Abramo

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #1

    Abramo

    Conosciamo abbastanza bene il Nuovo Testamento, ma del Vecchio siamo un po' tutti a digiuno. Sarebbe interessante vedere come, in realt
    amate i vostri nemici
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #2
    in effetti l'Antico Testamento

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    • Gloucester
      Opinionista
      • 29/03/06
      • 5314

      #3
      [QUOTE=crepuscolo;804894]Tratto da " Perch

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      • Matthias

        #4
        Odifreddi

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #5
          E' logico

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #6
            Dio non fà la Storia con le persone perfette, integerrime....anche la Chiesa Cattolica ha il suo fondamento nel piu' fragile e debole degli Apostoli. Abramo diviene il capo-stipite delle 3 religioni maggiori non tanto quale uomo integro e retto, ma perche' abbandona le proprie sicurezze (la terra, i beni, il padre) fidandosi di Dio e delle Sue promesse.
            amate i vostri nemici

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            • Gloucester
              Opinionista
              • 29/03/06
              • 5314

              #7
              Nein, seguire pedissequamente la Bibbia facendone un documento storico

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #8
                All'atto pratico: Cosa ha da dire a noi, uomini del 2000, la storia che Dio fà con Abramo? Aveva tutto, umanamente. Ma non era felice...
                Si butta, credendo a una promessa e, in mezzo a innumerevoli vicissitudini, riceve un figlio, una terra sua, una prospettiva di eternità! Riflettiamo....
                amate i vostri nemici

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                • Gloucester
                  Opinionista
                  • 29/03/06
                  • 5314

                  #9
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  All'atto pratico: Cosa ha da dire a noi, uomini del 2000, la storia che Dio fà con Abramo?
                  Far prostituire la propria moglie porta fortuna ?

                  Comment

                  • sagittario78
                    *
                    • 12/05/06
                    • 10995

                    #10
                    Originariamente Scritto da Qfwfq Visualizza Messaggio
                    Far prostituire la propria moglie porta fortuna ?
                    cuckold

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #11
                      Ok rinuncio. Anche Pietro ha rinnegato, Paolo uccideva i cristiani, Davide con Betsabea, Giacobbe inganna suo padre Isacco.....ecc.ecc.ecc.
                      Non sono i peccati che scandalizzano Dio, ragazzi! Egli porta avanti il Suo disegno prescindendo dalla nostra debolezza....
                      amate i vostri nemici

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                      • Gloucester
                        Opinionista
                        • 29/03/06
                        • 5314

                        #12
                        Ammetto di essere disorientato, perch

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                        • okno
                          Party Crasher
                          • 30/03/06
                          • 15292

                          #13
                          [QUOTE=Matthias;804950]Odifreddi
                          "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                          -=1313=-

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #14
                            Capisco il tuo discorso, eppure nell'economia della salvezza Dio lascia crescere insieme il buon grano e la zizzania, la grandezza e la miseria dell'uomo, Qfwfq.

                            Dal Vangelo secondo Matteo
                            In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola: “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.
                            Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
                            Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”.

                            Tra le righe delle vicende umane, e' importante saper cogliere il messaggio divino, secondo me.
                            amate i vostri nemici

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                            • Gloucester
                              Opinionista
                              • 29/03/06
                              • 5314

                              #15
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Capisco il tuo discorso, eppure nell'economia della salvezza Dio lascia crescere insieme il buon grano e la zizzania, la grandezza e la miseria dell'uomo, Qfwfq.

                              Dal Vangelo secondo Matteo
                              In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola: “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.
                              Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
                              Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”.

                              Tra le righe delle vicende umane, e' importante saper cogliere il messaggio divino, secondo me.
                              Precisamente, Dio lascia crescere il grano e la zizzania nell'economia del giudizio finale, quando il primo sarà riposto nel granaio e la seconda legata in fastelli e bruciata. E questa parabola davvero si accorda al ruolo di sommo giudice proprio della divinità, il iuste iudex di cui parlava Tommaso da Celano; colui che discerne i giusti dai reprobi in accordo alla sua legge. Contrariamente, attribuire alla mano di Dio un'onnipresenza nella storia umana in accordo al concetto di Divina Provvidenza davvero mi pare, in ambito dottrinale, un errore capitale al pari del panteismo o del monofisismo: poiché raffigurare un Dio costantemente impegnato nel servirsi degli uomini per i propri disegni imperscrutabili rischia di svilire la stessa concezione cardine del cristianesimo, l'esistenza del libero arbitrio. L'uomo diviene per sua libera volontà, per sua cosciente inclinazione al bene od a male, oppure perché docile ed inconsapevole strumento nelle mani di un artefice superiore ? Se la prima asserzione è necessariamente corretta, allora la seconda si configura come necessariamente errata, sintantoché non si specifichi come l'uomo divenga instrumentum Dei nel compiere il bene, configurandosi in caso contrario come instrumentum diaboli. Si ripropone, insomma, l'eterno dilemma legato alla figura di Giuda Iscariota, che può essere contemporaneamente visto come un uomo che cedette scientemente al male oppure come uno strumento incolpevole di cui si servì il Signore per compiere il fato del Figlio di Dio. Se infatti assumiamo l'ottica provvidenzialistica dobbiamo inevitabilmente concludere che il tradimento di Giuda fu un evento necessario in quanto determinò il sacrificio di Cristio e quindi la salvezza del genere umano: ed in tal caso egli non potrebbe essere considerato un autentico peccatore, essendo stato quel peccato determinato dalla detta necessità che gli imperscrutabili disegni divini si compissero a prescindere dal libero arbitrio di Giuda. Vedi bene, pertanto, come i conti possano tornare o non tornare a seconda che si decida di calcare o meno la mano sul concetto di Provvidenza.

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