il cuore che cosa e'?

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  • tresor
    Opinionista
    • 05/12/08
    • 343

    #1

    il cuore che cosa e'?

    Probabilmente,non ce lo ricordiamo neppure che esiste,anche perch
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #2
    Molto bello. Cio' che definiamo "cuore" e' molto + di un organo fisico....
    amate i vostri nemici

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    • tresor
      Opinionista
      • 05/12/08
      • 343

      #3
      gia'...
      Il cuore e i suoi sentimenti, come lo adoperano gli autori spirituali, non può essere considerata una facoltà dell'uomo in mezzo alle altre. Amare Dio con tutto il cuore significa cercarlo con tutta la propria anima, con tutto il proprio spirito e con tutte le proprie forze (cfr. Mt 22,37; Mc 12,33). Il "cuore" unifica i sentimenti dell'uomo, sta a significa l'uomo nella sua integrità. Il senso dell'integrità è anche il senso dell'eternità. La preghiera, infatti, non è un momento, ma uno stato, una disposizione abituale (katastasis). Questo stato di preghiera è lo stato di tutta la vita spirituale, una disposizione stabile del cuore. Ogni asceta ha sempre cercato di avere il cuore stabilmente rivolto al Signore, attraverso lo sforzo di rigettare ogni pensiero cattivo che viene dal di fuori e di conservare il paradiso del cuore nello stato di innocenza. Il cuore che non subisce più impressioni dal di fuori diventa sorgente di ispirazione sotto forma di pensieri interiori. Questi sono pensiero che provengono da Dio e saper ascoltare queste ispirazioni dello Spirito è ciò che si chiama "preghiera del cuore". Evdokìmov ne dà la seguente definizione: «L'intelletto associato al cuore e reso alla sua nudità pre-concettuale supera la ragione discorsiva, abbandona le armonie dei giudizi e postula la sopraelevazione di se stesso a dei livelli sempre più profondi fino a diventare il luogo di Dio».

      LA PREGHIERA DEL CUORE (cenni)
      Il termine esicasmo (dal greco hesychía, quiete) designa la tradizione mistica della preghiera contemplativa nell'Oriente cristiano. Nei suoi fondamenti teologici, l'esicasmo si rifà agli autori dei secoli IV-VII, come Gregorio di Nissa, Evagrio Pontico, Diadoco di Foticea, Massimo il Confessore e soprattutto Gregorio Palamàs, monaco del monte Athos.
      Scrive Marcello Brunini (op.cit., p.77ss):

      «L'uomo è sospinto verso il mistero da ogni evento della vita e della storia. Nella commozione o nel gesto dell'amore, nell'incanto continuo della bellezza umana e cosmica, nella lotta per la giustizia, nella sofferenza e nella morte, ogni uomo è chiamato ad aprirsi alla preghiera. L'uomo è un essere unitario che si esprime nel corpo, nell'anima e nello spirito. La preghiera corporale è compiuta con le labbra, la lingua o il corpo. Consiste nella lettura di brani scritturistici o nella recita di determinate preghiere. Si esprime nell'inginocchiarsi, nello stare in piedi, seduti, nell'inchinarsi. È questo il primo gradino dell'orazione. Ogni preghiera verbale deve farsi preghiera della mente. Questo secondo momento è ciò che viene chiamato considerazione spirituale, riflessione, meditazione. La riflessione meditativa serve come preparazione alla Preghiera del cuore. Quando l'orazione diviene un "sospiro" del cuore verso Dio allora siamo nell'autentica preghiera spirituale. Solo a questo stadio la preghiera si fa veramente Preghiera del cuore, cioè orazione di tutto l'uomo: del suo corpo, della sua anima, del suo spirito.»
      Gesù nell'annunciare il Regno dei cieli, spesso ripete che bisogna pregare senza stancarsi (cfr. Lc 18,1). Paolo nella 1Ts 5,17 afferma che bisogna pregare incessantemente. La preghiera continua è dunque un comando di Gesù, che è stato assunto nella tradizione patristica e monastica orientale come una vera e propria opera da compiere. Per facilitare la continuità dell'orazione, sono apparse brevi formule di preghiera, piccole frasi spesso con parole di supplica. Tra queste diverse formule si affermò la Preghiera di Gesù. Essa si esprime nell'invocazione, ripetuta incessantemente e legata al ritmo del respiro, del Nome di Gesù. Il contenuto dell'invocazione può essere semplicemente «Gesù», ma in generale viene inserito in una frase più ampia che recita: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me», a volte con l'aggiunta di «abbi pietà di me, il peccatore».
      Con una formula molto breve, si esprime un atto di fede nella messianicità divina di Cristo e se ne implora la sua misericordia sull'uomo che si confessa peccatore. La divisione della preghiera in tre gradi (delle labbra, della mente, del cuore) si applica alla Preghiera di Gesù.

      «All'inizio questa è una semplice preghiera vocale. Le parole vengono pronunciate ad alta voce oppure sommessamente o silenziosamente dalle labbra e dalla lingua. Mentre si recita la formula, la nostra attenzione è richiamata a sostare sul significato delle parole. L'attenta ripetizione della Preghiera del cuore può anche dimostrarsi un compito arduo e spossante che tuttavia va condotto avanti con umiltà perseverante. Con il passare del tempo si fa sempre più intensa. La mente allora, la ripete senza il concorso delle labbra o della lingua. A questa accresciuta interiorità si affianca una maggiore facilità di attenzione e di concentrazione. La preghiera acquisisce un ritmo suo proprio. A volte canta in noi spontaneamente senza nessun atto cosciente di volontà. Infine la preghiera si fa strada nel cuore e da lì viene permeata tutta la personalità. Il suo ritmo si identifica sempre più con il battito del cuore, finché giunge ad essere incessante. Lo sforzo e la fatica dell'inizio è ora divenuto un'inesauribile sorgente di pace e di gioia.»
      Quando la Preghiera di Gesù staziona nel cuore essa «risuona senza tregua in fondo all'anima, prende il ritmo della respirazione; il nome di Gesù è in qualche modo connesso col respiro, si scolpisce nell'uomo e questi si tramuta, nel nome di Dio, in Cristo; l'uomo viene iniziato nel modo più diretto all'esperienza di san Paolo: "Non sono io che vivo, ma è Cristo che vive in me" (Gal 2,20). L'invocazione frequente del Nome di Gesù introduce alla presenza di Dio; è la liturgia interiorizzata: "fa' della mia preghiera un sacramento" implora incessantemente ogni credente, ed a questo scopo la preghiera ideale bandisce gli elementi discorsivi (i pensieri) e diviene una parola sola, monologica, ed è il Nome di Gesù. Dio è presente a tutti, ma con la Preghiera del cuore, l'uomo diviene nuovamente presente alla presenza divina» (Evdokìmov, L'Ortodossia).

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      • Zadkiele
        • 10/11/08
        • 451

        #4
        cuore biblicamente parlando nesso corpo e anima

        penso che il cuore è il chakra del cuore, naturalmente.

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