Mistica islamica e mistica cristiana

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  • SilviaR
    Sylvia
    • 10/03/12
    • 1139

    #1

    Mistica islamica e mistica cristiana

    Poco fa ascoltavo questa canzone di Battiato che mi prende molto e credo rappresenti in qualche modo quello che penso anch'io.

    Le sacre sinfonie del tempo

    Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo
    con una idea: che siamo esseri immortali
    caduti nelle tenebre, destinati a errare;
    nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione.
    Guardando l'orizzonte, un'aria di infinito mi commuove;
    anche se a volte, le insidie di energie lunari,
    specialmente al buio mi fanno vivere nell'apparente inutilità
    nella totale confusione.
    ... Che siamo angeli caduti in terra dall'eterno
    senza più memoria: per secoli, per secoli,
    fino a completa guarigione.

    Facendo una ricerca sulle fonti che lo hanno ispirato mi sono imbattuta nelle analogie tra la mistica cristiana e il sufi . Ho trovato questo in cui un pò mi ritrovo

    «L'uomo è il pellegrino dell'Assoluto. L'uomo è quell'essere inquieto che nulla appaga. L'uomo è quell'essere che porta dentro di sé una domanda di senso che mai esaurisce e che continuamente lo incalza. L'uomo è quell'essere destinato a trascendere se stesso. Il suo punto di riferimento è un orizzonte lontano, che sta al di là di tutto ciò che da vicino lo circonda. Pur lontano, quell'orizzonte in realtà tutto avvolge ed in tutto è presente. Prendere sul serio l'aspirazione fondamentale dell'essere umano verso l'Assoluto, verificarla nel proprio esistere quotidiano, scommettere su di essa la propria vita: questo significa entrare nella dimensione mistica. Mistico indica ciò che è segreto, nascosto nel più profondo dell'essere umano, ciò che non è esposto né disponibile per essere manipolato dalla curiosità indiscreta e dagli interessi superficiali del pubblico. Il termine mistico significa ciò che è reale, anzi ciò che vi è di più vero e reale nel segreto del cuore umano: là dove l'uomo incontra l'Assoluto e con Lui celebra le vere nozze. Molti sono i sentieri su cui l'Assoluto ha fatto percepire all'uomo la Sua presenza per attirarlo a Sé, per tenere vivo in lui il desiderio dell'incontro, per dar forza al suo cammino verso di Lui. Molti pure sono i nomi con cui l'uomo ha cercato di dare un volto all'Assoluto: Essere, Uno, Luce, Altissimo, Sapienza, Niente, ecc. [...] Anche l'Islam porta in sé una testimonianza dell'Assoluto.»
    Io sono il problema e io la soluzione
    "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #2
    Stupendo Silvia, stupendo! Grazie.
    amate i vostri nemici

    Comment

    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Anche l'Islam porta in sé una testimonianza dell'Assoluto.»
      Due assoluti leggermente diversi e quando due assoluti diversi vanno a contatto escono le scintille.

      PUNTI DELLA "EVANGELII GAUDIUM" CHE RICHIEDONO CHIARIMENTO

      di Samir Khalil Samir


      1. I musulmani "adorano con noi un Dio unico, misericordioso" (n. 252)

      Io prenderei con cautela questa frase. È vero che i musulmani adorano un Dio unico e misericordioso. Ma questa frase suggerisce che le due concezioni di Dio sono uguali. Invece nel cristianesimo Dio è Trinità nella sua essenza, pluralità unita dall'amore. È un po' più che sola clemenza e misericordia. Abbiamo due concezioni abbastanza diverse dell'unicità divina. Quella musulmana caratterizza Dio come inaccessibile. La visione cristiana dell'unicità trinitaria sottolinea che Dio è Amore che si comunica: Padre-Figlio-Spirito, oppure Amante-Amato-Amore, come suggeriva Sant'Agostino.

      Poi, anche la misericordia del Dio islamico cosa significa? Che Lui fa misericordia a chi vuole e non la fa a coloro a cui non vuole. "Dio fa entrare nella Sua misericordia chi Egli vuole" (Corano 48:25). Queste espressioni si trovano in modo quasi letterale nell'Antico Testamento (Esodo 33:19). Ma non si arriva mai a dire che "Dio è Amore" (1 Giovanni 4:16), come si esprime san Giovanni.

      La misericordia nel caso dell'islam è quella del ricco che si china sul povero e gli concede qualcosa. Ma il Dio cristiano è Colui che scende verso il povero per innalzarlo al suo livello; non mostra la sua ricchezza per essere rispettato (o temuto) dal povero: dona se stesso per far vivere il povero.


      2. "Gli scritti sacri islamici conservano parte degli insegnamenti cristiani" (n. 252)

      È vero in un certo senso, ma può essere anche ambiguo. È vero che i musulmani riprendono parole o fatti dei vangeli canonici, ad esempio il racconto del l'Annunciazione si ritrova quasi letteralmente nei capitoli 3 (la famiglia di 'Imr?n) e 19 (Mariam).

      Ma più frequentemente il Corano s'ispira ai pii racconti dei Vangeli apocrifi, e non ne tirano il senso teologico che ci si trova, e non danno a questi fatti o parole il senso che hanno in realtà, non per cattiveria, ma perché non hanno la visione globale del messaggio cristiano.


      3. La figura di Cristo nel Corano e nel Vangelo (n. 252)

      Il Corano si riferisce a "Gesù e Maria [che] sono oggetto di profonda venerazione". A dir il vero, Gesù non è oggetto di venerazione nella tradizione musulmana. Invece, per Maria, si può parlare di una venerazione, in particolare da parte delle donne musulmane, che volentieri vanno ai luoghi di pellegrinaggio mariano.

      L'assenza di venerazione per Gesù Cristo si spiega probabilmente per il fatto che, nel Corano, Gesù è un grande profeta, famoso per i suoi miracoli a favore dell'umanità povera e malata, ma non è uguale a Maometto. Solo da parte dei mistici, si può notare una certa devozione, essi lo chiamano anche "Spirito di Dio".

      In realtà, tutto ciò che si dice di Gesù nel Corano è l'opposto degli insegnamenti cristiani. Egli non è Figlio di Dio: è un profeta e basta. Non è nemmeno l'ultimo dei profeti perché invece il "sigillo dei profeti" è Maometto (Corano 33:40). La rivelazione cristiana è vista solo come una tappa verso la rivelazione ultima, portata da Maometto, cioè l'Islam.


      4. Il Corano si oppone a tutti i dogmi cristiani fondamentali

      La figura di Cristo come seconda persona della Trinità è condannata. Nel Corano si dice in modo esplicito ai cristiani: "O Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite su Dio altro che la verità. Il Messia Gesù, figlio di Maria, non è altro che un messaggero di Dio, una Sua parola che Egli pose in Maria, uno Spirito da Lui [proveniente]. Credete dunque in Dio e nei Suoi messaggeri. Non dite 'Tre', smettete! Sarà meglio per voi. Invero Dio è un dio unico. Avrebbe un figlio? Gloria a Lui" (Corano 4:171). I versetti contro la Trinità sono molto chiari e non hanno bisogno di tante interpretazioni.

      Il Corano nega la divinità di Cristo: "O Gesù, figlio di Maria, sei tu che hai detto alla gente: 'Prendete me e mia madre come due divinità all'infuori di Dio'?" (Corano 5:116). E Gesù lo nega!

      Infine, nel Corano è negata la redenzione. Addirittura si afferma che Gesù Cristo non è morto in croce, ma è stato crocifisso un suo sosia: "Non l'hanno ucciso, non l'hanno crocifisso, ma è sembrato loro" (Corano 4:157). In tal modo Dio ha salvato Gesù dalla cattiveria dei giudei. Ma così Cristo non ha salvato il mondo!

      Insomma, il Corano e i musulmani negano i dogmi essenziali del cristianesimo: Trinità, Incarnazione e Redenzione. Si deve aggiungere che questo è il loro diritto più assoluto! Ma non si può allora dire che "Gli scritti sacri dell'Islam conservano parte degli insegnamenti cristiani". Si deve semplicemente parlare del "Gesù coranico" che non ha niente a che vedere con il Gesù dei Vangeli.

      Il Corano cita Gesù perché pretende di completare la rivelazione di Cristo per esaltare Maometto. Del resto, vedendo quanto Gesù e Maria fanno nel Corano, ci si accorge che essi non fanno altro che applicare le preghiere e il digiuno secondo il Corano. Maria è certamente la figura più bella tra tutte quelle presentate nel Corano: è la Madre Vergine, che nessun uomo ha mai toccato. Ma non può essere la Theotokos; anzi, è una buona musulmana.

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