Originariamente Scritto da TheSmoker
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il peccato
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Stiamo dicendo la stessa cosa. Adesso prova a spiegarla a Cono.semel in anno licet insanire, cotidie melius
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-A parer tuo l'uomo non ha facoltà di scelta? siamo davvero marionette? Non credo. L'uomo ha sempre avuto la facoltà di scelta, emblematica è la storiella di Adamo ed Eva.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiobeh, però l'idea del "peccato originale" è quella, e anche alla questione dei talenti in pratica è stata data un'interpretazione che annullava completamente il senso dell'esortazione, dato che questa presuppone la libertà di scegliere, cosa parecchio limitata;
anche il desiderio di conoscenza è spesso associato al peccato - si vuole essere come Dio - così come le pulsioni al piacere, di tutti i tipi; mentre l'ascetismo è un comportamento di pregio;
la questione psicologica è che se si è originariamente macchiati dal peccato si parte con l'handicap, col debito; pensa alla postura psicologica di una condizione del genere, soprattutto in relazione alla dipendenza del bambino educando dall'amore dei genitori;
hai la formazione del carattere di una persona che si sente indegna di amore a meno che non faccia questo e quest'altro, perché così com'è non va bene, è inadeguata;
questo implica tante altre cose nella vita delle persone, e cioè che l'amore si deve ottenere, e magari si compra diventando migliori;
però, quell'essere migliore può corrispondere a tante cose che diventano feticcio di un amore di cui ci si sente indegni finché non si sarà eroi, ricchi, potenti, colti, ecc...
cioè, affermare che "nasciamo peccatori" è un handicap mica da niente, e nemmeno tanto scontato se valuti logicamente.
-Dici che voler essere come dio è peccato...eppure Gesù ci chiama fratelli, figli dello stesso Padre...i figli non sono forse come il padre? L'arroganza dell'uomo di voler essere dio , sarà peccato...non ci possono essere troppi dei
- quella dei genitori e del bambino dipende esclusivamente dalla cultura e dall'educazione ricevuta. Un bambino che si sente coccolato solo quando è malato, in cuor suo troverà piacevole stare male .Una persona si sente indegna di amore perchè qualcuno l'ha fatto sentire tale , Cosa c'entra dio coi limiti umani?
-l discorso del nascere peccatori è complesso: Nasciamo peccatori perchè ci siamo ribellati a dio, non lo abbiamo riconosciuto, e abbiamo voluto spingerci oltre, provare. Ora mi chiedo...Dio che ha creato l'uomo, simile a lui, con l'intelligenza, Lui che è perfettissimo e conosce tutto, non aveva preventivato che l'uomo potesse a causa della sua curiosità e intelligenza ( donataci da Lui) fare di testa sua almeno una volta nella vita dell'umanità?
Riflettici e ne riparliamoIo sono il problema e io la soluzione
"L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
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Il vuoto di cui parli...gli sai dare un nome? Penso la risposta sia dentro di noiOriginariamente Scritto da dietrologoergo e concludo l'arringa , il male ed il peccato si può tradurre con mancanza o vuoto ed è quel senso di insoddisfazione che ci assale dal momento che nasciamo , puoi comprarti la villa a Cortina avere la Ferrari nel garage quanti soldi vuoi ma quel senso di vuoto continua ad assalirti e invidi chi non ha un cazzo ed è felice con se stessoIo sono il problema e io la soluzione
"L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
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ti giro la domanda , perchè dovremmo essere limitati e se lo siamo da chi e da cosaNon siamo limitati da nessuno e da nulla di divino, è la nostra coscienza l'unica a darci dei limiti, dei blocchi se preferiamo.
A volte non so se chi dice certe cose c'è o ci fa.
Facciamo un banale esempio.
Provate a buttarvi senza mezzi di salvataggio dalla torre Eiffel. Poi mi dite...se ce la fate.Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
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L'ho già detto altrove e lo ripeto: se un siffatto dio esistesse, sarebbe cattivo e sadico.Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza MessaggioNasciamo peccatori perchè ci siamo ribellati a dio, non lo abbiamo riconosciuto, e abbiamo voluto spingerci oltre, provare. Ora mi chiedo...Dio che ha creato l'uomo, simile a lui, con l'intelligenza, Lui che è perfettissimo e conosce tutto, non aveva preventivato che l'uomo potesse a causa della sua curiosità e intelligenza ( donataci da Lui) fare di testa sua almeno una volta nella vita dell'umanità?
Buttarsi non è un problema, il problema casomai è atterrare integri.Originariamente Scritto da Vega Visualizza MessaggioProvate a buttarvi senza mezzi di salvataggio dalla torre Eiffel. Poi mi dite...se ce la fate.
Comunque, qualcuno ha già scritto di essersi gettato da un abisso come prova iniziatica, e di essersi risvegliato a casa sua a migliaia di chilometri di distanza. Tanto per avanzare l'idea che il mondo come lo vediamo potrebbe essere solo un'interpretazione.
A quanto pare non era solo, però mancavano le telecamere.Originariamente Scritto da Careful with thati miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;Originariamente Scritto da Ned FlandersSono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
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dove avrei mai scritto questo ? cosa c'entra con tutto il discorso ? io sto parlando dell'istituto culturale del "peccato" e di come esso opera nella percezione di sé dell'essere umano che vi è educato;Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio-A parer tuo l'uomo non ha facoltà di scelta? siamo davvero marionette?
di fatto l'albero di quella mela è quello "della conoscenza";Non credo. L'uomo ha sempre avuto la facoltà di scelta, emblematica è la storiella di Adamo ed Eva.
-Dici che voler essere come dio è peccato...eppure Gesù ci chiama fratelli, figli dello stesso Padre...i figli non sono forse come il padre? L'arroganza dell'uomo di voler essere dio , sarà peccato...non ci possono essere troppi dei
se poi ti riferisci specificamente alla nozione cristiana, va detto che questa introduce un elemento antropocentrico destinato ad incrinare tutto l'impianto e produrre grandi contraddizioni; te ne accorgi soprattutto se confronti le dottrine cattolica e protestante e rispettive conseguenze;
è un po' come se tu avessi una partitura di Chopin piena di dissonanze e a seconda del peso che attribuisci alle note puoi sentire una cosa melodica e rassicurante oppure un'altra molto moderna;
beh, se sei educata - generalmente, dal sistema di valori - a credere in un dio che ti ha creato, e che sei nata peccatrice, cioè sbagliata per default, hai verosimilmente elaborato un sistema di relazione tra l'amore che ricevi e il tuo percorso verso l'esserne degna;- quella dei genitori e del bambino dipende esclusivamente dalla cultura e dall'educazione ricevuta. Un bambino che si sente coccolato solo quando è malato, in cuor suo troverà piacevole stare male .Una persona si sente indegna di amore perchè qualcuno l'ha fatto sentire tale , Cosa c'entra dio coi limiti umani?
non è un caso che quel dio è "padre", una figura di autorità ai voleri della quale ci si deve conformare per essere "a posto", in regola;
questo è il tema di cui abbiamo discusso spesso sull'origine del male, che è inspiegabile esattamente per quel motivo di incongruenza dottrinaria che evocavo prima, e cioè:-l discorso del nascere peccatori è complesso: Nasciamo peccatori perchè ci siamo ribellati a dio, non lo abbiamo riconosciuto, e abbiamo voluto spingerci oltre, provare. Ora mi chiedo...Dio che ha creato l'uomo, simile a lui, con l'intelligenza, Lui che è perfettissimo e conosce tutto, non aveva preventivato che l'uomo potesse a causa della sua curiosità e intelligenza ( donataci da Lui) fare di testa sua almeno una volta nella vita dell'umanità?
Riflettici e ne riparliamo
la nozione del creatore onnipotente e onnisciente nasce millenni prima di Cristo e ovviamente non prevedeva l'antropocentrismo cristiano e il ribaltamento di prospettiva;
questo, seppure sepolto per secoli sotto altre costruzioni dottrinarie, finisce inevitabilmente per porre la coscienza al centro di tutto e perciò relativizza la creazione stessa e tutte le idee che vi sono connesse, ovviamente in senso filosofico, perché la teologia parte da postulati suoi;
comunque, il punto che volevo sollevare non riguarda strettamente la dottrina religiosa, quanto l'impatto psicologico educativo di una certa idea di sé:
prova a pensare alla differenza tra l'eventualità che tuo padre ti dica "ti sei comportata da stronza", oppure "sei la solita stronza, c'è poco da fare":
nel primo caso vivi con l'idea di poter sbagliare, ma che in linea di massima i tuoi desideri sono legittimi, salvo nozione contraria;
nel secondo subisci una censura preventiva e un ricatto morale che ti spinge a conformarti per ottenere l'approvazione del soggetto dal cui amore dipendi.c'è del lardo in Garfagnana
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Partiamo da due concetti di dio diversi. Tu parli di Dio autorità, io parlo di Dio Misericordia. Io in questa vita ho avuto un papà dolce e affettuoso e per me il Padre è questoOriginariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiodove avrei mai scritto questo ? cosa c'entra con tutto il discorso ? io sto parlando dell'istituto culturale del "peccato" e di come esso opera nella percezione di sé dell'essere umano che vi è educato;
di fatto l'albero di quella mela è quello "della conoscenza";
se poi ti riferisci specificamente alla nozione cristiana, va detto che questa introduce un elemento antropocentrico destinato ad incrinare tutto l'impianto e produrre grandi contraddizioni; te ne accorgi soprattutto se confronti le dottrine cattolica e protestante e rispettive conseguenze;
è un po' come se tu avessi una partitura di Chopin piena di dissonanze e a seconda del peso che attribuisci alle note puoi sentire una cosa melodica e rassicurante oppure un'altra molto moderna;
beh, se sei educata - generalmente, dal sistema di valori - a credere in un dio che ti ha creato, e che sei nata peccatrice, cioè sbagliata per default, hai verosimilmente elaborato un sistema di relazione tra l'amore che ricevi e il tuo percorso verso l'esserne degna;
non è un caso che quel dio è "padre", una figura di autorità ai voleri della quale ci si deve conformare per essere "a posto", in regola;
questo è il tema di cui abbiamo discusso spesso sull'origine del male, che è inspiegabile esattamente per quel motivo di incongruenza dottrinaria che evocavo prima, e cioè:
la nozione del creatore onnipotente e onnisciente nasce millenni prima di Cristo e ovviamente non prevedeva l'antropocentrismo cristiano e il ribaltamento di prospettiva;
questo, seppure sepolto per secoli sotto altre costruzioni dottrinarie, finisce inevitabilmente per porre la coscienza al centro di tutto e perciò relativizza la creazione stessa e tutte le idee che vi sono connesse, ovviamente in senso filosofico, perché la teologia parte da postulati suoi;
comunque, il punto che volevo sollevare non riguarda strettamente la dottrina religiosa, quanto l'impatto psicologico educativo di una certa idea di sé:
prova a pensare alla differenza tra l'eventualità che tuo padre ti dica "ti sei comportata da stronza", oppure "sei la solita stronza, c'è poco da fare":
nel primo caso vivi con l'idea di poter sbagliare, ma che in linea di massima i tuoi desideri sono legittimi, salvo nozione contraria;
nel secondo subisci una censura preventiva e un ricatto morale che ti spinge a conformarti per ottenere l'approvazione del soggetto dal cui amore dipendi.
E chi è tra voi quel padre che, se il figlio gli chiede del pane, gli dà una pietra? O se gli chiede un pesce gli dà al posto del pesce una serpe?
12 O se gli chiede un uovo, gli dà uno scorpione?
13 Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono".Io sono il problema e io la soluzione
"L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
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Checchè ne dica Cono e la sua dottrina\religione in questo dio c'è tutto fuorchè l'amore o l'amore disinteressato, libertà e rispetto delle sue creature, giustizia.
Alla fine questo fantomatico libero arbitrio serve solo a scegliere di obbedire per filo e per segno ai comandi divini (per Cono perfino le botte dal marito si deve stare a prendere poichè quella è la persona che lui ha voluto metterci accanto) o no. In caso di no ovviamente le conseguenze per l'individuo saranno spiacevoli.
Poi invece di punire solo i rei (vedere adamo ed eva), ha preferito fare di tutta un'erba un fascio e bollare a prescindere chiunque.
Normalmente un individuo rigetterebbe che le colpe dei padri debbano ricadere sui figli. Ma quando si entra nella religione, quel minimo di buon senso e di senso di giustizia va a farsi benedire per qualcuno.Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
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no, aspetta, chiariamo un equivoco:Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza MessaggioPartiamo da due concetti di dio diversi. Tu parli di Dio autorità, io parlo di Dio Misericordia. Io in questa vita ho avuto un papà dolce e affettuoso e per me il Padre è questo
io non parto da nessuna idea di Dio, perché quella è individuale ed è inutile parlare di cose soggettive;
io mi riferisco a quanto è oggettivamente verificabile sul terreno della storia culturale, cioè alla nozione del "peccato" e ai suoi rilievi nella struttura educativa della psicologia delle persone, nel rapporto più o meno negoziale con l'autorità, la facoltà di pensare, desiderare, agire, nelle modalità in cui ci si sente giudicati, ecc...c'è del lardo in Garfagnana
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LaurinaOriginariamente Scritto da Vega Visualizza MessaggioChecchè ne dica Cono e la sua dottrina\religione in questo dio c'è tutto fuorchè l'amore o l'amore disinteressato, libertà e rispetto delle sue creature, giustizia.
Alla fine questo fantomatico libero arbitrio serve solo a scegliere di obbedire per filo e per segno ai comandi divini (per Cono perfino le botte dal marito si deve stare a prendere poichè quella è la persona che lui ha voluto metterci accanto) o no. In caso di no ovviamente le conseguenze per l'individuo saranno spiacevoli.
Poi invece di punire solo i rei (vedere adamo ed eva), ha preferito fare di tutta un'erba un fascio e bollare a prescindere chiunque.
Normalmente un individuo rigetterebbe che le colpe dei padri debbano ricadere sui figli. Ma quando si entra nella religione, quel minimo di buon senso e di senso di giustizia va a farsi benedire per qualcuno.
, fai attenzione perché metti nello stesso calderone religioso cose che, sotto un apparenza simile come quella dei farmaci, hanno effetti diametralmente opposti che, se tu approfondissi un minimo, ti sorprenderebbero davvero.
c'è del lardo in Garfagnana
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saremmo un po' OT, però ti rispondo lo stesso:Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggioche devo togliere dal calderone?
l'idea di "religione" a cui ti riferisci e con cui polemizzi è quella peculiare cattolica, molto "antica" e specifica; l'incontro delle religioni con la Modernità, fuori dai nostri confini, ha prodotto idee parecchio diverse nella sostanza, che non hanno niente a che vedere con quelle a cui ti rivolgi, sebbene ne condividano l'origine;
tanto per dirne una, diversi autori parlano del Calvinismo come una sorta di sostanziale Cristianesimo ateo, che sta alla nozione comune da noi come la Relatività e le sue applicazioni stanno alla geometria euclidea
c'è del lardo in Garfagnana
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Ma è Il disubbidire il peccato o il voler conoscere? Questo è il dilemmaOriginariamente Scritto da dietrologoio questa storiella la so diversa , Dio che è il tutto e tutto intendo tutto ciò che ci circonda e non una persona fisica come il nostro intelletto lo può concepire , dicevo Dio è esteso a tutti i miliardi di mondi che ci circondano .
Dunque Adamo cioè che noi siamo non abbiamo questa conoscenza illimitata e tramite l'albero della conoscenza ( quella della mela e del serpente ) che era nel paradiso , paradiso è uno stato di incoscienza e lo stato di incoscienza non senti dolore ( male ) e gioia ( ben ) , ci stiamo risvegliando provando il dolore= peccato e la gioia = bene ..e si accorsero di essere nudi e lavorerai col sudore e partorirai col dolore sono tutti sinonimi di coscienza attiva e non incoscienza.
In aramaico costola significa anche lato , Adamo l'uomo singolo in primo tempo ha un lato opposto che è Eva , e tramite gli opposti ( oscilla dal male al bene ) cerca la sapienza ( albero della conoscenza , mela ) e riuscirà nel suo intento quando troverà l'albero della vita eterna , cioè la conoscenza del tuttoIo sono il problema e io la soluzione
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Se l'hai detto , io non c'ero.Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza MessaggioL'ho già detto altrove e lo ripeto: se un siffatto dio esistesse, sarebbe cattivo e sadico.
Cattivo e sadico dici...a volte me lo chiedo anch'io
Le cose sono 2
- se Dio è tempo e spazio, presente passato e futuro, conosco le nostre azioni e sapeva già che avremmo disubbidito, quindi ci scaccia per poi attirarci a sè, si fa carne per riportarci a lui
- se invece ci ha lasciato un margine di libertà , sperava che noi non avessimo disubbidito, ma avendolo fatto lo abbiamo deluso e a mali estremi estremi rimedi, si fa carne per redimerci
Tu che analisi fai?Io sono il problema e io la soluzione
"L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
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L'idea di peccato ci è stata inculcata , infatti ho detto prima che dipende dalla cultura di ogni popolo, ciò che è peccato per una cultura non lo è per un'altra. In ogni caso si parla di peccato e nasce con l'uomo in quanto tale, il peccato non esiste in natura, esiste con l'uomo, il peccato nasce quando l'uomo inizia a ragionare , quando si evolve. Se anche prima ci fosse, tipo nella preistoria, nessuno lo sapeva....uccidere era lecito per difendersi e mangiare.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiono, aspetta, chiariamo un equivoco:
io non parto da nessuna idea di Dio, perché quella è individuale ed è inutile parlare di cose soggettive;
io mi riferisco a quanto è oggettivamente verificabile sul terreno della storia culturale, cioè alla nozione del "peccato" e ai suoi rilievi nella struttura educativa della psicologia delle persone, nel rapporto più o meno negoziale con l'autorità, la facoltà di pensare, desiderare, agire, nelle modalità in cui ci si sente giudicati, ecc...
Mi chiedo invece se si possa considerare peccato anche quando qualcuno fa un'azione che non sa sia peccato...io penso che il peccato stia nell'intenzioneIo sono il problema e io la soluzione
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