Vero in parte, nella cura psichica comunque il lavoro di fatica lo fa il malato, ma, se lasciato pure lui a decidere ci
Depressione come passaggio
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esatto il printing iniziale ci vuole da parte del paziente, e non è detto che sia lo psichiatra la persona che ti indirizza verso la strada giusta, molte volte sono persone che ti stanno molto vicino e chi si dannano per aiutarti (alle volte incontri psichiatri validi ma anche psichiatri che non ci capiscono una mazza!)"Non puoi fare nulla per smettere di invecchiare, ma potresti fare moltissimo... se volessi iniziare a crescere!"
It's long way to the top, if you wanna rock'n'roll
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Però così metti il cane quale variabile incognita di una situazione che è già alquanto complessa di suo e va gestita, per lasciarla abbordabile nel discorsivo, a livello nominale.
Altrimenti tu stai già male di tuo, non si sa più se chi ti cura sta peggio di te e se a curarsi ci deve andare prima lui, il che succede e non è nemmeno raro che certi indirizzi di studio si intraprendono nella convinzione/necessità di autocurarsi, o almeno costruirsi delle risposte accettabili a sbilanciamenti propri.
Mo mettiti in mano ad uno di questi con già problemi tuoi e sei fritto
Da cui certe professioni sono molto critiche e deontologia richiederebbe che l'analista sia il primo a valutare se lui è il soggetto più indicato per il malato, cosa che potrebbe richiedere un diverso analista visto che persona che vai, anche a pari professionalità, feeling che si genera e il feeling fra medico e malato è parte integrante della cura.
Poi l'analista stesso è a sua volta soggetto ad analisi onde vedere se permangono quelle caratteristiche mentali che rendono efficace e costruttivo l'operato professionale messo pure a rischio dal continuo contatto con i fantasmi/incubi mentali altrui, cosa che a lungo andare corrode il pensiero proprio e la capacità di operare correttamente in un ruolo distaccato e tuttavia partecipe, ma sempre mai oltre un certo limite, perchè non va nemmeno sostituito il problema con la dipendenza patologica dal suo risolutore.
E si entra nel problema onestà del professionista, costi, possibilità materiali di seguire percorsi che operano sul lungo periodo e tanti altri aspetti collaterali per cui risolvi la depressione poi ti suicidi per 100 problemi materiali che la cura ha generato
Nell'insieme quindi la cosa è ben più complessa, meglio quindi non deprimersi
. basta volerlo
Last edited by Il gatto; 20-08-2010, 16:31.
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[QUOTE=Il gatto;1228859]Mi riferisco al malato di depressione che comunque malato fisico o psichico resta avendo la patologia che lo affligge consuguenze distruttive per la sua qualit
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Stiamo sempre ad ipotizzare la messa in essere di tecniche mentali da parte di una persona la cui mente non ha l'affidabilità mentale nominale.
Quanto ciò possa essere efficace e risolutivo in una situazione di una certa precarietà è cosa dubbia.
Già a monte serve diagnosticare se la causa è organica o puramente psichica, o magari i due fattori interagiscono e ciò è fuori dalle possibilità del pinco.
E comunque lo stato depressivo va diagnosticato perchè un qualche sintomo non necessarimente è depressione, per cui inizialmente si ha come base di partenza solo una situazione anomala di una gravità sintomatica più o meno evidente e spiccata che solo in seguito diventa depressione se la diagnosi merita tale nome ed è confermata nelle caratteristiche della depressione.
Avoglia a fare tecniche di autocontrollo se a mancare è il litio esempio.
Più credibile che l'opuscolo operi dove la malattia si "genera" sull'autodiagnosi fatta secondo le istruzioni di un altro opuscolo, al che fra opuscoli si compensano.
Ma siamo di fronte ad un soggetto complessivamante permeabile ad ogni blanda sollecitazione esterna e non ad un depressione con pure le sue crisi.
Poi ciascuno si può sempre autoconvincere di quel che gli pare contando che niente è teoricamente impossibile e che qualcuno comunque la lotteria la vince sempre, ma da qui a basarci l'economia di casa ce ne vuole di incoscienza.Last edited by Il gatto; 20-08-2010, 18:09.
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Di questo passo il medico diventerà la nostra ossessione, addirittura gli chiederemo se stiamo bene o stiamo male oppure se è ora di morire o possiamo continuare a vivere.
Per quanto riguarda il litio io consiglierei un po' erba.
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La consapevolezza però di essere impotenti quali bipedi individuali di fronte al poter modificare a semplice desiderio situazioni universali non è però depressione, ma solo consapevolezza dei propri limiti che semmai si evolve in depressione qualora ciò assuma la consistenza di idea fissa e totalizzante.
Però poi il dato patologico è l'idea fissa e totalizzante e non l'anadeguatezza ovvia che solo in alcuni casi scatena quella situazione.
E su quella strada ci si potrebbe deprimere anche prendendo atto di non essere dio il che può portare a qualcosa di più di una depressione sconfinando in deliri di onnipotenza.
Restando quindi l'equilibrio del vivere le situazioni reali con i limiti e le possibilità normali nelle normali reazioni che richiedono, anche spiacevoli, indicatore di salute mentale e già uno che si prefigge angustiandosi pure oltre misura di non poter modificare l'universo da segni di sfarfallamento.
Altrimenti una montagna che non si sposta se non sei tu ad andare da lei sarebbe un elemento altamente depressivo, ma sembra che i più siano contentissimi che la montagna resti dove sta e se vuoi vai tu da lei.Last edited by Il gatto; 20-08-2010, 20:32.
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Infatti per me la depressione è la conseguenza di un pensiero altamente razionale, senza sogni, utopie, trascendenze o ipotesi irreali come spostare una montagna, nel momento in cui si percepisce come limite alla propria esistenza e miglioramento la natura stessa umana.
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Veramente è la natura della montagna che non la fa spostare e la natura umana che non lo rende possibile al bipede, quindi in quell'ottica altamente razionale senza sogni, utopie e trascendenze la depresione proprio non dovrebbe scattare per una cosa per sua natura impossibile, almeno non scattare per quelle cause, salvo dare alla depressione una consistenza diversa da quella che ha nel campo dei malfunzionamenti biologici.
Però lavorando sul significato delle etichette ad ogni cosa si può dare un significato proprio del tutto personale realizzando magari altre patologie, che si ingenerano sulla perdita di consapevolezza dei propri limiti, il che non significa nemmeno ignorarli, ma solo angustiarsi che esistono quando si esiste anche in funzione loro
Mediamente lo stato normale o di salute si traduce in un rapporto corretto in termini di qualità ed intensità con se stessi, con gli altri e con il contesto a fronte di sollecitazioni normali cosa del tutto possibile nei limiti esistenti e la patologia sussiste non in funzione dei limiti, ma del cattivo rapporto che si instaura con loro, ovvero con il contesto che rappresentano quando la situazione non presenta niente di particolarmente anormale nell'ordine naturale delle cose che normalmente viene vissuto con tranquillità.
Cosa per cui il genio multiforme non è un depresso che ha reagito alla sua voglia di cambiare il mondo ribaltandolo come un calzino, ma è una persona equilibrata che nel proprio equilibrio ha utilizzato al meglio le capacità spiccate che possedeva in alcuni settori senza che gli eventi prendessero un sopravvento incontrollabile sulla sua mente e sulle sue azioni.
Da cui la depressione non è il ponte per la grandezza, ma più probabilmente lo è per il manicomio, il cimitero e il fallimento più completo anche nelle attività elementari di semplice sopravvivenza.
Ovvero il mito del tenebroso depresso che è l'embrione di una genialità nascosta da svilupparsi è proprio e solo un mito, oppure non che si è depressi perchè si "pensano" cose che nessuno ha pensato mai e mai penseranno, si è depressi perchè il giocattolo è banalmente scassato o difettoso.Last edited by Il gatto; 20-08-2010, 21:06.
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Esattamente;condivido il pensiero di Dajde, è perfettamente inutile affrontare l'onda andandoci contro di petto, meglio lasciarsi trasportare. è la malattia del secolo, purtroppo ed è - secondo me- la conseguenza della sempre più accentuata crisi di valori che accompagna la nostra società. Non a caso ad esserne vittima adesso sono anche i minori, che spesso hanno a che fare con le famiglie distrutte e lacerate, prive di pu nti di riferimentoLast edited by PACE; 20-08-2010, 21:27."Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
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O perchè esempari difettosi e scassati vivono abbastanza da deprimersi continuando pure a sopravvivere con sostegni, cosa che in precedenza una cruenta eliminazione darwiniana evitava sul nascere.
Come dire che prima erano più robusti perchè erano puri quando invece i gracili erano semplicemente stati spazzati via prima dalle circostanze.
Solo che le menti rubuste i punti di riferimento se li costruiscono, non aspettano che gli si diano e ci si può immaginare quale stabilità avevano le famiglie quando invece di un banale divorzio era una battaglia napoleonica a porvi fine.che spesso hanno a che fare con le famiglie distrutte e lacerate, prive di pu nti di riferimento
Come dire la punizione divina per il peccato collettivo, teoria della malattia fatta colpa e meritevole di punizione passata di moda e dall'uso alquanto distorto visto che del malato faceva un colpevole, da giustiziare in sacrificio di purificazione alla divinità del momento.ed è - secondo me- la conseguenza della sempre più accentuata crisi di valori che accompagna la nostra società
Classica la dicitura "il figlio del peccato" che era tutto un programma in quel mondo traboccante di principi di gran valore.Last edited by Il gatto; 20-08-2010, 22:11.
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