Come si conciliano legge e libertà?

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Arcobaleno
    Opinionista

    • 31/12/16
    • 3769

    #1

    Come si conciliano legge e libertà?

    Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:


    88:1. Passato un po' di tempo, ecco che Enoch si sentì nuovamente ridestato, ed

    allora cominciò a rivolgere a tutti i padri le seguenti meravigliose parole, che

    provenivano da Me:

    2. «Ascoltate, cari padri! Il Signore Dio Jehova, il Padre amorosissimo e

    santissimo di tutti noi, ha guardato, nella Sua grande Misericordia, alla afflizio-

    ne dei nostri cuori umiliati ed ha fatto grazia al nostro procedere stolto, nel

    quale noi abbiamo perseverato per ben trecento anni con ostinazione, e ci vuole

    risollevare dal pantano della nostra miseria; però è necessario anzitutto che cia-

    scuno bandisca dal proprio cuore la stolta differenza tra le varie regioni e che

    poi, però, dimostri con le opere tale espulsione!

    3. Udite: al Signore Dio Jehova, Padre santissimo ed amorosissimo di tutti

    noi, è piaciuto suscitare Asmahaele, allo scopo di mostrare a noi tutti la stoltez-

    za della legge, quando questa non sia in stretta relazione con l'Ordine divino!

    Noi tutti, senza eccezione, ci siamo trovati fuori dall'Ordine e perciò non pote-

    vamo comprendere nulla di tutto ciò, poiché da una parte ci siamo irretiti nella

    necessità ferrea della legge, e quindi eravamo morti in ciascuna parola e pen-

    siero, nonché nella volontà, e per conseguenza anche in ciascuna nostra azione;

    d'altra parte, invece, sentivamo molto accentuato nel nostro cuore il massimo

    bisogno della vera libertà della vita, senza la quale la vita non è vita, né potreb-

    be in eterno mai diventare tale.

    4. Noi eravamo degli esseri doppi, eravamo cioè morti e viventi. Da un lato,

    stavamo incomprensibilmente vicini alla verità, ma dall'altro ne eravamo

    incomprensibilmente lontani, poiché la legge e la libertà, per l'intendimento dei

    nostri cuori, avevano creato una voragine insormontabile, per superare la quale

    non ci era possibile di spiccare il salto né dalla legge alla libertà, come neppure

    dalla libertà alla legge. In conseguenza di ciò, per effetto della nostra propria

    necessità, eravamo costretti a vedere Dio Stesso o prigioniero della propria

    legge oppure sciogliersi in uno stato di assolutissima ed annientante libertà;

    quindi noi eravamo morti a destra ed a sinistra!

    5. Io stesso ho percepito in me questa cosa e, nonostante tutti i taciti sforzi

    del mio cuore, non mi riusciva possibile raccogliere e riunire acqua e fuoco in

    un medesimo vaso! Poiché pensavo: "La legge dell'Ordine è, essa pure, una

    legge che Dio deve osservare, finché Egli vuole avere e vedere in Sé ed intorno

    a Sé degli esseri durevolmente costituiti. Dunque, se qualcuno è obbligato ad

    osservare delle leggi, allora come può essere libero?".

    6. Ma poi io mi dicevo ancora: "Chi può mai costringere Dio a fare qualco-

    sa? Se Egli la fa, allora la fa senza alcun dubbio secondo la propria Volontà,

    che è santissima e supremamente libera, e può distruggere subito quello che ha

    creato e può immediatamente annientare ciascuna opera Sua!".

    7. E quindi di nuovo sorse, nel mio pensiero, la domanda: "Da dove provie-

    ne, allora, il fatto della permanente conservazione?".

    8. Ma ecco che a questo punto si annunciò l'Amore, il quale disse: "Io sono

    il Fondamento e la Causa di ogni conservazione!", e null'altro aggiunse!

    9. Ed io formulai di nuovo la domanda in me stesso: "Se Tu sei il Fondamen-

    to e la Causa di ogni conservazione, in verità, allora costituisci Tu Stesso, per

    Te, una legge eterna! Ma allora come si concilia ciò con la Tua libertà?".

    10. E come io pensavo, così pensava pure il padre Adamo. Ed il padre Set, dal

    canto suo, non pensava precisamente così, ma bensì nel suo petto egli sentiva

    profondamente l'abisso vuoto ed insormontabile, e allora cercò e trovò. Però, in

    mancanza di strumenti adatti, con quanto egli aveva trovato non poté gettare un

    ponte oltre l'immensa voragine. E anche gli altri padri facevano, similmente,

    analoghe riflessioni tra loro, con maggiore o minor tiepidezza. Però non potero-

    no giungere ad altro risultato, se non ad una paziente aspettativa delle cose, e

    tentarono di riversare prudentemente la colpa un po' di qua e di là; ma non

    avvenne per questo che nei petti smarriti si manifestasse maggiore luce e calore.

    11. La madre Eva indicò bensì al padre Set una gran luce, ma l'intenso

    bagliore nella notte accieca l'occhio debole, ancora di più della stessa notte di

    prima. E così i tentativi di ciascuno trovarono il loro biasimo nella susseguente

    triplice tenebra.

    12. Tuttavia non vi è maestro più saggio della necessità stessa. Nel bisogno

    noi tutti ci rivolgemmo al santo ed amorosissimo Padre ed Egli, considerando

    la miseria dei figli, scese tra di loro con la Sua Grazia. Noi siamo i Suoi figli e

    così Egli ora si trova fra di noi ed Egli Stesso ci ammaestra!

    13. E le Sue parole sono un appello sonoro, colmo d'Amore e di Sapienza,

    poiché ora così dice il Padre amorosissimo e santo:

    14. "Ascoltate, o voi, figli del Mio Amore, e comprendete bene nei vostri

    cuori quello che ora vi dico: ‘Io sono un Dio unico ed eterno, Creatore di tutte

    le cose, che ho tratto fuori da Me, e sono Padre del Mio Amore, nonché di tutti

    coloro che procedono da tale Amore.

    15. Io sono eternamente libero e senza alcun vincolo, e il Mio Amore è la

    beatitudine della Mia eterna Libertà stessa.

    16. Tutte le creature non sono una necessità, bensì solo segni, visibili alle

    creature stesse, della Mia suprema Potenza perfettamente libera e della conse-

    guente Beatitudine di tutte le beatitudini. Che cosa potrebbe o dovrebbe

    costringerMi ad agire così, oppure altrimenti?

    17. Quello che voi chiamate “legge” è per Me la libertà suprema in tutta la

    beatitudine del Mio Amore; ma quello che voi chiamate “libertà” non è altro

    che la Mia libera Potenza’. Vivete quindi per l'amore e vivete perciò per l’eter-

    no Amore in Me, e così vivrete veramente liberi! E soltanto dopo la libertà

    della vita vi insegnerà compiutamente che la legge dell'Amore è propriamente

    la suprema libertà e che la legge e la libertà sono simili ad un cerchio che dap-

    pertutto s'incontra con se stesso e che si rende libero mediante l'Ordine, entro il

    quale essa (la legge dell'Amore) va eternamente edificandosi nella perfezione infinita!

    18. Amate, dunque; così vi renderete soggetta la legge e sarete perfettamente

    liberi, come perfettissimamente sono libero Io, il vostro Padre! Amen"».

    Credo che questo sia il mio ultimo intervento di sottolineatura di questo testo, se non verranno raggiunte almeno le 10 visualizzazioni. Del resto, io stesso ho consigliato ai credenti di leggerlo interamente e quindi questa rilettura può essere considerata da loro superflua, poiché non aggiunge nulla a quanto conoscono.
    Last edited by Arcobaleno; 11-04-2026, 20:50.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.
  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12525

    #2
    Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
    Credo che questo sia il mio ultimo intervento di sottolineatura di questo testo, se non verranno raggiunte almeno le 10 visualizzazioni. Del resto, io stesso ho consigliato ai credenti di leggerlo interamente e quindi questa rilettura può essere considerata da loro superflua, poiché non aggiunge nulla a quanto conoscono.
    Libero, naturalmente, di decidere per il meglio a tuo insindacabile giudizio.
    Come dici: "ai credenti". E gli altri, che sicuramente, data la difficoltà oggettiva dell'impresa, non si accingeranno mai alla lettura completa?
    Io, nel mio piccolo, leggo i tuoi estratti. Non scaricherei il testo completo, né lo leggerei.
    Dirai: "Peggio per te!".
    Legittimo.
    Suggerisco, se permetti, di continuare: proprio perché i lettori sono pochi.
    E probabilmente, fedeli.

    ...vassapé...

    Comment

    • PACE
      Opinionista
      • 27/08/07
      • 1407

      #3
      Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
      Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:


      88:1. Passato un po' di tempo, ecco che Enoch si sentì nuovamente ridestato, ed

      allora cominciò a rivolgere a tutti i padri le seguenti meravigliose parole, che

      provenivano da Me:

      2. «Ascoltate, cari padri! Il Signore Dio Jehova, il Padre amorosissimo e

      santissimo di tutti noi, ha guardato, nella Sua grande Misericordia, alla afflizio-

      ne dei nostri cuori umiliati ed ha fatto grazia al nostro procedere stolto, nel

      quale noi abbiamo perseverato per ben trecento anni con ostinazione, e ci vuole

      risollevare dal pantano della nostra miseria; però è necessario anzitutto che cia-

      scuno bandisca dal proprio cuore la stolta differenza tra le varie regioni e che

      poi, però, dimostri con le opere tale espulsione!

      3. Udite: al Signore Dio Jehova, Padre santissimo ed amorosissimo di tutti

      noi, è piaciuto suscitare Asmahaele, allo scopo di mostrare a noi tutti la stoltez-

      za della legge, quando questa non sia in stretta relazione con l'Ordine divino!

      Noi tutti, senza eccezione, ci siamo trovati fuori dall'Ordine e perciò non pote-

      vamo comprendere nulla di tutto ciò, poiché da una parte ci siamo irretiti nella

      necessità ferrea della legge, e quindi eravamo morti in ciascuna parola e pen-

      siero, nonché nella volontà, e per conseguenza anche in ciascuna nostra azione;

      d'altra parte, invece, sentivamo molto accentuato nel nostro cuore il massimo

      bisogno della vera libertà della vita, senza la quale la vita non è vita, né potreb-

      be in eterno mai diventare tale.

      4. Noi eravamo degli esseri doppi, eravamo cioè morti e viventi. Da un lato,

      stavamo incomprensibilmente vicini alla verità, ma dall'altro ne eravamo

      incomprensibilmente lontani, poiché la legge e la libertà, per l'intendimento dei

      nostri cuori, avevano creato una voragine insormontabile, per superare la quale

      non ci era possibile di spiccare il salto né dalla legge alla libertà, come neppure

      dalla libertà alla legge. In conseguenza di ciò, per effetto della nostra propria

      necessità, eravamo costretti a vedere Dio Stesso o prigioniero della propria

      legge oppure sciogliersi in uno stato di assolutissima ed annientante libertà;

      quindi noi eravamo morti a destra ed a sinistra!

      5. Io stesso ho percepito in me questa cosa e, nonostante tutti i taciti sforzi

      del mio cuore, non mi riusciva possibile raccogliere e riunire acqua e fuoco in

      un medesimo vaso! Poiché pensavo: "La legge dell'Ordine è, essa pure, una

      legge che Dio deve osservare, finché Egli vuole avere e vedere in Sé ed intorno

      a Sé degli esseri durevolmente costituiti. Dunque, se qualcuno è obbligato ad

      osservare delle leggi, allora come può essere libero?".

      6. Ma poi io mi dicevo ancora: "Chi può mai costringere Dio a fare qualco-

      sa? Se Egli la fa, allora la fa senza alcun dubbio secondo la propria Volontà,

      che è santissima e supremamente libera, e può distruggere subito quello che ha

      creato e può immediatamente annientare ciascuna opera Sua!".

      7. E quindi di nuovo sorse, nel mio pensiero, la domanda: "Da dove provie-

      ne, allora, il fatto della permanente conservazione?".

      8. Ma ecco che a questo punto si annunciò l'Amore, il quale disse: "Io sono

      il Fondamento e la Causa di ogni conservazione!", e null'altro aggiunse!

      9. Ed io formulai di nuovo la domanda in me stesso: "Se Tu sei il Fondamen-

      to e la Causa di ogni conservazione, in verità, allora costituisci Tu Stesso, per

      Te, una legge eterna! Ma allora come si concilia ciò con la Tua libertà?".

      10. E come io pensavo, così pensava pure il padre Adamo. Ed il padre Set, dal

      canto suo, non pensava precisamente così, ma bensì nel suo petto egli sentiva

      profondamente l'abisso vuoto ed insormontabile, e allora cercò e trovò. Però, in

      mancanza di strumenti adatti, con quanto egli aveva trovato non poté gettare un

      ponte oltre l'immensa voragine. E anche gli altri padri facevano, similmente,

      analoghe riflessioni tra loro, con maggiore o minor tiepidezza. Però non potero-

      no giungere ad altro risultato, se non ad una paziente aspettativa delle cose, e

      tentarono di riversare prudentemente la colpa un po' di qua e di là; ma non

      avvenne per questo che nei petti smarriti si manifestasse maggiore luce e calore.

      11. La madre Eva indicò bensì al padre Set una gran luce, ma l'intenso

      bagliore nella notte accieca l'occhio debole, ancora di più della stessa notte di

      prima. E così i tentativi di ciascuno trovarono il loro biasimo nella susseguente

      triplice tenebra.

      12. Tuttavia non vi è maestro più saggio della necessità stessa. Nel bisogno

      noi tutti ci rivolgemmo al santo ed amorosissimo Padre ed Egli, considerando

      la miseria dei figli, scese tra di loro con la Sua Grazia. Noi siamo i Suoi figli e

      così Egli ora si trova fra di noi ed Egli Stesso ci ammaestra!

      13. E le Sue parole sono un appello sonoro, colmo d'Amore e di Sapienza,

      poiché ora così dice il Padre amorosissimo e santo:

      14. "Ascoltate, o voi, figli del Mio Amore, e comprendete bene nei vostri

      cuori quello che ora vi dico: ‘Io sono un Dio unico ed eterno, Creatore di tutte

      le cose, che ho tratto fuori da Me, e sono Padre del Mio Amore, nonché di tutti

      coloro che procedono da tale Amore.

      15. Io sono eternamente libero e senza alcun vincolo, e il Mio Amore è la

      beatitudine della Mia eterna Libertà stessa.

      16. Tutte le creature non sono una necessità, bensì solo segni, visibili alle

      creature stesse, della Mia suprema Potenza perfettamente libera e della conse-

      guente Beatitudine di tutte le beatitudini. Che cosa potrebbe o dovrebbe

      costringerMi ad agire così, oppure altrimenti?

      17. Quello che voi chiamate “legge” è per Me la libertà suprema in tutta la

      beatitudine del Mio Amore; ma quello che voi chiamate “libertà” non è altro

      che la Mia libera Potenza’. Vivete quindi per l'amore e vivete perciò per l’eter-

      no Amore in Me, e così vivrete veramente liberi! E soltanto dopo la libertà

      della vita vi insegnerà compiutamente che la legge dell'Amore è propriamente

      la suprema libertà e che la legge e la libertà sono simili ad un cerchio che dap-

      pertutto s'incontra con se stesso e che si rende libero mediante l'Ordine, entro il

      quale essa (la legge dell'Amore) va eternamente edificandosi nella perfezione infinita!

      18. Amate, dunque; così vi renderete soggetta la legge e sarete perfettamente

      liberi, come perfettissimamente sono libero Io, il vostro Padre! Amen"».

      Credo che questo sia il mio ultimo intervento di sottolineatura di questo testo, se non verranno raggiunte almeno le 10 visualizzazioni. Del resto, io stesso ho consigliato ai credenti di leggerlo interamente e quindi questa rilettura può essere considerata da loro superflua, poiché non aggiunge nulla a quanto conoscono.
      Fa pèndant con Agostino di Ippona (oggi Papa Prevost sarà proprio lì)

      "Ama! E fa quel che vuoi..."
      "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

      Comment

      • restodelcarlino
        giullare

        • 13/05/19
        • 12525

        #4
        Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio

        ... pèndant con...
        ...pendant a...
        se proprio dobbiamo usare una lingua straniera, facciamolo correttamente
        scusate il web-stalking

        ...vassapé...

        Comment

        Working...