Dietrologo è facile, se hai problemi con la realtà e la percezione, provi a gettarti da un palazzo alto, da un dirupo, viadotto...a te la scelta. Poi ci dici della realtà percepita, cosa esiste o no.
Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
Se pensi che la realtà non sia tutta così come è e che si crei con la nostra percezione, allora pensare di volare o di rimbalzare da una caduta dovrebbe creare un'alternativa alle classiche e ben note leggi fisiche.
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ma è quello che vi sto dicendo , se mi getto dal dirupo creo una mia realtà che mi porterà alla percezione del cranio sfondato quando atterro , ma che non esiste se non creo queste condizioni
Dire che una realta' non ti impatta quindi non esiste, per te, e' cosa diversa dal dire che non esiste e che e' la tua mente a renderla esistente materialmente e non solo mentalmente.
Cio' per una teoria che avevi indicato tempo fa e che portava a certe conclusioni dove, a livello atomico, la pertubazione introdotta dall'osservatore genera stati di esistenza delle particelle che in assenza di osservatore non ci sarebbero.
Solo che quelle sono le interazioni fra due entita' esistenti e sempre senza interazioni non esiste percezione.
Ti stai già rispondendo da solo per il solo fatto di non buttarti di sotto. Sai già che la realtà è questa e che sei legato come tutti noi alle leggi della fisica. Non è quello che tu credi esista, ma c'è quello che passa il convento, che piaccia o no.
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E allora buttati. Ma tanto non lo fai perchè fra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare e le chiacchiere filosofico-quantistiche son chiacchiere per passare il tempo come va tanto di moda ora.
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Non è fanatismo scientifico. Non fare anche tu quello che si offende perchè gli viene smontato il giocattolo e non si sente dire quello che vuol sentirsi dire. Perchè alla fine è così.
E perchè con la fisica ti puoi anche trastullare un pò ma poi tanto prendi la fregatura perchè non la si può ridurre a chiacchiere da bar.
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la realtà è quella a cui credo esista , come il selvaggio che tirava frecce agli aerei pensando di abbatterli
Ma proprio per precisare poi un "realta'" ambiguo si entra nei sottoinsiemi della realtà soggettiva che produce in genere sensazioni e realtà oggettiva che produce in genere effetti, salvo combinarsi in vario modo per produrre vari risultati.
Beh il discorso non era proprio questo.
Se la percezione rendesse reale l'irreale una figa di gomma o una masturbazione sarebbero assimilabili ad una figa viva, invece così non è a prescindere perché le due fighe producono risultati diversi.
E così, parlando fighe, abbiamo offerto il sacrificio al dio del forum.
Ma non mettere la testa sotto la sabbia come sempre.
Perchè il problema è la creazione della nostra condizione da parte proprio del tuo caro dio. Ma che senso ha?
Ragiona una buona volta. Stai sempre a parlare della debolezza umana, delle contraddizioni, del bene e male e le scelte, ma son tutte cose derivate da dio che ha fatto il creato e noi e di conseguenza emergono i relativi problemi e contraddizioni.
Non è citando un versetto che risolvi, anzi, aumenti solo il problema e passi tu da solito ingenuo o colui che si defila perchè non sa che dire.
Delle due l'una, carissima: Non ci sono vie di mezzo. O Dio non esiste e noi siamo su questa terra per caso, per un fortuito incontro di aminoacidi, oppure Dio c'è e ci ama. Pazzamante!
Rubbia ha proposto una bellissima relazione intitolata dal quotidiano Liberal così: “La vita sulla Terra ha un solo Padre“. Citiamo alcuni passaggi: «Con alta precisione, oggi vediamo che il cosmo è straordinariamente unico, caratterizzato dal valore ½° =1. La natura dell’universo non è dunque casuale, essa è il risultato di un evento unico e straordinario, possibile solamente per questo valore [...]. Grazie a potentissimi anelli di collisione tra fasci di altissima energia, è possibile ripetere le fasi iniziali dell’evoluzione della materia cosmica, con la creazione nel laboratorio di tutta una serie di straordinari fenomeni che ci permettono di esplorare le condizioni dell’Universo fino a qualche miliardesimo di secondo dopo il big-bang. Anche a questi incredibili istanti, la creazione iniziale era già un fatto compiuto. L’uomo di scienza non può non sentirsi umile, commosso ed affascinato di fronte a questo immenso atto creativo, così perfetto e così immenso e generato nella sua integralità a tempi così brevi dall’inizio dello spazio e del tempo. Vanno ricordate le fasi successive di questa immensa trasformazione a partire dalla creazione fino al giorno d’oggi. L’universo si è evoluto in maniera unitaria e coerente, come se fosse un unico tutto. Ricordiamo a questo proposito le parole della Genesi, dove si dice: “Dio pose le costellazioni nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona”». http://www.uccronline.it/2012/01/04/...atto-creativo/
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