Pensi di poter decidere della tua vita, ma non
Il Destino
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Il decidere però non determina il come finisce, indirizza l'inizio e in parte il proseguire delle azioni, o meglio delle situazioni di cui ha un controllo, in genere parziale in vari gradi di intervento, ma il come finisce dipende, oltre che da quel fattore decisionale di inizio, soprattutto da mille altri fattori che successivamente intervengono ad infuenzare, modificare e forse impedire che la decisione iniziale ottenga lo scopo finale.
Si decide di andare da roma a milano, ma a bologna un'autobotte salta la corsia e come ci sono tali eventi eclatanti ce ne sono infiniti di silenti non meno bloccanti o comunque pesantemente influenti.
Nell'eterno quando si partiva da roma già vedevano nel loro presente il terminare la gita a bologna, però non è stato il loro sapere a determinarlo, ma il tuo decidere casuale, che somma a quello pensato di andare a milano, quello casuale di trovarti al posto sbagliato nel momento sbagliato perchè magari per una serie di microeventi, al momento irrilevanti, si è lasciata casa alle 8 invece che alle 7.
Anche questo va inquadrato nella giusta e "reale" dimensione perchè gli eventi cosmici, in varia misura, hanno effettivamente effetti fisici, intervenendo nella realta con forze "deboli" a volte relativamente forti a volte insignificanti proprio per le forze che sviluppano al che il sole e la luna, che sono vicini, producono certi effetti, giorno, notte, stagioni, climi, maree, che hanno una visibilità ed un impatto notevole, a differenze di stelle e pianeti che molto lontani sono trascurabili nel loro impatto ma che poi coincidono con situazioni più vicine.gli "eventi cosmici" come tu li chiami non hanno una concreta sulle nostre vite
Al che ecco che come gli effetti gravitazionali e climatici che influenzano un pianeta possono anche indurre influenze sugli organismi viventi.
E come la luna attrae il mare producendo un'alta marea, attrae nei sistemi minimi anche il sangue e i flussi circolatori determinano altro, magari poco, ma tutto gioca nel grande circo.
Tanto per allargarci, pigliamo i segni zodiacali per cui in funzione delle stelle si attribuiscono certe caratteristiche che le stelle nella loro lontananza non possono indurre, tuttavia ogni segno poi va a coincidere con una situazione vicina di clima, stagione assetto gravitazionale, che effetti, seppure deboli, li hanno e, come possano interferire sullo sviluppo di un feto non è chiaro allo stesso modo di quello che hanno sul pianeta.
In effetti variazioni gravitazionali producono effetti, tanto che leghe che non si legano sulla terra poi lo fanno nello spazio e certi esperimenti per questo si fanno in orbita, da cui la perturbazione dell'ambiente gli effetti li produce, tuttavia per qualificarli e quantizzarli serve un accurato studio dei sistemi minimi con la capacità di riprodurre le variazioni a comando onde analizzare le differenze che si ingenerano nei diversi contesti.
Cosa che si può cominciare a fare ora, prima era più che altro questione di grossolana e spesso erronea intuizione.Last edited by Il gatto; 19-09-2010, 11:38.
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Discorso interessante.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioPerò il destino che immagino sottointenda la predestinazione significa un'altra cosa.
Vero che la vita te la decidi solo in parte per quanto possibile, ma ciò non determina la certezza della fine dei giochi anche se in una fascia di probabilità, in certe situazioni, la rende prevedibile.
Una prevedibilità generale che tuttavia non stabilisce il finale di dettaglio.
Da cui si apre l'annosa questione della predestinazione che si genera dalla correlazione fra l'immanente che si sviluppa nel tempo e il trascendente di cultura occidentale che persiste nell'eternità.
Le vicende umane sviluppandosi nel tempo sono generate dalla sequenza temporale di azioni e scelte, parte fatte in proprio, parte influenzate dalle interazioni con il contesto indipendente costituendo nell'insieme una sequenza temporale di situazioni al momento in parte indirizzabili, ma mai completamente prevedibili e sicuramente realizzabili.
In parallelo a questo fluire temporale degli eventi, in quella cultura trascendentale, esiste una dimensione eterna che, stando al dire, fra le altre cose le è dato osservare gli eventi che si sviluppano nel tempo, mentre non avviene il contrario.
Nella dimensione eterna il tempo non c'è quindi tutto coincide in un eterno presente in particolare l'inizio e la fine, cosa che diventa interessante nel momento in cui questa coincidenza di inizio e fine si applica alla dimensione temporale che si ha il privilegio di osservare al presente.
Cosa per cui l'osservatore della dimensione eterna vede il suo eterno presente e allo stesso tempo vede pure come suo presente anche gli eventi temporali dell'altra dimensione, eventi temporali vissuti in sequenza dai vivi, ma in contemporanea dai morti, o comunque dalle divinità, secondo le prerogative del rango previste.
Questa coesistenza di uno svolgersi temporale degli eventi che si associa ad una loro visibilità di insieme al presente, visibilità che ovviamente prende atto della loro conclusione nel tempo, determina quella concezione che qualunque cosa si facci la storia finirà nello stesso modo, perchè così visto nell'eterno.
Direi che però la fine degli eventi nel tempo sia comunque determinata dai vari fattori che operano nel tempo e non dalla visione che se ne ha nell'eterno, visione che prende solo atto del fatto, sapendolo per informativa, ma non determinandolo, al che non esiste che qualunque cosa si faccia uno farà la fine predestinata, farà quella che la sua situazione genera, solo che nell'eterno ciò lo si sa e sapere è cosa diversa dal determinare.
Mi sono permesso di sottolineare due aspetti:
Il primo riassume un bel concetto di stile intellettuale su di un Dio che hai voluto attaccare alla carne dell'uomo come eterno presente ( infatti l'uomo non ha la facoltà di viaggiare nel tempo, è inchiodato al presente, e tu l'hai colto bene).
Il secondo purtroppo è contrario al tuo
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Tu dici che sapere è una cosa diversa dal determinare ( sarebbe interessante approfondire come profetavano i profeti biblici) ma tu dovresti sapere che chi è osservato non è affatto libero di agire.
Conoscere il futuro è condizionante chi quel futuro lo vive.
Ti faccio un esempio: se io so che alzando la monetina in aria verrà testa, in quel tiro la croce non esiste, ho di fatto impedito che succedesse il contrario.
A questo punto sarebbe utile meditare se a Dio sia più consono il compito di osservatore o conoscitore.
Supponiamo che Dio può conoscere il passato, conosce il presente, ma del futuro vuole sapere solo l'esito finale e quando succederà ( è come se vivesse la storia dal vivo, riuscirebbe persino a provare sentimenti).Last edited by crepuscolo; 19-09-2010, 18:45.
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Se io so quel che farai non per questo non sei tu a decidere di farlo, ovvero il conoscere non vincola l'azione mentre questa si svolge.
Cosa comunque diversa dalla profezia che è una previsione di cui si mette al corrente l'interessato che a conoscenza della profezia può cambiare le sue decisioni ed invalidarla.
D'altra parte le profezie, in particolare quelle nefaste, sono fatte e pubblicate proprio per essere contraddette.
Il semplice sapere invece non è di natura profetica, ma solo conoscitiva delle cose che nella libertà concessa si deciderà in proprio di fare.
comunque è proprio su tale questione del "sapere" che si incentra il concetto di predestinazione che poi si trasforma in limitazione dell'arbitrio proprio che pure ha sostanza "morale" solo per esistere come volontà e non come compimento dell'azione.
Per cui se vado ad uccidere uno e mi casca il meteorite in testa, dal punto di vista del giudizio divino l'omicidio c'è stato tutto lo stesso, da cui il sapere come finisce non genera nessun ammanco.
L'osservatore è vincolato allo scorrere del tempo che non si applica al conoscere che poi non si limita al finale essendo una osservazione di un arco temporale che però in quel punto di osservazione si presenta contemporaneamente in visibilità.Dio sia più consono il compito di osservatore o conoscitore
Forse come vedere un film già visto, sai come finisce la scena, cosa decisa dal regista del film e non da te.
Se il regista decideva diversamente avresti visto diversamente, ma ha deciso in quel modo e il film a quel punto immutabile per te si vede in quel modo.
Ma anche io che vedo te progettare un ponte, nella mia conoscenza so che quel ponte crolla, ciò non varia di nulla il fatto che a decidere di fare il ponte in quel modo, che crolla, sei stato tu.
Fai quindi il ponte e quello crolla e lo stesso non è stato il mio sapere la fine e pure gli antecedenti a portare a quella fine.
Questo come per certi versi anche noi potremmo sapere al presente la sequenza degli eventi senza tuttavia determinarli lasciandoli alla discrezionalità di chi li realizza in proprio.Last edited by Il gatto; 19-09-2010, 19:34.
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[QUOTE=Forest;1242446]Quoto e complimenti per il post.
Per dajide: gli "eventi cosmici" come tu li chiami non hanno una concreta sulle nostre vite, l'astrologia lo vuole far credere ma in realtamate i vostri nemici
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Scusate ma probabilmente dovevo dire che intendevo con eventi cosmici: non parlavo di astrologia, etc... ma di eventi divini, spirituali... ok???
Io penso in linea di massima che noi siamo come spettatori dentro il nostro corpo, e che il nostro scopo"Non puoi fare nulla per smettere di invecchiare, ma potresti fare moltissimo... se volessi iniziare a crescere!"
It's long way to the top, if you wanna rock'n'roll
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[QUOTE=Il gatto;1242554]Se io so quel che farai non per questo non sei tu a decidere di farlo, ovvero il conoscere non vincola l'azione mentre questa si svolge.
Cosa comunque diversa dalla profezia che
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Beh io la penso cosOriginariamente Scritto da Doctor Lazza Visualizza MessaggioMmmm potresti spiegarmi bene il concetto, non riesco a cogliere fino in fondo quello che intendi..."Non puoi fare nulla per smettere di invecchiare, ma potresti fare moltissimo... se volessi iniziare a crescere!"
It's long way to the top, if you wanna rock'n'roll
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