Una religione direi sia essenzialmente una idea sociale che propone un modello di mondo trascendentale, una serie di valori, un rituale di dialogo con il divino e una serie di norme che realizzano la volonta' divina.
Il tutto racchiuso in un insieme che deve mantenersi nel tempo restando pressoche' immutabile quale rappresentazione ed espressione di un dio, o sua equivalenza, ragionevolmente poco incline al trasformismo che ne minerebbe la credibilita', mettendo ulteriormente in forse tante cose di per se dubbie vista la natura della cosa.
Quindi religioni e immutabilita' delle proprie derivazioni materiali vanno a braccetto.
Mediamente, a che quanto detto si verifichi, per ogni religione ha preso forma una gerarchia di amministratori che cura professionalmente l'ortodossia dell'espressione religiosa con i suoi cardini esplicitati nel libro sacro scritto dal dio preso a riferimento.
Libro che e' la sorgente iniziale di quella religione che lo attua secondo la gestione della burocrazia propria accreditata.
La questione che si pone e' la possibilita' di sopravvivenza di una religione senza la burocrazia che ne cura professionalmente l'amministrazione, l'espansione e l'invariabilita'.
E, piu' nello specifico, per rendere piu' concreta e facile la cosa con un caso a noi noto nella sua composizione, sopravviverebbe il cattolicesimo alla scomparsa del vaticano e della burocrazia impiegatizia di tutti i gradi che lo popola?
Magari salvando la figura del capo unico in colloquio certificato con dio, ma, oltre lui, nessuno che sia professionalmente impegnato alla salvaguardia degli aspetti materiali della religione che come quelli rituali andrebbero a poggiare sul volontario contributo dell'iniziativa spontanea degli aderenti o che tali si sentono.
Il tutto racchiuso in un insieme che deve mantenersi nel tempo restando pressoche' immutabile quale rappresentazione ed espressione di un dio, o sua equivalenza, ragionevolmente poco incline al trasformismo che ne minerebbe la credibilita', mettendo ulteriormente in forse tante cose di per se dubbie vista la natura della cosa.
Quindi religioni e immutabilita' delle proprie derivazioni materiali vanno a braccetto.
Mediamente, a che quanto detto si verifichi, per ogni religione ha preso forma una gerarchia di amministratori che cura professionalmente l'ortodossia dell'espressione religiosa con i suoi cardini esplicitati nel libro sacro scritto dal dio preso a riferimento.
Libro che e' la sorgente iniziale di quella religione che lo attua secondo la gestione della burocrazia propria accreditata.
La questione che si pone e' la possibilita' di sopravvivenza di una religione senza la burocrazia che ne cura professionalmente l'amministrazione, l'espansione e l'invariabilita'.
E, piu' nello specifico, per rendere piu' concreta e facile la cosa con un caso a noi noto nella sua composizione, sopravviverebbe il cattolicesimo alla scomparsa del vaticano e della burocrazia impiegatizia di tutti i gradi che lo popola?
Magari salvando la figura del capo unico in colloquio certificato con dio, ma, oltre lui, nessuno che sia professionalmente impegnato alla salvaguardia degli aspetti materiali della religione che come quelli rituali andrebbero a poggiare sul volontario contributo dell'iniziativa spontanea degli aderenti o che tali si sentono.




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