L'ultimo martire sul rogo.
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Tag: Nessuno
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Un suo discendente... (1980) DIO VITA E OPERE
JEAN D'ORMESSON
Il caos
CAPITOLO PRIMO
In cui il nulla e il tutto non si distinguono l’uno dall’altro.
In quel tempo, il tempo non esisteva ancora. E il tutto e il nulla non si distinguevano l’uno dall’altro. Non c’era né giorno né notte, né numero né cifre, né colore e neppure spazio. E nessuno pensava nulla Non c’era né terra né acque, né cielo. Non c’era universo.
Non c’era nulla. E questo nulla si confondeva con tutto.
Nessuno regnava su questo nulla. E questo Nessuno era Dio. E questo Nessuno era la persona di Dio. Dio era assolutamente solo e assolutamente potente. E poiché non regnava su nulla, regnava su tutto. E poiché regnava su tutto, non regnava su nulla.
Dio era eterno. Non perché il tempo lo risparmiasse, ma perché né Dio né il tempo erano ancora al mondo, dal momento che non esisteva nulla. Dio era infinito. Era egli stesso il Nulla che si estendeva a tutto, ed era l’assoluto. Non c’erano limiti alla sua potenza, che non era altro che impotenza dal momento che non si esercitava su nulla, e alla sua solitudine.
Dio era solitudine in mezzo alla solitudine. Ed era assenza nell’assenza. Non aveva nome poiché non c’era linguaggio e poiché non c’era nessuno che lo nominasse. Era immobile, silenzioso, innominato, onnipotente ed eterno.http://www.luchinovisconti.org/pagin...4&id_genere=84
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(Fossati - Lamberti Bocconi)
L'Accusa:
Durante gli interrogatori è riuscito
che le imputate
in tempo di luna al primo quarto
hanno rinunziato al sacramento
del battesimo
seducendosi l'una per l'altra
a commettere tale mancamento
permettendo per maggiore dannazione
delle loro anime
di essere ribattezzate
con una nuova infusione d'acqua
sopra il capo
essendosi sottoposte a tal legame
di obbedienza
al Nemico del genere umano.
Che in tempo di luna piena
a ore comode, ai malfatti propizie
erano portate in aria
invisibilmente
in maledetti congressi
dove venivano compiute
diversità e quantità di incantagioni, sortilegi
giochi bestiali ed ereticali.
Che i luna di ultimo quarto
hanno esse confessato le violenze
i venefici, i danni infiniti
le infermità incurabili
alle persone, agli animali.
I luna nuova di settembre
la distruzione dei raccolti
nelle campagne
mediante la sollevazione
di venti e tempi
impetuosi.
Dialogo fra l'inquisitore e un'imputata:
Ma tu chi sei
cos'hai perché non parli
non argenti di stelle
questo scialbo mattino
non sei tu stessa
a incasellarli
gli astri lucenti
nel grande albo del cielo
o sei anche tu una figurina
senza potere
se non nelle notti
di ferire i viandanti
come spina.
Ahi signore
se potesse tutto il male
che mi consuma
mutare la spada tua
in un giro di scale armoniche
ascendenti
o in una strada
che via mi conducesse.
Ma non vale niente che io faccia
che resista o che cada
tu non capisci
è questo il grande lutto
che oscura le mie vesti
ma voglio dirti la verità
dal lato brutto a cui non si rimedia
tu non capisci
è questo il grande MALE
io non ti amo
è questa la tragedia.
La sentenza:
Visto il processo
coi testimoni esaminati
dove manifestamente si comprova
il corpo dei diversi delitti
per essere stati commessi
viste le dottissime difese
per psarte delle dette rappresentate
viste finalmente
le cose che devono vedersi
e considerate
quelle che devono essere considerate
avuto il parere decisivo
dei molti illustri e chiari signori
commissari di questa giurisdizione
affinché non abbiano a gloriarsi
delle loro pessime opere
ad esempio di altri
in via definitiva
sentenziamo e condanniamo.
Il 14 aprile 1647, nel luogo designato
davanti ai contadini obbligati ad assistere al supplizio
vengono decapitate:
Lucia Caveden, Domenica, Isabetta e Polonia Graziadei,
Caterina Baroni, Ginevra Chemola e Valentina Andrei
i corpi sono bruciati, i resti seppelliti alle Giarre in terra maledetta.
I beni delle donne confiscati.
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marinocastellan ,Karol Józef Wojtyła,(che come Uomo ammiravo tantissimo) nei confronti degli Ebrei, ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Israele ed ha chiesto perdono per le mancanze e i peccati dei cristiani verso i "fratelli maggiori" nel corso dei secoli.E il perdono l'ha chiesto anche per altro.
Comunque gli errori ed ORRORI della chiesa cattolica sono stati enormi e con me,sfondi una porta aperta. http://www.youtube.com/watch?v=FjLbZ_PO9hU Ciao!
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Originariamente Scritto da Il cavaliere nero Visualizza MessaggioUn suo discendente... (1980) DIO VITA E OPERE
JEAN D'ORMESSON
X CAVALIERE: nella bibbia tradotta in Greco,poi in Latino e poi in Italiano,ogni cosa esisteva già prima che Dio
la creasse:alla fine del primo giorno sta scritto:"E fu sera e fu mattina,il primo giorno."
Ma la sera e la mattina hanno bisogno della terra e del sole per esistere.Ma la terra e il sole furono creati il IV
giorno.
Poi si legge che Dio creò l'umanità composta da maschi e da femmine e poi crea Adamo come primo uomo ecc.ecc.
Chi ha sbagliato? Chi ha scritto o chi ha tradotto? Hanno sbagliato coloro che hanno tradotto e ancor di più,
coloro che hanno interpretato un testo che è già errato.
NB: la Bibbia è scritta in Ebraico consonantico,coè senza vocali e,prima dell'invenzione della stampa,chiunque poteva aggiungere le vocali asuo piacimento storpiando il testo.

Il caos
CAPITOLO PRIMO
In cui il nulla e il tutto non si distinguono l’uno dall’altro.
In quel tempo, il tempo non esisteva ancora. E il tutto e il nulla non si distinguevano l’uno dall’altro. Non c’era né giorno né notte, né numero né cifre, né colore e neppure spazio. E nessuno pensava nulla Non c’era né terra né acque, né cielo. Non c’era universo.
Non c’era nulla. E questo nulla si confondeva con tutto.
Nessuno regnava su questo nulla. E questo Nessuno era Dio. E questo Nessuno era la persona di Dio. Dio era assolutamente solo e assolutamente potente. E poiché non regnava su nulla, regnava su tutto. E poiché regnava su tutto, non regnava su nulla.
Dio era eterno. Non perché il tempo lo risparmiasse, ma perché né Dio né il tempo erano ancora al mondo, dal momento che non esisteva nulla. Dio era infinito. Era egli stesso il Nulla che si estendeva a tutto, ed era l’assoluto. Non c’erano limiti alla sua potenza, che non era altro che impotenza dal momento che non si esercitava su nulla, e alla sua solitudine.
Dio era solitudine in mezzo alla solitudine. Ed era assenza nell’assenza. Non aveva nome poiché non c’era linguaggio e poiché non c’era nessuno che lo nominasse. Era immobile, silenzioso, innominato, onnipotente ed eterno.http://www.luchinovisconti.org/pagin...4&id_genere=84
http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_d'Ormesson
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