Dicesi soggettivo ciò che dipende dal modo di pensare di un soggetto. Allora la domanda potrebbe suonare anche così: la realtà che si percepisce esiste indipendentemente dalla percezione, cioè è una realtà oggettiva se pure relativa? Oppure esiste unicamente nella percezione, cioè è una realtà soggettiva?
Con questa domanda siamo di fronte al problema della conoscenza, vecchio quanto l'uomo.
Nel pensiero degli antichi voi sapete che la conoscenza si identifica con la Realtà, grosso moda, fatta eccezione per gli scettici i quali negavano questa corrispondenza; ossia gli scettici negavano all'uomo la possibilità di confrontare la realtà conosciuta con la Realtà esistente.
Nelle filosofie medievali si pose in discussione se certe idee universali ed astratte concepite dall’intelletto potessero trovare riscontro nella Realtà. Successivamente si passò ad esaminare i limiti e le possibilità della conoscenza, ponendo anche in dubbio l'esistenza di una realtà oggettiva. Nel pensiero moderno si esaminano le funzioni della conoscenza, l'efficacia, senza confrontarla con la realtà oggettiva.
Tutto questo a volo d'uccello, come si suol dire, senza prendere in considerazione la possibilità che ha la scienza dell'uomo di porsi ad incrementare la conoscenza; senza interessarsi, cioè, della filosofia della scienza perché il nostro scopo non è quello di esaminare le varie tappe del pensiero umano su questo argomento, ma unicamente quello di ricordare come questa meditazione sia sempre stata presente nel pensiero degli uomini, e soprattutto esporvi il nostro punto di vista, che è il seguente: noi ci rendiamo conto della Realtà attraverso alla percezione che è appunto l'atto della consapevolezza con cui si coglie l'esistenza di una realtà esterna per mezzo della mediazione dei sensi.
Per taluno la percezione è un fenomeno di sensazioni, per altri un fenomeno della mente. Per noi è l'una e l'altra cosa. Infatti, se l'uomo anziché cinque sensi ne avesse due soltanto, ovviamente la sua percezione sarebbe diversa ed egli immaginerebbe una realtà esterna a lui come avente le sole caratteristiche da lui colte; mentre se avesse dieci sensi probabilmente coglierebbe altri aspetti del mondo in cui vive ed ipotizzerebbe una realtà in modo diverso, od una realtà diversa. Questa considerazione dunque ci lascia supporre che la realtà esista indipendentemente dalla percezione e noi da sempre vi abbiamo detto che esiste un ente percepiente e qualcosa che viene percepito. E' vero? Allora la risposta alla domanda che ci siamo posti, e cioè se la realtà esiste al di là della percezione, potrebbe essere che, sì, la Realtà esiste al di là della percezione.
Prima di scoprire quanto è profonda la tana del Bianconiglio vediamo se qualcuno vuole aggiungere qualcosa.
Pace e Bene
Con questa domanda siamo di fronte al problema della conoscenza, vecchio quanto l'uomo.
Nel pensiero degli antichi voi sapete che la conoscenza si identifica con la Realtà, grosso moda, fatta eccezione per gli scettici i quali negavano questa corrispondenza; ossia gli scettici negavano all'uomo la possibilità di confrontare la realtà conosciuta con la Realtà esistente.
Nelle filosofie medievali si pose in discussione se certe idee universali ed astratte concepite dall’intelletto potessero trovare riscontro nella Realtà. Successivamente si passò ad esaminare i limiti e le possibilità della conoscenza, ponendo anche in dubbio l'esistenza di una realtà oggettiva. Nel pensiero moderno si esaminano le funzioni della conoscenza, l'efficacia, senza confrontarla con la realtà oggettiva.
Tutto questo a volo d'uccello, come si suol dire, senza prendere in considerazione la possibilità che ha la scienza dell'uomo di porsi ad incrementare la conoscenza; senza interessarsi, cioè, della filosofia della scienza perché il nostro scopo non è quello di esaminare le varie tappe del pensiero umano su questo argomento, ma unicamente quello di ricordare come questa meditazione sia sempre stata presente nel pensiero degli uomini, e soprattutto esporvi il nostro punto di vista, che è il seguente: noi ci rendiamo conto della Realtà attraverso alla percezione che è appunto l'atto della consapevolezza con cui si coglie l'esistenza di una realtà esterna per mezzo della mediazione dei sensi.
Per taluno la percezione è un fenomeno di sensazioni, per altri un fenomeno della mente. Per noi è l'una e l'altra cosa. Infatti, se l'uomo anziché cinque sensi ne avesse due soltanto, ovviamente la sua percezione sarebbe diversa ed egli immaginerebbe una realtà esterna a lui come avente le sole caratteristiche da lui colte; mentre se avesse dieci sensi probabilmente coglierebbe altri aspetti del mondo in cui vive ed ipotizzerebbe una realtà in modo diverso, od una realtà diversa. Questa considerazione dunque ci lascia supporre che la realtà esista indipendentemente dalla percezione e noi da sempre vi abbiamo detto che esiste un ente percepiente e qualcosa che viene percepito. E' vero? Allora la risposta alla domanda che ci siamo posti, e cioè se la realtà esiste al di là della percezione, potrebbe essere che, sì, la Realtà esiste al di là della percezione.
Prima di scoprire quanto è profonda la tana del Bianconiglio vediamo se qualcuno vuole aggiungere qualcosa.
Pace e Bene

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