Fra le varie culture c'è sempre una certa differenza nel modo di concepire e interpretare l'idea di bene e di male.
Così mi chiedevo se alla fine ha senso immaginare una sola morale condivisa in tutto il mondo, oppure le distanze fra gli uomini sono davvero incolmabili e ognuno si faccia le sue regole.
Tutti però sembrano fare una distinzione abbastanza marcata fra i due concetti. Se chiediamo a una persona cos'è il male, forse non lo saprà spiegare, ma lo capisce: è il contrario del bene. Il punto è che bisogna prima stabilire cos'è il bene...e in questo le religioni e le filosofie cercano di dare il loro aiuto, quando non aumentano la confusione.
Prendiamo il taoismo: può sembrare che lì la distanza fra bene e male sia sfumata, ma forse non è proprio così, perché vedere la realtà dominata da due forze antagoniste, simboleggiate dal bianco e dal nero, le quali contengono in sè ognuna il germe della rispettiva avversaria e si alternano e susseguono senza tregua, non è poi molto lontano dal dualismo dei cristiani.
Anche il cristianesimo riconosce questa lotta di forze opposte nel mondo, però la spiega in maniera più schematica, identificando il male con un'entità esterna ( anzi più d'una), e il bene con la divinità, circondata e coadiuvata da angeli e santi.
La cosa più sconvolgente è che su questo tema l'ebraismo, da cui deriva il cristianesimo, se non altro per l'uso comune dell'Antico Testamento come libro sacro, dà una versione molto più raffinata e complessa di quella che conosciamo.
Sto scoprendo cose nuove e sorprendenti sulla Bibbia.
Ad esempio, voi lo sapevate che per gli ebrei dell'Antico Testamento i demoni non esistevano? O meglio, esistevano, ma con un significato diverso da quello che gli danno abitualmente i cristiani.
Il serpente dell'Eden che noi chiamiamo diavolo in ebraico è solo un simbolo, sta ad indicare lo "yetzer harà", cioè la parte materiale e animalesca che Dio ci ha dato per poter vivere, in pratica il senso di sopravvivenza che governa il mangiare, il riprodursi, il difendersi dalle minacce.
Lo "yetzer harà" non è propriamente male, perché Dio può creare solo il bene, ma dev'essere controllato dallo "yetzer hatov", cioè il lato etico, in modo da mantenere sempre l'equilibrio e non permettere il sopravvento dell'avidità, dell'egoismo, della violenza.
Inoltre - va be', questo lo dicono anche altri - il male non esiste, perché ciò che appare male in relazione a un certo individuo o molti in un particolare momento storico è sempre causa di un bene futuro nella mente di Dio.
Satana non è un demone malvagio tanto potente da sfidare il Creatore, questo è un concetto estraneo al monoteismo ebraico, e poi satan non è neanche un nome proprio: "ha satan" significa il nemico, l'accusatore, ed è un uomo. Oppure a volte è un simbolo che rappresenta la parte antagonista di sè, quella che si oppone a tutte le regole etiche, sociali, religiose, vedendole come un limite alla propria felicità.
Allora nell'Eden il serpente che tenta Eva è Eva stessa: simboleggia la sua voglia irrazionale di ribellarsi alle costrizioni, di provare benessere e scoprire nuove cose, anche se vanno contro la volontà del Creatore o contro il bene, inteso come etica.
Maledicendo il serpente, Dio riconosce alla donna la capacità di dominare (schiacciare) la sua parte ribelle (compreso, se vogliamo, l'impulso erotico) meglio del suo compagno: è lei, la prima femmina rappresentata da Eva, la regina della sublimazione.
In questo avevo interpretato male l'Antico Testamento, non si può parlare semplicemente di misoginia. Anche se ancora devo chiarire il senso di tutte quelle ossessive prescrizioni "igieniche".
Gli angeli di cui si parla spesso nella Bibbia non sono vere creature svolazzanti che scendono dalle nuvole; quella è una visione cristiana e tardo giudaica.
Il termine "mal'ach" in ebraico vuol dire inviato, rappresentante di Dio, e non indica un essere spirituale. E' un'azione divina che può essere impersonata da uomini, animali o forze della natura come la pioggia, la grandine, ecc. pronti a scomparire improvvisamente quando la missione è terminata.
Questo valeva per l'ebraismo antico, in seguito la visione cristiana di un mondo popolato da veri angeli alati e demoni cornuti ha influenzato anche gli ebrei sparsi per il mondo. O almeno, così spiegano molto bene proprio qua:
Così mi chiedevo se alla fine ha senso immaginare una sola morale condivisa in tutto il mondo, oppure le distanze fra gli uomini sono davvero incolmabili e ognuno si faccia le sue regole.
Tutti però sembrano fare una distinzione abbastanza marcata fra i due concetti. Se chiediamo a una persona cos'è il male, forse non lo saprà spiegare, ma lo capisce: è il contrario del bene. Il punto è che bisogna prima stabilire cos'è il bene...e in questo le religioni e le filosofie cercano di dare il loro aiuto, quando non aumentano la confusione.
Prendiamo il taoismo: può sembrare che lì la distanza fra bene e male sia sfumata, ma forse non è proprio così, perché vedere la realtà dominata da due forze antagoniste, simboleggiate dal bianco e dal nero, le quali contengono in sè ognuna il germe della rispettiva avversaria e si alternano e susseguono senza tregua, non è poi molto lontano dal dualismo dei cristiani.
Anche il cristianesimo riconosce questa lotta di forze opposte nel mondo, però la spiega in maniera più schematica, identificando il male con un'entità esterna ( anzi più d'una), e il bene con la divinità, circondata e coadiuvata da angeli e santi.
La cosa più sconvolgente è che su questo tema l'ebraismo, da cui deriva il cristianesimo, se non altro per l'uso comune dell'Antico Testamento come libro sacro, dà una versione molto più raffinata e complessa di quella che conosciamo.
Sto scoprendo cose nuove e sorprendenti sulla Bibbia.
Ad esempio, voi lo sapevate che per gli ebrei dell'Antico Testamento i demoni non esistevano? O meglio, esistevano, ma con un significato diverso da quello che gli danno abitualmente i cristiani.
Il serpente dell'Eden che noi chiamiamo diavolo in ebraico è solo un simbolo, sta ad indicare lo "yetzer harà", cioè la parte materiale e animalesca che Dio ci ha dato per poter vivere, in pratica il senso di sopravvivenza che governa il mangiare, il riprodursi, il difendersi dalle minacce.
Lo "yetzer harà" non è propriamente male, perché Dio può creare solo il bene, ma dev'essere controllato dallo "yetzer hatov", cioè il lato etico, in modo da mantenere sempre l'equilibrio e non permettere il sopravvento dell'avidità, dell'egoismo, della violenza.
Inoltre - va be', questo lo dicono anche altri - il male non esiste, perché ciò che appare male in relazione a un certo individuo o molti in un particolare momento storico è sempre causa di un bene futuro nella mente di Dio.
Satana non è un demone malvagio tanto potente da sfidare il Creatore, questo è un concetto estraneo al monoteismo ebraico, e poi satan non è neanche un nome proprio: "ha satan" significa il nemico, l'accusatore, ed è un uomo. Oppure a volte è un simbolo che rappresenta la parte antagonista di sè, quella che si oppone a tutte le regole etiche, sociali, religiose, vedendole come un limite alla propria felicità.
Allora nell'Eden il serpente che tenta Eva è Eva stessa: simboleggia la sua voglia irrazionale di ribellarsi alle costrizioni, di provare benessere e scoprire nuove cose, anche se vanno contro la volontà del Creatore o contro il bene, inteso come etica.
Maledicendo il serpente, Dio riconosce alla donna la capacità di dominare (schiacciare) la sua parte ribelle (compreso, se vogliamo, l'impulso erotico) meglio del suo compagno: è lei, la prima femmina rappresentata da Eva, la regina della sublimazione.

In questo avevo interpretato male l'Antico Testamento, non si può parlare semplicemente di misoginia. Anche se ancora devo chiarire il senso di tutte quelle ossessive prescrizioni "igieniche".

Gli angeli di cui si parla spesso nella Bibbia non sono vere creature svolazzanti che scendono dalle nuvole; quella è una visione cristiana e tardo giudaica.
Il termine "mal'ach" in ebraico vuol dire inviato, rappresentante di Dio, e non indica un essere spirituale. E' un'azione divina che può essere impersonata da uomini, animali o forze della natura come la pioggia, la grandine, ecc. pronti a scomparire improvvisamente quando la missione è terminata.
Questo valeva per l'ebraismo antico, in seguito la visione cristiana di un mondo popolato da veri angeli alati e demoni cornuti ha influenzato anche gli ebrei sparsi per il mondo. O almeno, così spiegano molto bene proprio qua:



" Mi sembra che questo intendesse Paolo, un pensiero di incoraggiamento ma nello stesso tempo abbattimento di ogni falsa modestia.


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