Poco fa ascoltavo questa canzone di Battiato che mi prende molto e credo rappresenti in qualche modo quello che penso anch'io.
Le sacre sinfonie del tempo
Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo
con una idea: che siamo esseri immortali
caduti nelle tenebre, destinati a errare;
nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione.
Guardando l'orizzonte, un'aria di infinito mi commuove;
anche se a volte, le insidie di energie lunari,
specialmente al buio mi fanno vivere nell'apparente inutilità
nella totale confusione.
... Che siamo angeli caduti in terra dall'eterno
senza più memoria: per secoli, per secoli,
fino a completa guarigione.
Facendo una ricerca sulle fonti che lo hanno ispirato mi sono imbattuta nelle analogie tra la mistica cristiana e il sufi . Ho trovato questo in cui un pò mi ritrovo
«L'uomo è il pellegrino dell'Assoluto. L'uomo è quell'essere inquieto che nulla appaga. L'uomo è quell'essere che porta dentro di sé una domanda di senso che mai esaurisce e che continuamente lo incalza. L'uomo è quell'essere destinato a trascendere se stesso. Il suo punto di riferimento è un orizzonte lontano, che sta al di là di tutto ciò che da vicino lo circonda. Pur lontano, quell'orizzonte in realtà tutto avvolge ed in tutto è presente. Prendere sul serio l'aspirazione fondamentale dell'essere umano verso l'Assoluto, verificarla nel proprio esistere quotidiano, scommettere su di essa la propria vita: questo significa entrare nella dimensione mistica. Mistico indica ciò che è segreto, nascosto nel più profondo dell'essere umano, ciò che non è esposto né disponibile per essere manipolato dalla curiosità indiscreta e dagli interessi superficiali del pubblico. Il termine mistico significa ciò che è reale, anzi ciò che vi è di più vero e reale nel segreto del cuore umano: là dove l'uomo incontra l'Assoluto e con Lui celebra le vere nozze. Molti sono i sentieri su cui l'Assoluto ha fatto percepire all'uomo la Sua presenza per attirarlo a Sé, per tenere vivo in lui il desiderio dell'incontro, per dar forza al suo cammino verso di Lui. Molti pure sono i nomi con cui l'uomo ha cercato di dare un volto all'Assoluto: Essere, Uno, Luce, Altissimo, Sapienza, Niente, ecc. [...] Anche l'Islam porta in sé una testimonianza dell'Assoluto.»
Le sacre sinfonie del tempo
Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo
con una idea: che siamo esseri immortali
caduti nelle tenebre, destinati a errare;
nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione.
Guardando l'orizzonte, un'aria di infinito mi commuove;
anche se a volte, le insidie di energie lunari,
specialmente al buio mi fanno vivere nell'apparente inutilità
nella totale confusione.
... Che siamo angeli caduti in terra dall'eterno
senza più memoria: per secoli, per secoli,
fino a completa guarigione.
Facendo una ricerca sulle fonti che lo hanno ispirato mi sono imbattuta nelle analogie tra la mistica cristiana e il sufi . Ho trovato questo in cui un pò mi ritrovo
«L'uomo è il pellegrino dell'Assoluto. L'uomo è quell'essere inquieto che nulla appaga. L'uomo è quell'essere che porta dentro di sé una domanda di senso che mai esaurisce e che continuamente lo incalza. L'uomo è quell'essere destinato a trascendere se stesso. Il suo punto di riferimento è un orizzonte lontano, che sta al di là di tutto ciò che da vicino lo circonda. Pur lontano, quell'orizzonte in realtà tutto avvolge ed in tutto è presente. Prendere sul serio l'aspirazione fondamentale dell'essere umano verso l'Assoluto, verificarla nel proprio esistere quotidiano, scommettere su di essa la propria vita: questo significa entrare nella dimensione mistica. Mistico indica ciò che è segreto, nascosto nel più profondo dell'essere umano, ciò che non è esposto né disponibile per essere manipolato dalla curiosità indiscreta e dagli interessi superficiali del pubblico. Il termine mistico significa ciò che è reale, anzi ciò che vi è di più vero e reale nel segreto del cuore umano: là dove l'uomo incontra l'Assoluto e con Lui celebra le vere nozze. Molti sono i sentieri su cui l'Assoluto ha fatto percepire all'uomo la Sua presenza per attirarlo a Sé, per tenere vivo in lui il desiderio dell'incontro, per dar forza al suo cammino verso di Lui. Molti pure sono i nomi con cui l'uomo ha cercato di dare un volto all'Assoluto: Essere, Uno, Luce, Altissimo, Sapienza, Niente, ecc. [...] Anche l'Islam porta in sé una testimonianza dell'Assoluto.»


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