Lo scopo delle scuole Zen è quello di far schiantare la mente dell'individuo e far sorgere un nuovo tipo di apprendimento che non sia quello del procedere per analogia o logica. E la porta di accesso al mondo delle Intuizioni.
Comprendi come i famosi Koan dello zen non abbiano risposta nel piano della logica, ma la trovino su altre realtà.
Pace e Bene
Abbastanza d'accordo, ma mi permetto una precisazione: lo Zen si divide in due scuole, due filoni principali, Soto e Rinzai (e gli accenti ve li andate a cercare voi, per favore); di queste due scuole, solo la seconda accetta il metodo del koan, il cui valore sta appunto nello scardinamento del pensiero "logico", delle divisioni date dal raziocinio. La prima scuola invece si basa quasi esclusivamente sullo zazen, la meditazione.
Le pubblicazioni che riguardino lo zen invece sono drasticamente limitate. O meglio: ricadono in larga parte in quello scomparto di "New Age" delle cui metodolgie di lavoro traduttivo diffido. In ogni caso, qualche buon libro c'è. Ad esempio quello di Eugene Herrigel, "Lo zen e il tiro con l'arco", o i tre volumi del già citato Daisetz Teitaro Suzuki (che però sono vecchiotti, come traduzione).
Abbastanza d'accordo, ma mi permetto una precisazione: lo Zen si divide in due scuole, due filoni principali, Soto e Rinzai (e gli accenti ve li andate a cercare voi, per favore); di queste due scuole, solo la seconda accetta il metodo del koan, il cui valore sta appunto nello scardinamento del pensiero "logico", delle divisioni date dal raziocinio. La prima scuola invece si basa quasi esclusivamente sullo zazen, la meditazione.
Le pubblicazioni che riguardino lo zen invece sono drasticamente limitate. O meglio: ricadono in larga parte in quello scomparto di "New Age" delle cui metodolgie di lavoro traduttivo diffido. In ogni caso, qualche buon libro c'è. Ad esempio quello di Eugene Herrigel, "Lo zen e il tiro con l'arco", o i tre volumi del già citato Daisetz Teitaro Suzuki (che però sono vecchiotti, come traduzione).
Lo Zen non ha correnti. Sono gli intellettuali occidentali che inquadrano, catalogano e sezionano, ma lo Zen, per sua natura, rimane un fenomeno integro, non divisibile e non classificabile.
Per questo abbiamo detto in precedenza di diffidare di libri scritti da "Intellettuali" occidentali, che tutto sanno ma nulla Conoscono. Degli eruditi e non dei Sapienti.
Non è necessaria alcuna dimostrazione. Prova a chiedere ad un vero Maestro Zen se il lui pratica il Rinzai Zen, il Soto Zen, lo Zen del Nord o lo Zen del Sud o ancora il Sanbo Kyodan Zen, poi osserva cosa ti risponde. Una grassa risata!
La dimostrazione che chiedi fà parte della mente, dell'intelletto e per sua natura aliena allo Zen. Lascia queste diatribe agli intellettuali che tutto sanno sullo Zen mentre in realtà non sanno nulla. Nulla.
Un ricco mercante si recò un giorno dal Buddha. "Dimmi che cosa devo fare per ottenere la liberazione" gli domandò offrendogli un vaso d'argento.
Il Buddha gli rispose: "Lascialo cadere".
L'uomo lasciò cadere a terra il vaso.
Poiché il Buddha si era fatto silenzioso, il visitatore gli ripeté la domanda e, questa volta, gli offrì un piatto d'oro. "Che cosa devo fare per raggiungere la salvezza?"
"Lascialo cadere" gli rispose l'Illuminato.
Il mercante lasciò cadere a terra il piatto.
Poi, visto che non gli veniva data altra indicazione, si decise a ripetere la richiesta, porgendo il dono più prezioso che aveva: un diamante.
Il Buddha gli rispose: "Lascialo cadere". Il visitatore pensò di essere stato preso in giro.
Indignato, si alzò di scatto per andarsene. Fatto qualche passo, si voltò a dare un ultimo sguardo al Buddha.
E questi gli disse: "Lascialo cadere".
All'improvviso il mercante capì.
Lo Zen non ha correnti. Sono gli intellettuali occidentali che inquadrano, catalogano e sezionano, ma lo Zen, per sua natura, rimane un fenomeno integro, non divisibile e non classificabile.
Per questo abbiamo detto in precedenza di diffidare di libri scritti da "Intellettuali" occidentali, che tutto sanno ma nulla Conoscono. Degli eruditi e non dei Sapienti.
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