Se avessi letto con attenzione non mi avresti posto la domanda. Infatti crepuscolo non sapeva che cosa fosse la vita eterna, ma se tu lo sai e l'accetti accomadati pure; quindi, di quale giudizio a priori parli?
leggo rileggo e trovo sempre la stessa cosa. il giudizio a priori
Quante sciocchezze, quanto gratuito sarcasmo i ntorno a un tema importantissimo come questo; davvero ancora oggi gli uomini preferiscono le tenebre alla luce, la morte alla vita; alla domanda iniziale rispondo certamente di si; Si a Gesù Cristo, si al suo disegno d'amore per me
"Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
Mah....signor Gatto, a me sembra che ci sia invece molta differenza fra il sapere che Dio ci stà preparando una vita - eterna - dopo questa e il credere che al contrario tutto si debba giocare qua; nel senso che, se ho fede, posso anche perdere la mia vita per gli altri, donandomi senza riserve, visto che Dio me ne prepara un'altra; se invece rima ngo schiavo della materia, senza alcuna speranza, tenderò chiaramente a voler afferrare - quaggiù - quanta più vita possibile. Anche a svantaggio degli altri. La differenza mi sembra radicale, scusi.
"Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
[QUOTE=PACE;1238271]Quante sciocchezze, quanto gratuito sarcasmo i ntorno a un tema importantissimo come questo; davvero ancora oggi gli uomini preferiscono le tenebre alla luce, la morte alla vita; alla domanda iniziale rispondo certamente di si; Si a Ges
Il gioco però dovrebbe valere la candela, al che mi rispondi che hai fiducia in dio per cui qualunque cosa tu possa trovare a te andrà più che bene per compensare qualunque rinuncia fatta in terra in funzione di ciò.
il fatto è che quando arrivi a certi livelli non è più una rinuncia o un sacrificio perché non fa parte dei tuoi piani, del tuo modo di essere..anzi.
Al credente interessa che venga il Regno ossia proprio la fine di quelle schiavitù che in fin dei conti non si è mai desiderato perché appartenenti ad un mondo che è diventato antagonista, un altro mondo, un mondo ormai ostico, difficile da vivere, al quale non senti di appartenere non fosse per la "misericordia" giustamente citata da Paolo come un grande requisito di divinità.
Nella situazione sapere non sarebbe cosa disprezzabile, ovviamente un sapere che significa proprio sapere e non una libera trasposizione di un paternalistico "abbi fede".
Fede che semmai subentra, quando sapendo i termini della situazione, poi si pongono i reali problemi di sostanza.
Quindi quell'abbi fede che "serve a valutarti" sa tanto di escamotage per aggirare il problema di non poter dare risposta sui termini della questione.
Come sempre per tutte le fedi, anche per quelle false che essendo false poi ovviamente non motivano quanto prima fatto, quindi sulla fede a priori si aprirebbe la già aperta e discussa questione su quale sia la fede vera, se ci sta, fra n fedi contradditorie che invocano la propria unicità e verità ciascuna con ottimi motivi suoi.
Se poi si apre la questione della fede che è un dono quindi arriva dio a dartela vorrà dire che la cosa passa alla sua iniziativa di fare ciò che riterrà di fare con chiarezza e senza ambiguità.
Ovviamente non stiamo a parlare di quel credere blando fatto di principi generali che non comportano niente se non formalità che si traducono in abitudini a modo proprio risalassanti per una tranquilla continuità di gesti e pensieri e piccoli rituali che inducono.
Gesù proclama beati quelli che crederanno se nza aver visto
Tommaso cosa lo ha fatto? dicono santo.
E non aver visto non significa esattamente non sapere nulla se non per libere affermazioni altrui.
E si capisce quanto il principio di credere perche qualcuno che non è nessuno afferma dice sia insidioso, non mancando nemmeno quelli bravi e dotati a dire tante cose belle e a convincere di fare cosa ancora più bellizzime.
Gesù proclama beati quelli che crederanno se nza aver visto
Probabilmente è un'aggiunta della chiesa di cui l'evangelista redattore faceva parte. In effetti il detto risulterebbe stonato rispetto alla scena descritta o fu pronunciato in un altro momento.
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