Dio è una trinità?

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  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #1

    Dio è una trinità?

    Qual è l’origine di questo concetto? “Si potrebbe avere l’impressione che il dogma trinitario sia in ultima analisi un’invenzione del tardo IV*secolo. In un certo senso, è così*. . . Prima della fine del IV*secolo la formula ‘un Dio in tre persone’ non era solidamente attestata, e certo non era stata completamente assimilata dalla vita cristiana e dalla sua professione di fede”. —*New Catholic Encyclopedia (1967), volume*14, pagina*299.
    “Il Concilio di Nicea si aprì il 20*maggio del 325. Costantino stesso presiedette, guidando attivamente le discussioni, e propose personalmente*. . . la formula cruciale che esprimeva la relazione fra Cristo e Dio nel simbolo formulato dal concilio, ‘consustanziale col Padre’. . . . Intimoriti dall’imperatore, i vescovi, con due sole eccezioni, firmarono il simbolo, molti fondamentalmente contro la loro volontà”. —*Encyclopædia Britannica (1970), volume*6, pagina*386.
    Cosa dice la Bibbia? Stefano, “pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: ‘Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio’”. —*Atti 7:55,*56, CEI.
    Cosa rivelò questa visione? Pieno della forza attiva di Dio, Stefano vide Gesù “che stava alla destra di Dio”. È chiaro quindi che Gesù non tornò a essere Dio dopo la sua risurrezione e ascensione al cielo; divenne bensì un essere spirituale distinto. Il brano non dice che ci fosse una terza persona accanto a Dio. Dopo aver cercato passi biblici a sostegno del dogma trinitario, il domenicano Marie-Émile Boismard ha scritto in un suo libro: “Nel Nuovo Testamento non v’è traccia dell’affermazione secondo la quale ci sarebbero tre Persone in un unico Dio”. —*All’alba del cristianesimo. Prima della nascita dei dogmi, trad. di S.*Venturini, Piemme, Casale Monferrato, 2000, pagina*157.
    Saluti ciao Riccardo
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Probabilmente dopo una interpretazione seguita ad una traduzione che segue una interpolazione che completa una raccolta di elementi arcaici si è deciso dica ciò, magari è bastato dire dire che dio mi ha parlato e me lo ha detto, una voce che misteriosamente mi illuminava.
    Ovvero un qualcosa che serve più per una tesi universitaria di lettere antiche che non per scelte di base dei vivi.
    Tutto comunque nasce dal concetto di esistenza di un dio, concepito come una una entità che può tutto, ma proprio tutto tutto e fa da riferimento per il tutto.
    Una volta che ammetti una entità simile puoi fargli fare e disfare tutto e l'essere uno e trino è il minore dei problemi, visto che non sposta paglia, se è uno o è trino comanda le stesse cose, qualunque esse siano secondo i vari illuminati che in suo nome parlano, per chi deve solo che obbedire e stare zitto che cambia se a dire è uno o trino?

    Certo che se ci si trova in una gara di interpretazione biblica la cosa può essere fondamentale per il voto, ma il voto di letteratura antica e traduzione ragionata dell'aramaico è cosa diversa dal mondo reale dove i semafori funzionano a led con il verde, il rosso e il giallo e non ci sono cose strane a far girare i motori.

    Il problema di fondo sta in questo dio che dice, non nel seguito, un dio, per definizione dice e fa quello che gli pare quindi può triplicarsi e dirtelo, ma ci sta e parla? se non c'è risposta dimostrabile a ciò il resto è leggermente volatile.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #3
      Dio è Dio, è una trinità solo per noi

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Voi non ne fa però una propria semplice rappresentazione simile all'essere uno, mille e nessuno per indicare i vari volti con cui una persona può presentarsi, ne fa una verità assoluta che rappresenta un fatto oggettivo ed esistente, quindi ha le considerazioni del caso.
        Il guaio delle religioni, non mi dicono io credo che non da seguito a nulla, mi dicono lui c'è e su esce il popò di polemiche che stanno qua.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #5
          la Trinità è solo una necessità dialettica, come tesi, antitesi e sintesi;

          serve per descrivere la formazione di un concetto astratto che deve per forza trovare limitazioni dialettiche, altrimenti non se ne potrebbe parlare;

          tenendo presente che il linguaggio è essenziale e fondativo per questo genere di astrazioni; anzi, fondamentalmente ne è l'oggetto stesso.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            In un castello fatto di affermazioni ogni cosa non può che essere una costruzione dialettica, però chi il castello delle fate lo vede come esistente la questione la vede diversamente e gli da una consistenza reale.

            Il dogma della "trinità" è in relazione alla natura divina: esso afferma che Dio è uno solo, unica e assolutamente semplice è la sua "sostanza", ma comune a tre "persone" (o "ipòstasi") della stessa numerica sostanza (consustanziali) e distinte. Ciò non va interpretato come se esistessero tre divinità (politeismo) né come se le tre "persone" fossero solo tre aspetti di una medesima divinità (modalismo). Le tre "persone" (o, secondo il linguaggio mutuato dalla tradizione greca, "ipòstasi") sono in effetti ben distinte ma formate della stessa sostanza:
            Dio Padre, creatore del cielo e della terra e Padre celeste del mondo;
            il Figlio: generato dal Padre prima di tutti i secoli, fatto uomo nella persona di Gesù Cristo nel seno della Vergine Maria, il Redentore del mondo.
            lo Spirito Santo che è l'"amore" perfetto e divino (in greco agàpe) che il Padre e il Figlio mandano ai discepoli di Gesù per far loro comprendere e testimoniare le verità rivelate.


            Per loro non sembra una questione dialettica.

            Poi il razionale letterario/interpretativo/di traduzione per cui i cattolici ne fanno un proprio fondamento e i tdg lo rifiutano può essere tema di gara interpretativa dei vari scritti e affermazioni.

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #7
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              In un castello fatto di affermazioni ogni cosa non può che essere una costruzione dialettica, però chi il castello delle fate lo vede come esistente la questione la vede diversamente e gli da una consistenza reale.

              Per loro non sembra una questione dialettica.
              vabbè, stiquaatsi...
              è ovvio e inutile tornare sempre sul fatto che "quelli credono..."

              i dogmi altrui sono per definizione soggettivi e indiscutibili, perciò è inutile, improduttivo discuterne;

              invece, in termini osservabili quella sistemazione ricalca necessità dialettiche e questa è una nozione oggettivamente riscontrabile, di cui si può eventualmente discutere.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Necessario perchè? visto che a un dio gli fai fare ciò che gli(ti) pare quindi può fare il dio creatore, materializzarsi sulla terra e fare lo spirituale, il tutto senza alcuna difficoltà da dio uno e senza complicarsi la trama del romanzo con quel concetto di trino.

                inutile tornare sempre sul fatto che "quelli credono..."
                Resta però il cuore della questione altrimenti il tutto si svilupperebbe in area letteraria per fare l'analisi critica di un romanzo che può essere più o meno scritto bene, ma che è chiaro per tutti si tratti una creazione di fantasia.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #9
                  Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                  Necessario perchè? visto che a un dio gli fai fare ciò che gli(ti) pare quindi può fare il dio creatore, materializzarsi sulla terra e fare lo spirituale, il tutto senza alcuna difficoltà da dio uno e senza complicarsi la trama del romanzo con quel concetto di trino.
                  Gatto, è necessario per delimitare l'oggetto, come i confini nazionali sono necessari a delimitare un paese e distinguere ciò che appartiene da ciò che è fuori nell'ambito dello stesso sistema "mondo";
                  altrimenti, uno intende per "Italia" anche "Little Italy" a Broccolino...

                  qui non si tratta della fantasia su quello che può fare un dio, ma del linguaggio che usiamo tra noi per capirci;


                  Resta però il cuore della questione altrimenti il tutto si svilupperebbe in area letteraria per fare l'analisi critica di un romanzo che può essere più o meno scritto bene, ma che è chiaro per tutti si tratti una creazione di fantasia.
                  beh ? è esattamente quello che ho scritto;
                  se continui a puntualizzare che "ognuno crede a quello che gli pare" è inutile discutere di qualsiasi cosa e il tifoso dell'Atletico è convinto d'aver vinto la coppa perché al 90° stavano 1 -0;

                  se vogliamo discutere, e non giocare ai dispetti come i bambini, dovremo pure delimitare la discussione ad un oggetto di cui percepiamo comunemente alcune caratteristiche;

                  perciò, ho fatto notare che questa cosa della Trinità presenta un'oggettiva analogia con le categorie dialettiche che ho rammentato, perché da questo aspetto si può partire;
                  poi, se la vogliamo buttare in caciara col dispetto dell'incomunicabilità, tanti saluti...
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    invece, in termini osservabili quella sistemazione ricalca necessità dialettiche
                    Io ho interpretato "quella sistemazione" come l'introduzione del concetto trinitario nel castello dialettico della religione e stavo a chiedere quale vantaggio dialettico produceva al castello di parole in cui veniva inserito dato che lo attribuivi, ho interpretato, a "necessità dialettiche".

                    Ragionevole che un argomento vada delimitato, salvo accordarsi con la controparte su limiti comuni da entrambi riconosciuti, altrimenti stai punto e a capo, comunque, come pure spesso hai detto, tu vai a delimitare il terreno logico dove esistono tesi, antitesi e dimostrazioni oggettive con cui fare emergere le eventuali contraddizioni dell'impianto dialettico, ma queste esistono solo nel tuo piano di discussione logica, non sul piano della controparte dove l'illogico equivale, perchè viene da dio, ad un diversamente logico dal momento che è dio a fare riferimento assoluto per la logica lineare del diversamente logico.
                    La tua contraddizione logica quindi scompare a fronte del dio che scrive diritto anche quando noi vediamo storto e mistero dovuto all'incapacità di comprendere dio.

                    Tuttavia le tesi illogiche si possono affermare come logiche perchè comunicate da dio, il preambolo che le sottrae all'esame delle antitesi e delle dimostrazioni dove tu sembra le vuoi analizzare, io direi sia necessaria l'analisi a monte che fa emergere la contraddizione di aver ricevuto comunicazioni da dio, quando questo dio non parla e tutte le comunicazioni sono scritti di persone che solo per decisione personale rappresentano il pensiero di dio e quant'altro.
                    Solo dopo che va in discussione la fonte divina delle tesi illogiche il materiale lo si può passare al tritacarne della logica oggettiva e ragionevole.


                    In alternativa resta la gara letteraria della traduzione/interpretazione vera di un dire enigmatico che ciascuno legge in modo diverso per poi apporci il sigillo del "parola di dio" secondo prerogative autoattribuite

                    (EL)
                    « πορευθέντες οὖν μαθητεύσατε πάντα τὰ ἔθνη, βαπτίζοντες αὐτοὺς εἰς τὸ ὄνομα τοῦ πατρὸς καὶ τοῦ υἱοῦ καὶ τοῦ ἁγίου πνεύματος[9] » (IT)
                    « Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo »
                    (Vangelo di Matteo XXVIII, 19)
                    Il teologo cattolico Joseph Doré[10] ha sostenuto che l'espressione al singolare eis to onoma (εἰς τὸ ὄνομα) ovvero "nel nome" unitamente alle due ricorrenze della congiunzione kai (καὶ), "e", quindi nel significato di "del Padre 'e' del Figlio 'e' dello Spirito Santo" evidenzierebbe la presenza di un credo già trinitario; si tenga presente però che il Vangelo di Matteo è datato tra l'85 e il 90 d.C.,[11] e sulla lingua della redazione originale non c'è consenso tra gli studiosi.[12][13]

                    Allo stesso modo e in tale senso potrebbero essere letti alcuni altri passi dei Vangeli canonici:

                    (EL)
                    « βαπτισθεὶς δὲ ὁ Ἰησοῦς εὐθὺς ἀνέβη ἀπὸ τοῦ ὕδατος καὶ ἰδοὺ ἠνεῴχθησαν οὶ οὐρανοί, καὶ εἶδεν πνεῦμα θεοῦ καταβαῖνον ὡσεὶ περιστερὰν ἐρχόμενον ἐπ’ αὐτόν[14] » (IT)
                    « Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. »
                    etc. etc.


                    Ma oltre il fatto che tale dottrina non viene presentata in modo univoco,[3] esiste tutt'oggi una minoranza di chiese cristiane che si dichiarano anti-trinitarie, come i Mormoni e i Testimoni di Geova.

                    Tutti potendo sostenere la propria tesi perchè è quella rivelata loro da dio
                    E'' sulla logicità di questa rivelazione che sta il nodo, non certo sulle traduzioni dell'aramaico e sulla completezza dei reperti archeologici.
                    Last edited by Il gatto; 25-05-2014, 10:31.

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #11
                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      Io ho interpretato "quella sistemazione" come l'introduzione del concetto trinitario nel castello dialettico della religione e stavo a chiedere quale vantaggio dialettico produceva al castello di parole in cui veniva inserito dato che lo attribuivi, ho interpretato, a "necessità dialettiche".
                      il vantaggio è quello di far tornare i conti dopo l'apparizione di Gesù, al quale si attribuisce la natura di assoluto - antecedentemente prerogativa del solo Dio - senza annullare l'identità del primo in quella del secondo; con la necessità ulteriore di un terzo elemento di raccordo, a risolvere - si fa per dire, eh ! - quello che sarebbe stato un dualismo irresolubile;

                      infatti, come ricordi:
                      Ma oltre il fatto che tale dottrina non viene presentata in modo univoco,[3] esiste tutt'oggi una minoranza di chiese cristiane che si dichiarano anti-trinitarie, come i Mormoni e i Testimoni di Geova.
                      questi seguaci della lettera biblica che hanno incorporato Gesù senza attribuirgli la stessa natura delle altre chiese, si attengono al principio unitario, perché non hanno necessità dialettica di rivederlo;

                      Tutti potendo sostenere la propria tesi perchè è quella rivelata loro da dio
                      E'' sulla logicità di questa rivelazione che sta il nodo, non certo sulle traduzioni dell'aramaico e sulla completezza dei reperti archeologici.
                      beh, una volta entrato nel sistema postulato, una certa coerenza la trovi;
                      semmai, l'impianto cade a proposito del dualismo Bene/Male, che fa a cazzotti con l'idea del Creatore trascendente; ma questo si spiega bene esattamente in termini di tempistica e adattamento di due cosmologie diverse, frutto di tempi diversi, in cui la recente non può rinnegare in toto quella antica e si propone come "aggiornamento";

                      infatti, se vai a vedere, tutti i conflitti teologici li hai su questo crinale dialettico, al quale si sovrappone poi il portato dottrinario e "politico" storico.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Plausibile, ma non era più semplice far si che il dio 1 viene in visita di stato nei suoi possedimenti remoti con l'identità temporanea di dio 2 per poi tornarsene da dove era venuto a fare il dio 1?
                        Certo la tua ipotesi è più elaborata e magari dialetticamente più profonda come normalmente è il difficile, ma a me, povero gatto randagio, sembra una operazione passata attraverso l'ufficio complicazione cose semplici per ottenere l'inutile.

                        del dualismo Bene/Male, che fa a cazzotti con l'idea del Creatore trascendente; ma questo si spiega bene esattamente in termini di tempistica e adattamento di due cosmologie diverse, frutto di tempi diversi, in cui la recente non può rinnegare in toto quella antica e si propone come "aggiornamento";
                        Ma su tutto e sul prosieguo c'è per tutti il sigillo del "me lo ha detto dio" che a ciascuno ha detto quello che si crede lui ed è questo sigillo che da un qualche valore a quel dire umano che altrimenti, come sta avvenendo sempre più diffusamente, verrebbe ignorato.

                        Quando poi su quelle basi ci costruisci una politica certo che diverse cosette debbono filare, ma resta che ad ogni contraddizione che emerga si possa dire che il diversamente logico è logico perchè viene da dio quindi è lui a decidere cosa è logico e cosa no, la logica è lui, e ci tappi anche un disavanzo di bilancio, perchè ti sei rubbato li sordi, che, con quei sigilli, si trasforma in una tribolazione voluta in altizzimo loco per mettere alla prova la fede
                        Il viene da dio è la chiave di volta, smonti quella certezza che non a caso si tenta di dimostrare con "prove" materiali e non ci rimane niente, dato che il ci credo perchè il romanzo mi affascina è ben poco trainante per il mondo
                        Last edited by Il gatto; 25-05-2014, 11:21.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Qual è l’origine di questo concetto?
                          Ecco come nascono le vere verità più vere

                          Vangelo della moglie di Gesù
                          Il Vangelo della moglie di Gesù è un piccolo frammento di un antico papiro che riporta un brano in lingua copta che include le parole: « Gesù ha detto loro: 'mia moglie ...'» e, poco sotto, «lei sarà in grado di essere mia discepola».

                          Il frammento di papiro proviene da una collezione privata ed era stato scoperto nel 1997 in una raccolta di papiri; era stato acquistato da un precedente proprietario tedesco, che lo aveva reperito sul mercato antiquario[1] e che non ha mai dichiarato la propria identità[2].

                          Il frammento è stato sottoposto ad un test di datazione con il carbonio condotto da Noreen Tuross di Harvard che ha prodotto come datazione stimata il 741 [3]; sarebbe una copia di ciò che si pensa essere «un vangelo scritto in greco, probabilmente nella seconda metà del II secolo».[4]. La professoressa Karen Leigh King (che ha pubblicato il papiro) e la sua collega AnneMarie Luijendijk lo hanno chiamato il frammento del "Vangelo della moglie di Gesù" per attribuirgli un nome mnemonico [5].

                          Secondo la King la scoperta «fornisce la prova che fra i primi cristiani alcuni credevano che Gesù fosse sposato», anche se il frammento non fornisce «la prova che Gesù, in quanto persona storica, sia stato effettivamente sposato».

                          La King afferma anche che «c'era già nel secondo secolo una tradizione legata al dibattito se i cristiani dovessero sposarsi e avere rapporti sessuali».[6] Inoltre, il frammento documenta l'esistenza di controversie nei primi secoli del cristianesimo sul discepolato[7] e sull'assegnazione di ruoli di guida a figure femminili.[8]

                          L'esistenza del frammento è stata rivelata il 18 settembre 2012 a Roma, nel corso X Congresso Internazionale di Studi Copti presieduto dal professor Alberto Camplani[9], in occasione di una sessione che si teneva presso l'Istituto Patristico Augustinianum[10] (proprietà extraterritoriale della Santa Sede).

                          "Il documento aveva con sé una nota a mano che citava di un professore di egittologia a Berlino, ora deceduto, il quale lo indicava come il solo esempio di un testo in cui Gesù parlasse di una moglie", afferma la Kin


                          Se poi la cosa ti piace ci metti il timbro parola di dio e quella diventa rivelazione divina.

                          Si aveva però in mano solo un frammento di papiro
                          Gospel_of_Jesus'_Wife.jpg
                          ma tanto basta per desumerci un vangelo, interpolando, completando, elaborando.
                          Se poi piace al notaio della situazione il tutto diventa parola di dio e verità rivelata, indiscutibile.
                          Last edited by Il gatto; 25-05-2014, 12:05.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #14
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Plausibile, ma non era più semplice far si che il dio 1 viene in visita di stato nei suoi possedimenti remoti con l'identità temporanea di dio 2 per poi tornarsene da dove era venuto a fare il dio 1?
                            Certo la tua ipotesi è più elaborata e magari dialetticamente più profonda come normalmente è il difficile, ma a me, povero gatto randagio, sembra una operazione passata attraverso l'ufficio complicazione cose semplici per ottenere l'inutile.
                            eh, pare facile...

                            considera che quelli venivano da 2 millenni di lotte per imporre e educare le genti all'idea di uno solo;
                            al punto di vietare le immagini e addirittura evitare di nominare direttamente, perché qualsiasi rottura dell'equilibrio dialettico sarebbe stata suscettibile di rompere il fronte, come infatti è avvenuto coi culti accessori del Cristianesimo sedimentato, aboliti solo più tardi dai protestanti;

                            il dualismo implica un conflitto dialettico e non sarebbe bastato a spiegare in modo efficiente la comparsa di Gesù tra coloro che erano stati così educati alla diffidenza e a riconoscere solo la Legge, laddove è necessario che il messia resti un'entità sospesa; perciò si determina la necessità di un terzo elemento che spieghi la consustanzialità tra i due evitandone l'alternatività conflittuale che suggerisci: che bisogno c'era... ?

                            Ma su tutto e sul prosieguo c'è per tutti il sigillo del "me lo ha detto dio" che a ciascuno ha detto quello che si crede lui ed è questo sigillo che da un qualche valore a quel dire umano che altrimenti, come sta avvenendo sempre più diffusamente, verrebbe ignorato.
                            ...
                            Il viene da dio è la chiave di volta, smonti quella certezza che non a caso si tenta di dimostrare con "prove" materiali e non ci rimane niente, dato che il ci credo perchè il romanzo mi affascina è ben poco trainante per il mondo
                            nel caso del dualismo Bene/Male il gioco delle tre carte del "l'ha detto Dio" non funziona, perché l'assunto incontra un trappolone logico; e infatti i saggi sfuggono i dualismi, perché sanno che sono impossibili da gestire senza un arbitro terzo;

                            il motivo in realtà è abbastanza semplice:
                            l'idea del Creatore onnipotente è stata partorita in un contesto non ancora de tutto antropocentrico, dove la Legge si appoggiava ad un'entità moralmente esterna, a cui ci si relazionava con l'obbedienza;
                            i secoli paleocristiani invece rappresentano l'alba di un ribaltamento di prospettiva, in cui quell'umanità, dopo essersi liberata della superstizione riconducendo quella ad una dottrina coerente, comincia a liberarsi anche della stessa soggezione ad una legge esterna non modulata dalla coscienza;

                            perciò, se prima il male non esisteva come categoria ontologica, ma era semplicemente la disobbedienza, nel momento in cui il conflitto si sposta nella coscienza - ma diventerà una nozione diffusa solo col Protestantesimo - si pone il problema ontologico dell'origine del Male, e la questione di un'origine comunque divina di esso;

                            cioè, il Cristianesimo, declinato autenticamente e coerentemente, è intrinsecamente e paradossalmente portatore di soggettivismo, relativismo (e laicismo); il che, e qui bisogna fare attenzione, non esclude affatto che soggettivismo e relativismo escludano Dio, ma lo collocano in una regione della coscienza, e persino in una regione inesplorata e non resa esplicita, propria anche ai laici e agli agnostici;

                            chiaramente, questa cosa fa imbestialire gli ex-monopolisti, anche se se ne sono dovuti fare un ragione...
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              onsidera che quelli venivano da 2 millenni di lotte per imporre e educare le genti all'idea di uno solo;
                              al punto di vietare le immagini e addirittura evitare di nominare direttamente, perché qualsiasi rottura dell'equilibrio dialettico sarebbe stata suscettibile di rompere il fronte, come infatti è avvenuto coi culti accessori del Cristianesimo sedimentato, aboliti solo più tardi dai protestanti;

                              il dualismo implica un conflitto dialettico e non sarebbe bastato a spiegare in modo efficiente la comparsa di Gesù tra coloro che erano stati così educati alla diffidenza e a riconoscere solo la Legge, laddove è necessario che il messia resti un'entità sospesa; perciò si determina la necessità di un terzo elemento che spieghi la consustanzialità tra i due evitandone l'alternatività conflittuale che suggerisci: che bisogno c'era... ?
                              una genialata politico diplomatica degna di macchiavelli, preparare un bel cetriolone e poi coprirlo con una massa di vasellina a che la "compenetrazione" non venga ostacolata.
                              Non erano poi così primitivi questi primitivi, fossero più sensate le teorie degli antichi alieni che non quelle delle divinità trascendentali????

                              il motivo in realtà è abbastanza semplice:
                              l'idea del Creatore onnipotente è stata partorita in un contesto non ancora de tutto antropocentrico, dove la Legge si appoggiava ad un'entità moralmente esterna, a cui ci si relazionava con l'obbedienza;
                              i secoli paleocristiani invece rappresentano l'alba di un ribaltamento di prospettiva, in cui quell'umanità, dopo essersi liberata della superstizione riconducendo quella ad una dottrina coerente, comincia a liberarsi anche della stessa soggezione ad una legge esterna non modulata dalla coscienza;

                              perciò, se prima il male non esisteva come categoria ontologica, ma era semplicemente la disobbedienza, nel momento in cui il conflitto si sposta nella coscienza - ma diventerà una nozione diffusa solo col Protestantesimo - si pone il problema ontologico dell'origine del Male, e la questione di un'origine comunque divina di esso;

                              cioè, il Cristianesimo, declinato autenticamente e coerentemente, è intrinsecamente e paradossalmente portatore di soggettivismo, relativismo (e laicismo); il che, e qui bisogna fare attenzione, non esclude affatto che soggettivismo e relativismo escludano Dio, ma lo collocano in una regione della coscienza, e persino in una regione inesplorata e non resa esplicita, propria anche ai laici e agli agnostici;
                              Per il male danno una risposta semplice, è l'assenza di bene e lo materializzano nel diavolo creato da dio in una condizione di bene, ma poi quello si è ribellato e cancellando il suo bene è rimasto il male.
                              Per cui dio ha fatto sempre bene anche se alla fine si produceva un male che non avveniva per sua volontà, ma per volontà di tal lucifero.

                              Chi te lo ha raccontato che è andata così? dio, l'altra sera a cena, era in vena di confidenze.

                              Il tuo ragionamento comunque fila nella gestione sociopolitica di allora e presumo che ora si sia intrappolati nel dire di allora che, comunque vada, non ammette contraddizioni formali plateali molto corrosive per la statica di un castello di parole e carte.

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