Di solito quando si parla di Dio si intende il massimo, per questo è impronunciabile, perché, noi esseri umani, viviamo nel relativismo e non nell'assoluto.
Secondo i Comandamenti, non si deve pronunciare il nome di Dio invano.. ok.
Ma questo vale per le bestemmie.
Se si usa in altro modo direi che anche la religione lo consente, a me non che non sia pi
Sono certo che Sousuke abbia la soluzione in bignami che tutti stiamo cercando.
Per ottenere l'agognata soluzione basterebbe avere un minimo di nozioni religiose e la finalità di discutere, la cui sinteticità non corrisponde alla mera concisione fine a se stessa come si potrebbe erroneamente ritenere, sulla base della complessità/numerosità dei concetti che si intendono esprimere relativi all'argomento ed al tipo di linguaggio adatto all'autore od al contesto.
Non ergerti a rappresentanza di altri.
Credo che pronunciare il nome di Dio invano sia peccato (come in certe parolacce/bestemmie) a prescindere dal contesto, nonchè un'aggravante se ci si esprime in tal senso durante l'attività sessuale prima del matrimonio e senza finalità procreative, salvo che tale atto reiterato avvenga coinvolgendo attivamente il sottoscritto, in un ruolo necessario ed intrinseco al suo svolgimento.
Secondo i Comandamenti, non si deve pronunciare il nome di Dio invano.. ok.
Ma questo vale per le bestemmie.
Se si usa in altro modo direi che anche la religione lo consente, a me non che non sia più ottusa di quanto penso.
Ad esempio dire "oddio" per far capire di quanto si è felici o dispiaciuti, non è un pronunciarlo invano.
E poi vale sempre il detto "parlatene male, ma parlatene".. o no?
Non si tratta di ottusità ma coerenza dogmatica, che non può essere discussa, confermata o confutata usando la logica in quanto frutto di una fede irrazionale, che si può limitare all'ambito sovrannaturale e non impedire una razionalità/logicità anche notevolmente superiore a quella di un ateo/agnostico.
Semmai ottuso ed incosciente è chi osa o si diverte a pronunciarsi in tal senso derisorio in presenza di certi individui religiosi di mia conoscenza.
Sia chiaro.
Per gli amanti della casistica, gli scribi erano riusciti ad identificare nella Legge ben 613 precetti che regolavano la vita dell'individuo.
Di questi precetti 365 ( come i giorni dell'anno) erano i divieti e 248 ( come l'insieme degli elementi che ritenevano componessero il corpo umano) gli obblighi che ogni credente era tenuto ad osservare.
Questa è l'esigenza della religione, ma non certo di Dio al quale basta un cuore sincero e ben disposto.
Comment