Santi!!!

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #1

    Santi!!!

    Ore 10.14 del 27 aprile 2014. Fissate quest'ora e questa data nella vostra memoria, perché sono già nella storia. Il momento in cui Papa Francesco ha proclamato ufficialmente la santità di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II ha segnato il culmine di celebrazione che ha trasfigurato il cuore di Roma ed è rimbalzata attraverso tivù radio giornali e internet in tutto il mondo. Oltre un milione i fedeli assiepati in piazza San Pietro e nelle vie limitrofe. Due miliardi l'audience globale stimata per quella che è probabilmente la canonizzazione più straordinaria di tutti i tempi, resa ancora più singolare dalla presenza concelebrante del Pontefice emerito Benedetto XVI, cui Francesco riserva un affettuoso abbraccio all'inizio della liturgia.

    Canonizzazione dei record anche sotto il profilo dei numeri. 150 cardinali, 1000 vescovi e 6000 sacerdoti. E ancora: 10mila uomini delle forze dell'ordine, 26mila volontari e 98 delegazioni statali con una trentina di capi di stato e di governo, tra i quali il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi. Su tutti dominano però le due figure dei nuovi santi, i cui arazzi pendono dalla facciata della Basilica di San Pietro e ai quali il Papa dedica ampi stralci della sua omelia (LEGGI IL TESTO).
    "Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II hanno collaborato con lo Spirito Santo per ripristinare e aggiornare la Chiesa secondo la sua fisionomia originaria, la fisionomia che le hanno dato i santi nel corso dei secoli". Sono le parole in cui Papa Francesco ha sintetizzato, nell'omelia della grande messa in piazza san Pietro, le figure di Roncalli e Wojtyla, nel giorno in cui questi "vescovi e papi del XX secolo" del quale "hanno conosciuto le tragedie, ma non ne sono stati sopraffatti", sono elevati agli onori degli altari. "Non dimentichiamo - ha aggiunto papa Bergoglio - che sono proprio i santi che mandano avanti e fanno crescere la Chiesa". Nella convocazione del Concilio "Giovanni XXIII ha dimostrato una delicata docilità allo Spirito Santo, si è lasciato condurre ed è stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata", e "questo è stato il suo grande servizio alla Chiesa; è stato il Papa della docilità allo Spirito".

    In questo "servizio al Popolo di Dio - ha detto ancore Francesco - Giovanni Paolo II è stato il Papa della famiglia. Così lui stesso, una volta, disse che avrebbe voluto essere ricordato, come il Papa della famiglia. Mi piace sottolinearlo mentre stiamo vivendo un cammino sinodale sulla famiglia e con le famiglie, un cammino che sicuramente dal Cielo lui accompagna e sostiene. Che entrambi questi nuovi santi Pastori del Popolo di Dio intercedano per la Chiesa". http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine...ebrazione.aspx
    amate i vostri nemici
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24587

    #2
    beh, la chiesa cattolica santifica i suoi capi; mi sembra ovvio, papale direi
    a ottobre, tocca anche a Paolo VI°;

    certo che d'ora in poi, con Woityla che ha stretto la mano al sanguinario Pinochet ma si è rifiutato di fare altrettanto con mons. Romero, perché un papa non lo facciano santo deve aver preso a schioppettate i fedeli dal balcone di p.zza S. Pietro
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #3
      Axe, San Giovanni Paolo ha incontrato e salutato tutti: Buoni e cattivi, poveri e ricchi, dittatori di destra e di sinistra. Da Pinochet a Fidel Castro.
      Dietrologo, prima di proclamare Santo qualcuno, la Chiesa ci và coi piedi di piombo: Roncalli e Woytila erano già Santi da un pezzo per la gente....
      amate i vostri nemici

      Comment

      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24587

        #4
        oddio, non vedo cosa ci sia di straordinario che un'istituzione e i suoi fans proclamino santi i loro stessi capi;
        sarebbe straordinario che venisse proclamato santo un non cattolico, magari il Dalai Lama;

        così è un po' come se la giuria del Pallone d'oro fosse composta da dirigenti e tifosi della Roma: vincerebbe Totti ogni anno... embè ?


        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Dietrologo, prima di proclamare Santo qualcuno, la Chiesa ci và coi piedi di piombo: Roncalli e Woytila erano già Santi da un pezzo per la gente....
        la gente ?
        non ho capito: per beatificare conta il parere dei dottori della Chiesa o l'opinione della "gente"; sai a quante cose diverse crede "la gente", quel settore interessato a queste cose, beninteso ?

        in molti settori dell'opinione cattolica sono state manifestate parecchie e motivate perplessità - per usare un eufemismo - sulla beatificazione di Pio IX, a quella di Woityla, anche per certe posizioni "sbagliate" e "malintesi" sulla questione della pedofilia e insabbiamenti, vedi la controversa vicenda di Padre Maciel e dei "Legionari di Cristo";

        qui hai un eloquente articolo di Panorama, non certo un organo di sinistra e anticlericale, ma un settimanale della Mondadori, che riporto anche in fondo, per chi volesse leggere:


        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Axe, San Giovanni Paolo ha incontrato e salutato tutti: Buoni e cattivi, poveri e ricchi, dittatori di destra e di sinistra. Da Pinochet a Fidel Castro.
        eh no Cono, qui la foga del tifoso della Chiesa ti offusca le capacità critiche:

        un religioso incontra le persone, in privato, eventualmente per una confessione, un conforto, o quello che vuoi;
        una visita pubblica e di stato è altro, e comporta una legittimazione dello status di quel personaggio;
        se un sacerdote va a trovare Rotò Riina in carcere, nulla da obiettare;

        ma se un papa va da Pinochet e Videla, due accertati criminali contro l'Umanità - nota che la Francia ha processato Videla e i suoi sgherri per aver trucidato due suore francesi, oltre che decine di migliaia di oppositori - sta dicendo pubblicamente al mondo: "per me, queste sono persone degne di stare al loro posto alla guida di un paese";

        infatti una gran parte dei leader politici si è rifiutata di incontrare, legittimare ed essere compresente in occasioni ufficiali a questi due soggetti che vedi ritratti;





        Woityla è stato un papa "politico" e, assieme all'attore Reagan e alla droghiera Thatcher ha avuto un ruolo essenziale nell'abbattere il comunismo e "vincere" la Guerra Fredda;

        quei popoli dell'Est, e con loro quelli asiatici, sono stati liberati, ed è un bene; così adesso - in quella globalizzazione criticata da Bergoglio - offrono lavoro a metà dei nostri salari, e gli imprenditori italiani legittimamente spostano tante produzioni in Polonia, Romania, ecc, e a tanti lavoratori italiani resta - finché c'è - la cassa integrazione;
        paradossi della Storia...


        testo dell'articolo:

        Per Joseph Ratzinger è l’ora più sofferta del pontificato, riferiscono i suoi più stretti collaboratori. Lo scandalo degli abusi del clero sui minorenni lo ha travolto insieme al fratello e al braccio destro Tarcisio Bertone. Ma il Papa tedesco rischia di pagare anche le colpe di altri. A cinque anni dalla morte di Giovanni Paolo II, il «Papa santo», riemergono infatti, a poco a poco, verità scomode sui ritardi e le omissioni di Karol Wojtyla nella lotta contro la pedofilia: processi insabbiati, vescovi imposti dall’alto e poi costretti alle dimissioni dagli scandali, tardive modifiche delle norme canoniche, commissioni di inchiesta che arrivano dieci anni dopo le denunce e così via.

        Un risvolto oscuro del luminoso pontificato di Giovanni Paolo II che rischia di ostacolare anche la sua causa di beatificazione. Il dossier più controverso riguarda infatti la nomina dei vescovi, uno dei punti deboli del pontificato di Wojtyla. Più di una volta Giovanni Paolo II, affiancato dal suo segretario personale Stanislaw Dziwisz, ha ignorato le indicazioni fornite dalla Congregazione per i vescovi e dalle chiese locali, preferendo imporre presuli che poi sono stati travolti dagli scandali. Clamoroso il caso dell’arcivescovo di Vienna, il monaco benedettino ultratradizionalista Hans Hermann Groer, scelto a sorpresa da Wojtyla nel 1985 per riportare ordine nella Chiesa austriaca e promosso cardinale. Accusato di molestie, Groer è costretto a dimettersi nel 1995, ma solo tre anni dopo, alla vigilia del contestato viaggio di Giovanni Paolo II in Austria, il cardinale benedettino viene allontanato dalla diocesi di Vienna e si ritira in un monastero di suore. Inutilmente Ratzinger chiede di aprire un processo canonico a carico di Groer, come riferisce l’attuale arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn: viene bloccato dallo stesso Wojtyla.

        Analoga la vicenda di Juliusz Paetz, prelato di anticamera di Giovanni Paolo II. Ordinato nel 1982 vescovo di Lomza, in Polonia, il Papa decide di promuoverlo arcivescovo di Poznan nel 1996, come suo uomo di fiducia in seno all’episcopato polacco. Ma una dozzina di giovani lo accusa di molestie sessuali. La psichiatra Wanda Poltawska, amica e consulente di Wojtyla, lo informa della vicenda pregandolo di intervenire quanto prima. Il Pontefice attende fino al 2002 per prendere provvedimenti, quando ormai lo scandalo è irrimediabilmente esploso sulla stampa polacca. Paetz viene finalmente dimissionato ma l’episcopato della Polonia ne esce a pezzi.

        Perché Giovanni Paolo II ha esitato a rimuovere Paetz nonostante le segnalazioni della sua amica Poltawska? Temeva che lo scandalo potesse allargarsi alla curia romana, dove aveva prestato servizio il vescovo? Forse questa può essere una ragione. Più in generale, Wojtyla diffidava di dossier e voci a carico dei sacerdoti, ricordando come il regime comunista fosse abituato a diffondere false informative e finte denunce per incastrare i preti (la «disinformacjia»).

        Tuttavia, Giovanni Paolo II non ha prestato ascolto neppure alle voci a carico del suo ex segretario personale, l’irlandese John Magee. Incurante di quanto si diceva in merito ai comportamenti di Magee, nel 1987 Wojtyla lo nominò vescovo di Cloyne in Irlanda. Oggi l’ex segretario di Giovanni Paolo II è stato riconosciuto colpevole da Benedetto XVI di avere coperto sacerdoti pedofili e per questo si è dovuto dimettere. Ma forse sono state proprio le debolezze private di Magee a impedirgli di intervenire con la dovuta fermezza nei confronti dei suoi sacerdoti.

        Wojtyla non ha dato retta neanche alle accuse a carico di Edward Nowak, polacco, per 17 anni segretario della Congregazione per le cause dei santi. Ma Ratzinger, poco dopo essere stato eletto, ha dimissionato Nowak senza affidargli alcun altro incarico in curia. E c’è chi si azzarda a descrivere una sorta di lobby omosessuale che si sarebbe formata nei sacri palazzi all’insaputa di Wojtyla, cementata dalle amicizie e dai ricatti reciproci. Ne avrebbero fatto parte anche un ex capo dicastero insieme con il presidente e il segretario di due enti vaticani, tutti dimissionati o allontanati dal Palazzo apostolico a opera di Benedetto XVI.

        Prima impegnato nei numerosi viaggi internazionali, poi afflitto dal morbo di Parkinson, Wojtyla si è dedicato poco al governo della curia. Ma accanto alla Congregazione per la dottrina della fede, guidata da Ratzinger, anche altri dicasteri avrebbero dovuto vigilare: la Congregazione per i vescovi, quella per il clero e quella per i religiosi. Deciso a rafforzare il ruolo e le responsabilità di questi dicasteri, nel 2009 Benedetto XVI ha concesso nuove facoltà alla Congregazione per il clero, incluso il potere di sanzionare immediatamente i sacerdoti in materia di abusi sessuali.

        Emblematico il caso del fondatore dei legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado. Nel 1998 padre Maciel viene denunciato in Vaticano da ex legionari che lo accusano di avere abusato di loro quando erano minorenni. L’istruttoria viene affidata al prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Ratzinger. In realtà già nel 1956 Maciel era stato sospeso per due anni dalle sue funzioni e allontanato dai legionari. Poi era stato reintegrato. Nuove denunce a carico del fondatore dei legionari di Cristo arrivano al Papa polacco poco dopo la sua elezione. Ma non accade nulla.

        Nel 2002 Maciel nega ogni addebito, tuttavia Ratzinger completa la sua istruttoria. Wojtyla, già ammalato, affida la «gestione politica» del caso al segretario di Stato, Angelo Sodano, che preferisce rinviare ogni decisione. Sopraggiunge la morte di Giovanni Paolo II e, appena un anno dopo essere stato eletto, Benedetto XVI condanna Maciel. Quindi ordina una visita apostolica (ispezione) in tutte le case e nelle scuole dei legionari di Cristo, che si è conclusa nei giorni scorsi. Così l’operazione trasparenza di Ratzinger nei confronti dei legionari va avanti benché si tratti di una delle congregazioni più affini a questo Pontefice dal punto di vista teologico e dottrinale.

        Anche nei confronti del caso pedofilia nella Chiesa americana (4.400 sacerdoti accusati di abusi compiuti dal 1950 al 2002) emerge il diverso atteggiamento di Wojtyla e di Ratzinger. Nel 1984 viene segnalato il primo caso: Gilbert Gauthe in Louisiana. Ma Giovanni Paolo II attende fino al 1993 per insediare la prima commissione mista Santa sede - Conferenza episcopale Usa per «studiare» il problema. Lo stesso anno Wojtyla scrive una lettera all’episcopato statunitense deplorando «il sensazionalismo» alimentato dai mass media sulla pedofilia nella Chiesa Usa e raccomandando ai vescovi massima riservatezza nel trattare i casi.

        In questo clima, si comprende meglio anche l’atteggiamento di Ratzinger e di Bertone (allora segretario della Congregazione per la dottrina della fede) nel caso di Lawrence Murphy, accusato di pedofilia nella diocesi di Milwaukee, sollevato nei giorni scorsi dal New York Times.

        Giovanni Paolo II attenderà fino al 2001, quando ormai lo scandalo pedofilia è esploso in tutta la sua violenza non solo negli Usa, per autorizzare Ratzinger ad aggiornare le norme in materia, contenute nel Codice di diritto canonico del 1983 che aveva abrogato l’istruzione «Crimen sollicitationis» del 1962. L’esperienza americana mostra come siano stati proprio i vescovi locali a insabbiare spesso i procedimenti contro i sacerdoti pedofili.

        Per questo, nelle nuove norme redatte da Ratzinger nel 2001 sui delitti più gravi («De delictis gravioribus»), la competenza a giudicare su questi crimini viene affidata all’ex Sant’Uffizio. Le pene sono inasprite, si allungano i termini della prescrizione e l’applicazione della norma viene estesa agli abusi compiuti su minorenni fino a 18 anni. Un anno dopo, Ratzinger è uno dei protagonisti dell’incontro tra i vertici della Santa sede e l’episcopato americano, che inaugurerà la «tolleranza zero» nella Chiesa Usa. Nonostante questo, il cardinale di Boston, Bernard Francis Law, costretto alle dimissioni per avere coperto sacerdoti pedofili, nel 2004 viene «promosso» da Wojtyla arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, tra le proteste dei fedeli.

        Un anno dopo sarà eletto Ratzinger, che impone subito un cambio di passo: convoca per due volte in Vaticano i vescovi irlandesi, incontra le vittime dei preti pedofili negli Usa e in Australia, condanna il messicano padre Maciel e gli italiani padre Gino Burresi e don Lelio Cantini con sentenze pubbliche, sblocca centinaia di processi a carico dei preti pedofili. Ma mentre il Papa polacco arriva sugli altari a tempo di record, il pastore tedesco fa il capro espiatorio nella lotta contro i preti orchi.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #5
          Axe, alla Chiesa interessa prima di tutto l'uomo, non il politico: Quando Woytila incontrò in carcere il suo attentatore, aveva a cuore la sua anima...la sua salvezza...
          L'obiezione che poni è la stessa identica che i benpensanti e moralisti del tempo rinfacciavano a Gesù Cristo: "Ma come? Parla e mangia coi peccatori?"

          Dietrologo, torniamo sempre lì: La Verità è una soltanto o ce ne sono di migliaia? Ognuno si faccia questa domanda. Scelga. E viva di conseguenza.
          Non vedo dove sia il problema.
          La Chiesa proclama i suoi santi non per auto-celebrarsi, ma per rendere visibile la santità di Dio! Le vite di un Karol Woytila e di un Angelo Roncalli (di un San Francesco, di un Sant'Antonio, di una Santa Teresa di Calcutta ecc.ecc.ecc.) non sono teorie, filosofie, astrazioni mentali: Ma fatti. FATTI CONCRETI.
          amate i vostri nemici

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17958

            #6
            Bhè...le vite sì, le credenze un pò meno

            alla Chiesa interessa prima di tutto l'uomo, non il politico
            proclama i suoi santi non per auto-celebrarsi, ma per rendere visibile la santità di Dio
            L'importante è crederci.
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #7
              Se non fosse così, Laurina, sai da quanti secoli la Chiesa sarebbe crollata? essa (la Chiesa) dà solo testimonianza. Sapendo di essere come un vaso d'argilla (fragilissimo!) che contiene però un tesoro prezioso. Preziosissimo: Gesù Cristo. Il vincitore della Morte.
              amate i vostri nemici

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              • Vega
                Opinionista

                • 04/05/05
                • 17958

                #8
                Però (ripetiamo per la 10000000000000000000000000000000000000000000000000 0000000000000000000000000000000000000 volta il solito concetto!!!), anche i buddhisti ci sono dagli stessi secoli...fai te.
                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24587

                  #9
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Axe, alla Chiesa interessa prima di tutto l'uomo, non il politico: Quando Woytila incontrò in carcere il suo attentatore, aveva a cuore la sua anima...la sua salvezza...
                  L'obiezione che poni è la stessa identica che i benpensanti e moralisti del tempo rinfacciavano a Gesù Cristo: "Ma come? Parla e mangia coi peccatori?"
                  no Cono;
                  ho precisato: un conto è incontrare il peccatore privatamente, in carcere, dove non può più nuocere e medita sulle sue azioni;

                  altro è una visita ufficiale di stato, che implica riconoscimento e apprezzamento;

                  dimentichi il non trascurabile dettaglio che il Vaticano è un stato e il papa ne è a capo, e perciò compie in quella veste atti politici di una certa risonanza; perché il fedele che vede il papa da Pinochet è portato a pensare che quest'ultimo non deve essere poi tanto malvagio, e magari riterrà esagerato che le istituzioni del suo paese invece mantengano le distanze;

                  da Agca o da Totò Riina vai in carcere, non alle cene dei mafiosi in libertà.
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    E appunto la visita di mogabe non era casuale come non lo erano i saluti, tutti debitamente registrati, dei dignitari di stato.
                    Tutti interessati alla propria anima e non certo a farsi vedere ritratti con il papa che calorosamente li salutava.

                    Perché i mafiosi si contendono il posto alle cerimonie religiose?

                    Comment

                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #11
                      Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                      Però (ripetiamo per la 10000000000000000000000000000000000000000000000000 0000000000000000000000000000000000000 volta il solito concetto!!!), anche i buddhisti ci sono dagli stessi secoli...fai te.
                      L'anelito religioso è insito nelle persone a qualunque latitudine, credimi. E non può essere mai soffocato: Neppure con la violenza fisica e verbale....
                      Tutte le religioni scorrono come fiumi nella foresta. Per sfociare tutti insieme nel Mare vasto e infinito della conoscenza dell'UNICO Dio.
                      amate i vostri nemici

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #12
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        no Cono;
                        ho precisato: un conto è incontrare il peccatore privatamente, in carcere, dove non può più nuocere e medita sulle sue azioni;

                        altro è una visita ufficiale di stato, che implica riconoscimento e apprezzamento;

                        dimentichi il non trascurabile dettaglio che il Vaticano è un stato e il papa ne è a capo, e perciò compie in quella veste atti politici di una certa risonanza; perché il fedele che vede il papa da Pinochet è portato a pensare che quest'ultimo non deve essere poi tanto malvagio, e magari riterrà esagerato che le istituzioni del suo paese invece mantengano le distanze;

                        da Agca o da Totò Riina vai in carcere, non alle cene dei mafiosi in libertà.
                        Rifletti: Se incontra gli uni e gli altri (da Pinochet a Fidel Castro passando per Agca) non fa altro che suffragare l'universalità della Chiesa, Axe. La sua, perlappunto, cattolicità!
                        Che poi tali incontri incidano e influenzino trasversalmente la Storia....è una logica conseguenza. E bene l'hai sottolineato te parlando della caduta del muro e del comunismo.
                        amate i vostri nemici

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Tutte le religioni scorrono come fiumi nella foresta. Per sfociare tutti insieme nel Mare vasto e infinito della conoscenza dell'UNICO Dio.
                          Un punto di vista non diverso da tanti altri diversi e che rappresenta il proprio modo di valutare le cose che lascia il tempo che trova a chi adotta una ottica diversa.

                          C'è chi vede alieni ovunque come origine e fine di ogni cosa e chi è cultore dei fiumi di porpora.
                          Ambiente che vai, origine e fine che trovi.

                          Comment

                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #14
                            Nessuno infatti è obbligato ad essere cattolico....
                            La Parola di Dio dice questo:

                            "Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. 10 E gridavano a gran voce:
                            «La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello».
                            11 Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo:
                            12 «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
                            13 Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». 14 Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello. 15 Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.
                            16 Non avranno più fame,
                            né avranno più sete,
                            né li colpirà il sole,
                            né arsura di sorta,
                            17 perché l'Agnello che sta in mezzo al trono
                            sarà il loro pastore
                            e li guiderà alle fonti delle acque della vita.
                            E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi». (apocalisse 7)

                            Poi ognuno rimane libero di crederci, di fare spallucce o di rifiutarla in toto, amico Gatto.
                            amate i vostri nemici

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              [QUOTE17 perché l'Agnello che sta in mezzo al trono][/QUOTE]
                              Cazzo, dopo un concetto del genere come non genuflettersi folgorati dalla luce di tanta bellezza????

                              Ma ti rendi conto di quanto siano inopportune, perchè prive di un qualunque significato, certe frasi dette fuori dall'ambiente al quale erano destinate in origine e ora comunque parte di rituali che non implicano alcuna discussione quale quelle che si conducono abitualmente qui?

                              "perché l'Agnello che sta in mezzo al trono" ma che vor dì, si ho capito lui camanda e tutti gli altri sono cacca e quindi che ci diciamo?

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