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  • Nifelheim
    Opinionista
    • 03/06/10
    • 78

    #46
    Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
    Per la ragione che già ne abbiamo parlato almeno un paio di volte, sia con te sia con cononogelato, sulle valutazioni cui sono arrivati un gruppo di sociologhi, psicologi, economisti, futurologi e scienziati in generale, dopo lo studio che hanno portato avanti sull'eventuale applicazione dei messaggi di Gesù. Nelle conclusioni affermarono che il mondo non potrebbe andare avanti sotto un profilo economico, e le malattie, per la carenza della ricerca scientifica, distruggerebbero l'umanità. E voi che continuate a voler quel tipo di mondo. Andate retro Satana.
    Perchè parli di carenza di ricerca scientifica? Qualche messaggio evangelico dice di non fare ricerca?
    Da un punto di vista economico cosa intendi precisamente? Quale tipo di modello si applica?
    שמע ישראל י*ה*ו*ה אלהינו י*ה*ו*ה אחד
    Shema' Ysrael, Adonai Eloheinu, Adonai ehad

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    • Bruco
      Opinionista
      • 22/01/10
      • 1801

      #47
      Originariamente Scritto da Nifelheim Visualizza Messaggio
      Perchè parli di carenza di ricerca scientifica? Qualche messaggio evangelico dice di non fare ricerca?
      Da un punto di vista economico cosa intendi precisamente? Quale tipo di modello si applica?
      Si presume che, se si interviene nel dibattito almeno si dovrebbe conoscere quello che Gesù ha predicato; per cui ripassalo e poi ne parliamo. Inoltre, per fare ricerca scientifica servono tanti soldi, e se dobbiamo lasciare tutte le nostre ricchezze per seguirlo, chi guadagnerà per fare ricerca scientifica e per fare le università che formeranno gli scienziati? Oppure, per dare lavoro a milioni di uomini e mantenere sei miliardi di esseri umani? E' vero che lo studio è stato fatto da un gruppo di ricercatori specializzati, ma è pur vero che se ci ragioniamo un tantino le difficoltà insormontabili che ci propone il cristo le potremmo intravedere anche da soli.
      Last edited by Bruco; 02-09-2010, 21:19.
      [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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      • Bruco
        Opinionista
        • 22/01/10
        • 1801

        #48
        Fuchur

        Il senso è una necessaria operazione semicosciente di sintesi, che avviene nel momento in cui l'individuo si chiede che cosa ci sta a fare al mondo, e questo non avviene in un dato momento, ma si costruisce gradualmente ad ogni difficoltà incontrata nell'esistenza.
        Perdonami, ma che sosa significa "operazione semicosciente di sintesi"? Io me lo chiedevo in continuazione per la noiosa ripetitività della vita, non per le difficoltà incontrate.
        In un mondo dissacrato, possiamo dire che il senso è ancora il momento sacro, il tempio interiore dell'individuo. Un individuo può scherzare su tutto, dissacrare tutto, ma non farà ciò con il senso che dà al suo esistere.
        Ti darei ampiamente ragione solo se tu sapessi perché esisti, ma tu non lo sai come non lo sa nessuno al mondo.
        Può metterlo in discussione, ma lo farà sempre con atteggiamento sacrale, sapendo di toccare una materia scottante.
        Non conoscendo il perché stiamo a questo mondo e quale sia lo scopo dell'uomo nell'universo, non vedo perché si debba considerare, a priori, una materia scottante. Quando lo sapremo, solo allora potremo stabilire se sia veramente scottante o meno.
        [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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        • Bruco
          Opinionista
          • 22/01/10
          • 1801

          #49
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          I tanti sconosciuti e nascosti ancora capaci di perdonare e di amare. I milioni che sovvengono il prossimo in difficolta', che si prendono cura dei loro vecchi senza parcheggiarli negli ospizi, le sconosciute suorine o crocerossine agli angoli del mondo, chi si apre alla vita anche se ha gia' 5 figli, i costruttori di pace che nessun tg menzionera' mai ecc.ecc.ecc. Guarda che esistono eh...
          Parli di cose che non conosci. Vi sono milioni di giovani laici/atei/agnostici che fanno volontariato, senza tanti inutili ghirigori, e tu ancora stai a parlare delle suorine che fanno del bene; roba che sono state cacciate a calci nel sedere da tutti gli ospedali d'Italia per la loro cattiveria e prepotenza, e perfino dalle "Mantellate": il carcere femminile di Roma. E ancora vai in giro a parlare del bene che fanno. Documentati cono. Mi sembri uno di quei dischi a 78 giri che, ogni tanto s'incantavano ripetendo in continuazione sempre le stesse parole, e per farli disincantare bisognava dargli un colpettino sulla puntina d'acciaio. Cos
          [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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          • Fuchur
            asinus volans
            • 03/08/10
            • 711

            #50
            [quote=Bruco;1235123]Perdonami, ma che sosa significa "operazione semicosciente di sintesi"? Io me lo chiedevo in continuazione per la noiosa ripetitivit
            _______________________________________
            Gli oggetti hanno la capacit

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            • Bruco
              Opinionista
              • 22/01/10
              • 1801

              #51
              Fuchur
              La noiosa ripetitività è in sè una difficoltà, e analizzando, significa che una certa fluidità dell'esistenza è stata rivestita di un abito concettuale che la sclerotizza, la mortifica. Diceva la Vanoni, vedere ogni volta il mondo come fosse la prima volta.. Non è ripetitivo il sole che sorge all'alba, è ripetitivo il concetto mentale di sveglia alle 7,00. Ogni autoanalisi che facciamo è in pratica un abbandonare quel che riteniamo non essenziale, come dire, gli scarti di lavorazione, un coniugare quel che è noi stessi con ciò che è altro da noi, si tratti di esperienze, abitudini, emozioni, trovando un nuovo equilibrio, che è ovviamente una sintesi. Non possiamo dire di controllare col nostro raziocinio tale operazione. Infatti la fase di descrizione a se stessi di una nuova esperienza che ci ha cambiati, sia una regata velica nei mari del sud o una scalata dell'everest, è sempre una operazione a posteriori e parziale. La sintesi vera, il cambiamento interiore dato dall'esperienza è sempre fuori dall'ambito logico, e la coscienza fatica a stare al passo, perchè molte emozioni passano sotto il velo.
              Opinioni personali, Fuchur. Non vorrai mica essere un secondo Mosè che scende con le tavole della legge. Ti ho parlato delle mie motivazioni poiché partivano da un’angolazione differente di quella da te proposta, ma le motivazioni della noia quotidiana, pur essendo impegnati fino allo spasimo (figuriamoci quando sali sull'Everest), sta proprio nel valutare i movimenti ripetitivi del vivere, sempre uguali a se stessi. Per cui, vedere il mondo come fosse sempre la prima volta, è una finzione ridicola che fa parte di quel ripetersi fisico e mentale di cui parlavo. Purtroppo, i concetti del mondo a nostra disposizione sono limitati, salvo che uno si lasci trasportare dalla ricerca per la comprensione di quello che ci circonda, e allora pronunceremo le stesse frasi che disse Albert Einstein, con le quali affermò: “A me basta il mistero dell’eternità della vita, la coscienza e il presentimento della mirabile struttura del mondo in cui viviamo, insieme con lo sforzo incessante per comprendere una particella, per piccola che sia, della Ragione che si manifesta nella natura”.
              Ma, a quanto sembra, non gli interessavano i motivi per cui si stava in questo mondo. Forse perché era troppo intelligente perché abbia avuto la presunzione di andarli a cercare, oppure perché sapeva che primo o poi si sarebbero mostrati da soli, continuando la ricerca.

              Interessante è la questione del sacro senso della propria esistenza, collegato all'obbiezione che non conosciamo lo scopo della nostra esistenza.
              Dentro di noi c'è una grande forza che ci spinge all'esistenza, altrimenti non vivremmo, non reggerebbe neanche il sistema immunitario, come ben sappiamo. Tale forza è la nostra "centrale nucleare", e non importa che sappiamo come funziona. Semplicemente funziona. Infatti non è una questione di raziocinio. La mente è solo uno strumento, non lo strumento.
              In condizioni di pericolo, tale energia balena all'esterno come una tigre sulla preda, e allora scopriamo che la mente veramente è una crosticina esterna di quello che siamo. Ma già gli psicologi sono in grado di dimostrare che la mente riesce a giustificare pulsioni subconscie con una disinvoltura stupefacente. Basta dare un comando ipnotico, e l'individuo dietro input convenzionale eseguirà una data azione ridicola, tipo mettersi uno scolapasta in testa. Quando gli chiederemo di giustificare tale azione troverà le motivazioni razionali più adatte allo scopo. Questo è la mente razionale in rapporto al resto dell'individuo.
              Come scrittore mi tolgo tanto di cappello, ma il tuo è un potpourri di opinioni tutte da dimostrare; e da parte mia non sarebbe onesto accettarle solo perché ho apprezzato la loro esposizione.
              Per altro, torno a ripetere che la domanda sul significato della nostra esistenza alla fine c'è la poniamo tutti e, a mio modo di vedere, è fondamentale andare a cercare la risposta, perché fino a quando non sarà esaudita, la nostra realtà, come ho avuto modo di affermare diverse volte, sarà una realtà virtuale giacché basata solo su delle supposizioni, perché non sappiamo chi siamo, che cosa faremo e quale sia lo scopo della nostra presenza. Punto di domanda: ma che razza di realtà è mai questa?
              Last edited by Bruco; 03-09-2010, 09:03.
              [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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              • Nifelheim
                Opinionista
                • 03/06/10
                • 78

                #52
                Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
                Si presume che, se si interviene nel dibattito almeno si dovrebbe conoscere quello che Gesù ha predicato; per cui ripassalo e poi ne parliamo. Inoltre, per fare ricerca scientifica servono tanti soldi, e se dobbiamo lasciare tutte le nostre ricchezze per seguirlo, chi guadagnerà per fare ricerca scientifica e per fare le università che formeranno gli scienziati? Oppure, per dare lavoro a milioni di uomini e mantenere sei miliardi di esseri umani? E' vero che lo studio è stato fatto da un gruppo di ricercatori specializzati, ma è pur vero che se ci ragioniamo un tantino le difficoltà insormontabili che ci propone il cristo le potremmo intravedere anche da soli.
                Mi fai quasi tenerezza con quello che scrivi. Comunque un ripassino te lo do anche io, visto che si parla di Gesù e di quello che ha predicato. Quando parli del messaggio gesuano, e nella lettura in generale dei Vangeli, devi stare bene attento alle aggiunte posteriori della prima e della seconda generazione cristiana nel racconto evangelico. Non è infrequente che alcuni episodi narrati nei Vangeli (vedi l'episodio della maledizione del fico nei sinottici) siano sovente considerati dagli esegeti cristiani come una creazione della prima generazione cristiana.
                La questione che tu poni - se mi è concesso un parallelo con la prassi rabbinica - riguarda l'halaka, ossia quel comportamento pratico da tenere nella vita quotidiana, non altrimenti specificato nelle Scritture.
                Già nell'ambito neotestamentario abbiamo esempi - Paolo di Tarso, che a sua volta cita "i fratelli del Signore" - di come la tua interpretazione possa essere considerata scorretta. In effetti Paolo nelle sue lettere rivendica il suo diritto a lavorare per mantenersi (nota bene: "seguendo" comunque Gesù, visto che ha girato l'asia minore predicando la Sua parola).

                Ma senza scomodare le lettere paoline (mi verrebbe da dire: ripassa e poi ne riparliamo) ti pongo la questione in modo diverso.
                In che modo e tramite quali criteri di storicità stabilisci che il Gesù storico durante il suo ministero pubblico abbia effettuato questa chiamata cos' intransigente?
                Volendo poi scomodare un po' di esegesi biblica, ti chiedo anche se questo genere di chiamata era rivolto a tutti o a qualche gruppo in particolare, e se questo è collegato all'escatologia gesuana.


                Studiati qualcosa e ne riparliamo
                שמע ישראל י*ה*ו*ה אלהינו י*ה*ו*ה אחד
                Shema' Ysrael, Adonai Eloheinu, Adonai ehad

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #53
                  Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
                  Si presume che, se si interviene nel dibattito almeno si dovrebbe conoscere quello che Gesù ha predicato; per cui ripassalo e poi ne parliamo. Inoltre, per fare ricerca scientifica servono tanti soldi, e se dobbiamo lasciare tutte le nostre ricchezze per seguirlo, chi guadagnerà per fare ricerca scientifica e per fare le università che formeranno gli scienziati? Oppure, per dare lavoro a milioni di uomini e mantenere sei miliardi di esseri umani? E' vero che lo studio è stato fatto da un gruppo di ricercatori specializzati, ma è pur vero che se ci ragioniamo un tantino le difficoltà insormontabili che ci propone il cristo le potremmo intravedere anche da soli.
                  Se le propone il Cristo non sono insormontabili o irrealizzabili, anzi sono talmente realizzabili che ognuno le vive a modo suo, un pezzo qui , un pezzo là e così via. Siamo noi che non vogliamo realizzare quel modo di pensare completo e poi quell'agire che ne consegue, ricattati da Satana che è rappresentato dal denaro, del potere, dello sfruttamento altrui, dell'omicidio, della sopraffazione. Addirittura il Cristo ci mette in guardia da tutti i mali che potremmo incontrare, quindi vuol dire che Lui lo stava già realizzando per noi.
                  Last edited by crepuscolo; 03-09-2010, 09:31.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #54
                    Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
                    Quando lo sapremo, solo allora potremo stabilire se sia veramente scottante o meno.
                    Il ladro di solito ti deruba o il pugile ti colpisce appena ti distrai o abbassi la guardia.
                    C'è un detto che smentisco e che dice "non è mai troppo tardi" invece difronte all'immobilità della morte io suggerirei: "non è mai troppo presto".

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                    • Bruco
                      Opinionista
                      • 22/01/10
                      • 1801

                      #55
                      Originariamente Scritto da Nifelheim Visualizza Messaggio
                      Mi fai quasi tenerezza con quello che scrivi. Comunque un ripassino te lo do anche io, visto che si parla di Gesù e di quello che ha predicato. Quando parli del messaggio gesuano, e nella lettura in generale dei Vangeli, devi stare bene attento alle aggiunte posteriori della prima e della seconda generazione cristiana nel racconto evangelico. Non è infrequente che alcuni episodi narrati nei Vangeli (vedi l'episodio della maledizione del fico nei sinottici) siano sovente considerati dagli esegeti cristiani come una creazione della prima generazione cristiana.
                      La questione che tu poni - se mi è concesso un parallelo con la prassi rabbinica - riguarda l'halaka, ossia quel comportamento pratico da tenere nella vita quotidiana, non altrimenti specificato nelle Scritture.
                      Già nell'ambito neotestamentario abbiamo esempi - Paolo di Tarso, che a sua volta cita "i fratelli del Signore" - di come la tua interpretazione possa essere considerata scorretta. In effetti Paolo nelle sue lettere rivendica il suo diritto a lavorare per mantenersi (nota bene: "seguendo" comunque Gesù, visto che ha girato l'asia minore predicando la Sua parola).

                      Ma senza scomodare le lettere paoline (mi verrebbe da dire: ripassa e poi ne riparliamo) ti pongo la questione in modo diverso.
                      In che modo e tramite quali criteri di storicità stabilisci che il Gesù storico durante il suo ministero pubblico abbia effettuato questa chiamata cos' intransigente?
                      Volendo poi scomodare un po' di esegesi biblica, ti chiedo anche se questo genere di chiamata era rivolto a tutti o a qualche gruppo in particolare, e se questo è collegato all'escatologia gesuana.

                      Studiati qualcosa e ne riparliamo
                      Perdonami, nifelheim, ma Paolo di Tarso, mentre cercava di fondare il cristianesimo e girando a piedi l'Asia minore, che lavoro svolgeva per campare: il Vu cumprà? Tra l'atro hai riportato solo la sua rivendicazione nel voler lavorare per campare, ma non la risposta che gli è stata data. Inoltre, se lui ha sentito quella necessità, vuol dire che aveva interpretato le parole di Gesù allo stesso modo di tutti quanti. Sicuramente, come tu affermi, faccio tenerezza nell'accennare "qualcosa" di quell'epoca, poiché, non essendo uno specialista, come per milioni di altre persone, i messaggi di Gesù erano rivolti a tutti, non facendo distinzioni dotte tra il prima e il dopo; che poi, come solito, d'interpretazioni se ne fanno diecimila, come diecimila sono le sette cristiane, è un altro discorso.
                      Riallacciandomi al tuo espluà, viene anche a me di provare tenerezza, pensando che sei rimasto letteralmente a quel periodo. Allora per favore, poiché lo studio di cui parlavo è avvenuto nella nostra era, e poiché sembra che tu sia uno specialista, proviamo a spostare il tutto nel terzo millennio e vediamo cosa ne esce fuori.

                      Ps: la notizia che ho riportato l'ho letta in un settimanale, sei o sette anni, or sono. Con i pochi dati a disposizione, vi è qualcuno in grado di tentare una ricerca per recuperarla? Certamente sarebbe un miracolo ma, visto che siamo in tema...chissà?
                      Last edited by Bruco; 03-09-2010, 09:50.
                      [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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                      • Nifelheim
                        Opinionista
                        • 03/06/10
                        • 78

                        #56
                        Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
                        Perdonami, nifelheim, ma Paolo di Tarso, mentre cercava di fondare il cristianesimo e girando a piedi l'Asia minore, che lavoro svolgeva per campare: il Vu cumprà? Tra l'atro hai riportato solo la sua rivendicazione nel voler lavorare per campare, ma non la risposta che gli è stata data. Inoltre, se lui ha sentito quella necessità, vuol dire che aveva interpretato le parole di Gesù allo stesso modo di tutti quanti. Sicuramente, come tu affermi, faccio tenerezza nell'accennare "qualcosa" di quell'epoca, poiché, non essendo uno specialista, come per milioni di altre persone, i messaggi di Gesù erano rivolti a tutti, non facendo distinzioni dotte tra il prima e il dopo; che poi, come solito, d'interpretazioni se ne fanno diecimila, come diecimila sono le sette cristiane, è un altro discorso.
                        Riallacciandomi al tuo espluà, viene anche a me di provare tenerezza, pensando che sei rimasto letteralmente a quel periodo. Allora per favore, poiché lo studio di cui parlavo è avvenuto nella nostra era, e poiché sembra che tu sia uno specialista, proviamo a spostare il tutto nel terzo millennio e vediamo cosa ne esce fuori.

                        Ps: la notizia che ho riportato l'ho letta in un settimanale, sei o sette anni, or sono. Con i pochi dati a disposizione, vi è qualcuno in grado di tentare una ricerca per recuperarla? Certamente sarebbe un miracolo ma, visto che siamo in tema...chissà?
                        Bruco l'errore che compi è metodologico. La teologia cristiana - e in questo caso in particolare l'esegesi biblica - non funziona nel modo che hai esposto. Quando si legge un testo di un'altra epoca e rivolto a destinatari aventi una certa cultura (ovviamente diversa dalla nostra) si cerca di collocare le affermazioni all'interno del contesto culturale e storico che lo ha generato. Solo in questo modo può avere senso e si può comprendere una data affermazione. Questo è il cosiddetto metodo storico-critico della teologia moderna.
                        Ora, anche da un punto di vista scritturale la tua affermazione è inesatta. In effetti coloro che - stando ai racconti sinottici - devono abbandonare tutto sono i chiamati al discepolato. Non sempre chi vuole seguire Gesù lo fa materialmente.
                        Ad esempio, gli esegeti generalmente riconoscono tre tipi di genti che seguivano Gesù durante il suo ministero pubblico
                        - le folle, che condividevano l'insegnamento gesuano/erano interessati/curiosi
                        - i discepoli, che lo seguivano durante il ministero pubblico. In realtà questo tipo di relazione poteva non essere a tempo pieno, ma part-time, cioè poteva durare solo per un dato periodo di tempo più o meno lungo. Una caratteristica peculiare del discepolato è la chiamata esplicita da parte di Gesù
                        - il gruppo dei dodici, pregno di significato escatologico.
                        I confini tra le folle e i discepoli non sono assolutamente fissi.

                        Quando poi dici che sono rimasto a quel periodo, dimentichi il contesto redazionale dei Vangeli. Se i sinottici sono ancora interessati ai missionari che proclamano Gesù Messia (ti consiglio di leggere anche la didachè, dovrebbe risalire al I secolo), il Vangelo di Giovanni che è più tardo non contiene informazioni sulla pratica missionaria, segno che le varie comunità cristiane iniziavano a divenire sedentarie.

                        Di conseguenza a ben ragione il tuo quesito riguarda l'halakà, cioè quelle norme comportamentali in situazioni non contemplate nella Scrittura.
                        שמע ישראל י*ה*ו*ה אלהינו י*ה*ו*ה אחד
                        Shema' Ysrael, Adonai Eloheinu, Adonai ehad

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #57
                          [QUOTE=Bruco;1235133]Parli di cose che non conosci. Vi sono milioni di giovani laici/atei/agnostici che fanno volontariato, senza tanti inutili ghirigori, e tu ancora stai a parlare delle suorine che fanno del bene; roba che sono state cacciate a calci nel sedere da tutti gli ospedali d'Italia per la loro cattiveria e prepotenza, e perfino dalle "Mantellate": il carcere femminile di Roma. E ancora vai in giro a parlare del bene che fanno. Documentati cono. Mi sembri uno di quei dischi a 78 giri che, ogni tanto s'incantavano ripetendo in continuazione sempre le stesse parole, e per farli disincantare bisognava dargli un colpettino sulla puntina d'acciaio. Cos
                          amate i vostri nemici

                          Comment

                          • Bruco
                            Opinionista
                            • 22/01/10
                            • 1801

                            #58
                            [QUOTE=Nifelheim;1235308]Bruco l'errore che compi
                            [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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                            • Fuchur
                              asinus volans
                              • 03/08/10
                              • 711

                              #59
                              [quote=Bruco;1235188] Purtroppo, i concetti del mondo a nostra disposizione sono limitati, salvo che uno si lasci trasportare dalla ricerca per la comprensione di quello che ci circonda, e allora pronunceremo le stesse frasi che disse Albert Einstein, con le quali afferm
                              _______________________________________
                              Gli oggetti hanno la capacit

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                              • Nifelheim
                                Opinionista
                                • 03/06/10
                                • 78

                                #60
                                Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
                                In ogni modo, come ho già affermato, anche noi, oltre gli specialisti che hanno sentenziato che non si potrebbe attuare il messaggio di Gesù, potremmo fare una valutazione empirica su quelle affermazioni; e chi meglio di te o di voi potrebbero trovare i nodi nel messaggio dove si potrebbe incagliare la società attuale? Perché di questo si tratta: verificare se l'attuale civiltà indistrializzata potrebbe continuare ad esistere secondo i dettami o, altrimenti, bisognerebbe sconvolgerla da cima a fondo. o, addirittura, iniziare da capo.
                                Dipende da quello che hanno compreso del messaggio. Non ci si può imbarcare in previsioni del genere partendo da assunti che non stanno nè in cielo nè in terra, ne tantomeno tentare di estrapolare un modello socioeconomico da pochi e scarni dati storici.

                                E comunque non sono ne un teologo ne un esegeta, ma mi diletto - come hobby - con letture teologiche ed esegetiche.
                                שמע ישראל י*ה*ו*ה אלהינו י*ה*ו*ה אחד
                                Shema' Ysrael, Adonai Eloheinu, Adonai ehad

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