Pontifex e il femminicidio: quale spiritualita'?

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  • Artemis
    Opinionista
    • 04/06/07
    • 5863

    #1

    Pontifex e il femminicidio: quale spiritualita'?

    Ammetto che il termine "femminicidio" sia un po' infelice.
    Ma non capisco sinceramente chi continua a dire "e vabbé esiste già il termine omicidio che basta e avanza"; non basta, non avanza e neanche determina un fenomeno specifico che è inutile ignorare, che esiste e che è ampiamente dimostrato dalle statistiche, quel fenomeno per cui un uomo decide di disfarsi della propria fidanzata/compagna/moglie/amante/ex uccidendola, per una serie di moventi che poi dicono tutti la stessa cosa: "non posso più controllarla, per cui la uccido" (questo in linea di massima, ovviamente).
    Adesso vi chiederete che ci azzecca con Religioni e spiritualità. Mi auguro che molti di voi non ricordino se non molto lontanamente le idiozie che un tempo scrivevo in questo forum, alla veneranda età di sedici anni. Adesso ne ho venti e fortunatamente mi sono liberata di certi preconcetti medioevali.
    Detto questo, vi invito a leggere questo post http://www.pontifex.roma.it/index.ph...olte-provocano.

    Il titolo potrebbe già indurvi conati di vomito, ma vi prego, armatevi di forza d'animo, e leggetelo.
    Indipendentemente dal fatto che il signor individuo Bruno Volpe andrebbe immediatamente internato in una casa di cura, il punto della questione e la discussione che vorrei suscitare è un'altra, ponendo l'accento sul fatto che credo ancora fermamente e sicuramente in maniera più profonda di prima in Gesù Cristo, e quindi sul fatto che io non sia atea/agnostica o che dir si voglia.

    Con quale permesso costoro si arrogano il diritto di scrivere certe gravissime e sottolineo gravissime affermazioni nel nome di Gesù Cristo?
    Vedete, un ateo può legittimamente dire "la religione è l'oppio dei popoli, è la prova che la religione annebbia il cervello, i cattolici sono tutti così, ipocriti e maschilisti, Dio non esiste" et cetera. Ma chi crede? Chi crede può accettare tutto questo? Alla luce di tutto quello che Gesù ci ha lasciato, quanto, e dico quanto sono lontani certi cattolici che tutto fanno, tranne che avvicinare le persone al cristianesimo, e che sono le persone da cui la Chiesa dovrebbe prendere seriamente le distanze? (ma se è essa stessa composta da queste menti! - direte voi. Infatti.)
    Non so fino a che punto riesco a fare trapelare la mia rabbia, ma devo essere costretta a dire in giro di essere cristiana ma non cattolica per paura di entrare nell'etichetta che ovviamente riguarda me e questi esseri viscidi?
    L'articolo è di un maschilismo inaudito, è apologia della violenza sulle donne. Queste donne, come si permettono ad essere indipendenti? A trascurare la casa? Logico che gli uomini impazziscono! Ditemi voi, Gesù non inorridisce davanti a tutto questo?

    La spiritualità è diventata, per costoro, guardare alle varie encicliche citandone righe su righe, ai dogmi millenari, ai pregiudizi che si perdono nella notte dei tempi, a certe involuzioni antropologiche e dimenticare la cosa fondamentale: Gesù e il suo insegnamento. Che è qualcosa di modernissimo e di rivoluzionario.
    Io sono seriamente turbata per il destino del cattolicesimo, e del cristianesimo di conseguenza, perché tutto questo dà una visione fuorviante della Religione, quella autentica, con la R maiuscola, quella dell'amore, degli umili, del dono di sé, del perdono, di Gesù.
    L'auctoritas su cui basano certe affermazioni sono pur sempre affermazioni di uomini anche del II, III secolo d.C., che per quanto "autorevoli" possano essere, sempre di uomini trattasi, di uomini vissuti in quel contesto storico e socio-culturale. (lasciamo perdere poi le questioni filologiche... quello è un bell'altro argomento interessante)
    Se la Chiesa ha sbagliato con San Francesco, con Giovanna d'Arco, con Galilei, chi mi assicura che non stia sbagliando anche adesso, per dire, con gli omosessuali?

    Tornando all'articolo, non vedo una parola, non una sola, riconducibile all'insegnamento di Cristo.
    Io vedo solo una mentalità più vecchia della cucca, come si dice da noi, che nulla ha a che fare con la religione, e che è un fattore culturale, una fotografia, un'istantanea di mille anni fa fossilizzatasi in certi uomini "cattolici" che giustificano questa mentalità con presunte basi cristiane.
    ουδὲ τεθνάσι θανόντες
  • Macchia nera
    Banned
    • 10/09/10
    • 1286

    #2
    Io sono seriamente turbata per il destino del cattolicesimo, e del cristianesimo di conseguenza
    ma

    Invece di turbarti , masturbati. Se trovi qualcuno che ti scopa ancora meglio



    Adesso spiega al mondo come cazzo sei finita su quel sito. Masochismo ?

    Comment

    • Macchia nera
      Banned
      • 10/09/10
      • 1286

      #3
      Ah tra l'altro l'ultima tipa ammazzata dal maschio era un barile di merda , inadatta a provocare qualcosa oltre a dei conati di vomito

      Lui



      Lei




      quindi la tesi della provocazione è una cazzata.

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      • Artemis
        Opinionista
        • 04/06/07
        • 5863

        #4
        Della mia vita sessuale non è necessario che ti prenda pena; anzi, se ti fa sentire più tranquillo, posso dire di essere abbastanza apposto da quel punto di vista.
        Adesso, seriamente, io sono preoccupata perché il cristianesimo è la mia religione. Non vedo cosa ci sia di strano...
        Ci sono finita perché ho letto il link su Facebook.
        ουδὲ τεθνάσι θανόντες

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70515

          #5
          Macchia nera, chi ti credi di essere per trattare di merda gli utenti, spiegamelo un po'? Intanto che ci pensi ti fai un giretto di qualche giorno, chissà che il Natale non ti faccia bene.
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Tornando all'articolo, non vedo una parola, non una sola, riconducibile all'insegnamento di Cristo.
            Magari i predicatori accreditati di quel verbo ci leggono altri significati.

            Don Piero, il folle discorso di Natale
            "Femminicidio? Colpa delle donne"

            Il parroco di San Terenzo, nel comune di Lerici, pubblica le sue tesi sulla bacheca della chiesa: "Fate un'esame di coscienza. Voi provocate gli istinti e vi andate a cercare i guai"
            Il femminicidio? Colpa delle donne che "provocano". Parola del parroco di San Terenzo, un piccolo paese che si affaccia sul golfo della Spezia cantato da poeti di tutto il mondo. In una lettera affissa nella bacheca della Chiesa, don Piero Corsi si scaglia contro le donne e le loro "responsabilità" nei confronti di omicidi, stupri e violenze sessuali. La tesi è semplice: "Colpa della donna che provoca con abiti succinti".

            Nel documento si legge, testualmente: "femminicidio: le donne facciano autocritica quante volte provocano?" o, ancora "possibile che in un sol colpo siano impazziti tutti?" "cadono nell'arroganza e si sentono indipendenti" o, ancora "donne e ragazze in abiti succinti provocano gli istinti facciano un sano esame di coscienza: forse ce lo siamo andato a cercare".
            Il parroco di San Terenzo, nel comune di Lerici, pubblica le sue tesi sulla bacheca della chiesa: "Fate un esame di coscienza. Voi provocate gli istinti e…


            Non a caso lo stereotipo della tentazione fu ritagliato sulla femmina in cui una mente relativamente fragile potrebbe interpretare una giustificazione quando non un mandato divino al contrasto del male attraverso la soppressione dei sui simboli ufficiali.
            Ci si somma qualche contrasto di umana natura e la miscela esplosiva è pronta.
            Last edited by Il gatto; 25-12-2012, 12:11.

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66045

              #7
              Che confusione, ragazzi! Qua è necessario mettere i puntini sulle "i" e tornare alle origini....tornare all'essenziale:

              CATECHISMO CHIESA CATTOLICA

              2334 « Creando l’uomo "maschio e femmina", Dio dona la dignità personale in egual modo all’uomo e alla donna ».
              « L’uomo è una persona, in eguale misura l’uomo e la donna: ambedue infatti sono stati creati ad immagine e somiglianza del Dio personale ».

              Pari dignità e reciprocità
              [1053] I racconti della creazione sottolineano sia la pari dignità sia la distinzione e la reciprocità tra uomo e donna. Ci mettono così in guardia da soluzioni semplicistiche e unilaterali.
              Uomo e donna sono ambedue soggetti liberi, dotati di piena umanità; sono però anche due modi di essere al mondo, di vedere la realtà e di comunicare. In essi la pienezza umana si trova polarizzata in maniera diversa. Nell’uno di solito appaiono accentuate l’aggressività, la capacità di iniziativa, l’attività esteriore produttiva. Nell’altra si concentra la ricchezza simbolica della maternità, cioè l’interiorità, l’accoglienza, la cura della vita fisica e spirituale, la tenerezza, la premura per la crescita, la difesa di ciò che è debole.
              Emancipazione della donna non può allora significare omologazione pura e semplice. Le deve senz’altro essere riconosciuto il diritto di inserirsi da protagonista nella vita familiare, professionale, sociale, culturale ed ecclesiale; ma anche di portarvi la sua originalità e il suo genio. La gestione della famiglia e l’organizzazione sociale vanno ripensate in modo da valorizzare il più possibile il diverso apporto di ambedue i sessi e attivare un ricco scambio di esperienze.
              L’uomo deve essere responsabilizzato, come marito e come padre, a condividere il peso quotidiano della vita familiare. La donna non deve inseguirlo sulla via dell’affermazione individualistica di sé e del consumismo sessuale. Il lavoro produttivo di per sé è un bene per ambedue; non dovrebbe però essere una scelta obbligata. Di qui l’esigenza di un riconoscimento culturale ed economico del lavoro domestico e del ruolo sociale della famiglia.
              [1054] Pari dignità, distinzione, reciprocità, complementarità caratterizzano il rapporto tra l’uomo e la donna e costituiscono il criterio generale per valorizzare la presenza di ambedue i sessi nella famiglia, nella società e nella Chiesa.

              La questione sottoposta da Artemis è, in ultima analisi, IL PECCATO. Esso (il peccato) contamina e rende schiavi tutti. Uomini e Donne.
              Ed è presente nella società come nella Chiesa. La società non è fatta tutta da Angeli e non è fatta tutta da Dèmoni. Ma da Angeli e Dèmoni.
              La Chiesa non è fatta tutta da Angeli e non è fatta tutta da Dèmoni. Ma da Angeli e Dèmoni. Stà scritto. E lo stesso Gesù Cristo lo esplicita magnificamente nella parabola del grano e della zizzania.....

              " In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
              Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
              amate i vostri nemici

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Facile voler acquisire i meriti del predicare bene chiedendo di dimenticare il razzolare male e quindi proposi da santi e maestri di vita di tutti.

                Comment

                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66045

                  #9
                  Questo è l'insegnamento che la Chiesa trae dalla Parola di Dio: Poi ognuno rimane perfettamente libero di accettare o di rifiutare, Gatto.
                  Quando nella coppia si sceglie di non vedere più, nell'altro, il proprio completamento, è chiaro che si dà adito all'egoismo e all'individualismo, con le conseguenze che i fatti di questi ultimi giorni hanno amaramente esplicitato.
                  amate i vostri nemici

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Insegnamento che viene diffuso, attualizzato e correttamente interpretato dai ministri di quella stessa chiesa, ministri che sembrano pensare in numeri significativi cosette diverse da quello che ci propini tu tanto per mettere una pezza a tutto e fare tutti contenti.

                    Comment

                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Due parroci dediti allo “spirito”

                      Uno è il nostro buontempone dedito alla conversione delle peccatrici, l'altro è dedito allo schiacciamento degli infami

                      Il primo ad aver alzato un po’ troppo il gomito col calice è stato don Gianfranco Rolfi, della chiesa di San Felice in Piazza a Firenze. Il quale ha allestito un presepe, secondo la tradizione francescana, ma ci ha aggiunto un tocco di livore e d’odio, assai poco francescano. Ha infatti affisso come sfondo un cartellone sul quale troneggiava il motto di Voltaire: “schiacciate l’infame”. E ha indicato come esempi di infami, con tanto di foto, Hitler, Stalin e Pol Pot in prima fila, e Corrado Augias, Vito Mancuso, Margherita Hack e me in seconda.

                      Comment

                      • Lex
                        #trollingeveryday
                        • 11/04/10
                        • 6422

                        #12
                        ragazi non date credito a pontifex per carità ora che i commenti sono a pagamento non si può nemmeno bestemiargli contro
                        schusa sono scemo
                        si ono che sono scemo
                        mi ritengo scemo

                        Comment

                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          L'obolo di pietro piange miseria.

                          ''La Chiesa faccia mea culpa''
                          Secondo il prete che da anni lavora per il recupero dei tossicodipendenti don Corsi ha dei "gravi problemi personali legati alla sessualità", ma una colpa più grande ha il clero che
                          "pensa solo alle offerte dei fedeli, all'Imu e al potere e non a fare i pastori di anime"


                          Ohibò, combattono i demoni liberati dalle catene e contano li sordi che entrano, che si vuole di più, ancora co sta storia di pecorelle da accudire quando sono ottime arrosto e pastorelli vestiti di crine, ma dove, questo pazzeggia.

                          ha attribuito alle donne la volontà di provocare e ha dato del "frocio" a un giornalista, chiamando ogni cosa col proprio nome, semmai da punire perchè poco politico senza autorizzazione superiore.
                          Last edited by Il gatto; 27-12-2012, 15:29.

                          Comment

                          • Misterikx
                            whatever..
                            • 24/03/05
                            • 15327

                            #14
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Che confusione, ragazzi! Qua è necessario mettere i puntini sulle "i" e tornare alle origini....tornare all'essenziale:

                            CATECHISMO CHIESA CATTOLICA

                            2334 « Creando l’uomo "maschio e femmina", Dio dona la dignità personale in egual modo all’uomo e alla donna ».
                            « L’uomo è una persona, in eguale misura l’uomo e la donna: ambedue infatti sono stati creati ad immagine e somiglianza del Dio personale ».

                            Pari dignità e reciprocità
                            [1053] I racconti della creazione sottolineano sia la pari dignità sia la distinzione e la reciprocità tra uomo e donna. Ci mettono così in guardia da soluzioni semplicistiche e unilaterali.
                            Uomo e donna sono ambedue soggetti liberi, dotati di piena umanità; sono però anche due modi di essere al mondo, di vedere la realtà e di comunicare. In essi la pienezza umana si trova polarizzata in maniera diversa. Nell’uno di solito appaiono accentuate l’aggressività, la capacità di iniziativa, l’attività esteriore produttiva. Nell’altra si concentra la ricchezza simbolica della maternità, cioè l’interiorità, l’accoglienza, la cura della vita fisica e spirituale, la tenerezza, la premura per la crescita, la difesa di ciò che è debole.
                            Emancipazione della donna non può allora significare omologazione pura e semplice. Le deve senz’altro essere riconosciuto il diritto di inserirsi da protagonista nella vita familiare, professionale, sociale, culturale ed ecclesiale; ma anche di portarvi la sua originalità e il suo genio. La gestione della famiglia e l’organizzazione sociale vanno ripensate in modo da valorizzare il più possibile il diverso apporto di ambedue i sessi e attivare un ricco scambio di esperienze.
                            L’uomo deve essere responsabilizzato, come marito e come padre, a condividere il peso quotidiano della vita familiare. La donna non deve inseguirlo sulla via dell’affermazione individualistica di sé e del consumismo sessuale. Il lavoro produttivo di per sé è un bene per ambedue; non dovrebbe però essere una scelta obbligata. Di qui l’esigenza di un riconoscimento culturale ed economico del lavoro domestico e del ruolo sociale della famiglia.
                            [1054] Pari dignità, distinzione, reciprocità, complementarità caratterizzano il rapporto tra l’uomo e la donna e costituiscono il criterio generale per valorizzare la presenza di ambedue i sessi nella famiglia, nella società e nella Chiesa.

                            La questione sottoposta da Artemis è, in ultima analisi, IL PECCATO. Esso (il peccato) contamina e rende schiavi tutti. Uomini e Donne.
                            Ed è presente nella società come nella Chiesa. La società non è fatta tutta da Angeli e non è fatta tutta da Dèmoni. Ma da Angeli e Dèmoni.
                            La Chiesa non è fatta tutta da Angeli e non è fatta tutta da Dèmoni. Ma da Angeli e Dèmoni. Stà scritto. E lo stesso Gesù Cristo lo esplicita magnificamente nella parabola del grano e della zizzania.....

                            " In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
                            Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
                            i puntini sulle i li ha messi la gerarchia clericale, prendendo le distanze dall´iniziativa del prete..:
                            (ANSA) - GENOVA, 27 DIC - ''Mi prendero' un periodo di riposo e di riflessione ma non lascio la tonaca'': lo ha detto don Piero Corsi
                            quindi ,catapultandoti a "mettere i puntini sulle i " hai dato l´ennesima prova che i cattolici interpretano ognuno a modo suo le scritture..ahime´
                            " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                            • conogelato
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                              • 17/07/06
                              • 66045

                              #15
                              La Chiesa esplicita nellla sua dottrina morale (nel Catechismo) cosa vuol dire DONNA, cosa vuol dire AMORE e cosa vuol dire RAPPORTO DI COPPIA. Ed è chiarissima, al riguardo. Se poi qualcuno se ne allontana (magari riparandosi dietro una tonaca) bene fà essa a prenderne le distanze....
                              amate i vostri nemici

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