Quale fine ultimo promette Gesù?

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #1

    Quale fine ultimo promette Gesù?

    Un fine in tutto simile a quello di YHWH, il quale in Esodo parla di Israele sua proprietà e in Deuteronomio di bene per Israele, del bene che il suo popolo avrà vivendo secondo la sua Legge. Gesù promette la beatitudine in cui sarà ognuno che edificherà il Regno dei giusti.

    La summula di felicità che ho raccolto è costituita da nove brevi Logoi mentre Luca ne ha una con quattro ( Lc 6,20-22), ciascuno dei quali è introdotto dalla festosa parola "felici". YHWH in Esodo e Deuteronomio, allorché consegna le prime Dieci Parole della sua Torah, non la usa, non perché tema che i suoi figli non la sappiano apprezzare, ma perché la parte più severa della conversione è ancora da fare e la voce "felici" risulterebbe desueta. Io ho potuto scegliere di porre avanti la Torah secondo la spiegazione di Gesù la summula di felicità che ripete per nove volte, fino a creare mille inaspettati echi, la voce "felici e beati", perché non soltanto risultasse splendente l'impegno di Gesù per la felicità dell'adamo di Israele e l'uomo del mondo, ma si comprendesse altresì che il tempo di quella felicità è vicino.
    "Tutta la felicità" possibile da augurare e da ricevere, è entrata nella Torah e nei Profeti dal mondo degli Elleni, presso i quali celebra la felicità degli Dei, frutto dell'immortalità e della libertà, o degli uomini, risultato del possesso delle virtù e dei beni immediati della vita e insieme della capacità di tener lontane le pene e le preoccupazioni dell'esistenza.
    Nella mia lingua corrisponde al sostantivo 'eSheR, nella tua a beatus, e proclama un'altra beatitudine, quella di ogni figlio d'Israele che riceve da YHWH ogni suo bene adamico, soprattutto i precetti di vita, e la sapienza ed il timore del Dio, e li gode: " Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi [...] poiché in Torah di YHWH si compiace (Sal 1,1s); o "Beato l'uomo che teme YHWH, nei suoi precetti gode molto" (
    Sal 112,1).
    Nella Torah di Mosè appare solo una volta , in Deuteronomio (33,29), alla fine delle benedizioni che ilò più pio degli adamo invoca sui figli d'Israele: " Te beato, o Israele, chi è come te, popolo salvato in YHWH [...], i tuoi nemici ti negheranno, tu sopra le loro alture camminerai."
    Essa riguarda il "dominio" pacifico che Israele eserciterà sulle genti, grazie all'autorità che raggiungerà con l'osservanza della Legge del suo Dio.
    nella buona novella di Gesù la stessa voce celebra la beatitudine che viene al discepolo dai beni del Regno dei giusti, mentre li accoglie e pratica, e mentre gode o soffre per essi in via o li vede definitivi in dimora.
    Felicità terrestre per gli uomini quella del mondo degli Elleni, felicità dei giusti per l'adamo d'Israele quella della Torah e dei Profeti, beatitudine dei giusti, tutta la beatitudine, tutta la felicità per ogni discepolo quella che viene dalla buona novella di Gesù.
    Questa mia summula di felicità mette insieme nove condizioni di vita adamica, frutto dell'accoglimento della Torah di YHWH e insieme doti per accedere al Regno dei Cieli ed ai suoi beni. Nove serene affermazioni più che sentenze costruite secondo una formula letteraria di facile comprensione, tali da renderle aperte anche ai più piccoli, anche ai non ancora adamo, nove habitus da acquisire e in cui stare, inconsueti e stolti per il "mondo", oggetti da desiderare e raggiungere, offerti al discepolo, considerati della debolezza, in realtà della forza per colui che ha deciso di entrare nel regno dei giusti.

    Sembra sia stata scritta da Matteo a Cornelio per rinfrancarlo sulla saldezza del suo vangelo.
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #2
    I "segni" della presenza del Regno dei Cieli.

    Il primo dei fatti ha come primo attore l'adamo luminoso che è Giovanni il battezzatore: "Giovanni, avendo inteso nel carcere delle opere del messia, attraverso i suoi discepoli che mandò gli disse: "Sei tu colui il veniente o un altro dobbiamo aspettare?"
    Egli non è più nel deserto di Israele, nella sua veste tragica di peli di cammello, predicatore della "conversione", voce che continua la voce di Gioele, di Giona, di Geremia, e battezzatore di tutti coloro che gli vengono appresso da Gerusalemme e da tutta la Giudea e da tutta le regione del Giordano; egli è "nella prigione" in cui l'ha posto Erode o nella "prigione" in cui l'ha posto una tradizione messianica, che vedeva il Messia, il Cristo, principalmente come giudice che condanna gli empi.
    Giovanni, dopo essersi "consegnato" ai suoi discepoli ed a Israele, nonostante sia prigioniero, non cessa di attendere colui che sarebbe venuto al suo posto; non distrae la sua attenzione da colui che avrebbe continuato la predicazione della "conversione" per il Regno dei Cieli. E questa sua attesa lo premia, gli permette infatti "di udire nel carcere le opere del Messia".
    Cosa significa udire? Come la sua originaria voce ebraica ShaMa' , oltre a "dire, sentire", può significare "prestare ascolto, intelligere, comprendere e accogliere". Giovanni "nella prigione", metafora della sua condizione di adamo che è prima dell'evangelo, ode semplicemente oppure comprende?
    Giovanni è il passato del Messia e delle sue opere: conosce le opere del Messia, descritte da Malachia, che saranno "come il fuoco del fonditore e la lisciva dei lavandai, che siederà a separare le scorie e a purgare l'argento", l'ha detto durante la sua predicazione, conosce quelle del Messia secondo Isaia, che consisteranno nel "recare un annuncio agli umili [....], curare coloro che hanno il cuore spezzato, proclamare ai prigionieri la libertà, togliere i vincoli a chi è legato, e sentendo parlare di "opere del Cristo", del Messia, brama sapere chi sia colui che le compie.

    continua

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    • Misterikx
      whatever..
      • 24/03/05
      • 15327

      #3
      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
      [B](................................................. .................................................. ...........................)

      continua
      finito il wall un sunto perfavore.
      grazie
      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #4
        Io credo che l'analisi valga più della sintesi, ovviamente quando piace, altrimenti, da noi si dice "taja"....senza cuci.
        Però prima vorrei ambientare il cervello per capire il concetto di adam, perché tale concetto è strettamente legato alla religione ebraica e quindi anche al tempo di Gesù, poi se riesco sintetizzo; nel frattempo tu puoi ignorarle.
        Che vuol dire wall?
        Last edited by crepuscolo; 23-03-2013, 17:58.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Che vuol dire wall?
          Che hai scritto una parete del muro del pianto.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #6
            Bello il video, ma ti informo che a Gerusalemme non ci sono mai andato, almeno in questa vita

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Mo lo hai fatto te il tuo muro su cui piangere, non è necessario che vai la.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #8
                ...ma come? faccio sempre un sacco di risate da svariati anni, la prova ne è la mie faccine, mai ho messo la faccina del pianto su discutere.it, puoi sempre riscontrarlo.
                Il muro del pianto è un regalino della coppia Vespasiano/Tito ai nemici del potere di Roma: " Vi abbiamo lasciato (a chi è rimasto ovviamente) un pezzo di muro su cui riflettere; dov'è il vostro Dio?"; più o meno sarà stato questo il pensiero di commiato dell'imperatore Tito dopo la distruzione del Tempio, con tesoro appresso.
                Comunque quello che ho scritto non è mio ma mi piace molto il modo in cui l'autore descrive il pensiero ebraico che traspare dalla Bibbia; qualsiasi persona voglia cercare di comprendere chi era Gesù deve per forza ambientarsi altrimenti ne risulterebbe un Gesù rimodulato a nostro uso e consuma, e lontano da quello che Gesù è stato veramente.
                Fare discorsi del genere risulta indigesto sia al clero che all'ateo, l'uno perché da più importanza al rito ed ai sacramenti l'altro perché non gliene fregasse un tubo.

                Morale
                Di solito chi scrive si legge pure
                Last edited by crepuscolo; 23-03-2013, 20:44.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Scrivere puo' benissimo essere una riflessione propria piu' organizzata di quella mentale per uso proprio dove l'interazione serve per affinarla e il dire agli altri puo' essere accessorio e funzionale allo scopo.
                  Come mettere un macchinario sul banco di prova che lo stressa e vedere come va e dove calibrarlo.

                  E il muro era di pianto per gli ebrei ma di allegria per i romani al che una parete puo' rappresentare tante cose diverse, dipende dall'uso proprio.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #10
                    Infatti mi sembra che per gli Ebrei passare sotto l'arco di Tito sarebbe come per noi passare sotto una scala.
                    Se quello che riporto sia ad uso personale non lo so, tanto più che posseggo il libro, e riscrivere non è una gran cosa; la mia idea è che probabilmente può servire conoscere certe cose ( sono libri assai rari da imbattersi, per i più sconosciuti) per vuol conoscere di più sull'argomento Regno dei Cieli tradotto in Regno di Dio, che tanto spesso viene citato senza la benché minima conoscenza della sua origine.
                    Ovviamente se dopo un po' mi accorgo che sono io che se le scrive e se le legge, beh allora ci faremo quattro risate. Non vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato, qualche sperduto curioso per caso può capitare.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #11
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      Bello il video, ma ti informo che a Gerusalemme non ci sono mai andato, almeno in questa vita
                      Crep, devi assolutamente colmare tale lacuna: Devi assolutamente andarci, a Gerusalemme, prima di passare a miglior vita
                      amate i vostri nemici

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #12
                        Non sono mica S. Tommaso. Mi accontento di sognare.
                        Per quanto riguarda la miglior vita la prima cosa che mi viene in mente sono un bel "par de corni" per via della superstizione o un bel "par de coioni" con gesto come antisfiga. Per morire c'è sempre tempo.
                        Last edited by crepuscolo; 23-03-2013, 23:11.

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #13
                          No...no...suvvìa, organìzzati in qualche modo, amico mio: Coi pensionati, col filo d'argento, col dopolavoro ferroviario, con l'associazione marchigiana artigiani, con una corale di voci bianche ma....regàlati questo viaggio nei luoghi della fede!
                          amate i vostri nemici

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #14
                            tu lo sai benissimo che una cosa più è desiderata e più piace.
                            ma piuttosto non ho sentito un tuo commento su ciò che ho riportato sopra.

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #15
                              Bel lavoro, mi piace. Soprattutto quando hai parlato dello Shemah: Oltre che semplice "udire", vuol dire "ascoltare"...."accogliere"
                              amate i vostri nemici

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