Con questo termine noi affermiamo che l'individuo ha un S
Stati di coscienza
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Continuiamo a definire la coscienza:
Un cervello elettronico tu lo interroghi e ti risponde a tono. Ma non ha coscienza, i costruttori ti dicono che non ha coscienza e tu non hai dubbi su questo.
Allora, perché non puoi pensare che un "corpo mentale" unito ad un "corpo astrale" e ad un "corpo fisico" possano rispondere senza che quei segnali siano percepiti da una coscienza?
Voi dovete pensare al corpo fisico, al corpo astrale e al corpo mentale, nelle loro funzioni, proprio come a degli automatismi, come a delle macchine che, a certi segnali, danno certe risposte. Consideriamoli proprio scevri dal governo che la coscienza ha nei loro confronti.
Ora esageriamo l'esempio per farvi intendere: se prendessimo un corpo fisico, un corpo astrale, un corpo mentale analoghi nella loro costruzione di carattere (perché c'entra anche questo), al di fuori del governo che ne ha la coscienza; e se a questi corpi voi faceste giungere dei segnali ambientali, ebbene voi vedreste che la reazione sarebbe analoga, non diciamo proprio uguale ma molto molto simile. Nel momento invece in cui collegate questi corpi alle rispettive coscienze, cioè alle rispettive individualità, allora la reazione è sensibilmente diversa. Perché?
Perché l'evoluzione, la coscienza, l'ampiezza della coscienza di ogni essere governa, controlla l'automatismo del corpo astrale, del corpo mentale, controlla la reazione che il corpo astrale ha di fronte ai segnali ambientali, e ad evoluzione diversa corrisponde controllo diverso e quindi manifestazione diversa, sentire diverso.
Il selvaggio ed il Santo...
Pace e BeneLast edited by Il Manu; 03-07-2007, 01:06.
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mi intrometto un attimo con una domanda che centra seppur lontanamente.
parliamo un attimo ora che si ha definito la coscienza della sua alterazione(a me il termine alterazione sinceramente non piace perche solitamente ha un accezzione negativa, sarebbe meglio chiamarlo secondo me variazione).
nel corso della storia l'uomo ha sempre cercato di trovare modi per variare la coscienza ordinaria per esperire stati di coscienza "altri": questa costante nella storia del umanità fa quasi pensare che l'alterazione della coscienza sia quasi un bisogno primario del uomo, infatti lo stato alterato di coscienza più comune è quello del sogno che avviene durante il sonno che è appunto un bisogno primario. oltre però a questi stati altri comuni come il sogno e l'orgasmo ce ne sono altri, ottenibili sia naturalmente come la danza estatica, la deprivazione sensoriale, il digiuno, l'ipnosi, il dolore prolungato, la recitazione di mantrae la meditazione ce ne sono anche altri indotti da composti chimici eterogeni e che fanno arrivare molto velocemente in stati laddove con le tecniche naturali occorre molto tempo.
ecco, fatta questa premessa volevo sapere la tua opinione sul perchè l'uomo sembra così legato alla ricerca di stati non ordinari della realtà, che rapporto esiste fra coscienza e realtà , se questi stati alterati di realtà sono o possono essere utili in un percorso di ascesi personale e di comprensione della realtà quotidiana e sopratutto la qualità di essi alla luce della differenza di tempo che serve per potere raggiungere questi stati altri in maniera naturale ma lenta o chimica ma veloce. e aggiungo che quando sostanze psichedeliche molto potenti come l'lsd o l'mdma(che sono di sintesi e quindi non hanno mai potuto avere una storia etnobotanica come ad sempio il peyote e il suo culto fra gli Huichol) sono state fatte provare a mistici o santoni delle più svariate religioni o orientamenti(monaci buddisti, mistici cristiani, santoni indiani) loro hanno detto che codesti stati erano molto simili e in alcuni casi perfino minori degli stati a cui erano riusciti ad arrivare loro dopo anni di pratiche.
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mi hai fregato la domanda...
Soprattutto, in ambito psicanalitico la coscienza è il conscio, contrapposto all'inconscio...alterare il proprio stato di coscienza vuol dire in quest'ottica rendere conscio ciò che è inconscio, permettere all'io di manifestarsi come già detto, quindi aprire le porte a qualcosa di decisamente interessante...
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Diciamo che l'inconscio è patrimonio dell'inevoluto, o l'uomo di mezza evoluzione, l'uomo medio.
L'iniziato, l'evoluto, non ha inconscio. Tutto è chiaro sotto la sua consapevolezza, non ha moti inconsci oscuri alla sua volontà. E' "illuminato".
Domani una spiegazione più articolata alla domanda più sopra.
Pace e Bene
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Rispondendo a gnugno teniamo a sottolineare di non confondere degli stati psichici alterati con degli stati di Coscienza.
Nel primo caso si tratta di artefizi, utilizzando droghe, mantra, ipnosi, o ossessioni, per raggiungere uno stato in cui i forti sensi fisici sono ottenebrati, e, quando questo avviene, stimolare l'emergere dei flebili (nell'inevoluto e nell'uomo di media evoluzione) sensi astrali.
I sensi astrali, paragonati a quelli fisici, sono per la consapevolezza come piccolissime lampadine in confronto della luce solare.
Per poter scorgere questa flebile luce è necessario creare prima una certa oscurità. In questo senso vanno intese le parole: ottenebrare, stordire, i sensi fisici.
Una volta emersi i sensi astrali si può assistere al fiorire di tutte quelle prerogative che portano seco questi sensi: veggenza, fuoriuscita del corpo astrale dal corpo fisico, visione del mondo astrale e dei suoi abitanti, mostruosi, bellissimi, e i defunti che ancora soggiornano sul piano astrale, capacità di guarigione tramite manipolazione del corpo eterico e astrale del paziente ecc.
Tra questa gamma di fenomeni ve ne sono alcuni che sperimentano i "drogati" dediti all'uso di varie sostanze stupefacenti a scopo diciamo "ricreativo", ma in questo caso si tratta di esperienze blande, di confine, con fugaci visioni caleidoscopiche del basso astrale, che spesso sconfinano e si miscelano ad esperienze oniriche, ovvero irreali.
Nei casi più "tecnici" vediamo dalla casistica operazioni che sappiamo essere apanaggio degli sciamani e degli stregoni, nonche da coloro che svolgevano opera di divinazione (le Pizie, le Sibille, le Pitonesse ecc.).
In tutti i casi, sia di Sciamanesimo sia di Divinazione vi è un accedere a questo particolare stato alterato tramite un agente che annebbia, almeno temporaneamente, i sensi fisici.
Questo agente prende molti nomi e forme: dal ballo circolare rituale dei sacerdoti Dervisci, alla ripetizione ossessiva di formule magiche e parole, all'utilizzo di erbe e funghi allucinogeni o al respirare esalazioni di gas naturale che si produceva da fenditure come facevano alcuni Oracoli.
Lo scopo, avete capito, è sempre il medesimo.
Ora uno stato psichico alterato e sperimentabile quasi da chiunque, mentre uno stato di coscienza è Essere, e non può essere replicato.
Lo stato di Coscienza di un Santo, di un Iniziato, di un Maestro non può essere indotto in alcun modo. E' sua Natura raggiunta!
Il potere sull'invisibile è una facoltà personale che non può essere tramandata nè può essere realizzata a seguito di una comunicazione. Deve essere trovata. Chi non l'ha naturale per evoluzione deve dimostrare di aver tanta volontà da procurarsi le più impossibili cose.
Non diciamo una cosa nuova dicendo che l'uomo ha a propria disposizione dei poteri che neppure si sogna; ma perchè queste facoltà siano attive bisogna che l'individuo abbia un particolare stato interiore, che è naturale nel Guru, nel Santo, nel Mago, ed artificioso nello stregone, nell'ignorante.
E' come la corda di uno strumento musicale che, per produrre un suono o una nota desiderata, deve essere tesa in modo giusto.
Questa intima tensione è naturale virtù dell'Evoluto e procurata autosuggestione nel pazzo, un'autosuggestione che costui si procura seguendo formule magiche.
Al maestro che desideri agire sul visibile o sull'invisibile non occorre alcuna formula: ha in sè questa intima tensione, non ha bisogno di ricorrere a qualcosa di molto simile a uno stupefacente.
Questi poteri sull'invisibile sono propri dei Maestri, ma ciò non significa che non possano essere adoperati a scopo egoistico. Ciascuno può usare come meglio crede dei propri poteri, così come a proprio piacimento usa le mani.
Una sublime legge di giustizia e di equilibrio tutto soppesa e valuta. Là dove questo equilibrio viene infranto nasce una causa, si crea una causa, il cui effetto andrà a ricadere sugli autori di questa perturbazione per trasformarli, per insegnare loro una verità. Sublime misericordia nella perfetta giustizia di Dio!
Pace e Bene
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Ma cosa distingue un "santo" da un "mago" se non l'utilizzo di particolari tecniche da parte del secondo?
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In questo caso, al termine Mago, abbiamo dato un significato positivo, inteso come individuo che è arrivato all'apice dell'evoluzione seguendo una particolare Via.
Alla luce di quanto, tra Santo e Mago, non vi è che l'unica differenza del diverso sentiero che li ha portati entrambi sulla cima della Vetta.
Il Santo ha percorso la Via Mistica, il Mago la Via della Conoscenza.
Pace e Bene
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Un'altra precisazione:
Spesso il Santo non ha completa coscienza dei suoi poteri, perchè non ne ha bisogno per l'economia del suo essere, e attribuisce questi fenomeni che costellano la sua esistenza come "doni del Signore", mentre invece è lui stesso la causa.
Nel caso del Mago o dell'Iniziato (la differenza tra questi ultimi si risolve davvero in sfumature), si ha una precisa e lucida coscienza delle proprie possibilità e capacità di operare nell'invisibile attraverso lo "Spirito".
Pace e Bene
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Va bene, quello che intendo dire è che esistono vari modi per ampliare la conoscenza (e quindi la coscienza). Ti assicuro che per l'uomo comune già avere la consapevolezza che esistono stati altri di coscienza non è poco. La percezione dell'energia che scorre in un albero che cresce può già sconvolgere un impiegato di banca
Quali sono i vostri modi per ampliare la coscienza?
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Penso che molti limiti siano dovuti al linguaggio: quello che tu definisci "coscienza" viene in campo "scientifico" chiamata "personalità".
Quello che voglio dire è che avere maggiore coscienza, intesa come "consapevolezza" dei fenomeni che avvengono all'interno ed al di fuori di noi, porta a maggiore conoscenza, anche se ovviamente è una forma di conoscenza molto fuori dai canoni tradizionali e non standardizzabile.
Per quanto riguarda l'amare il prossimo sono perfettamente d'accordo, è un peccato che il più grande messaggio del nazareno sia caduto praticamente nel vuoto
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Inoltre, è possibile avendo piena consapevolezza di se, cioè una coscienza completamente ampliata, essere "cattivi"? Può il male nascere da qualcosa di diverso dall'ignoranza? Se esistono karma ed equilibrio cosmico come può un "mago nero" consapevole di questo agire in maniera oggettivamente stupida?
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