Oddio, al diritto privato sovente tocca subire sconfinamenti da parte del diritto pubblico, vuoi nell'economia, vuoi nell'etica. Riterrei tuttavia un fatto grave se lo Stato del terzo millennio si permettesse di legiferare in senso restrittivo sull'aborto, facendo appello a principi etici di matrice religiosa, e per di più produttori di discriminazioni di genere. Però, gatto, dovresti spiegare in che misura l'aborto sia una questione per poveri, non ho capito. E non tornano i conti con la realtà, poiché spesso ad abortire non è la fascia bassa della popolazione. O ti sei ispirato ad una citazione di Oddifreddi? "Non generate se non avete il denaro per mantenere la prole?", frase feconda di pragmatico e triste realismo?
L'aborto è anche la paura dell'uomo di essere rifiutato biologicamente?
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Si, ma nel diritto privato vanno inseriti anche loro: I bimbi in procinto di nascere. Altrimenti ce ne riempiamo solamente la bocca...Originariamente Scritto da Ter Visualizza MessaggioOddio, al diritto privato sovente tocca subire sconfinamenti da parte del diritto pubblico, vuoi nell'economia, vuoi nell'etica. Riterrei tuttavia un fatto grave se lo Stato del terzo millennio si permettesse di legiferare in senso restrittivo sull'aborto, facendo appello a principi etici di matrice religiosa, e per di più produttori di discriminazioni di genere. Però, gatto, dovresti spiegare in che misura l'aborto sia una questione per poveri, non ho capito. E non tornano i conti con la realtà, poiché spesso ad abortire non è la fascia bassa della popolazione. O ti sei ispirato ad una citazione di Oddifreddi? "Non generate se non avete il denaro per mantenere la prole?", frase feconda di pragmatico e triste realismo?amate i vostri nemici
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Ho preso atto che il ricco se non vede favorevole al suo voluto il diritto italiano va a fruire di quello svizzero o francese, senza escludere l'australia se la sua risposta sta la e fruendo di servizi collaterali per nulla disprezzabili.
Certo paga, ma avendo le possibilta' cio' pesa meno di un ticket.
I poveri sono invece intrappolati nel diritto locale quindi sono le loro vicissitudini a motivarne la traformazione.
Se tutti fossero stati ricchi non si poneva nemmeno il problema potendo ciascuno provvedere in proprio, ancora meno di mettere gli oneri a arico del ssn con relative problematiche.
Non è così elementare come ti farebbe comodo visto che il diritto opera su ciò che esiste in vita e come tale viene riconosciuto e qui nascono le prime contese,poi una fonte basilare del diritto è la consuetudine e non volere figli indesiderati non è una novità di ieri, anzi da ieri i feti sono dotati di anima.Si, ma nel diritto privato vanno inseriti anche loro: I bimbi in procinto di nascere. Altrimenti ce ne riempiamo solamente la bocca...
Oltretutto una parte dice "io voglio la possibilità di abortire", la controparte non dice io non voglio abortire, possibilità che detiene, ma dice "tu non puoi abortire perchè io ritengo...." e ciò suona male per essere recepito da tutti come si vorrebbe in certi ambiti.
Al diritto serve una concretezza applicativa, altrimenti restano chiacchiere filosofiche.Last edited by Il gatto; 30-09-2013, 14:54.
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Per valutare tale questione partirei dal valutare l'opinione di colui che che possiamo considerare il fondatore della medicina nella nostra cultura, Ippocrate..
GIURAMENTO di IPPOCRATE
Testo "classico" del Giuramento Ippocratico.
Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto. Terrò chi mi ha insegnato quest' arte in conto di genitore e dividerò con Lui i miei beni, e se avrà bisogno lo metterò a parte dei miei averi in cambio del debito contratto con Lui, e considerò i suoi figli come fratelli, e insegnerò loro quest'arte se vorranno apprenderla, senza richiedere compensi né patti scritti. Metterò a parte dei precetti e degli insegnamenti orali e di tutto ciò che ho appreso i miei figli del mio maestro e i discepoli che avranno sottoscritto il patto e prestato il giuramento medico e nessun altro. Scegliero' il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministerò a nessuno, neppure se richiesto, alcun farmaco mortale, e non prenderò mai un' iniziativa del genere; e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l'aborto. Conserverò pia e pura la mia vita e la mia arte. Non opererò neppure chi soffre di mal della pietra, ma cederò il posto a chi è esperto di questa pratica. In tutte le case che visiterò entrerò per il bene dei malati, astenendomi ad ogni offesa e da ogni danno volontario, e soprattutto da atti sessuali sul corpo delle donne e degli uomini, sia liberi che schiavi. Tutto ciò ch'io vedrò e ascolterò nell'esercizio della mia professione, o anche al di fuori della della professione nei miei contatti con gli uomini, e che non dev'essere riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta. Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della vita e dell' arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario.
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Perche' ciascuno e' giudice di se stesso e ogni situzione, anche se all'esterno e' simile a mille altre per gli estranei, per chi ci si trova e' unica e senza precendenti, ci si trova lui e tanto basta a farne cosa unica dove solo chi ci si trova puo' sindacare in merito.
Al che si puo' vere una opinione in generale, ma nel problema, chi lo se lo trova fra capo e collo vuole avere la decisione finale.
Ed e' una prerogativa riconosciuta in tante situazioni critiche.
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