Un diluvio universale

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #1

    Un diluvio universale

    Diluvio universale


    Certo che quando sei in balia degli elementi perche', se ti vesti, ti vesti di stracci e vivi con una mano davanti e una di dietro confidando nella clemenza dei ragni e delle formiche il concetto di universale va in proporzione al tuo spazio vitale e osservabile.

    Che ci racconterebbe lo scrivano fiorentino che vede cio'?


    Che nella sua maestosita' ha ben poco di universale, tanti danni, ma complessivamente gestibile e sopportabili, basta stare al posto giusto al momento giusto.

    Poi l'uno sara' salvato e l'altro fulminato e' banale storia del quotidiano di tutti, non ci vuole la fine del mondo, basta il rapporto serale dell'A14
    Last edited by Il gatto; 16-07-2014, 16:22.
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Molti credono che il Diluvio di cui parla la Bibbia sia realmente avvenuto. Oggi le chiese principali sono piuttosto inclini a considerare tale evento un’alluvione di proporzioni particolarmente disastrose che avrebbe coinvolto parte dell’antica Mesopotamia e le zone limitrofe. Il ricordo di tale avvenimento localizzato — e non universale — sarebbe stato tramandato alle generazioni successive e gradualmente si sarebbe trasformato nella storia che la Bibbia e le altre tradizioni antiche hanno conservato.[1]

    I Testimoni di Geova (TdG), come molti altri fondamentalisti, sostengono invece che il Diluvio fu universale, nel senso più letterale ed esteso del termine; il testo biblico, infatti, preso alla lettera, parla di un Diluvio di proporzioni cosmiche:

    «… Allora Dio disse a Noè: "È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Ecco io manderò il Diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà… Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto". Il Diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l’arca che si innalzò sulla terra. Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque. Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo. Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto. Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini. Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta morì. Così fu sterminato ogni essere che era sulla terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell’arca ». — Genesi 6,7 La Bibbia di Gerusalemme.

    Come rispondere ai numerosi interrogativi che la credenza nell’universalità del Diluvio solleva? Per esempio, da dove è venuta l’acqua che avrebbe coperto "tutti monti più alti", e dove è finita quest’acqua, una volta cessato il Diluvio?
    Ecco come rispondono i Testimoni di Geova, in una loro pubblicazione [2]:

    «Diluvio. Catastrofica distruzione di uomini e animali avvenuta mediante una pioggia torrenziale nel 2370 a. E.V., ai giorni di Noè. [...] È stato detto che se tutta l’umidità presente nell’atmosfera si trasformasse improvvisamente in pioggia non ne cadrebbero neanche cinque centimetri, se distribuita su tutta la faccia della terra. Da dove venne dunque l’immenso Diluvio noetico? Secondo la narrazione di Genesi, Dio disse a Noè: "Ecco, sto per portare il Diluvio [o "l’oceano celeste"; ebr. mabbùl] di acque sulla terra". (Ge 6:17) … Da dove venne quell’"oceano celeste"? La storia della creazione che troviamo in Genesi dice che [esisteva] una distesa intorno alla terra, e questa distesa (chiamata "Cielo") divideva le acque sotto di essa, cioè gli oceani, dalle acque sopra di essa. (Ge 1:6-8) Le acque sospese sopra la distesa evidentemente rimasero lì … fino al Diluvio.[…] Sono state proposte varie spiegazioni di come l’acqua rimase sospesa fino al Diluvio e di che cosa ne provocò la caduta. Ma sono solo speculazioni. La Bibbia dice semplicemente che Dio fece la distesa con acque sopra di essa e che fu lui a portare il Diluvio. La sua onnipotenza poteva far questo con facilità ».

    «Poiché, come dice Genesi, "tutti gli alti monti" furono coperti d’acqua, dov’è ora tutta quell’acqua? Evidentemente proprio qui sulla terra. Si ritiene che un tempo gli oceani fossero più piccoli e i continenti più grandi di quanto non siano adesso, com’è reso evidente da alvei di fiumi che si prolungano sotto gli oceani. Va pure notato che secondo alcuni scienziati in passato i monti erano molto meno alti di ora, e alcune montagne sono persino emerse dal mare. In quanto alla situazione attuale, si dice che "il volume dell’acqua marina è dieci volte superiore a quello delle terre emerse. Scaricate in modo uniforme tutta questa terra nel mare, e due chilometri e mezzo d’acqua coprirebbero tutto il globo". (National Geographic, gennaio 1945, p. 105) Quindi, dopo che le acque del Diluvio erano cadute, ma prima che le montagne si alzassero e il letto del mare si abbassasse, e prima che si formassero ai poli le calotte glaciali, c’era acqua più che sufficiente per coprire "tutti gli alti monti", come dice la testimonianza ispirata. — Ge 7:19 ».

    «Con l’improvviso aprirsi delle ‘sorgenti dell’abisso’ e delle "cateratte dei cieli", innumerevoli miliardi di tonnellate d’acqua inondarono la terra. (Ge 7:11) Questo può aver provocato enormi cambiamenti nella superficie della terra. La crosta terrestre è relativamente sottile (con uno spessore, si calcola, che varia da 30 a 160 km), sopra una massa più molle del diametro di migliaia di chilometri. Perciò sotto l’enorme peso dell’acqua probabilmente si verificarono grandi mutamenti nella crosta terrestre. Col tempo sorsero nuove montagne, vecchi monti diventarono più alti, i mari diventarono più profondi, e si formarono nuovi lidi, così che ora circa il 70 per cento della superficie terrestre è coperto d’acqua. Questa trasformazione della crosta terrestre spiega molti fenomeni geologici, come i nuovi livelli raggiunti da vecchie coste. Qualcuno ha calcolato che la sola pressione dell’acqua equivalesse a circa "tre quintali per centimetro quadrato", sufficiente a fossilizzare rapidamente fauna e flora. — Vedi D. Patten, The Biblical Flood and the Ice Epoch, 1966, p. 62».

    Dubito molto che qualsiasi ragionamento o argomentazione possa scalfire minimamente le convinzioni dei TdG e dei fondamentalisti in genere; infatti, se il Diluvio è stato un Atto Divino, a Dio ogni cosa è possibile; "la sua onnipotenza poteva far questo con facilità", scrivono i TdG...
    In ogni modo credo siano opportune alcune osservazioni in merito al valore "scientifico" delle suddette affermazioni.
    I monti prediluviani, come si legge nella succitata pubblicazione, sarebbero stati molto meno elevati degli attuali, ma di quanto fossero meno alti non si sa. Comunque, supponendo che questi "monti" giungessero a 43 m. sopra il livello del mare (un’'altezza' estremamente modesta), in Genesi 7:19,20 si legge che tali 'monti' furono coperti da 15 cubiti (7 metri) d’acqua, per un totale di 50 m.s.l.m. Tutta quest’acqua sarebbe stata sospesa "sopra la distesa" e lì sarebbe rimasta fino al Diluvio; il che significa che sarebbe esistita in quel tempo una pressione terrestre di 6 atm., cioè 5 atm. per l’acqua e 1 atm. per l’aria: totale 6 atm. (1 atm.= 1kg/cm2 e ogni 10 m di acqua in più la pressione aumenta di 1 atm.).
    Tutti gli animali che respirano ossigeno avrebbero avuto condizioni di vita impossibili con una pressione atmosferica di 6 atm./bar, perché l’ossigeno, ad una simile pressione, inizia a trasformarsi in un gas tossico. Un altro problema sarebbe sorto per gli uccelli, che sono strutturati per vivere alle attuali pressioni. Sicuramente, se la pressione atmosferica fosse stata così elevata, tutti i volatili non avrebbero la forma attuale, perché altrimenti per loro sarebbe stato impossibile volare;
    e questo se ci limitiamo a considerare che le acque del Diluvio abbiano raggiunto un’altezza di soli 50 metri. La pubblicazione dei TdG, tuttavia, parlando di «pressione dell’acqua [equivalente] a circa "tre quintali per centimetro quadrato"», lascia intendere che per i Testimoni la massa acquea — e di conseguenza la pressione atmosferica — potrebbe essere stata enormemente maggiore.

    Un’altra difficoltà sarebbe sorta per le specie animali acquatiche: se il mondo fosse stato sommerso completamente dall’acqua, infatti, tutta la massa acquea sarebbe diventata o dolce, o salata, o, nel caso peggiore, salmastra. Se l’acqua fosse diventata dolce, Noè avrebbe dovuto salvare nell’Arca anche tutti i pesci d’acqua salata. Se l’acqua fosse diventata salata, allora Noè avrebbe salvato "solo" i pesci d’acqua dolce. Se fosse diventata salmastra, allora avrebbe dovuto salvare tutti gli esemplari di entrambe le specie! Quindi, o Noè ha portato nell’Arca coppie di tutte le specie di pesci d’acqua dolce, o tutte quelle d’acqua salata, o tutte — proprio tutte — le specie acquatiche esistenti! (Si consideri che il famoso Acquario di Genova, ben più grande dell’Arca di Noè, contiene un infinitesima parte delle specie marine esistenti!).

    Se le montagne prediluviane (prima, cioè del 2370 a. C.) fossero state alte come l’Everest, la pressione sarebbe stata 880 volte superiore all’attuale, l’atmosfera sarebbe stata costituita dal 99,9% di vapore acqueo, rendendo impossibile la respirazione.

    La quantità d’acqua necessaria a ricoprire l’Everest, sarebbe stata pari a 4.400.000.000 km3, cioè più di tre volte la quantità (1.370.000.000 km3) di acqua attualmente contenuta negli oceani. Quest'acqua, secondo quanto scrivono i TdG, sarebbe stata sospesa sopra la "distesa", evidentemente sotto forma di vapore acqueo. Dal punto di vista termodinamico, la condensazione di questa immensa massa di vapore acqueo in acqua avrebbe provocato un'innalzamento della temperatura dell'atmosfera a livelli elevatissimi (nota: link esterno)

    Non è comunque possibile che la 'montagna' più elevata, al tempo del Diluvio, fosse di 43 m., perché per innalzare tali rilievi da 43 m. all’altezza dell’Everest (oltre 8800 m), si sarebbero dovute manifestare forze talmente catastrofiche che avrebbero reso impossibile la sopravvivenza dello stesso Noè, nonostante l’Arca. [3] Ci vuole una "fede" davvero straordinaria per credere che le catene montuose, come l’Himalaya, e gli abissi oceanici si siano formati dopo il 2370 a.C., anno in cui, secondo i Testimoni di Geova, caddero le acque Diluvio!

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #3
      La Bibbia è un libro fortemente simbolico: Dove alcuni fatti (accaduti e riportati con piò o meno enfasi, più o meno fedelmente) sono presi a base per esprimere concetti, idee, filosofie, suggerimenti.....
      Và letto chiaramente con un quadro d'assieme, non certo a compartimenti stagni. Nel caso di Noè, l'Arca rappresenta molte cose: La Salvezza, la Provvidenza di Dio, Israele popolo eletto, la Chiesa che naviga sopra le acque tumultuose del mondo.....
      amate i vostri nemici

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Troppo ambigui i libri sacri per utilizzarli fuori da un ambito archeologico.
        Comunque qualcosa successe davvero e a raccontarci come andarono le cose sono stati, fra altri indicatori, anche i pollini.

        E si arriva agli antefatti dove invece di essere allagati si ebbe una estesa

        Svelato il mistero del crollo delle civiltà. Grazie al polline
        Una nuova tecnica permette di ricostruire la devastante siccità che mise fine all'Età del Bronzo

        Cosa successe 3.200 anni fa sulle rive orientali del Mediterraneo?

        "In pochissimo tempo, l'intero mondo dell'Età del Bronzo crollò", racconta Israel Finkelstein, archeologo dell'Università di Tel Aviv. "L'impero ittita, l'Egitto dei faraoni, la civiltà micenea in Grecia, il regno di Cipro, celebre per la produzione del rame, la grande città-mercato di Ugarit, sulla costa siriana, le città-Stato cananite, sotto l'egemonia egiziana: tutte queste civiltà scomparvero, e solo dopo qualche tempo furono rimpiazzate dai regni territoriali dell'Età del Ferro, come quelli di Israele e di Giuda".

        Il mistero fa discutere gli scienziati da decenni. Si è pensato a guerre, pestilenze, disastri naturali improvvisi. Ora Finkelstein e i suoi colleghi ritengono di aver trovato una soluzione studiando particelle di polline estratti dai sedimenti estratti sul fondo del lago di Tiberiade (o mar di Galilea). A mettere in crisi quelle civiltà fu la siccità, anzi una serie di gravi periodi di siccità succedutisi nell'arco di 150 anni, tra il 1250 e il 1100 a.C. circa.

        L'équipe ha preso in esame campioni di sedimenti depositati sul fondo del
        lago nel corso degli ultimi 9.000 anni, ed estratti grazie a carotaggi fino a 18 metri di profondità.

        Le "impronte digitali" delle piante

        "Ci siamo concentrati sull'intervallo di tempo tra il 3200 a.C. e il 500 a.C.", spiega Dafna Langgut, palinologa (ossia studiosa di antichi pollini) dell'Università di Tel Aviv e autrice, assieme a Finkelstein e al geologo dell'Università Thomas Litt, dello studio, pubblicato questa settimana sulla rivista Tel Aviv: Journal of the Institute of Archaeology of Tel Aviv University.

        Studiando campioni di polline prelevati da strati di sedimenti depositati a intervalli di un quarantina d'anni, gli scienziati sono riusciti a ricostruire i cambiamenti avvenuti nella vegetazione. "I granelli di polline sono le 'impronte digitali' delle piante", dice Langgut. "Sono utilissimi per ricostruire le condizioni della vegetazione e del clima nell'antichità".

        Intorno al 1250 a.C., gli scienziati hanno notato un netto calo della presenza di querce, pini e carrubi, la tradizionale flora del Mediterraneo durante l'Età del Bronzo, e un aumento delle piante che si trovano di solito in regioni semiaride. Si notava anche una grossa diminuzione degli ulivi, segno di una crisi dell'agricoltura. Tutto insomma faceva pensare che la regione fosse afflitta da siccità gravi e prolungate.

        Carestie e tumulti
        Gli anni fondamentali per il crollo, prosegue Finkelstein, furono probabilmente quelli tra il 1185 e il 1130 a.C., ma si trattò di un processo che avvenne su un arco di tempo abbastanza lungo. "Secondo me il cambiamento climatico può essere considerato una sorta di scintilla che diede il via a una serie di eventi a catena. Ad esempio, il crollo dei raccolti costrinse alcuni gruppi che abitavano nelle regioni settentrionali a migrare in cerca di cibo, magari scacciando altre comunità che a loro volta si spostarono per terra e per mare. Questa reazione a catena suscitò guerre e distruzioni e mise in crisi il delicato sistema commerciale del Mediterraneo orientale.

        Le conclusioni raggiunte dagli scienziati, anche grazie alla datazione al radiocarbonio, coincidono quasi alla perfezione con i pochi resoconti storici del periodo, che appunto narrano di carestie, interruzioni delle rotte commerciali, tumulti, saccheggi e guerre per impadronirsi delle scarse risorse. La tarda Età del Bronzo fu anche il periodo in cui bande di predoni, detti "Popoli del mare" cominciarono a razziare le coste della regione.

        La crisi finì solo con il ritorno delle piogge, quando le comunità costrette al nomadismo dalla fame poterono tornare stanziali.
        Last edited by Il gatto; 17-07-2014, 09:19.

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        • arecata
          • 03/04/13
          • 5519

          #5
          Mi raccomando, non voltarti indietro a guardare, potresti diventare una statua di sale.....

          oppure esser fulminato dall'arca dell'alleanza
          Pánta rhêi hōs potamós

          arecata è il 2° nick-name di Blasel

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #6
            Are, nella Bibbia dietro ogni fatto raccontato ci stà sempre un insegnamento.....
            Se la leggi come un manuale o come una raccolta storica, ti perdi.
            amate i vostri nemici

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Beh, mica tanto ove ha un senso ragionevole tanto che gli israeliani usarono delle indicazioni bibliche per passare in un posto sconosciuto a tutti con i carri armati fregando gli egiziani.
              Solo che appunto le informazioni sono cosa diversa dagli insegnamenti che ci si vogliono vedere e che si vedono anche nei fondi di caffe o nelle budella di qualche povera bestiola.
              Pure sodoma e gomorra sono saltate fuori, e' l'insegnamento che si e' visto al contorno invece a non trovare conferma.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Nel 1200ac nel mediterraneo successe un bel botto, uno dei tanti terremoti intensi dove ando' distrutta micene.

                La distruzione di Micene nel 1200 a.C.
                La distruzione di Micene nel 1200 a.C. di Becky Oskin I Micenei sono considerati i primi Greci. Hanno ispirato e forse tirato le fila de...


                Questa data collimava con un'ipotesi elaborata qualche anno prima da un geologo greco Angelo Galanopulos il quale, analizzando alcuni episodi della Bibbia (i "tre giorni di buio", i terremoti, la divisione delle acque del Mar Rosso), concluse che in quell'anno un'esplosione vulcanica doveva aver interessato il Mediterraneo orientale. Inoltre, leggendo le numerose trascrizioni dei testi platoniani, il geologo affermo' che si era verificato un errore che aveva moltiplicato per dieci le cifre originariamente riportate: Atlantide finiva per identificarsi con Thera e, leggendo 900 invece di 9000 anni anche il periodo della scomparsa di Atlantide coincideva con l'eruzione che distrusse Santorini.


                Un periodo movimentato che fa pensare anche ad onde di tsunami scaricatesi sulle coste mediorientali che per chi ci stava poteva benissimo apparire come una cateratta del cielo aperta da dio che li colpiva.
                Idea sempre molto diffusa nell'immaginario collettivo ante tecnologie per cui i sacrifici per placare il dio in carica erano ordinaria amministrazione.

                Ne e' un caso che le religioni dell'ammore si fundino su un sacrificio umano che chiede infiniti sacrifici.


                Comunque tutto cio' checesists lascia e con le indagini la pistola fumante viene fuori.

                L'alluvione che originò il Mediterraneo
                Ricostruita la gigantesca inondazione che più di 5 milioni di anni fa riportò l'acqua nel bacino
                http://www.tanogabo.it/Origine_mediterraneo.htm
                Last edited by Il gatto; 17-07-2014, 10:15.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Are, nella Bibbia dietro ogni fatto raccontato ci stà sempre un insegnamento.....
                  Se la leggi come un manuale o come una raccolta storica, ti perdi.
                  Si tratta di un monte di origine vulcanica (stratovulcano). Le ultime eruzioni risalgono all'età del bronzo. La cima è sempre innevata, con presenza di ghiacciai. Secondo la sua orogenesi, nacque durante lo scontro delle placche africana contro l'asiatica.

                  Secondo la Bibbia, Noè approdò sulla sua cima dopo che il diluvio universale, scatenato da Dio per punire gli uomini terminò dopo 150 giorni (circa 5 mesi).

                  La leggenda vuole che l'Arca di Noè sia ancora sulla montagna, come riferito da alcuni viaggiatori, tra cui Marco Polo. A partire dal XIX secolo alcuni esploratori si sono avventurati sul monte alla ricerca dell'Arca, tra cui l'astronauta James Irwin e l'ingegnere Angelo Palego. Su alcune fotografie del monte è presente uno strano oggetto non identificato che qualche studioso biblico ipotizzò essere i resti dell'Arca di Noè, l'oggetto è conosciuto con il nome di Anomalia dell'Ararat.
                  http://it.m.wikipedia.org/wiki/Ararat

                  Le nostre arche non le fanno vedere, ma sono piu' robustine.
                  Pero' la fine del mondo ultima sicura, parola di maya doc di mille anni fa ne' arrivata.
                  http://m.youtube.com/watch?v=_TlozNflz9w
                  Last edited by Il gatto; 17-07-2014, 20:18.

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