Gesù è morto davvero sulla croce?

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  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #1

    Gesù è morto davvero sulla croce?

    LA CROCE”, dice un’enciclopedia, “è il simbolo più comune del cristianesimo”. Molti dipinti e altre opere d’arte a carattere religioso raffigurano Gesù inchiodato su una croce. Perché questo simbolo è così diffuso nella cristianità? Gesù è morto davvero su una croce?
    Per rispondere molti ricorreranno alla Bibbia. Per esempio, secondo la CEI, al tempo dell’esecuzione di Gesù, gli astanti lo schernirono e lo sfidarono dicendogli: “Scendi dalla croce!” (Matteo 27:40,*42) Molte altre traduzioni della Bibbia rendono il versetto in modo simile. La Parola del Signore dice di Simone di Cirene: “I soldati lo obbligarono a portare la croce di Gesù”. (Marco 15:21) In questi versetti il termine “croce” traduce il greco stauròs. Si tratta di una scelta traduttiva fondata? Qual è il significato di questo termine nella lingua d’origine?
    Era una croce?
    Secondo il grecista William E.*Vine, stauròs “indica principalmente un’asta o palo diritto, sul quale i malfattori venivano inchiodati per l’esecuzione. Sia il sostantivo che il verbo stauroo, fissare a un’asta o palo, in origine vanno distinti dalla forma ecclesiastica di una croce a due bracci”.
    Il Dizionario dei concetti biblici del Nuovo Testamento dice che, nella sua accezione originale, “staurós è un palo piantato diritto (palo a punta); può servire a molteplici usi, come erigere steccati . . . ; può avere anche il significato speciale di palizzata”. L’Imperial Bible-Dictionary dichiara: “Anche tra i Romani la crux (da cui deriva la nostra croce) pare fosse in origine un palo verticale”. Non sorprende quindi che la Catholic Encyclopedia affermi: “È certo, comunque, che in origine la croce consisteva di un semplice palo verticale, appuntito all’estremità superiore”.
    In riferimento al mezzo utilizzato per mettere a morte Gesù, gli scrittori biblici usarono anche un altro termine greco, xỳlon. Il Critical Lexicon and Concordance to the English and Greek New Testament definisce questo termine “pezzo di legno, palo”. E prosegue dicendo che, come stauròs, xỳlon “era semplicemente un palo diritto su cui i romani inchiodavano coloro dei quali si diceva quindi che erano crocifissi”.
    A conferma di questo, notiamo che La Bibbia concordata dice in Atti 5:30: “Il Dio dei nostri padri risuscitò Gesú che voi uccideste appendendolo ad un legno [xỳlon]”. Anche altre versioni bibliche, pur traducendo stauròs con il termine “croce”, rendono xỳlon con il termine “legno”. In Atti 13:29 la Nuova Riveduta dice di Gesù: “Dopo aver compiuto tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno [xỳlon], e lo deposero in un sepolcro”.
    Visto il significato basilare dei termini greci stauròs e xỳlon, il Critical Lexicon and Concordance, citato sopra, osserva: “Nessuna di queste due parole concorda con l’idea attuale di croce a cui l’iconografia ci ha abituato”. In altre parole, quello a cui si riferivano gli evangelisti con il termine stauròs non corrisponde affatto a ciò che oggi viene chiamato croce. Pertanto, la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture usa appropriatamente l’espressione “palo di tortura” in Matteo 27:40-42 e in altri punti dove compare stauròs. In modo simile, la Complete Jewish Bible, una Bibbia ebraica, usa l’espressione “palo di esecuzione”.
    L’origine della croce
    Visto che la Bibbia non dice effettivamente che Gesù fu messo a morte su una croce, perché tutte le chiese che dicono di insegnare e seguire la Bibbia —*sia quelle protestanti e ortodosse che quella cattolica*— ornano i loro edifici con la croce e la usano come simbolo della loro religione? Come ha fatto la croce a diventare un simbolo tanto diffuso?
    Il fatto è che la croce è venerata non solo da fedeli che sostengono di seguire la Bibbia ma anche da persone che con la Bibbia non hanno niente a che fare e il cui culto è molto più antico di quello delle chiese “cristiane”. Numerose opere di consultazione religiose riconoscono che l’uso di croci di varie forme risale a epoche remote della civiltà umana. Per esempio, in alcuni geroglifici e rappresentazioni di divinità egizie compare spesso una croce a forma di T sormontata da un anello. Chiamata croce ansata, è considerata simbolo di vita. Col tempo, questo tipo di croce venne adottato e usato largamente dalla Chiesa Copta e da altre chiese.
    Secondo la Catholic Encyclopedia, “pare che la forma primitiva di croce sia la cosiddetta croce uncinata (crux gammata), più nota agli orientalisti e agli studiosi di archeologia preistorica con il suo nome sanscrito, svastika”. Questo segno era usato ampiamente dagli indù in India e dai buddisti in tutta l’Asia, zone nelle quali compare ancor oggi in decorazioni e ornamenti.
    Non si sa esattamente quando la croce sia stata adottata come simbolo “cristiano”. L’Expository Dictionary of New Testament Words di Vine afferma: “Verso la metà del III*secolo d.C. le chiese si erano ormai dipartite da certe dottrine della fede cristiana o le avevano travisate. Per accrescere il prestigio dei sistemi ecclesiastici apostati, i pagani erano ricevuti nelle chiese indipendentemente dalla rigenerazione per mezzo della fede ed era largamente permesso loro di ritenere i loro segni e simboli pagani”, tra cui la croce.
    Alcuni autori fanno riferimento all’asserzione di Costantino, adoratore del dio sole, secondo la quale nel 312*E.V., durante una delle sue campagne militari, avrebbe visto in visione una croce sovrapposta al sole insieme alla frase latina “in hoc vince” (con questo vinci). Qualche tempo dopo un segno “cristiano” venne riprodotto su vessilli, scudi e armature del suo esercito. (Vedi figura a sinistra). Costantino si sarebbe convertito al cristianesimo, anche se si fece battezzare solo 25*anni dopo in punto di morte. Alcuni hanno avanzato dei dubbi sulle sue motivazioni. Il libro The Non-Christian Cross afferma: “Agì non come uno che si era convertito agli insegnamenti di Gesù il Nazareno, ma come se stesse convertendo il cristianesimo nella religione che a suo avviso aveva più probabilità di essere accettata dai suoi sudditi come cattolica”, ovvero universale.
    Da allora si cominciarono a usare croci di molte forme. Per esempio, l’Illustrated Bible Dictionary dice che la cosiddetta croce di Sant’Antonio “aveva la forma di una T maiuscola, che alcuni fanno derivare dalla lettera tau, simbolo del dio [babilonese] Tammuz”. Esistevano anche la croce di Sant’Andrea, che ha la forma della lettera X, e la croce latina, la comune croce a due bracci erroneamente “ritenuta dalla tradizione quella su cui morì nostro Signore”.
    Cosa credevano i cristiani del I*secolo?
    La Bibbia mostra che nel I*secolo molti che udirono Gesù divennero credenti e accettarono il valore espiatorio della sua morte di sacrificio. Come si legge nelle Scritture, dopo che l’apostolo Paolo ebbe predicato agli ebrei di Corinto, dimostrando che Gesù è il Cristo, “Crispo, presidente della sinagoga, divenne credente nel Signore, e così tutta la sua casa. E molti dei corinti che udirono credevano ed erano battezzati”. (Atti 18:5-8) Invece di introdurre nella loro adorazione immagini o simboli religiosi, Paolo disse ai cristiani di ‘fuggire l’idolatria’ e qualsiasi altra pratica derivante dai culti pagani. —*1*Corinti 10:14.
    Storici e ricercatori non hanno trovato nessuna prova che attesti l’uso della croce da parte dei primi cristiani. Fatto degno di nota, il libro History of the Cross cita uno scrittore della fine del XVII*secolo che chiese: “È possibile che al benedetto Gesù piaccia vedere i Suoi discepoli che si gloriano dell’immagine di quello [che si presume sia stato lo] strumento di esecuzione capitale sul quale Egli patì senza colpa, disprezzando la vergogna?” Come rispondereste?
    L’adorazione che Dio approva non richiede l’uso di oggetti o immagini. “Quale accordo c’è fra il tempio di Dio e gli idoli?”, chiese Paolo. (2*Corinti 6:14-16) In nessun punto le Scritture indicano che per rendere adorazione il cristiano debba servirsi, fra l’altro, di una riproduzione dello strumento usato per mettere a morte Gesù. —*Confronta Matteo 15:3; Marco 7:13.
    Cosa contraddistingue dunque i veri cristiani? Non la croce né alcun altro simbolo, bensì l’amore. Gesù disse ai suoi seguaci: “Vi do un nuovo comandamento, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amati io, che anche voi vi amiate gli uni gli altri. Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”. —*Giovanni 13:34,*35.
    Ciao Riccardo
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Abbastanza plausibile cio' che ci racconti, che pero' ti mostra la potenza della immagini che hanno di forza soppiantato e buttato fuori scena ogni dire per quanto corretto e informato.
    Una immagine dice tutto a tutti in un lampo e tutti la capiscono, la penetrazione del dire e' estremamente piu' debole, per questo il grosso della pubblicita' passa per la tv.

    Poi c'e' la questione del perche' tramandare la croce invece dell'ammore.
    Intanto la croce produce una immagine, l'ammore un concetto molto complesso da raccontare e poi nella trama che ci interessa si propaganda sacrificio, rinuncia ed obbedienza, verrebbe male farlo esaltando valori che indirizzano al piacere e alla liberta' fantasiosa.

    E poi ci sta il rimprovero che quella croce genera per ricattare i recalcitranti a genuflettersi al proprio ordine preferito che si afferma sempre sia quello voluto e piu' gradito a dio, il proprio visto che quello degli altri e' falso e malcapito.

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    • Pazza_di_Acerra
      люблю беспокоиться
      • 09/12/09
      • 28840

      #3
      Ci sono un paio di cose da aggiungere:
      1) La pena prevista all'epoca per il reato imputato a Cristo era la lapidazione e non la crocifissione
      2) La croce usata dai Romani era molto dicersa da qualla tramandata dalla tradizione cattolica.
      La croce dei Romani era un’impalcatura di legno costituita da una trave trasversale, chiamata patibolum, che appoggiava le sue estremità su due pali fissati in terra che, terminando a forcina, venivano chiamati "crux”. La crocifissione consisteva nel legare le braccia del condannato alla traversa. Questo tipo di intelaiatura usato per crocefiggere (crux fig*gere = fissare alla croce) era in tutto uguale a quello che veniva usato per le impiccagioni eccetto che nella lunghezza delle forcine che se nel primo caso doveva permettere al condannato di appoggiare i piedi per terra nel secondo doveva tenerlo sollevato in modo da restare appeso.
      La morte avveniva normalmente per il soffocamento causato dalla testa che, pendendo in avanti, provocava l’occlusione della trachea
      semel in anno licet insanire, cotidie melius

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      • andreric
        Opinionista
        • 26/04/14
        • 883

        #4
        Quali sono le origini storiche della croce della cristianità?
        “Vari oggetti contrassegnati da croci di diverso disegno e risalenti a periodi molto anteriori all’èra cristiana sono stati trovati quasi in ogni parte del mondo antico. India, Siria, Persia ed Egitto ne han tutti fornito innumerevoli esempi . . . L’uso della croce come simbolo religioso nei tempi precristiani e fra i popoli non cristiani può forse essere considerato quasi universale, e in moltissimi casi era collegato con qualche forma di adorazione della natura”. —*Encyclopædia Britannica (1946), Vol.*6, p.*753.
        “La forma [della croce a due bracci] ebbe origine nell’antica Caldea, ed era usata come simbolo del dio Tammuz (essendo a forma del mistico Tau, iniziale del suo nome) in quel paese e nei paesi limitrofi, incluso l’Egitto. Verso la metà del III*secolo d.C. le chiese si erano ormai dipartite da certe dottrine della fede cristiana o le avevano travisate. Per accrescere il prestigio dei sistemi ecclesiastici apostati, i pagani erano ricevuti nelle chiese indipendentemente dalla rigenerazione per mezzo della fede ed era largamente permesso loro di ritenere i loro segni e simboli pagani. Perciò il Tau o*T, nella sua forma più frequente, con il pezzo in croce abbassato, fu adottato come simbolo della croce di Cristo”. —*An Expository Dictionary of New Testament Words, di W.*E. Vine, Londra, 1962, p.*256.
        “È strano, eppure certo, che in epoche molto più antiche della nascita di Cristo, e, successivamente, in paesi non raggiunti dagli insegnamenti della Chiesa, la Croce sia stata usata come simbolo sacro. . . . Il greco Bacco, il tiro Tammuz, il caldeo Bel e il norvegese Odino furono tutti simboleggiati presso i loro devoti da un oggetto cruciforme”. —*The Cross in Ritual, Architecture, and Art, di G.*S. Tyack, Londra, 1900, p.*1.
        “La croce a forma di ‘crux ansata’ . . . era portata in mano dai sacerdoti e dai re pontefici egiziani come simbolo della loro autorità di sacerdoti del dio–sole, ed era chiamata ‘il segno della vita’”. —*The Worship of the Dead, di J.*Garnier, Londra, 1904, p.*226.
        “Varie figure di croci si trovano dappertutto sui monumenti e sulle tombe degli egiziani e sono considerate da molti esperti simboli del fallo [rappresentazione dell’organo sessuale maschile] o del coito. . . . Nelle tombe egiziane la croce ansata [croce sormontata da un cerchio o impugnatura] si trova accanto al fallo”. —*A Short History of Sex-Worship, di H.*Cutner, Londra, 1940, pp.*16, 17; vedi anche The Non-Christian Cross, cit., p.*183.
        “Queste croci erano usate come simboli del dio-sole babilonese, , e si vedono per la prima volta su una moneta di Giulio Cesare, 100-44*a.C., e poi su una moneta coniata dall’erede di Cesare (Augusto), 20*a.C. Sulle monete di Costantino il simbolo più frequente è ; ma si usa lo stesso simbolo senza il cerchio intorno, e con i quattro bracci verticali e orizzontali uguali; e questo era il simbolo particolarmente venerato come ‘disco solare’. Bisogna dire che Costantino era un adoratore del dio-sole, e non entrò nella ‘Chiesa’ che un quarto di secolo dopo aver visto tale croce nei cieli”. —*The Companion Bible, cit., Appendice n.*162; vedi anche The Non-Christian Cross, cit., pp.*133-141.
        Questa è l'origine della croce ciao Riccardo

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #5
          Il fatto è che a me sembra molto più importante una domanda del tipo: perché Gesù, nonostante le sua forza ed i suoi miracoli, abbia alla fine deciso di morire in croce, qualunque essa sia, da un albero ad una tavola ad una croce greca o ad una romana, con chiodi o senza.
          Solo gli gnostici credono che Gesù non abbia sofferto od addirittura abbia fatto morire un altro al suo posto, io, sinceramente per il Gesù che ho in testa, proprio non ce lo vedo fare certe cose.

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Penso pero' che l'intento per cui si cavilla sia diverso.
            Ovvero se ti dimostro o scopro che il predicatore di turno ha mentito o alterato i fatti tutto il suo dire e' a rischio e questo e' il messaggio che si sta a trasmettere.
            Il secondo messaggio veicolato e' cambia predicatore e il terzo scegli chi dice la verita'.
            Il parco clienti pure in calo sempre quello e' e per una concorrenza agguerrita si usa anche la pubblicita' comparativa e screditante.

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              Non tutto il messaggio, lui è a rischio e ciò che in quel messaggio gli apparteneva.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Difficilmente si va a controllare quindi il pacco lo si accetta o lo si rifiuta in bloco su un processo sommario di opinione.

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Non lo vai a controllare lo verifichi volta per volta, altrimenti avresti la mente a banderuola, sventolerebbe al primo venuto.

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    In genere il primo venuto non lo senti nemmeno, dice dice dice, ma quanto resta?

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      chi?

                      Comment

                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Appunto.

                        Comment

                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #13
                          parlavamo di Gesù, se ha sofferto o meno.

                          Comment

                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            Veramente si parlaava di come era realizzata la croce in uso allora e che non sembra corrispondere a quella utillizata nell'iconografia e presentata per vera.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #15
                              ma anche un bambino si accorge di come le cose col tempo cambino. Comunque indipendentemente da come era fatta la croce il soggetto del mio credere rimane intatto, non capisco però qual'è il fine che aveva in mente andreric

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