[QUOTE=Il gatto;1091704]Per
Mi chiedevo...
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Ecco qua... prova a leggerti questo libro:
La tenda rossa http://www.libreriauniversitaria.it/.../9788851522636
Descrizione
Rivolgendosi alle donne di tutti i tempi per lasciare memoria di tradizioni dimenticate e di un duro destino cancellato dalla storia, Dinah rievoca le vicende della propria famiglia, quella del patriarca Giacobbe, di cui è l'unica figlia femmina, l'ultimogenita. Il racconto inizia proprio con l'aiuto di Giacobbe all'accampamento di Labano, uomo meschino e violento, padre di 4 ragazze: Leah, Rachele, Zilpah e Bilhah. Subito incantato dalla bellezza delicata e misteriosa di Rachele, Giacobbe rimane però affascinato dalla saggezza e dalla florida sensualità di Leah: le due donne diventeranno le sue mogli, portandogli in dote anche le sorelle minori. Una rielaborazione del racconto biblico che fornisce una visione dal punto di vista delle donne.Hymni Kombetar
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IN TEORIA il cristianesimo celebra la parità. Ma il cattolicesimo la nega. Come a volte certi cattolici negano l'evidenza: quante donne sacerdoti ci sono nel cattolicesimo? ZERO. Quanti papi donna? ZERO.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioIo non ti irrido, ma ha risposto benissimo Crepuscolo: e' con l'avvento di Gesu' Cristo che la donna assume dignità nuova, nell'ambito religioso. Nella Chiesa Cattolica poi, bisogna sempre distinguere i vari carismi. Essa e' ricolma di migliaia di sante, migliaia di ordini religiosi femminili e di figure traboccanti d'amore....
Dunque c'e' la diversità di carismi unita alla pari dignità!
Anzi, la preoccupazione che il nuovo Papa fosse maschio era tale che: "allo scopo di dimostrare il suo valore, i suoi testicoli vengono tastati dai presenti più giovani, come testimonianza del suo sesso maschile. Quando questo viene determinato, la persona che li ha tastati urla a gran voce testiculos habet ("Ha i testicoli") E tutti gli ecclesiastici rispondono: Deo Gratias ("Sia lode a Dio"). Quindi procedono alla gioiosa consacrazione del Papa eletto"
Felix Hamerlin, De nobilitate et Rusticate Dialogus (ca. 1490), citato in The Female Pope, di Rosemary & Darroll Pardoe (1988).[I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges
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Te sei tutta mano? Tutta occhio? Tutta gambe? O forse il tuo corpo e' composto e reso armonico dalle diverse membra? Cosi' la chiesa, Marimba, cosi' la chiesa.....amate i vostri nemici
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E infatti. C'Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioTe sei tutta mano? Tutta occhio? Tutta gambe? O forse il tuo corpo e' composto e reso armonico dalle diverse membra? Cosi' la chiesa, Marimba, cosi' la chiesa.....[I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges
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Dài, non essere assurda....
4"Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; 6vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. 7A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: 8
12,8-10 Dalle varie liste di carismi e ministeri, riferite nell’epistolario paolino, non è facile risalire alle caratteristiche di ciascuno (cfr. Rm 12,6-8; cfr. Ef 4,11). Il linguaggio di sapienza e di conoscenza riguarda una particolare attitudine e capacità di penetrazione e comunicazione dell’esperienza cristiana. La fede è la ferma fiducia nell’azione di Dio che compie prodigi (cfr. 1Cor 13,2). Il dono della profezia è relativo a un discorso di esortazione, di edificazione e di conforto (cfr. 1Cor 14,3). Il dono di discernere gli spiriti consente di riconoscere la vera origine e natura dei carismi; la varietà delle lingue è un linguaggio estatico (cfr. 1Cor 14,2), comprensibile solo grazie al dono della interpretazione (cfr. 1Cor 14,13).
a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; 9a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; 10a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue. 11Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.
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12,12-26 Paragone con il corpo
12,12-13 L’insegnamento di Paolo sulla Chiesa come corpo di Cristo è uno dei pilastri della sua ecclesiologia. Egli parte dall’esperienza del battesimo per dire che i cristiani sono membra di un unico corpo e ricevono i doni dall’unico Spirito. Perciò tutti i carismi, anche i più umili, sono essenziali alla vitalità del corpo di Cristo. In questa nuova prospettiva, l’apostolo rilegge l’apologo classico del corpo e delle membra (cfr. 1Cor 12,14-26).
Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. 13Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
14E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. 15Se il piede dicesse: "Poiché non sono mano, non appartengo al corpo", non per questo non farebbe parte del corpo. 16E se l'orecchio dicesse: "Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo", non per questo non farebbe parte del corpo. 17Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato? 18Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. 19Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? 20Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. 21Non può l'occhio dire alla mano: "Non ho bisogno di te"; oppure la testa ai piedi: "Non ho bisogno di voi". 22Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; 23e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, 24mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, 25perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. 26Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
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12,27-31 A ciascuno il suo dono
12,27-31 Paolo ricorda che Dio ha stabilito nella comunità cristiana tre ministeri fondamentali per la sua nascita e crescita: apostoli, profeti, maestri (cfr. 1Cor 12,28). Ma ognuno ha il suo dono per l’edificazione di tutti.
Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. 28Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. 29Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? 30Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano? 31Desiderate invece intensamente i carismi più grandi."amate i vostri nemici
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Veramente facevo riferimento a caratteristiche fondanti sul genere 12 erano apostoli e 12 erano maschi, pietro e non piera ebbe la missione.Se ho ben capito la conservazione di valori arcaici quali la prepotenza e la discriminazione dei sessi sarebbe un valore da conservare, se no addio religione.
Come pure per la diffusione del messaggio si esortò a liberarsi di legami terreni ostativi quali potevano essere dei vincolanti affetti famigliari che avrebbero ostacolato un diffondere il verbo urbi et orbi, senza per questo legittimare l'uxoricidio, come magari si vorrebbe pensare, tuttavia può derivarne la regola organizzativa del celibato.
Mi sembra veramente una posizione pretestuosa e comunque ci sono più sante che papi e nel valore della religione i santi superano in grado di adesione al disegno di dio i papi.la prepotenza e la discriminazione dei sessi sarebbe un valore da conservare
Lo scopo di fondo della religione e missione prioritaria è la salvezza delle anime, asessuate tra l'altro e possibilmente la loro santità, non l'organizzazione temporale che predica il verbo che è solo strumento, di pregio, ma comunque strumento.
Interessante questo documento sulla tematica
L’AMMISSIONE DELLE DONNE AL SACERDOZIO MINISTERIALE –
Inter insigniores
Congregazione per la dottrina della fede - Roma, 15/10/1976
I. Il fatto della tradizione
2115
La chiesa cattolica non ha mai ritenuto che le donne potessero ricevere validamente l’ordinazione presbiterale o episcopale. Alcune sette eretiche dei primi secoli, soprattutto gnostiche, vollero affidare l’esercizio del ministero sacerdotale a delle donne: tale innovazione fu subito rilevata e biasimata dai padri, i quali la giudicarono come inaccettabile nella chiesa. È pur vero che nei loro scritti si può rintracciare l’innegabile influsso di pregiudizi sfavorevoli alla donna, i quali tuttavia - occorre sottolinearlo - ebbero ben poca incidenza sulla loro azione pastorale e, meno ancora, sulla loro direzione spirituale. Ma al di là di queste considerazioni, suggerite dallo spirito dei tempi, si trova espresso, soprattutto nei documenti canonici della tradizione antiochena ed egiziana, questo motivo essenziale che la chiesa, chiamando unicamente uomini all’ordine sacro e al ministero propriamente sacerdotale, intende restare fedele al tipo di ministero ordinato, voluto dal signore Gesù Cristo e scrupolosamente conservato dagli apostoli.
2116
La medesima convinzione anima la teologia medioevale, anche se i maestri della scolastica, nel tentativo di chiarire con la ragione i dati della fede, presentano sovente su questo punto argomentazioni, che il pensiero moderno difficilmente potrebbe ammettere, o che addirittura rifiuterebbe a buon diritto. Da allora e fino alla nostra epoca, si può dire che la questione non sia più stata sollevata, giacché la prassi beneficiò di un possesso pacifico e universale.
2117
La tradizione della chiesa in materia è stata, dunque, talmente stabile nel corso dei secoli, che il magistero non avvertì il bisogno di intervenire per affermare un principio che non incontrava opposizione, o per difendere una legge che non era contestata. Ogni volta, però, che questa tradizione aveva occasione di manifestarsi, essa attestava la volontà della chiesa di conformarsi al modello che il Signore le aveva lasciato.
2118
La stessa tradizione è stata fedelmente salvaguardata dalle chiese d’oriente. La loro unanimità su questo punto appare. tanto maggiormente degna di nota, quando si tenga conto che, circa molte altre questioni, la loro disciplina ammette una grande diversità. Ed anche ai giorni nostri queste stesse chiese rifiutano di associarsi alle richieste, miranti ad ottenere l’accesso delle donne all’ordinazione sacerdotale.
II. L’atteggiamento di Gesù
2119
Gesù Cristo non ha chiamato alcuna donna a far parte dei dodici. Se egli ha fatto così, non è stato per conformarsi alle usanze del suo tempo, poiché l’atteggiamento, da lui assunto nei confronti delle donne, contrasta singolarmente con quello del suo ambiente e segna una rottura voluta e coraggiosa. È così che egli, con grande stupore dei suoi stessi discepoli, conversa pubblicamente con la samaritana (cf. Gv 4,27); non tiene alcun conto dello stato di impurità legale dell’emorroissa (cf. Mt 9,20-22); lascia che una peccatrice lo avvicini presso Simone, il fariseo (cf. Lc 7,37s); e, perdonando la donna adultera, si preoccupa di mostrare che non si deve essere più severi verso la colpa di una donna, che verso quella degli uomini (cf. Gv 8,11). Egli non esita a prendere le distanze rispetto alla legge di Mosè, per affermare l’eguaglianza dei diritti e dei doveri dell’uomo e della donna di fronte al vincolo del matrimonio (cf. Mc 10,2-11; Mt 19,3-9).
Etc. etc, la cosa è lunghetta assaiLast edited by Il gatto; 21-12-2009, 22:04.
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Quando mi chiamano "pecora smarrita" mi inquieto.[B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi
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