In effetti, caro Cono, un profeta deve presentare le proprie credenziali, come per esempio, i profeti dell'Antico Patto che riferivano la storia della loro vocazione e accompagnavano il loro annuncio con l'antica frase profetica: "...dice l'Eterno..." (Amos 6, 8-14; Osea 2,15 / 11,11; Isaia 1,24). [I]Ges
[QUOTE=lvb.1770;844873]Salve Crepuscolo, essendo assente per alcune settimane ( lavoro in Germania e vengo giu' ogni tre/quattro settimane) rispondo solo ora alle tue " puntate". Tuttavia NON dimentico il tema da te proposto. --- Bene la tua " carrellata " storica riguardante la costituzione del giudaismo. - Solo una piccolissima osservazione riguardo i termini = ebraismo e giudaismo. Con Ebraismo si vuol designare un ' " etnia"" , mentre giudaismo specifica la "" religiosita' "" - Ebraismo quindi raggruppa il tutto, quindi "" anche "" il giudaismo. Tuttavia nell' uso corrente i due termini sono spesso usati come sinonimi. - Esiste anche il termine "" israelita "" ( da Genesi e riguarda Giacobbe) e la motivazione dell'uso di questo termine - secondo lo studioso ebreo Saracini - mi porta fuori dal tema. ----------------------------------------------------------------------- Tu hai evidenziato la storia e la vari fasi che hanno portato alla costituzione di norme, dottrine, ecc.... ecc.... di quell' insieme che formano il Giudaismo. La conoscenza di questa religione permette in effetti una migliore conoscenza della figura " Yeshua " e in particolare il suo ambiente culturale. -- Prima di affrontare "" finalmente "" il personaggio Jesu permettimi un piccolissimo passo indietro. La realta' in cui visse il Nazareno era caratterizzata dalla presenza di diverse "anime" del giudaismo - ma principalmente la differenza consisteva nel giudaismo "" palestinese "" e quello della "" diaspora "". La prima era la comunita' stanziale ( se posso usare questo termine) e che ruotava intorno al Tempio e alla citta' di Gerusalemme e ( questo
Come gia' scritto la " funzione " della sinagoga sostituira' il Tempio come luogo di culto - in particolare dopo l' intervento risolutore di Tito e conseguente distruzione della citta' di Gerusalemme. ------------------------------------- Conoscere ( o meglio cercare ) una persona si parte ( ovviamente) dalla sua infanzia, la sua famiglia, il suo tempo, ecc..... ecc...... Cercare di conoscere la figura specifica di Yeshua ben Yosef
[QUOTE=lvb.1770;846242]Come gia' scritto la " funzione " della sinagoga sostituira' il Tempio come luogo di culto - in particolare dopo l' intervento risolutore di Tito e conseguente distruzione della citta' di Gerusalemme. ------------------------------------- Conoscere ( o meglio cercare ) una persona si parte ( ovviamente) dalla sua infanzia, la sua famiglia, il suo tempo, ecc..... ecc...... Cercare di conoscere la figura specifica di Yeshua ben Yosef
Quello che dici caro Ivb.1770 è molto interessante perché visto da un'altra angolatura e aggiunge dettagli importanti.
Ma sul fatto che Gesù sia stato poi cristizzato, perdonami la parola, avrei alcune cose da dire.
Per esempio e per semplificare prendiamo il vangelo di Giovanni.
Potremo così notare che allorché tutta la tensione dell'AT si concentra nella morte di Gesù, o meglio, in Gesù crocifisso, l'aspettativa accumulata nella Scrittura acquista dimensione storica e concretezza umana. La croce di Gesù è il punto di arrivo cui Giovanni fa convergere le diverse linee teologiche dell'AT.
Ripetendo quanto sopra, possiamo dire che egli non ricompone la figura di Gesù a partire dalle svariate concezioni teologiche veterotestamentarie, ma al contrario. guarda all'AT dalla realtà concreta e tangibile del Crocifisso, e a partire da essa interpreta la realtà antica, o se ne serve semplicemente come di un linguaggio per esprimere la propria esperienza di Gesù.
Salve Crepuscolo, vorrei continuare quanto da te proposto il 24 febbraio scorso - ovvero la ricerca " storica " e quindi l' ambiente in cui visse il futuro Rabbi. Questo piu' che altro per tentare di comprendere meglio le radici della futura nuova religione: il cristianesimo. --- Come gia' scritto l' istituzione sinagogale "" palestinese "" marchera' l' identita' ebraica e giudaica del Nazareno. La ritualita' sinagogale si fonda essenzialmente sulla lettura delle SScritture e dall' omelia ( consistente in un "commento" delle stesse con riferimento alla situazione del momento ). In tal modo si vuole evidenziare l' importanza dell ' interpretazione della Parola scritta tramite un commento/ una spegazione. L' omelia diventa cosi' la lettura interpretativa del Libro sacro il quale pur rimanendo insuperabile, gli necessita una "" integrazione " /interpretazione. L' omelia è , per cosi' dire, la rilettura dei Libri adattata ad un determinato periodo. ---- Ecco in breve come si svolgeva il rito sinagogale " palestinese " ( scusami amico Crepuscolo se mi dilungo in questi particolari prettamente " giudaici " - ma è per comprendere la " realta' " vissuta dal futuro Rabbi e che avranno il loro peso nella formazione della futura religione) --------------- A ) Il responsabile della sinagoga ( arcisinagogo ) invita un membro dei partecipanti ( quindi anche un ragazzo gia' " maturo " come spiegato l' ultima volta) a leggere un brano ( seder) della Torah in ebraico. - ( Piccola osservazione: la Torah viene ( erroneamente) tradotta come la "" Legge "" ma per essere pignoli sarebbe meglio definirla con il suo vero significato che è esattamente = Insegnamento per mezzo della Rivelazione divina !! ) --- B ) Segue una lettura di un passo preso dai Libri dei Profeti ( Isaia, Geremia, ecc.... eccc...... ). B1 ) durante la lettura a fianco del lettore sta un "" meturgeman "" ( traduttore/interprete in aramaico) - C ) Recitazione delle preghiere - D ) Compare la figura dello "" darshan "" ovvero l' omelista che siede sulla "" Cattedra "" - Proprio questa particolarita' ( sedere sulla cattedra) che il darshan svolge il suo ruolo consistente nel Commentare/spiegare i vari passi letti durante la liturgia. --------------- Nella Diaspora ellenistica la lettura dei testi è in greco ( quindi assenza dell ' interprete/ traduttore) e l' omelista sta in piedi ( sembra un dettaglio ma avra' la sua importanza) --- Quanto al significato della lettura dei Libri dei Profeti è da intendere come integrazione/supplemento alla Torah. Questa rivisitazione della storia di un passato lontano associata al Libro dei Profeti permette di poter intravedere (nel profetismo ) quel futuro promesso e che si deve ancora compiere. - La lettura della Torah quindi ricorda al fedele la Promessa del Patto; mentre la lettura dei Profeti gli fa presente lo scopo della Promessa. Sara' il ruolo svolto dall' omelista a spiegare/interpretare i vari passi. L' omelia stessa diventa cosi' la Parola "" viva "" e come tale è proclamata. -- Una precisazione: l' omelia è la parte conclusiva della funzione sabbatica. In tal modo funge da "" compimento "" del rito stesso e diventa anche il commiato dalla casa dell' assemblea. Da qui il nome di "adempimento " ( Haphtarah ). - segue -
Che bello! Interessantissimo IVB, grazie. Adesso capisco ancora meglio questo episodio della vita di Gesu', che anche tu conoscerai:
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore”.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
[QUOTE=lvb.1770;847881]Salve Crepuscolo, vorrei continuare quanto da te proposto il 24 febbraio scorso - ovvero la ricerca " storica " e quindi l' ambiente in cui visse il futuro Rabbi. Questo piu' che altro per tentare di comprendere meglio le radici della futura nuova religione: il cristianesimo. --- Come gia' scritto l' istituzione sinagogale "" palestinese "" marchera' l' identita' ebraica e giudaica del Nazareno. La ritualita' sinagogale si fonda essenzialmente sulla lettura delle SScritture e dall' omelia ( consistente in un "commento" delle stesse con riferimento alla situazione del momento ). In tal modo si vuole evidenziare l' importanza dell ' interpretazione della Parola scritta tramite un commento/ una spegazione. L' omelia diventa cosi' la lettura interpretativa del Libro sacro il quale pur rimanendo insuperabile, gli necessita una "" integrazione " /interpretazione. L' omelia
Che bello! Interessantissimo IVB, grazie. Adesso capisco ancora meglio questo episodio della vita di Gesu', che anche tu conoscerai:
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore”.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Ciao Claudio, ti prego non ho ancora terminato. Proprio questo versetto di Luca sara' oggetto di un ulteriore commento - Comunque centrale è appunto quel: "" si sedette "" -- a dimostrazione della diversita' "" formale """ del rito sinagogale palestinese ( che frequentava sin dalla sua infanzia il futuro Rabbi) rispetto al rito sinagogale ellenista della Diaspora ( come pure l' idioma che era l' ebraico. Da qui la necessita' della presenza dell' interprete/traduttore, che nella sinagoga frequentata dagli ellenisti non era necessaria essendo il rito svolto in greco ) . ciao
Sarebbe utile a questo punto sapere quali fossero le differenze, anche rituali, tra Giudei e Galilei, perché come tu sai ve ne erano molte, di lingua e di pensiero, dovute soprattutto alla posizione geografica.
II parte. -- Dai sinottici si evidenzia come l' interesse principale del Rabbi fosse la "" proclamazione "" per l' imminente Regno dei Cieli. Nel profetismo questa formula significava la preparazione e realizzazione della parusia dell' Eterno. Questo era quanto continamente annunciavano i Profeti - Come gia' scritto, la figura del Messia/Consacrato dall' Eterno era quello di rivestire il ruolo di "" Iniziatore "". --- E' pur vero che anche il termine Messia e il relativo periodo ( messianismo) subi' delle varianti nel corso del tempo ( messianismo sacerdotale - messianismo profetico ......... ). Per non dilungarci troppo e dato che il tema riguarda proprio la " figura " del Nazareno, quindi consideriamo il significato di Messia "" valido "" durante il periodo da lui vissuto. Nel I secolo a.C. ( gia' scritto .....) Pompeo conquisto' la Giudea/Palestina e la incorporo' come provincia romana. I Romani non commisero l' errore di Antioco IV Epifane ( vedi Libro dei Macabbei) lasciando liberta' di culto ai popoli vinti. Tuttavia la loro presenza cominciava a essere insopportabile per i rigorosi monoteisti. Dal I secolo a.C. il senso del termine Messia viene inteso come il Liberatore /Condottiero nazionale inviato dall ' Adonay per liberare il Suo popolo che soffre sotto il giogo del politeista romano. Ecco l' attesa per quel Liberatore /Messia ( pur sempre un mortale) si fa sempre piu' pressante. Si scrutano gli eventi pronti a recepire la venuta dell' eroe. Si percepiva qualcosa di funesto che doveva accadere. ( da qui il termine di corrente " apocalittica del messianismo ") --- Questa era la situazione che " respiro' "", che percepi' il futuro Rabbi. La situazione era dunque "" matura "" per il grande evento. - Ecco un elenco di quanti "" invasati "" erano convinti di essere loro quel Messia/Condottiero ( che sacrificava la propria esistenza al servizio del popolo dell' Eterno ) = 1 ) Giuda il Galanita ( o il Galileo ) verso l' anno 6/7 d.C. --- 2 ) il "profeta" Teuda, che sara' poi decapitato dal procuratore romano Fado nel 40/41 d.C. ---- 3 ) i due figli di Giuda il Galileo, i capipopolo fatti "" crocefiggere "" nel 45 d.C. ---- 4 ) il profeta detto " l'Egiziano" giustiziato dal procuratore romano Felice nel 55 d.C. ---------- Questi patrioti evidenziano come le prospettive di quel " messianismo " politico/nazionalistico era la caratteristica di quel particolare momento storico in cui visse proprio il Nazareno. E come non ricordare quella "corrente " del giudaismo che si era ritirata dal mondo e rifugiata sulle rive del mar Morto ( gli Esseni) i quali, insieme agli zeloti, saranno gli artefici della violenta ribellione antiromana sedata in modo ( quasi ) definitiva da Tito - ( figlio di Vespasiano ) con la conseguente distruzione del Tempio. ------ Ecco quindi che il Nazareno avrebbe sviluppato come proprio impegno il ruolo alfine di realizzare il disegno divino. Ma non seguendo la via della violenza. Da qui la sua descizione ( come si evince dai sinottici ) di un Rabbi nelle vesti di Messia che proclama ( kerussein) il messaggio di quello che dovrebbe accadere entro breve tempo ( questo in sintesi il contenuto ( kerygma)) --- Questo è quello che riportano i tre sinottici = Il Rabbi palestinese è l' Iniziatore / il Messia/Unto/Consacrato che con il suo proclama diede avvio al movimento rivolto a preparare "" le menti "". Il Rabbi annunciatore della parusia - come si sa - non porto' a termine la sua missione; ma non per questo fu interrotta. Anzi saranno i suoi discepoli che continueranno a diffondere il suo annuncio (kerygma) . I suoi discepoli, interpretando la figura del Rabbi come 1) l' Iniziatore inviato dall' Eterno 2) in lui si " completa " quanto profetizzato nei tempi passati; scomparso il Maestro essi si sono fatto carico di portare a termine il suo messaggio. -- La figura del Rabbi è dunque interpretata come "" l ' omelia " della funzione sabbatica: ( 1) interpretazione delle SScritture - 2) compimento/adempimento ( haphtarah ). - La sua azione, il suo messaggio rappresenta - in forma vivente - l' omelia ! Tutto questo lo si apprende dai Libri del N.T. - opera di devoti che descrivono il Nazareno come il Massia/Unto e che rappresenta la fase "" conclusiva "" dell' opera divina. In Lui tutto si è adempiuto ! Allora qui una domanda: è stato lo stesso Rabbi a farsi passare ( e/o far intendere ) che proprio in lui tutto era compiuto? - --- segue -
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