La sfiga

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  • Sousuke
    Banned
    • 14/12/07
    • 16244

    #31
    Originariamente Scritto da Il Manu Visualizza Messaggio
    Rifletti: non si parla di scriteriati, ma di persone che con normali comportamenti possono provocare involontariamente un karma per un altro individuo.
    Il mio post precedente era proprio frutto di una riflessione derivante da un ragionamento razionale.
    Non parlavo di semplici scriteriati ma dell'influenza che la psiche di un soggetto poco determinato e con poca fiducia in se stesso può provocare in quella altrui, rendendola meno attiva nelle sue decisioni e quindi maggiormente in balia della casualità od eventi probabilistici, a livello scientifico.

    Il "karma" esiste solo per chi ci crede dato che è materia della spiritualità.
    Il datore di lavoro, che in crisi, licenzia i suoi operai non ha colpa della situazione di dolore che cagiona ai suoi operai, l'automobilista che pur guidando con tutti i crismi di legge, incidentalmente investe un passante non ha colpa della morte o del ferimento di questo, e così via.
    Bisognerebbe verificare in profondità se tale licenziamento non dipende da nessuna colpa del datore di lavoro, dato che spesso non è così anche se si tratta di una crisi generale del sistema, come parimenti avrei dei dubbi che un automobilista possa investire un passante senza alcuna colpa, a meno che il passante si sia lanciato improvvisamente in mezzo alla strada per suicidarsi ed il guidatore non poteva scansarlo nemmeno se avesse avuto ottime abilità di guida.
    Il karma non deve essere necessariamente negativo ma si può essere fautori di karma positivi di altre persone senza averne volontà. Siete cioè strumenti passivi del Karma.

    Pace e Bene
    Veramente io sono l'arbitro di me stesso e non del karma od energia spirituale altrui, a cui non credo per fede.
    Quando agisco involontariamente interviene la volontà altrui nel determinare un risultato naturale e viceversa, salvo i casi di casualità.
    Ho parlato di "karma" negativo solo perchè l'argomento trattato è la sfortuna.
    Last edited by Sousuke; 24-11-2008, 21:37.

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    • Eva79
      In evoluzione...
      • 23/01/07
      • 2672

      #32
      Non vi capisco...
      [B][COLOR="DarkOrchid"]Nessun uomo pu

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      • Il Manu
        Opinionista
        • 21/03/07
        • 1676

        #33
        Originariamente Scritto da Sousuke Visualizza Messaggio
        Se si rimane nell'ambito sensibile il ragionamento logico-razionale è sia unico che costantemente vero, altrimenti non sarebbe tale.
        Io non ho ricorso a postulati sbagliati. Un evento causato da un soggetto è pericoloso nel momento in cui può provocare un dolore od un danno, a prescindere che il suo comportamento sia stato istintivo, consapevole ed intenzionale o meno, a meno che si intenda modificare la semantica del termine prevista dal vocabolario.

        L'aspetto esoterico di un fenomeno naturale non esiste tecnicamente se non come frutto di un dogma di fede che invade il mondo sensibile, dato che quest'ultimo può essere analizzato solo dalla scienza col metodo scientifico, essendo l'unico in grado di limitarsi a constatarla, in modo oggettivo.

        Veramente il ragionamento logico-razionale è quello più chiaro ed è astruso solo per chi non vuole o non riesce a capirlo.
        La soluzione più semplice è che solo un dogma di fede può permettere ad un soggetto di credere ad una forma di energia spirituale come il "karma" anzichè alla mera casualità scientifica, studiata in termini probabilistici.
        Inoltre non è detto che la soluzione più semplice sia anche quella più esatta, altrimenti sarebbe sufficiente credere ed avere fede anzichè studiare ed approfondire in modo analitico certi fenomeni naturali per capirne le reali cause e meccanismi di funzionamento, dimostrandoli.
        Questo è quello che hai scritto travisando il nostro pensiero. Sei evasivo, non rispondi mai direttamente perchè sei una com
        ntinua contraddizione e strumentalizzi a tuo uso e consumo una logica corretta ma contuinuamente erratra nei presupposti.

        Ora hai già cambiato linea e non sei più coerente con il primo pensiero il quale recita testualmente: "Se una persona cagiona danno o male agli altri senza averne la minima intenzione significa che è ancora immatura e non sa ancora distinguere il bene dal male, completamente amorale, non è dotata di un autocontrollo decente od è in possesso di patologie mentali in cui vi è un'aberrazione del valore morale, che è è stato addirittura invertito rispetto al senso comune e civile"

        Ora invece lo "raddrizzi" ammorbidendolo in questo senso:"Io non ho ricorso a postulati sbagliati. Un evento causato da un soggetto è pericoloso nel momento in cui può provocare un dolore od un danno, a prescindere che il suo comportamento sia stato istintivo, consapevole ed intenzionale o meno, a meno che si intenda modificare la semantica del termine prevista dal vocabolario."

        Ovvero non si parla più di persone immature, che non sanno distinguere il bene dal male, ecc, ma si parla solo della presunta pericolosità dell'azione in sè, pericolosità che si può oggettivamente condividere, ma che esula certamente dalle considerazioni sulla persona e sulla sua moralità, come abbiamo visto prima essere accidentale e non volontaria.
        Quale logica lega i due raginamenti con conclusioni diverse a distanza di breve tempo?

        C'è un'incongruenza di fondo, un riarrangiamento continuo per piegare verso le proprie opinioni la logica, ora in un modo, ora nell'altro, ma sempre "per darsi ragione" anche nell'errore.

        E in quest'ultimo caso appare esemplare il riarragiamento subitaneo di un pensiero per correggersi alla luce di un palese errore di valutazione.

        Curioso per un "logico e razionale", o come direbbe qualcuno di voi: un pò "paraculo".

        Pace e Bene
        Last edited by Il Manu; 24-11-2008, 21:42.

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        • Sousuke
          Banned
          • 14/12/07
          • 16244

          #34
          Ho risposto in modo chiaro a tutte le argomentazioni poste e sono una persona piuttosto coerente.
          Mi sono basato su quanto ho letto dei post altrui.
          Non ho cambiato il mio pensiero di un solo millimetro.

          E' tecnicamente impossibile che io sia un "paraculo" dato che tendo a ragionare con la mia testa, razionalmente, senza ricorrere a forme di credenza o fede dogmatiche.
          Di solito tale termine viene usato per chi crede in forme di religioni o culti, cercando di dimostrarne la validità in senso logico-razionale, quando ovviamente non è possibile dato che la credenza in culti e religioni è frutto dell'irrazionalità umana.

          Semplicemente mi baso sul significato dei termini previsti dal vocabolario, dato che altrimenti chiunque potrebbe fornire validità alle proprie teorie in senso logico-razionale cambiando il proprio linguaggio di riferimento.
          Last edited by Sousuke; 24-11-2008, 21:49.

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          • Sousuke
            Banned
            • 14/12/07
            • 16244

            #35
            La logica che ho usato è corretta e rigorosa anche nei presupposti e non mi pare di essermi mai contraddetto.
            Ovviamente è difficile che una qualsiasi persona razionale possa essere d'accordo con un esoterista o chiunque creda ancora, in epoca post-galileiana, a culti che invadono il mondo sensibile.

            Se il post è differente è perchè, evidentemente, è in replica a post altrui differenti, non perchè io sia incoerente o cambi posizione.
            Non mi sono "ammorbidito" quindi.
            Ho semplicemente citato il significato del termine "pericolosità" perchè in precedenza si parlava di eventi pericolosi.
            In altri post ho parlato di persone immature perchè si parlava di intenzionalità o meno di compiere il male.
            Sono coerente.
            Last edited by Sousuke; 24-11-2008, 21:56.

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            • Il Manu
              Opinionista
              • 21/03/07
              • 1676

              #36
              Non ci interessa disquisire con una logica che a noi sembra quantomeno opportunista, a meno che di non rispondere con una euguale logica che non ci conf

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              • Sousuke
                Banned
                • 14/12/07
                • 16244

                #37
                La logica razionale non può essere opportunistica in quanto è un metodo di ragionamento rigoroso e non un essere pensante in modo autonomo, che può stabilire finalità relative al proprio tornaconto.
                Se si utilizzasse il mio stesso linguaggio e modo di ragionare non si può che giungere alle medesime conclusioni o ad altre simili, anche se comprendo che l'argomento del topic (la sfortuna) diviene affascinante proprio se viene affrontato in modo irrazionale, attribuendogli caratteri e poteri trascendenti/spirituali.
                Non lo metto in dubbio. L'importante è chiarire l'uso dei termini.
                Last edited by Sousuke; 24-11-2008, 22:34.

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                • Misterikx
                  whatever..
                  • 24/03/05
                  • 15327

                  #38
                  [QUOTE=Il Manu;955421]Il discorso
                  " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

                  Comment

                  • Misterikx
                    whatever..
                    • 24/03/05
                    • 15327

                    #39
                    [QUOTE=Piotr Aleksejevic;953839]No Cono, un recente studio ha dimostrato quello che chi la pensa come
                    me sa da un pezzo :
                    abbiamo superato il limite oltre il quale le risorse planetarie non bastano
                    a far mantenere gli attuali livelli di vita ( di una parte della popolazione ).

                    Con l'arrivo di Cinesi ed Indiani, col nostro attuale sistema di propriet
                    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                    • Sousuke
                      Banned
                      • 14/12/07
                      • 16244

                      #40
                      Chi compie certe scelte di vita pregando, meditando e vivendo in un monastero od in altri luoghi, isolandosi permanentemente dal mondo esterno, non compie atti di violenza verso se stesso, in quanto si presume che si tratti di una scelta libera e frutto della propria vocazione personale, per sentirsi realizzati ed in pace con se stessi e la natura/ambiente che li circonda.
                      Non sono masochisti, non soffrono ma spesso sono più sereni e tranquilli di chi vive nel mondo iperstressato e movimentato attuale.
                      Last edited by Sousuke; 24-11-2008, 23:07.

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                      • Il Manu
                        Opinionista
                        • 21/03/07
                        • 1676

                        #41
                        Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggio

                        Le suore di clausura,fanno violenza a loro stesse?
                        Pregano per il mondo adorano il Signore..e´un atto di violenza?


                        Bada bene, noi non giudichiamo alcuna condotta, ricerchiamo solamente le ragioni, anzi vi spingiamo ad agire secondo ciò che "sentite", perché è lecito violentare se stessi solo per non danneggiare gli altri.

                        Fino ad oggi vi è stato detto: amate i vostri fratelli, aiutateli perché cosí facendo guadagnerete la gloria eterna. Questo, piú o meno, hanno detto le religioni. E le nuove filosofie hanno cercato di appagare la logica degli uomini facendo conoscere i piani di esistenza, la legge di reincarnazione, la legge di evoluzione; ma tutte queste conoscenze non sono riuscite a modificare l'uomo. E le organizzazioni che sono state fondate da queste filosofie sono altrettante gabbie, né piú né meno, come le religioni, perché la via dello spirito, o come la volete chiamare, non si può calcare con l'ambizione.

                        Ecco perché vi è portato l'insegnamento del conoscere voi stessi, ed ecco perché vi diciamo che qualunque sforzo voi facciate per non seguire i vostri desideri personali ed egoistici, non serve.

                        In questo senso va inteso il non violentare se stessi. Voi potete benissimo, se avete un qualche difetto che possa danneggiarvi, ed a maggior ragione danneggiare gli altri, fare forza su di voi acciocché non siate piú trascinati da questo difetto; ma in questo auto-controllo siate perfettamente convinti che ciò non vi migliorerà affatto nello spirito. Siate convinti, contrariamente a quanto fino ad oggi vi è stato detto, che questo auto-controllo, questa auto-disciplina non possa farvi grandi in cielo piú di quanto non lo siate in terra. Questo è essenziale.

                        Conoscere se stessi significa quindi comprendere i propri limiti e superarli; comprendere i propri vizi, le proprie passioni (se cosí volete chiamarle) e non lasciarsi trascinare da esse, ma essere oltremodo convinti che nessuno può, con sforzo, giungere alla liberazione di se stesso; potrà migliorare la propria condotta nei riguardi dei suoi fratelli, potrà migliorare il proprio comportamento esteriore, potrà non cadere nei richiami dei desideri, ma essi desideri con la violenza non possono essere supe*rati, né possono essere superati con la volontà.

                        Saranno controllati, saranno repressi, ma rimarranno, sempre. Essi desideri saranno superati nella conoscenza di voi stessi, nel comprenderli, nello scoprirne le ragioni attraverso alla costante consapevolezza di tutta la vostra esistenza quotidiana, di tutta la vostra vita.

                        Quanto alle suore a alla loro situazione, non se ne può fare una regola generale, poichè bisognerebbe calarsi nell'intimo di ciascuna di esse e comprendere quale è la vera ragione che le spinge ad un siffatto comportamento. Un fatto del singolo, che può essere alimentato dalle ragioni più disparate.

                        Quindi comportarsi diversamente da come si sente può essere riprovevole, come nella ipocrisia, o encomiabile, come nelle rinunce che si fanno per non dispiacere agli altri. Anche in questo comportamento, quindi, non si sfugge alla legge generale secondo cui la verità dell'intimo sentire, e quindi dell'individuo, sta nell'intenzione. Ciò è tanto vero che solo quando si ha l'intenzione di danneggiare il comportamento può essere diverso dal sentire.

                        Così, si spiega logicamente perché abbiamo sempre affermato che è legittimo violentare se stessi solo quando lo si fa per non danneggiare gli altri, perché solo in questo caso il comportamento rispecchia l'intenzione ed il sentire di non nuocere.

                        Quando invece si violenta se stessi, ad esempio, per meritarsi il paradiso, il comportamento morale non corrisponde al sentire, che è solo quello di meritarsi il premio eterno, cioè egoistico: perciò v'è rottura fra comportamento e sentire, e il dominio di sé, che determina tale rottura, non è positivo.

                        Mentre quando si tiene un comportamento retto, coartando i propri desideri egoistici, convinti di seguire e perseguire il volere di Dio, allora non c'è discordanza fra il sentire e l'agire: entrambi sono ispirati e volti a seguire la divina volontà.

                        Fa che anche la tua volontà sia quella divina consapevolmente.

                        Pace e Bene
                        Last edited by Il Manu; 24-11-2008, 23:11.

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                        • Sousuke
                          Banned
                          • 14/12/07
                          • 16244

                          #42
                          Le religioni (anche quelle rette da organizzazioni terrene) non sono sempre gabbie ma possono rappresentare l'essenza dell'animo e dello spirito di un soggetto, che decide liberamente di aderirvi e che si sente pienamente libero proprio perchè fedele di quella specifica religione. Dipende dai singoli casi.
                          E' pacifico che è preferibile che vi sia sempre coerenza fra spiritualità/anima, interiorità ed estetica di una persona, compresi i comportamenti e le scelte (anche di vita).
                          Last edited by Sousuke; 24-11-2008, 23:17.

                          Comment

                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #43
                            MANU : "Fa che anche la tua volont
                            amate i vostri nemici

                            Comment

                            • Sousuke
                              Banned
                              • 14/12/07
                              • 16244

                              #44
                              Sperando che non si veneri come Dio Satana all'interno di una specifica religione, come accade per certi soggetti femminili e maschili, invertendo consapevolmente il concetto stesso di bene e male.
                              In tal caso è preferibile che non applichino concretamente quello che ritengono sia la volontà del loro Dio, rendendola quindi anche la loro volontà, anche se in certi casi a me tale circostanza ha prodotto divertimento, attrazione e curiosità per vari motivi.
                              Last edited by Sousuke; 25-11-2008, 11:43.

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