevano proporre la gioiosa notizia, il vangelo della salvezza per tutti gli uomini nel suo nome (cf. At 2,32-36; 4,10-12). I quattro libretti sono stati attribuiti dalla più antica tradizione ecclesiale a Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Essi propongono lo stesso lieto annunzio incentrato su Gesù, per questo i loro scritti furono detti "Vangeli". Più che biografie o storie del maestro, sono una presentazione di quel che Gesù era stato nella sua vita: Maestro potente in opere e parole, Messia umile, Servo sofferente, Figlio dell'uomo destinato alla morte, ma Giudice glorioso dei vivi e dei morti; inoltre di quel che a riguardo di Gesù era professato nella fede delle prime generazioni cristiane: il Signore, il Figlio di Dio, il Verbo di Dio preesistente e incarnato.
Dei quattro Vangeli tre sono detti "sinottici": Matteo, Marco e Luca; essi infatti impiegano uno schema sostanzialmente identico, al punto che li si può leggere su colonne parallele "con un solo colpo d'occhio". Lo schema riguarda l'attività di Gesù e prevede: predicazione di Giovanni il Battista; battesimo di Gesù e sua tentazione nel deserto; ministero di Gesù in Galilea; viaggio dalla Galilea verso la Giudea; ministero breve a Gerusalemme, durante il quale è messo a morte, risorge, appare ai suoi, è assunto in cielo. Solo Matteo e Luca hanno premesso a questo schema un'introduzione riguardante il cosiddetto "vangelo dell'infanzia" di Gesù. Pur impiegando uno schema comune, ogni evangelista ha caratteristiche e contenuti propri: tradizioni diverse a cui ha attinto, destinatari mirati cui indirizza il suo scritto, quindi prospettive teologiche ed ecclesiali specifiche.
Marco, considerato in genere il racconto evangelico più antico (anteriore al 70 d.C.), si rivolge a cristiani di origine pagana. Il testo è attraversato da una domanda: Chi è Gesù? Ad essa risponde fin dall'inizio con un'affermazione perentoria: Gesù è il Cristo (Messia) atteso dagli Ebrei e il Figlio di Dio (cf. Mc 1,1). Questa tesi iniziale viene provata nel corso della narrazione, mettendo il lettore a contatto diretto con i gesti compiuti da Gesù, in particolare le molte guarigioni e l'accoglienza dei peccatori, attraverso cui svela progressivamente il mistero della sua persona: Servo sofferente e Figlio di Dio. Marco, più degli altri, è il vangelo del primo annunzio e insieme dell'itinerario del credente per arrivare alla fede piena in Gesù e alla condivisione della sua vita. Marco è il Vangelo della "sequela", del cammino del discepolo dietro e con il Maestro.
Il Vangelo di Matteo è opera di un autore palestinese che scrive per cristiani di origine ebraica intorno all'anno 80 d.C. Egli dà molto spazio alle parole di Gesù, raccogliendole in cinque grandi discorsi: della montagna (cf. Mt 5-7), apostolico (cf. Mt 10), in parabole (cf. Mt 13), comunitario (cf. Mt 18), escatologico (cf. Mt 24-25). Con essi Matteo propone l'insegnamento di Gesù per la vita della comunità cristiana. Il suo è per eccellenza il Vangelo della Chiesa. Più degli altri, insiste sul compimento nella persona di Gesù delle profezie dell'Antico Testamento: non si deve aspettare più il Messia, perché è già venuto ed è Gesù di Nazaret; in lui le promesse fatte a Davide e ad Abramo si compiono (cf. Mt 1,1); la legge e la parola dei profeti in lui trovano pienezza e compimento (cf. Mt 5,17-18), perché con lui si inaugura il regno di Dio.
Il Vangelo di Luca si deve a un cristiano di provenienza pagana, un colto ellenista che si rivolge ad ambienti cristiani di cultura greca. Egli chiama Gesù "il Signore": il titolo che la Chiesa attribuì al Cristo risorto e glorificato, lo stesso che l'Antico Testamento dava a Dio. Senza attenuare le esigenze di Gesù maestro e della sua chiamata, Luca testimonia soprattutto, con delicata finezza, la misericordia di Dio che si fa uomo per comunicare agli uomini la sua grazia, a cominciare dal perdono (cf. Lc 15). Peculiare è la sua sottolineatura della destinazione universale della salvezza in Cristo. In questa direzione vanno le parole di Simeone (cf. Lc 2,22), la genealogia di Gesù fatta risalire fino ad Adamo (cf. Lc 3,38), l'interesse di Gesù per i non Ebrei, come il samaritano assunto a simbolo dell'amore cristiano (cf. Lc 10,37), l'annunzio che "il perdono dei peccati e la conversione saranno predicati a tutte le genti" (Lc 24,47).
Per non parlare dei rotoli di Qumran, che offrono altre evidenti prove dell'esistenza storica del Cristo.amate i vostri nemici
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