Una figura rappresentativa importante è quella del "fanciullo" o de "i fanciulli". Questa figura compare in Marco per la prima volta in 9,36 (cf. Mt 18,1-5, Lc 9,46-48), dopo che è venuta in piena luce l'ambizione dei discepoli ( 9,34. " Per strada avevano discusso tra loro chi fosse il più grande "), i quali non hanno rinunciato alle categorie di prestigio e di potere proprie dell'ambiente giudaico (cf. 12,38s). I discepoli rappresentano in Marco i seguaci di Gesù provenienti dal giudaismo, e si identificano con "i Dodici", espressione che li rappresenta come il nuovo Israele.
per correggere la loro ambizione, Gesù enuncia un principio: "Se uno vuol essere il primo, dev'essere l'ultimo di tutti e servitore di tutti" (9,35), deve cioè rinunciare ad ogni ambizione personale (ultimo) e dimostrarlo nella pratica (servitore). Questo principio non è altro che una nuova formulazione della prima condizione della sequela ( 8,34: " Se uno vuol venire con me, rinneghi se stesso", ossia rinunci ad ogni ambizione), che riflette l'atteggiamento di Gesù stesso.
Enunciato il principio, Gesù, che s'era messo seduto (9,35b), "prende un fanciullo" (9,36), che deve quindi trovarsi al suo fianco. La vicinanza del fanciullo simboleggia la sua adesione incondizionata a Gesù ed il suo atteggiamento eguale a quello di Gesù.
Mette il "fanciullo" in mezzo ( al centro dell'attenzione), proponendolo ai Dodici come modello, ora, se è modello del principio or ora annunciato, si tratta certamente di un "fanciullo" che è l'ultimo di tutti (per la sua età
e servitore di tutti ( per la sua occupazione): è un piccolo garzone. Difatti la parola greca paidìon che indica il fanciullo, significa anche "piccolo servo o garzone", anche l'italiano "fanciullo", del resto, deriva da "fante"che significa tra l'altro "garzone, servitore".
Non si tratta dunque di un "fanciullo" qualunque.
Subito dopo, infatti, Gesù parla di "questa classe di fanciulli" (9,37: "colui che accoglie un fanciullo di questi"), indicando così che possiedono qualche caratteristica in più della poca età. Dato che il testo non aggiunge alcun altro elemento caratterizzante al di fuori del significato del termine stesso, il tratto particolare di "questa classe di fanciulli" non è altro che la loro qualità di servitori.
Il nome "piccolo servo/fanciullo" è così un modo di indicare quelli che seguono Gesù da vicino, perché hanno il suo stesso atteggiamento di servizio. In contrasto con "i Dodici", "il fanciullo" è figura del gruppo di seguaci di Gesù che non provengono dal giudaismo; per questo si trova " nella casa/famiglia", figura della nuova comunità.
Al seguace che ha il suo stesso atteggiamento, Gesù dà il suo abbraccio, gesto di amore e di identificazione (3,35: "chiunque esegua il disegno di Dio [=seguire Gesù], questi è fratello mio e sorella e madre").
Nel detto seguente (9,37) si parla di "accogliere un fanciullo di questi", usando il verbo impiegato per la missione( 6,11: dékhomai); in essa questi "fanciulli", che hanno lo stesso atteggiamento di Gesù, rendono presente Gesù e Dio stesso ( "Chi accoglie un fanciullo di questi come se fosse me stesso, accoglie me, ecc."). I "fanciulli" sono quindi inviati di Gesù come i Dodici, e il nome "fanciullo/servitore" indica l'atteggiamento con cui tali seguaci esercitano la missione.
Riassumendo, il "fanciullo" rappresenta un gruppo (9,37: "uno di tali fanciulli") che manifesta la sua sequela con l'essere ultimo e servitore di tutti (9,35), a somiglianza di Gesù. Per questo si trova nella casa/comunità (9,33b) e vicino a lui (9,36). Non appartiene pero ai Dodici, non fa parte cioè dell'Israele messianico (3,13.15). Rappresenta dunque i seguaci non israeliti che, sotto l'espressione "quelli che stavano intorno a lui", sono contrapposti ai Dodici in 4,10: "Quelli che stavano intorno a lui gli domandavano con i Dodici il motivo di usare parabole".
per correggere la loro ambizione, Gesù enuncia un principio: "Se uno vuol essere il primo, dev'essere l'ultimo di tutti e servitore di tutti" (9,35), deve cioè rinunciare ad ogni ambizione personale (ultimo) e dimostrarlo nella pratica (servitore). Questo principio non è altro che una nuova formulazione della prima condizione della sequela ( 8,34: " Se uno vuol venire con me, rinneghi se stesso", ossia rinunci ad ogni ambizione), che riflette l'atteggiamento di Gesù stesso.
Enunciato il principio, Gesù, che s'era messo seduto (9,35b), "prende un fanciullo" (9,36), che deve quindi trovarsi al suo fianco. La vicinanza del fanciullo simboleggia la sua adesione incondizionata a Gesù ed il suo atteggiamento eguale a quello di Gesù.
Mette il "fanciullo" in mezzo ( al centro dell'attenzione), proponendolo ai Dodici come modello, ora, se è modello del principio or ora annunciato, si tratta certamente di un "fanciullo" che è l'ultimo di tutti (per la sua età
e servitore di tutti ( per la sua occupazione): è un piccolo garzone. Difatti la parola greca paidìon che indica il fanciullo, significa anche "piccolo servo o garzone", anche l'italiano "fanciullo", del resto, deriva da "fante"che significa tra l'altro "garzone, servitore".Non si tratta dunque di un "fanciullo" qualunque.
Subito dopo, infatti, Gesù parla di "questa classe di fanciulli" (9,37: "colui che accoglie un fanciullo di questi"), indicando così che possiedono qualche caratteristica in più della poca età. Dato che il testo non aggiunge alcun altro elemento caratterizzante al di fuori del significato del termine stesso, il tratto particolare di "questa classe di fanciulli" non è altro che la loro qualità di servitori.
Il nome "piccolo servo/fanciullo" è così un modo di indicare quelli che seguono Gesù da vicino, perché hanno il suo stesso atteggiamento di servizio. In contrasto con "i Dodici", "il fanciullo" è figura del gruppo di seguaci di Gesù che non provengono dal giudaismo; per questo si trova " nella casa/famiglia", figura della nuova comunità.
Al seguace che ha il suo stesso atteggiamento, Gesù dà il suo abbraccio, gesto di amore e di identificazione (3,35: "chiunque esegua il disegno di Dio [=seguire Gesù], questi è fratello mio e sorella e madre").
Nel detto seguente (9,37) si parla di "accogliere un fanciullo di questi", usando il verbo impiegato per la missione( 6,11: dékhomai); in essa questi "fanciulli", che hanno lo stesso atteggiamento di Gesù, rendono presente Gesù e Dio stesso ( "Chi accoglie un fanciullo di questi come se fosse me stesso, accoglie me, ecc."). I "fanciulli" sono quindi inviati di Gesù come i Dodici, e il nome "fanciullo/servitore" indica l'atteggiamento con cui tali seguaci esercitano la missione.
Riassumendo, il "fanciullo" rappresenta un gruppo (9,37: "uno di tali fanciulli") che manifesta la sua sequela con l'essere ultimo e servitore di tutti (9,35), a somiglianza di Gesù. Per questo si trova nella casa/comunità (9,33b) e vicino a lui (9,36). Non appartiene pero ai Dodici, non fa parte cioè dell'Israele messianico (3,13.15). Rappresenta dunque i seguaci non israeliti che, sotto l'espressione "quelli che stavano intorno a lui", sono contrapposti ai Dodici in 4,10: "Quelli che stavano intorno a lui gli domandavano con i Dodici il motivo di usare parabole".

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