L'ultimo martire sul rogo.

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  • marinocastellan
    Opinionista
    • 29/12/11
    • 1066

    #1

    L'ultimo martire sul rogo.



    L'ultimo martire della criminalità cristiana:



  • marinocastellan
    Opinionista
    • 29/12/11
    • 1066

    #2
    Errata corrige:

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    • okno
      Party Crasher
      • 30/03/06
      • 15292

      #3
      Ma che nome e' Vilmo!?!?!?
      "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


      -=1313=-

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      • Il cavaliere nero
        • 15/05/10
        • 1741

        #4
        Un suo discendente... (1980) DIO VITA E OPERE
        JEAN D'ORMESSON





        Il caos


        CAPITOLO PRIMO


        In cui il nulla e il tutto non si distinguono l’uno dall’altro.



        In quel tempo, il tempo non esisteva ancora. E il tutto e il nulla non si distinguevano l’uno dall’altro. Non c’era né giorno né notte, né numero né cifre, né colore e neppure spazio. E nessuno pensava nulla Non c’era né terra né acque, né cielo. Non c’era universo.
        Non c’era nulla. E questo nulla si confondeva con tutto.
        Nessuno regnava su questo nulla. E questo Nessuno era Dio. E questo Nessuno era la persona di Dio. Dio era assolutamente solo e assolutamente potente. E poiché non regnava su nulla, regnava su tutto. E poiché regnava su tutto, non regnava su nulla.
        Dio era eterno. Non perché il tempo lo risparmiasse, ma perché né Dio né il tempo erano ancora al mondo, dal momento che non esisteva nulla. Dio era infinito. Era egli stesso il Nulla che si estendeva a tutto, ed era l’assoluto. Non c’erano limiti alla sua potenza, che non era altro che impotenza dal momento che non si esercitava su nulla, e alla sua solitudine.
        Dio era solitudine in mezzo alla solitudine. Ed era assenza nell’assenza. Non aveva nome poiché non c’era linguaggio e poiché non c’era nessuno che lo nominasse. Era immobile, silenzioso, innominato, onnipotente ed eterno.http://www.luchinovisconti.org/pagin...4&id_genere=84

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        • Il cavaliere nero
          • 15/05/10
          • 1741

          #5


          (Fossati - Lamberti Bocconi)

          L'Accusa:

          Durante gli interrogatori è riuscito
          che le imputate
          in tempo di luna al primo quarto
          hanno rinunziato al sacramento
          del battesimo
          seducendosi l'una per l'altra
          a commettere tale mancamento
          permettendo per maggiore dannazione
          delle loro anime
          di essere ribattezzate
          con una nuova infusione d'acqua
          sopra il capo
          essendosi sottoposte a tal legame
          di obbedienza
          al Nemico del genere umano.

          Che in tempo di luna piena
          a ore comode, ai malfatti propizie
          erano portate in aria
          invisibilmente
          in maledetti congressi
          dove venivano compiute
          diversità e quantità di incantagioni, sortilegi
          giochi bestiali ed ereticali.

          Che i luna di ultimo quarto
          hanno esse confessato le violenze
          i venefici, i danni infiniti
          le infermità incurabili
          alle persone, agli animali.

          I luna nuova di settembre
          la distruzione dei raccolti
          nelle campagne
          mediante la sollevazione
          di venti e tempi
          impetuosi.

          Dialogo fra l'inquisitore e un'imputata:

          Ma tu chi sei
          cos'hai perché non parli
          non argenti di stelle
          questo scialbo mattino
          non sei tu stessa
          a incasellarli
          gli astri lucenti
          nel grande albo del cielo
          o sei anche tu una figurina
          senza potere
          se non nelle notti
          di ferire i viandanti
          come spina.

          Ahi signore
          se potesse tutto il male
          che mi consuma
          mutare la spada tua
          in un giro di scale armoniche
          ascendenti
          o in una strada
          che via mi conducesse.
          Ma non vale niente che io faccia
          che resista o che cada
          tu non capisci
          è questo il grande lutto
          che oscura le mie vesti
          ma voglio dirti la verità
          dal lato brutto a cui non si rimedia
          tu non capisci
          è questo il grande MALE
          io non ti amo
          è questa la tragedia.

          La sentenza:

          Visto il processo
          coi testimoni esaminati
          dove manifestamente si comprova
          il corpo dei diversi delitti
          per essere stati commessi
          viste le dottissime difese
          per psarte delle dette rappresentate
          viste finalmente
          le cose che devono vedersi
          e considerate
          quelle che devono essere considerate
          avuto il parere decisivo
          dei molti illustri e chiari signori
          commissari di questa giurisdizione
          affinché non abbiano a gloriarsi
          delle loro pessime opere
          ad esempio di altri
          in via definitiva
          sentenziamo e condanniamo.

          Il 14 aprile 1647, nel luogo designato
          davanti ai contadini obbligati ad assistere al supplizio
          vengono decapitate:
          Lucia Caveden, Domenica, Isabetta e Polonia Graziadei,
          Caterina Baroni, Ginevra Chemola e Valentina Andrei
          i corpi sono bruciati, i resti seppelliti alle Giarre in terra maledetta.
          I beni delle donne confiscati.

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          • Il cavaliere nero
            • 15/05/10
            • 1741

            #6
            marinocastellan ,Karol Józef Wojtyła,(che come Uomo ammiravo tantissimo) nei confronti degli Ebrei, ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Israele ed ha chiesto perdono per le mancanze e i peccati dei cristiani verso i "fratelli maggiori" nel corso dei secoli.E il perdono l'ha chiesto anche per altro.

            Comunque gli errori ed ORRORI della chiesa cattolica sono stati enormi e con me,sfondi una porta aperta. http://www.youtube.com/watch?v=FjLbZ_PO9hU Ciao!

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            • marinocastellan
              Opinionista
              • 29/12/11
              • 1066

              #7
              Originariamente Scritto da Il cavaliere nero Visualizza Messaggio
              Un suo discendente... (1980) DIO VITA E OPERE
              JEAN D'ORMESSON

              X CAVALIERE: nella bibbia tradotta in Greco,poi in Latino e poi in Italiano,ogni cosa esisteva già prima che Dio
              la creasse:alla fine del primo giorno sta scritto:"E fu sera e fu mattina,il primo giorno."
              Ma la sera e la mattina hanno bisogno della terra e del sole per esistere.Ma la terra e il sole furono creati il IV
              giorno.
              Poi si legge che Dio creò l'umanità composta da maschi e da femmine e poi crea Adamo come primo uomo ecc.ecc.

              Chi ha sbagliato? Chi ha scritto o chi ha tradotto? Hanno sbagliato coloro che hanno tradotto e ancor di più,
              coloro che hanno interpretato un testo che è già errato.

              NB: la Bibbia è scritta in Ebraico consonantico,coè senza vocali e,prima dell'invenzione della stampa,chiunque poteva aggiungere le vocali asuo piacimento storpiando il testo.








              Il caos


              CAPITOLO PRIMO


              In cui il nulla e il tutto non si distinguono l’uno dall’altro.



              In quel tempo, il tempo non esisteva ancora. E il tutto e il nulla non si distinguevano l’uno dall’altro. Non c’era né giorno né notte, né numero né cifre, né colore e neppure spazio. E nessuno pensava nulla Non c’era né terra né acque, né cielo. Non c’era universo.
              Non c’era nulla. E questo nulla si confondeva con tutto.
              Nessuno regnava su questo nulla. E questo Nessuno era Dio. E questo Nessuno era la persona di Dio. Dio era assolutamente solo e assolutamente potente. E poiché non regnava su nulla, regnava su tutto. E poiché regnava su tutto, non regnava su nulla.
              Dio era eterno. Non perché il tempo lo risparmiasse, ma perché né Dio né il tempo erano ancora al mondo, dal momento che non esisteva nulla. Dio era infinito. Era egli stesso il Nulla che si estendeva a tutto, ed era l’assoluto. Non c’erano limiti alla sua potenza, che non era altro che impotenza dal momento che non si esercitava su nulla, e alla sua solitudine.
              Dio era solitudine in mezzo alla solitudine. Ed era assenza nell’assenza. Non aveva nome poiché non c’era linguaggio e poiché non c’era nessuno che lo nominasse. Era immobile, silenzioso, innominato, onnipotente ed eterno.http://www.luchinovisconti.org/pagin...4&id_genere=84

              http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_d'Ormesson

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