Peccato originale

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #556
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Fermati a ciò che sei te, amico mio: Prova a fare introspezione per un minuto. Un minuto solo.

    "La realtà del peccato, e più particolarmente del peccato delle origini, si chiarisce soltanto alla luce della rivelazione divina. Senza la conoscenza di Dio che essa ci dà, non si può riconoscere chiaramente il peccato, e si è tentati di spiegarlo semplicemente come un difetto di crescita, come una debolezza psicologica, un errore, come l'inevitabile conseguenza di una struttura sociale inadeguata, ecc. Soltanto conoscendo il disegno di Dio sull'uomo, si capisce che il peccato è un abuso di quella libertà che Dio dona alle persone create perché possano amare lui e amarsi reciprocamente."

    http://www.vatican.va/archive/catech...1s2c1p7_it.htm
    ma guarda che io non ho nulla da obiettare su questo aspetto che citi ora;

    è il resto della cosmogonia, quello che qui non citi, a non quadrare con questo;
    la scorrettezza sta esattamente nel citare brani autosufficienti di un tutto dottrinario che invece è contraddittorio e insostenibile quando "messo a sistema" nella creazione, il bene e Male, il libero arbitrio, il peccato originale, ecc...

    tu che ami citare le evidenze storiche dovresti essere il primo a notare che da millenni tutti gli esegeti, teologi e filosofi sono divisi; altrimenti, sarebbero da sempre tutti d'accordo, no ?
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Vega
      Opinionista

      • 04/05/05
      • 17951

      #557
      Girala come vuoi Cono ma tanto ripetere la cantilena non risolve il problema del fatto che il male esiste perchè la sua esistenza l'ha contemplata dio stesso, che sia nella libertà o altro.
      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66028

        #558
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        ma guarda che io non ho nulla da obiettare su questo aspetto che citi ora;

        è il resto della cosmogonia, quello che qui non citi, a non quadrare con questo;
        la scorrettezza sta esattamente nel citare brani autosufficienti di un tutto dottrinario che invece è contraddittorio e insostenibile quando "messo a sistema" nella creazione, il bene e Male, il libero arbitrio, il peccato originale, ecc...

        tu che ami citare le evidenze storiche dovresti essere il primo a notare che da millenni tutti gli esegeti, teologi e filosofi sono divisi; altrimenti, sarebbero da sempre tutti d'accordo, no ?
        E' il contrario, semmai! Stiamo parlando di cose altissime: Di Misteri che in qualche modo ci superano, Axe. La Vita, la Morte, la nostra realtà di debolezza, il fine-ultimo delle nostre esistenze.....
        Non ci si trova d'accordo sul Milan e sull'Inter, su Grillo e il P.D. e pretendiamo univocità sulle domande ultime? Via....
        Ciò che deve rallegrarci è il fatto che l'Uomo se le faccia, queste domande. Che non si limiti a vegetare. Che cerchi, appassionatamente, un significato al suo gioire, lottare e soffrire quaggiù, sotto le stelle.
        amate i vostri nemici

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #559
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          E' il contrario, semmai! Stiamo parlando di cose altissime: Di Misteri che in qualche modo ci superano, Axe. La Vita, la Morte, la nostra realtà di debolezza, il fine-ultimo delle nostre esistenze.....
          Non ci si trova d'accordo sul Milan e sull'Inter, su Grillo e il P.D. e pretendiamo univocità sulle domande ultime? Via....
          Ciò che deve rallegrarci è il fatto che l'Uomo se le faccia, queste domande. Che non si limiti a vegetare. Che cerchi, appassionatamente, un significato al suo gioire, lottare e soffrire quaggiù, sotto le stelle.
          questi sono sentimenti, legittimi finché vuoi, da vivere personalmente; io non ho niente in contrario, e magari li posso pure condividere;
          ma certamente non proporli come parametro pubblico di "verità" per gli altri.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17951

            #560
            Ancora con la "fintotontaggine". Misteri di che?

            State a fare due scatole galattiche sulla vita e la morte, la cui origine non mancate mai di far presente.
            Poi quando fa comodo tutto diventa misterioso, tanto per cercare di tappare i buchi o far tacere l'interlocutore.

            Ma per favore.
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #561
              E qua Axe collimiamo, vivaddìo! PROPORLI è l'esatto contrario di IMPORLI.
              Tutto, per quel che riguarda la Parola di Dio, è sottoposto alla nostra libertà. Come citato nel passo col quale ho risposto a Vega.
              amate i vostri nemici

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #562
                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                Ancora con la "fintotontaggine". Misteri di che?

                State a fare due scatole galattiche sulla vita e la morte, la cui origine non mancate mai di far presente.
                Poi quando fa comodo tutto diventa misterioso, tanto per cercare di tappare i buchi o far tacere l'interlocutore.

                Ma per favore.
                Sei sempre su "religioni e spiritualità": Vuol dire che la cosa (il MISTERO) ti interessa, ti interroga. In modo più o meno consapevole, Laura.
                Ed è giusto così. E' naturale che sia così! Siamo stati creati a Sua immagine. Creati per la Vita. E mai il nostro animo potrà riposare e acquietarsi se prima non trova una qualche risposta al mistero opposto: Quello della Morte.
                amate i vostri nemici

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                • Vega
                  Opinionista

                  • 04/05/05
                  • 17951

                  #563
                  E ti pareva che non tirasse fuori che chi interviene qui sotto sotto cerca dio, un senso & c.

                  Non ti convince il fatto che vi si voglia solo smontare le cavolate, le bugie religiose, dottrinarie o quel che sono?
                  Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #564
                    Prego. Accòmodati. Settimane fa hai detto che se smonti la Chiesa ti fanno benefattrice dell'umanità, no?

                    Ti saluto bella. A domani.
                    amate i vostri nemici

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #565
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      infatti, una nozione pienamente etica, il libero arbitrio, la "libertà" che comporta una nozione cosciente di "peccato" è concepibile solo nel quadro moderno di libertà dal bisogno e dall'immediato, per cui il forte e giovane di oggi, potendo contare su un'aspettativa di vita maggiore e l'ipotesi di trovarsi in condizioni analoghe, si identifica nell'anziano, nel debole o nel povero e conviene un'etica della simpatia rispetto a quelli;

                      persino i genitori fino a un paio di secoli fa si affezionavano tardi ai figli, per la naturale consapevolezza della probabile morte di un gran numero di neonati; ma oggi, gli ignari comprensibilmente proiettano retrospettivamente il sentimento noto nel passato, mancando completamente di comprendere una realtà che ai nostri occhi apparirebbe orribile;

                      se sei soggetto alla natura e hai fame, uccidi il bisonte ogni volta che puoi perché ti trovi nella scarsità dell'immediato; una volta che invece puoi prevedere le necessità future ti poni il problema in termini utilitaristici di ripopolamento;
                      solo nel momento in cui puoi allevare o nutrirti alternativamente sorge la coscienza e la conseguente responsabilità di fronte alla natura, che potresti distruggere 1000 volte con le armi nucleari;
                      il dio del bisogno era un ente a cui chiedere clemenza e obbedire o sacrificare, per timore;
                      il dio moderno è quello davvero ad immagine e somiglianza - poiché l'uomo è in grado di essere "padrone" - e sollecita responsabilità, elaborazione di soggettività per gli altri, gli esseri viventi, l'ecosistema, quali emanazione di un principio che si è evoluto concettualmente;

                      l'idea di una condizione umana etica originaria, con la stessa nozione di "peccato" o "Male" è solo il retaggio di una mitologia che doveva spiegare cose poco comprensibili poiché mancava l'esperienza psicologica della piena responsabilità;

                      il percorso verso la Modernità è stato tortuoso, perché al primo accenno antropocentrico mediorientale, il paleocristianesimo che si diffondeva in Europa ha risposto in senso retrogrado nel contesto di devastazione sociale della caduta di Roma;
                      è solo col Rinascimento e la Modernità, l'impulso alla cultura e alla scienza, il recupero dell'Umanesimo greco, che la coscienza ha preso pienamente il suo posto nell'elaborazione etica;

                      se si prescinde da questo quadro, tutte le elucubrazioni sul "peccato", il Bene e il Male", il senso storico e culturale dei vangeli - a prescindere dal credere o meno nel profilo soprannaturale - diventa impossibile elaborare in modo sensato un significato attendibile, soprattutto se si genera ulteriore nebbia immaginando favolette creazioniste in cui Adamo assomigliava a Benedetto Croce e Eva a Scarlett Johansson
                      Un bel discorso ma prescinde totalmente da Dio, specialmente le righe sottolineate, dove bisogna pur ammettere che se il linguaggio è mitologico nulla cambia sul contenuto, è solo una questione di interpretazione che non si fermi solo alla lettera, confondendo un piatto di allora con uno di oggi.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #566
                        Ma mi dici che peccato di carattere etico, per di piu' collettivo, vuoi attribuire ad un ambiente del paleolitico dove ci si esprimeva a grugniti e l'unico pensiero era sopravvivere alle belve che ti davano la caccia per sbranarti?

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #567
                          Infatti se il troglodita avesse sentito i suoi grugniti alla radio avrebbe sicuramente pensato qualcosa di strano tipo: come fa un uomo a stare lì dentro, ascvlamando : "homo radio!", precorreva i tempi anche se non sapeva il latino.
                          Per me la forma è soggetta a cambiamento mentre la sostanza è immutabile.

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #568
                            Cambia la sostanza perché la colpa esiste se ne hai una consapevolezza che, come detto, deriva da una cultura pure complessa.
                            Mancando in quel contesto paleolitico una qualunque cultura, tanto meno quella che prendeva in considerazione le problematiche raccontate nella bibbia per la questione peccato originale, di quale colpa vuoi parlare?

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #569
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              Un bel discorso ma prescinde totalmente da Dio, specialmente le righe sottolineate, dove bisogna pur ammettere che se il linguaggio è mitologico nulla cambia sul contenuto, è solo una questione di interpretazione che non si fermi solo alla lettera, confondendo un piatto di allora con uno di oggi.
                              embè, certo che prescinde da Dio;

                              se tu stesso rivendichi - giustamente - la facoltà di pensare Dio come ti pare e non doverlo definire, come puoi pretendere che lo si prenda in considerazione dato che l'idea tua è diversa dalla mia, da quella di Cono e da quella di tutti gli altri ?

                              se te dico: vai giò al porto e prendi la nave Moby per Patrasso delle 13,50, vedrai che non ce se sbajia... ma per mettere qualcosa in un discorso, dobbiamo per forza darne una definizione; altrimenti è 'na presa in giro del padigliò dei matti
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #570
                                Interpretazioni non religioseModifica

                                Una lettura storico-critica della bibbia ha colto forti analogie tra il peccato originale e i miti delle origini e di un'età dell'oro perduta, presenti presso altri popoli.

                                Esiste, inoltre, almeno una terza possibile interpretazione dell'origine del male legata direttamente all'intenzionalità divina orientata in premessa a sacrificare i progenitori nell'ambito di un processo, si direbbe oggi, privo di garanzie giuridiche. Questa tesi attribuisce ad Adamo ed Eva un'incapacità assoluta di violare coscientemente la prescrizione divina che proibiva loro l'accesso all'Albero della conoscenza del bene e del male. I progenitori, infatti, prima di accedere al Frutto, non sarebbero stati in grado di percepire la differenza fra bene e male a causa della loro radicale "amoralità". Tant'è che per acquisire una coscienza morale è stato necessario "peccare", attingendo il frutto prodotto dall'albero della conoscenza del Bene e del Male. In altri termini, il peccato non poteva essere realizzato da chi non aveva alcuna coscienza né percezione del valore della Normatività divina e delle conseguenze della violazione (per i progenitori, infatti, prima della conoscenza del Bene e del Male ci sarebbe dovuto essere come unico Male il mangiare il frutto). Secondo questa tesi, in definitiva, Adamo ed Eva erano incapaci di intendere e di volere in termini etici e morali, dunque non sarebbero stati punibili. Un preciso riferimento neotestamentario a questa tesi sarebbe reso esplicito in Luca 23,34.

                                Una recente interpretazione[senza fonte] intende il peccato originale come degenerazione psicocognitiva dovuta al passaggio da forme di religiosità di tipo deista a quella relativa alle religioni rivelate. Questa transizione si sarebbe verificata a partire dal 10.000 circa a.C. col passaggio da forme di vita stanziale ai primi sistemi classisti e teocratici della storia. A seguito di tale trasformazione culturale l'uomo sarebbe caduto in una rappresentazione del sacro capace di produrre forme psicopatologiche (a livello individuale e sociale) così come descritto - ad esempio - dalla teoria psicoanalitica. In particolare la persistenza di una autorità morale esterna riesce ad influenzare le dinamiche edipiche da cui deriva una sovrastrutturazione del super io, ai sensi delle ipotesi di Sigmund Freud. Un ulteriore contributo deriva dal lavoro sull'aggressività umana di Erich Fromm. Da questo derivano quelle forme di psicopatologie e disturbi della personalità (sindromi ossessivo compulsivo, dipendente, evitante etc.) note da tempo alla psicologia classica.

                                Un'ulteriore interpretazione[senza fonte] suggerisce che la figura del serpente rappresenti la razionalità umana, come evidente dalla simbologia greca o araba nel caduceo o nel bastone di Asclepio, in cui simboleggia rispettivamente il commercio e le arti mediche. In una visione più ampia, il serpente rappresenta la natura stessa dell'uomo assetato di conoscenza.

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