Un fine in tutto simile a quello di YHWH, il quale in Esodo parla di Israele sua proprietà e in Deuteronomio di bene per Israele, del bene che il suo popolo avrà vivendo secondo la sua Legge. Gesù promette la beatitudine in cui sarà ognuno che edificherà il Regno dei giusti.
La summula di felicità che ho raccolto è costituita da nove brevi Logoi mentre Luca ne ha una con quattro ( Lc 6,20-22), ciascuno dei quali è introdotto dalla festosa parola "felici". YHWH in Esodo e Deuteronomio, allorché consegna le prime Dieci Parole della sua Torah, non la usa, non perché tema che i suoi figli non la sappiano apprezzare, ma perché la parte più severa della conversione è ancora da fare e la voce "felici" risulterebbe desueta. Io ho potuto scegliere di porre avanti la Torah secondo la spiegazione di Gesù la summula di felicità che ripete per nove volte, fino a creare mille inaspettati echi, la voce "felici e beati", perché non soltanto risultasse splendente l'impegno di Gesù per la felicità dell'adamo di Israele e l'uomo del mondo, ma si comprendesse altresì che il tempo di quella felicità è vicino.
"Tutta la felicità" possibile da augurare e da ricevere, è entrata nella Torah e nei Profeti dal mondo degli Elleni, presso i quali celebra la felicità degli Dei, frutto dell'immortalità e della libertà, o degli uomini, risultato del possesso delle virtù e dei beni immediati della vita e insieme della capacità di tener lontane le pene e le preoccupazioni dell'esistenza.
Nella mia lingua corrisponde al sostantivo 'eSheR, nella tua a beatus, e proclama un'altra beatitudine, quella di ogni figlio d'Israele che riceve da YHWH ogni suo bene adamico, soprattutto i precetti di vita, e la sapienza ed il timore del Dio, e li gode: " Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi [...] poiché in Torah di YHWH si compiace (Sal 1,1s); o "Beato l'uomo che teme YHWH, nei suoi precetti gode molto" (
Sal 112,1).
Nella Torah di Mosè appare solo una volta , in Deuteronomio (33,29), alla fine delle benedizioni che ilò più pio degli adamo invoca sui figli d'Israele: " Te beato, o Israele, chi è come te, popolo salvato in YHWH [...], i tuoi nemici ti negheranno, tu sopra le loro alture camminerai."
Essa riguarda il "dominio" pacifico che Israele eserciterà sulle genti, grazie all'autorità che raggiungerà con l'osservanza della Legge del suo Dio.
nella buona novella di Gesù la stessa voce celebra la beatitudine che viene al discepolo dai beni del Regno dei giusti, mentre li accoglie e pratica, e mentre gode o soffre per essi in via o li vede definitivi in dimora.
Felicità terrestre per gli uomini quella del mondo degli Elleni, felicità dei giusti per l'adamo d'Israele quella della Torah e dei Profeti, beatitudine dei giusti, tutta la beatitudine, tutta la felicità per ogni discepolo quella che viene dalla buona novella di Gesù.
Questa mia summula di felicità mette insieme nove condizioni di vita adamica, frutto dell'accoglimento della Torah di YHWH e insieme doti per accedere al Regno dei Cieli ed ai suoi beni. Nove serene affermazioni più che sentenze costruite secondo una formula letteraria di facile comprensione, tali da renderle aperte anche ai più piccoli, anche ai non ancora adamo, nove habitus da acquisire e in cui stare, inconsueti e stolti per il "mondo", oggetti da desiderare e raggiungere, offerti al discepolo, considerati della debolezza, in realtà della forza per colui che ha deciso di entrare nel regno dei giusti.
Sembra sia stata scritta da Matteo a Cornelio per rinfrancarlo sulla saldezza del suo vangelo
.
La summula di felicità che ho raccolto è costituita da nove brevi Logoi mentre Luca ne ha una con quattro ( Lc 6,20-22), ciascuno dei quali è introdotto dalla festosa parola "felici". YHWH in Esodo e Deuteronomio, allorché consegna le prime Dieci Parole della sua Torah, non la usa, non perché tema che i suoi figli non la sappiano apprezzare, ma perché la parte più severa della conversione è ancora da fare e la voce "felici" risulterebbe desueta. Io ho potuto scegliere di porre avanti la Torah secondo la spiegazione di Gesù la summula di felicità che ripete per nove volte, fino a creare mille inaspettati echi, la voce "felici e beati", perché non soltanto risultasse splendente l'impegno di Gesù per la felicità dell'adamo di Israele e l'uomo del mondo, ma si comprendesse altresì che il tempo di quella felicità è vicino.
"Tutta la felicità" possibile da augurare e da ricevere, è entrata nella Torah e nei Profeti dal mondo degli Elleni, presso i quali celebra la felicità degli Dei, frutto dell'immortalità e della libertà, o degli uomini, risultato del possesso delle virtù e dei beni immediati della vita e insieme della capacità di tener lontane le pene e le preoccupazioni dell'esistenza.
Nella mia lingua corrisponde al sostantivo 'eSheR, nella tua a beatus, e proclama un'altra beatitudine, quella di ogni figlio d'Israele che riceve da YHWH ogni suo bene adamico, soprattutto i precetti di vita, e la sapienza ed il timore del Dio, e li gode: " Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi [...] poiché in Torah di YHWH si compiace (Sal 1,1s); o "Beato l'uomo che teme YHWH, nei suoi precetti gode molto" (
Sal 112,1).
Nella Torah di Mosè appare solo una volta , in Deuteronomio (33,29), alla fine delle benedizioni che ilò più pio degli adamo invoca sui figli d'Israele: " Te beato, o Israele, chi è come te, popolo salvato in YHWH [...], i tuoi nemici ti negheranno, tu sopra le loro alture camminerai."
Essa riguarda il "dominio" pacifico che Israele eserciterà sulle genti, grazie all'autorità che raggiungerà con l'osservanza della Legge del suo Dio.
nella buona novella di Gesù la stessa voce celebra la beatitudine che viene al discepolo dai beni del Regno dei giusti, mentre li accoglie e pratica, e mentre gode o soffre per essi in via o li vede definitivi in dimora.
Felicità terrestre per gli uomini quella del mondo degli Elleni, felicità dei giusti per l'adamo d'Israele quella della Torah e dei Profeti, beatitudine dei giusti, tutta la beatitudine, tutta la felicità per ogni discepolo quella che viene dalla buona novella di Gesù.
Questa mia summula di felicità mette insieme nove condizioni di vita adamica, frutto dell'accoglimento della Torah di YHWH e insieme doti per accedere al Regno dei Cieli ed ai suoi beni. Nove serene affermazioni più che sentenze costruite secondo una formula letteraria di facile comprensione, tali da renderle aperte anche ai più piccoli, anche ai non ancora adamo, nove habitus da acquisire e in cui stare, inconsueti e stolti per il "mondo", oggetti da desiderare e raggiungere, offerti al discepolo, considerati della debolezza, in realtà della forza per colui che ha deciso di entrare nel regno dei giusti.
Sembra sia stata scritta da Matteo a Cornelio per rinfrancarlo sulla saldezza del suo vangelo
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....senza cuci.

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